giovedì 23 maggio 2002

Nascita di un teppista
ti auguro un buon 18 maggio e la tua verve e livore usali per chi il potere ce l'ha davvero… (Colbi)

Io sono generalmente considerato un ragazzo beneducato, anche troppo nell'ambito noglobbal, dove infatti generalmente mi chiamano borghese, boy scout, sbirro, nazista, stalinista, tornatene in bocciofila, pompiere filo DS. diessino, sottospecie, surrogato, candidato da circoscrizione, ecc. (tutti insulti documentati). Ma non ci posso fare niente, è l'educazione che ho ricevuto, e che ogni tanto salta fuori, a proposito o no.
"Ehm, ragazzi, non va bene tirare le bottiglie di vetro sui vigili urbani".
"O, ma vaffanculo, dio *****"
"E poi non si bestemmia, ecco".

Per esempio, io sono contento che la manifestazione di Modenaperta sia andata bene, senza (quasi) incidenti. Ma sono anche contento che "l'associazione tematica DS Viveresicuri" abbia fatto sparire in poche ore le scritte sui muri dell'ospedale S. Agostino. Infatti, io non amo le scritte sui muri, che trovo incivili, perché se tutti usassimo i muri per scrivere quello che pensiamo sarebbe un bello schifo. Giusto per rendersi conto di che razza di borghese sarei, in partenza.
Eppure, proprio di un ragazzo beneducato e benpensante come me, l'amministrazione comunale di Modena riuscirà a fare un teppista.
E ora vi spiego il perché.

È uscita una settimana fa, a pagina 15 della Gazzetta di Modena: il Consiglio Comunale di Modena promuove la Tobin Tax. La notizia, cascata per caso nei giorni in cui non si discuteva che di CPT, non mi ha stupito più di tanto, ma, come dire mi ha un po' addolorato.
Non è che io non apprezzi la Tobin Tax: anzi. In effetti io, benché non ci tenessi molto, sono uno dei coordinatori provinciali della campagna di raccolta firme, ruolo che svolgo da cinque mesi in maniera, lo ammetto, piuttosto discutibile. Tanto che spesso, tra un banchetto e una riunione in un sindacato o un forum o un incontro, mi viene da chiedermi chi me l'ha fatto fare, visto che non avevo mai raccolto una firma in vita mia, né tra i miei sogni aperti da bambino (astronauta, regista, chitarrista rock) c'era mai stato quello di fare il "coordinatore provinciale di una campagna di raccolta firme".
La risposta è molto semplice: l'ho fatto perché sono una persona civile e beneducata, forse troppo civile e beneducata, e Non So Dire Di No, neanche quando dovrei. Questo difetto mi mette costantemente di fronte ai miei limiti, che sono tanti e assodati. Per esempio: sono un pasticcione. Ma non sono un ingenuo. Almeno, non lo sono più.

Per essere onesti, infatti, avevo già sentito dire che esisteva una bozza d'ordine del giorno sulla Tobin Tax, stilata dai DS: e in quell'occasione, avevo anche trovato il modo di accennare informalmente ad alcuni esponenti del consiglio comunale che Attac, l'associazione che da mesi organizzava la raccolta firme a livello nazionale, avrebbe ben gradito un'offerta concreta. Raccogliere firme, infatti, è un'attività dispendiosa, specie quando non si ha dietro un partito o un sindacato o un editore miliardario. Volantini, manifesti, adesivi, moduli, ecc.: tutte spese che l'associazione, appena nata, ha anticipato. I soci hanno dato molto: la quota di tesseramento è aumentata del 50% in un anno. E in tutti i banchetti non abbiamo chiesto solo delle firme, ma anche un euro o due, per autofinanziarci. Svariate amministrazioni comunali, provinciali (e almeno una regionale) hanno già approvato a loro tempo e stanziato una somma, più o meno simbolica, più o meno consistente. È un aiuto concreto, così come la Tobin Tax è una proposta concreta.

Questo ho cercato di spiegare, coi miei modi forse un po' troppo educati. E che risposte ho avuto? Mah, vedremo, riferirò, ecco, veramente, ecc.. Forse avrei dovuto usare più polso. Forse avrei dovuto essere più insistente e meno remissivo. Fatto sta che per un bel po' non si è sentito niente, fino appunto a una settimana fa.

Ora, io sono lieto che il Consiglio abbia dibattuto e votato la Tobin Tax, ma mettetevi nei miei panni:
è da quattro mesi che vado avanti e indietro con moduli, volantini e penne. Il gasolio lo paga la ditta Tondelli, che sostiene la campagna.
Un sabato sì e un sabato no sono in via Emilia a importunare i passanti: "Signora, ha firmato per la Tobin Tax?"
"Mo sì, ragasòl, son passata già due volte, ti ricordi mica?".

Dedico alla campagna parecchie ore, che sono costretto a sottrarre al sonno, il che ha un effetto assai negativo sulla qualità della mia vita.
E parlo solo di me, ma potrei parlare di tanti altri come me che hanno dedicato una consistente parte del loro tempo libero, della loro pazienza e del loro combustibile a raccogliere firme per la Tobin Tax. Tra i quali è giusto ricordare gli attivisti dei DS e della Sinistra Giovanile e di Rifondazione Comunista.

E dopo tanta fatica, immaginate che consolazione, sapere che Massimo Mezzetti ha tenuto una concione sulla Tobin Tax in Consiglio Comunale, spiegando "che applicando solo lo 0,1% alle diverse transazioni valutarie europee si assicurerebbe un gettito di circa 30 miliardi di euro. Un fondo che permetterebbe di aumentare le risorse per la cooperazione allo sviluppo!"
Ma pensa!
Si dimenticava però di aggiungere, Mezzetti, che l'1% dei suoi gettoni di presenza annuali sarebbe stato sufficiente a pagare la trasferta del sottoscritto a Frosinone per un seminario nazionale sulla campagna, trasferta che il comitato di Modena ha pagato di tasca sua.
Perché proprio a Frosinone? Perché il comune fu il primo in Italia ad approvare una mozione sulla Tassa, e invece di limitarsi alle belle parole, pensò bene di ospitare i delegati di tutta Italia in un albergo per il seminario di due giorni. Una piccola cosa concreta, ma non è che noi chiedessimo di più.

Invece, sapete quanto stanzierà il comune di Modena per la Tobin Tax? Un bello zero. Non ci hanno nemmeno invitato alla seduta consiliare! Temevano che saremmo arrivati con la ciotola dell'elemosina?
Ho telefonato alla referente DS per l'aria no global e mi ha detto: "Ops, ma l'hanno fatto davvero?"
Ho parlato al segretario della sinistra giovanile e mi ha detto: "Ehm, lo imparo da te".
E qualcosa in me si è rotto. La fede nel grande Partito, nel grande Comune Rosso? No, non credo. Forse, più semplicemente, i coglioni.

Sono andato alla riunione e l'ho detto a tutti: bisogna fare qualcosa affinché si sappia, chiaro e tondo, che il Consiglio Comunale di Modena, che si fa bello col mio lavoro, anzi, col mio volontariato, è un grandissimo cafone.
Mi hanno guardato tutti strano: ma come, tu, di solito sei così ben educato, così pronto al dialogo, vuoi fargli fare una brutta figura davanti all'opposizione? Eh no!
Tanto peggio, farò da solo. Andrò in giro per la città e griderò a chi mi vuole sentire che

IL CONSIGLIO COMUNALE è UN CAFONE.

Per ora lo scrivo qua, e voglio vedere se quelli di viveresicuri vengono a cancellarlo, brutti sbirri stalinisti di merda, valà che ci aveva ragione Colbi, ci aveva.

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