venerdì 25 maggio 2001









Cercasi libri gai (ma amabili) per ore liete

C'è stata la Fiera del libro di Torino e improvvisamente si sono scoperte dieci, cento, mille case editrici on line.
Dice il proverbio: se l'idea è buona, significa che è venuta già in mente a qualcun altro. (Ma sarà poi così buona l'idea?)
Dice un altro proverbio, coniato per l'occasione: c'è solo un individuo più buffo e triste dell'aspirante scrittore, ed è l'aspirante editore. Ora cerchiamo conferma. Vedi per esempio il sito www.ilcuratore.it. La veste grafica non è neanche male (ma questo non è un punto a favore: la grafica piace agli allocchi).

Apre finalmente al pubblico ilCuratore.it, una nuova realtà editoriale nata dall'idea e l'impegno di giovani che intendono offrire agli autori il supporto necessario per poter pubblicare e promuovere i propri testi

Eh, questi giovani… quante idee, quanti impegni… Alla voce "publicarsi un libro" (con una b sola, ma passi), c'informiamo meglio sulla filosofia dell'operazione:

Il popolo di aspiranti scrittori non cessa di stupire per creatività e mole di volumi prodotta ogni anno. Ma come fare a pubblicare?
Le strade sono molte e non tutte facili. Ai giorni nostri il libro soffre di una perdita di identità gravissima, è a disagio sul proprio terreno, la comunicazione, a causa dell’”aggressione” degli altri massmedia
.

Alberoni, Zecchi, Ceronetti, non potrebbero trovare parole migliori. Ma in fondo il panorama non è così sconfortante:

Il rapporto che c’era e c’è tutt’oggi tra il libro e il lettore però non è cambiato; con il libro si instaura una relazione intensa, ricca di emozioni che nessun altro mezzo di comunicazione è mai riuscito a sostituire.
I lettori sono diminuiti notevolmente ma quelli che non hanno perso il rapporto uono-libro
[uono?] sono diventati molto più attenti e scrupolosi. I nuovi lettori amano i romanzi e i racconti, la poesia ha perso terreno ed è rientrata nella categoria dei libri di “nicchia”.

Da questa amara constatazione, ilCuratore trae le premesse per una dichiarazione di poetica, cinica quanto si vuole, ma non scevra d'orgoglio. Come sarà, dunque, questo futuro libro "fai da te"?

“Il fai da te” dovrà basarsi su testi gai e amabili capaci di prefigurare al lettore alcune ore liete in compagnia del Vostro libro. Testi unici, nuovi tipi di scrittura senza ritenersi importanti e senza dare peso alla propria importanza.

E bravo Curatore. Stavo quasi per inviarti la mia autobiografia in tre tomi, poi ho cambiato idea. Anche perché, volendo essere pignoli (e io voglio sempre) a te sfuggono persino le acca nel verbo avere (Chi invece a fretta e vuole veder scritto su una copertina il proprio nome può giocare il tutto per tutto magari trovando sponsor per la pubblicazione o investendo su se stesso...).

Me la prendo tanto coi "giovani", come se i siti dei grandi editori fossero immuni da pacchianate… già… i grandi editori. La prossima settimana ci faccio un giro.

Altri siti sull'argomento (ma sulla seretà non mi pronuncio)

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