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venerdì 20 aprile 2001

1) il postino suona alla vostra porta e individuate subito il contenuto della busta: non accettate il plico, rimandatelo al mittente lasciandolo nelle mani del portalettere; 2) trovate la busta nella cassetta delle lettere. Infilate il libro in un'altra busta, scrivendoci sopra il nome e l'indirizzo del destinatario: Silvio Berlusconi, Villa San Martino, 20043 Arcore (Mi). (Da "Il manifesto" del 17 aprile)

Non aprite quel libro?
Io questa campagna per restituire al mittente il libro di Berlusconi non la capisco. Non capisco dove sta la strafottenza. Come se B. fosse un comune mortale che al mattino si alza, guarda la cassetta della posta, toh! Mi sono tornate indietro centomila autobiografie. Lui ha tutto lo spazio che vuole, e intanto ha già fatto mandare al macero la copertina perché non gli piaceva. Cinque milioni di copertine. E che sarà mai? Se nella casa di (quasi) ogni italiano ci sono le sue Pagine Utili, ci può stare anche il suo libro illustrato.
"Non accettate il plico", "Infilate il libro in un'altra busta"… È una reazione che mi fa pensare. Ma proprio non posso dargli un'occhiata, prima? Da quel che si è capito dovrebbe essere divertente. No? Qualcuno forse teme di diventare berlusconiano soltanto sfogliandolo? Dopo che per anni è rimasto esposto tutte le sere al triplice bombardamento televisivo mediaset?
È una bella rivincita per il medium libro, a pensarci. Finora Berlusconi sembrava non averne mai avuto bisogno. Il suo successo era legato allo sviluppo di una tv commerciale di livello culturale medio-basso. Nel suo mondo i libri esistono, sì, ma come soprammobile chic (vedi il collezionismo del pupillo Dell'Utri). È vero, a un certo punto si è trovato in mano la Mondadori, ma così, per pura attrazione spontanea di capitali, e in fondo non è stato un grande affare, né per lui, né per la Mondadori (che probabilmente è una piccola voce in rosso nel roboante coro dei suoi bilanci).
La prima volta che ha provato a far politica con un libro è stato il grande lancio del Libro nero del comunismo al congresso di Forza Italia. E adesso ci riprova. Ma è consolante pensare che il grande vecchio di tutte le televisioni italiane, il diabolico persuasore occulto, l'autentico Grande Fratello… sia costretto, per spostare una miseria come il tre per cento dei voti, a ricorrere a un mezzo così terra-terra come la spedizione postale di un libro illustrato. Nell'era dei satelliti, di internet, di tutto il resto.
Fa quasi tenerezza… ma, soprattutto, fa' pensare. Non dev'essere così sicuro di vincere, se è costretto a ricorrere a una misura così straordinaria, un vero sconfinamento in un campo non suo. Spia del suo nervosismo è l'insoddisfazione per il risultato: prima la copertina da buttare, poi gli errori ("non l'ho scritto io, tanto è vero che è pieno di errori. Hanno pure sbagliato l'età dei miei figli!").
E allora: Lasciamo perdere questa idea di restituire il libro. Se proprio non ci va di tenerlo in casa ricicliamolo, come consiglia l'ARCI. (In verità, se mi arrivasse una copia la conserverei per i miei nipotini. Ma purtroppo, non essendo un "nucleo famigliare", la propaganda elettorale non mi tiene in considerazione in nessun modo).
Il modo migliore di rispondere per le rime a Berlusconi rimane sempre lo stesso: votare contro di lui. Cioè votare centrosinistra. Così che tutti questi miliardi risultino spesi invano. Penso sia l'unico modo di dargli un dispiacere - se è questo che ci preme veramente.

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