giovedì 25 aprile 2002

Uno tra tanti:

Giordano Cavestro (Mirko)

Di anni 18 – studente di scuola media – nato a Parma il 30 novembre 1925 – nel 1940 dà vita, di sua iniziativa, a un bollettino antifascista intorno al quale si mobilitano numerosi militanti – dopo l'8 settembre del 1943 lo stesso nucleo diventa centro organizzativo e propulsore delle prime attività partigiane nella zona di Parma – Catturato il 7 aprile 1944 a Montagnana (Parma) nel corso di un rastrellamento operato da tedeschi e fascisti – Processato il 14/4/1944 dal Tribunale Militare di Parma – condannato a morte, quindi graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio. – Fucilato il 4 maggio del 1944 nei pressi di Bardi (Parma) in rappresaglia all'uccisione di quattro militi, con Raimondino Pelinghelli, Vito Salmi, Nello Venturini ed Erasmo Venusti.

Parma 4/5/1944

Cari compagni,

ora tocca a noi.
Andiamo a raggiungere altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia.
Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.
Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vista di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.
La mia giovinezza è spezzata, ma sono sicuro che servirà da esempio.
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

Cara mamma e cari tutti,

purtroppo il Destino ha scelto me ed altri disgraziati per sfogare la rabbia fascista. Non preoccupatevi tanto e rassegnatevi al più presto alla mia perdita.
Io sono calmo.
Vostro
Giordano.

Dalle Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

Buon 25 aprile.

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