giovedì 14 giugno 2001

quelli veramente duri / se li fanno da soli, gli auguriQuanti anni hai (perso)?

I compleanni, pfui.
Cosa volete che m'importi se la ragazza se ne dimentica, le conquiline non ci fanno caso, la mia socia casca dalle nuvole?
Fino a sera ho temuto una congiura contro di me: una maledetta festa a sorpresa. A mezzanotte ho tirato un sospiro di sollievo: aaah. Entro nel nuovo anno in sublime solitudine.
Qualcuno me l'avrà già sentito dire: la lingua italiana (come altre) in materia di età cela un interessante paradosso. In realtà quando dico: "ho" 28 anni (ecco, l'ho detto), affermo di possedere proprio gli anni che ho già speso, che non "ho" più.
Alla domanda: "Quanti anni hai" vorrei più opportunatamente rispondere: "Non ho più 28 anni".
Certo, più sensato ancora sarebbe dichiarare quanti anni abbiamo davvero: quanti cioè ci restano da vivere. Purtroppo la vita non è sensata e non ci è dato di sapere quanti anni abbiamo veramente. Io me ne do una settantina, voi? (Sempre meglio darsene qualcuno in più).

Apparentemente non c'entra nulla.
Proprio ieri sentivo al telegiornale di un altro "ragazzo" che aveva ucciso la madre. Ci risiamo, pensavo. Dopo cinque minuti di servizio si scopre che il "ragazzo" ha 33 anni. Per carità, la tragedia rimane tale. Ma… ragazzo? A 33 anni?
Ecco cosa chiedo in occasione del mio 28esimo anno. Smettete di chiamarmi ragazzo. E già che ci siamo, smettiamola anche col giovane. Alla mia età c'è chi ha già una florida carriera alle spalle e davanti. Se loro non sono più ragazzi, non ho intenzione di esserlo io.

(Non chiedo molto. Altri hanno pretese peggiori. Jonathan, giovane speranza dell'italianistica, minaccia di "smettere di giocare al cuoco" da "ultratrentenne". Mi appello a chi abbia ricevuto il suo invito: mobilitiamoci affinché questo non avvenga mai. Jonathan, le tue cene ringiovaniscono. Io l'anno scorso rischiai di restare per sempre a 27, perché inseguendo Pier nel parcheggio ("Pier! Non puoi guidare! Hai bevuto trop…") inciampai nei miei stessi calzoni e scivolai sul duro asfalto lasciando centimetri e centimetri di pelle.
Bei tempi.
Ah, la gioventù. Avessi ancora… i miei 28 anni).

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