martedì 18 settembre 2001

che colpa ho poi io se il New York Times non funzionaIl costo della vita (continua da ieri)

Gli inconvenienti di una Vita Umana supervalutata sono evidenti, dicevo, soprattutto in caso di guerre.
Tra gli anni '60 e '70 del secolo ormai scorso il Valore della Vita Occidentale ha probabilmente doppiato la curva esponenziale. Gli USA erano in guerra già da diversi anni contro il Vietnam quando, improvvisamente, dare la Vita per la propria Patria divenne, per i giovani cittadini USA, intollerabile. La loro Vita cominciava a valere troppo– specie in rapporto a quella dei piccoli Vietkong che morivano come mosche. Gli USA si ritirarono dal Vietnam perché il prezzo in Vite Umane era troppo alto. E da allora non sono più riusciti a combattere una guerra che fosse realmente tale. Le truppe di terra sono intervenute soltanto quando la sproporzione col nemico era tale da non poter veramente impensierire (Granada, Panama, per certi versi anche Somalia e Mozambico); quando invece il nemico aveva un esercito vero e proprio, USA e NATO hanno sostituito la guerra con la cosiddetta "operazione chirurgica": tonnellate di tritolo su Iraq e Serbia.
Non è mancato a noi occidentali 'illuminati' il tempo di criticare la viltà di queste operazioni. Ma anche manifestando contro i bombardamenti non mancavamo mai di proclamare che mai e poi mai saremmo andati in guerra contro serbi e iracheni. Ribadivamo in questo modo che le nostre Vite Umane valevano troppo: che non potevano essere spese per sollevare un Saddam Hussein o un Milosevic. Che si sollevassero da soli, i tiranni. Noi non avremmo dato un capello. (Anche se, naturalmente, eravamo tutti solidali con le povere Vite di curdi o cossovari).

Vorrei chiedere un esercizio di fantasia, sia ai miei amici sempre e comunque nonviolenti, sia a chi considera gli USA il baluardo della democrazia e della civiltà.
8 settembre 1943: l'Italia è nel caos. Il re fugge, Mussolini liberato dai tedeschi diventa il capo di uno stato fantoccio. I giovani italiani, cresciuti nella retorica del Ventennio, devono decidere da che parte stare. E a questo punto gli Alleati… bombardano l'Italia al tappeto, senza risparmiare ospedali, né ambasciate, né siti archeologici, nulla, per tre, quattro, sei mesi: poi, quando l'Italia è allo sfascio, negoziano una resa con lo stesso Mussolini, negandogli comunque qualsiasi tipo di aiuto economico, anzi stringendolo in un embargo internazionale, in attesa che il dittatore passi a miglior vita o si rovesci da solo.
Potete immaginare uno scenario simile? Bene, è quello che noi, Alleanza Atlantica, abbiamo fatto in Iraq e in Serbia. In teoria ci battevamo contro una tirannia, non contro un popolo: ma abbiamo preferito lasciare i tiranni ai loro posto e massacrare il popolo dall'alto, perché sapevamo che questo ci sarebbe moltissimo meno in termini di Vite Umane (Occidentali). E abbiamo lasciato curdi e cossovari in ostaggio dei tiranni e dei loro eserciti inferociti.

Le guerre degli anni Novanta sono state terribili. Ma noi Occidentali – che pure le abbiamo combattute – non ci siamo accorti di nulla. Nel frattempo il costo della Vita Umana in certe regioni del mondo precipitava. Oggi una vita afgana, o palestinese, vale veramente poco. Oggi a un giovane del Sud del mondo, con una speranza di vita ridicola, cresciuto nella dittatura, nella povertà, nell'ignoranza, nel fanatismo, costa relativamente poco arruolarsi nella Jihad come kamikaze. Costa una Vita: la sua. Ben poca cosa. I kamikaze abbondano quando e dove la Vita non costa più nulla.

E siamo a oggi. Bush ha dichiarato guerra contro il "Male", anche da parte nostra, a quanto pare. Non sappiamo ancora che tipo di guerra sarà (ribadiamo comunque la nostra scarsa attitudine a marciare e a sparare contro altre Vite Umane, per quanto poco possano valere). Speriamo tuttavia che non si tratti dell'ennesima vigliacca 'operazione chirurgica', che farebbe precipitare ancora di più il valore della Vita in una regione del globo, contribuendo così a creare migliaia di potenziali kamikaze.
Certe dichiarazioni dell'entourage della Casa Bianca ("sarà una guerra lunga"…) fanno ben sperare. Se gli americani sono convinti che il loro nemico è Bin Laden, o l'intero Afganistan, paghino il loro prezzo in Vite Umane, rovescino l'inumana dittatura dei talebani, arrestino Bin Laden. E se hanno bisogno dell'aiuto degli alleati, ci chiedano un prezzo in vite umane: vedremo poi noi, italiani, ed europei, se siamo ancora così entusiasti di far parte della Nato.
Le guerre sono cose veramente orribili. Specie se si mandano i missili a combatterle in vece nostra. Ma noi, che siamo cittadini di una Repubblica, abbiamo il dovere di ricordarci che non lo siamo diventati gratis: che migliaia di Vite Umane, di italiani, americani, inglesi… sono state spese affinché noi potessimo nascere liberi. E oggi la nostra vita vale così tanto anche per questo. Non scordiamolo. Non facciamo finta di niente.

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