venerdì 14 settembre 2001

Io pago le tasse, bloody hell! Radeteli al suolo.
I debiti dei ricchi

Sarebbe un paradosso, se non fosse universalmente attestato: i poveri pagano i loro debiti meglio che i ricchi. Chi ha avuto un po' di soldi, o un po' di debiti, può confermarvi che è vero, a tutte le età e a tutte le latitudini.

Ecco una notiziola che nessuno riporta. Ma non è una bufala; forse semplicemente non interessa nessuno. Il futuro rappresentante USA presso le Nazioni Unite, John Negroponte, ha dichiarato che il debito americano con l'ONU deve essere saldato.

Di quanto si tratta? 2300 milioni di dollari. Il Congresso però se lo era già auto-ridotto a 582 milioni. Ora, cosa direbbe il tuo padrone di casa se un giorno tu ti auto-riducessi l'affitto? Se tu, unilateralmente, decidessi di pagare un quarto di quanto pattuito?

Dipende. Se il tuo padrone ha l'acqua alla gola, se è tormentato dai creditori, e tu comunque sono anni che non lo paghi, può anche darsi che ti ringrazi calorosamente. Questo è appunto il caso del padrone di casa ONU e dell'inquilino americano.

È un vecchio ritornello quello dell'ONU che non risolve niente, che non conta niente, che tanto vale convocare subito la Nato o, secondo Berlusconi, il G8 (e Colin Powell è ancora lì che ride). Nessuno si prende però mai la briga di spiegarci i motivi di tanta impotenza. Ma se l'ONU non ha soldi per pagare i caschi blu (ed è costretta a contrarre debiti coi governi) è anche perché il suo ricco debitore da anni non vuole saldare.

Se ora le cose cambieranno, appena un po', sarà una buona notizia, tra tante tragiche. Anche perché Negroponte è un diplomatico vicino ai repubblicani (era ambasciatore in Honduras quando Reagan finanziava i contras in Nicaragua), e i repubblicani fino a ieri quel debito non intendevano proprio pagarlo.

Cos'è cambiato tra ieri e oggi? I repubblicani devono essersi detti che per "guidare il mondo alla vittoria", come intende fare il loro Presidente, non si può essere insolventi verso lo stesso Mondo per centinaia di milioni di dollari.

È un bene? È un male? È un bene che l'Onu recuperi un po' della sua dignità. È un male se l'Onu diventa economicamente succube degli USA. È un bene che la grande superpotenza cominci a calare le arie. È un male pensare che senza le migliaia di vittime dell'11 settembre il debito non sarebbe mai stato saldato. È un bene, allora? È un male. Non so. Sono i bambini che ragionano in termine di "bene" e di "male" – ah, e i Presidenti.

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