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venerdì 10 maggio 2002

Tante cose potrei scrivere, ma scusatemi, preferisco rimetter su il pezzo che ho scritto un anno esatto fa:

Anch'io ci provo con l'appello

Caro astensionista di sinistra,
pare che sarai proprio tu a mandare Berlusconi al governo stavolta…

No, aspetta, ho sbagliato approccio. È la sinistra governativa, anzi, questo ipocrita "centrosinistra", che deludendo i suoi sostenitori ha la responsabilità di aver consegnato l'Italia alle destre. Con i suoi proiettili all'uranio e la sua parità scolastica, le sue riforme lente e mal congegnate e questa sacra religione dell'Euro, che finora non ha cambiato la vita di nessuno. Va bene, va bene, va bene, va bene.

Perché discutere? Hai ragione tu.
Tu che non cedi ai ricatti, o con l'ulivo o con le destre. Giustamente. Sono i deboli che cedono ai ricatti.
Tu invece sei forte.
E beato te.

Caro astensionista:
Probabilmente tu sei molto più informato di me. Probabilmente la tua scelta è più coerente della mia. Ma che dico, "probabilmente"? Sicuramente. Tu non sei viziato dal pregiudizio che mi porta ad accettare qualsiasi schieramento abbia la possibilità di battere Berlusconi. Dal tuo punto di vista tra questo centrosinistra e questo centrodestra non c'è poi tanta differenza. E altri cinque anni di mediocre centrosinistra non sono poi così preferibili a cinque anni di Berlusconi, che distruggerebbero forse ogni residuato di società civile, ma potrebbero anche creare le premesse per una definitiva riscossa della sinistra.
Un rischio grosso. Bisogna avere un grande coraggio per affrontarlo. Questo coraggio tu ce l'hai, io no.

Caro astensionista, io mi rivolgo a te. Tu che sei coraggioso, che non cedi ai ricatti, che non rinneghi i tuoi ideali. Ti auguro di rimanere così per sempre. Ti chiedo, però, anzi ti supplico, di venir meno alle tue ferme convinzioni per un giorno solo, in tutta la tua vita. Domenica. Vota Ulivo. Ti prego.
Poi non ti seccherò più. Hai tutta la vita per protestare contro questa mediocre politica, questi rissosi schieramenti, queste riforme malfatte, l'ipocrisia delle guerre umanitarie, delle politiche della sicurezza, del federalismo. Io accetterò ogni tua critica, perché so che in fondo tu hai ragione e io ho torto, io che sostengo il centrosinistra malgrado tutto. L'avrai sempre vinta con me, te lo garantisco. Ma tu fammi questo piccolo favore. Tre crocette su tre schede, e ti sarò riconoscente per tutta la vita.

Non cerco di convincerti. Cerco di commuoverti. Vedi, se tu sei forte, io sono debole, e ho paura. Ho paura di cosa può fare Berlusconi, indisturbato, in cinque anni. Ho paura di come potrà conciare la scuola (non soltanto pubblica), l'assistenza sanitaria, la giustizia, in breve l'intera società. Ho paura di svegliarmi, tra breve, in un Paese dove sarò cittadino di serie B, condannato a usufruire di servizi statali o parastatali di serie B e a inquadrarmi nel target che una qualche tv commerciale avrà stabilito per me. (Non è fantascienza, ma è più o meno l'Inghilterra).
So che tutto questo non ti preoccupa più di tanto, ma ripeto, tu hai risorse morali che io non ho. Che milioni d'italiani non hanno. Pensa un poco anche a noi.
Certo, la cosa ti ripugna. Ma non lo devi dire a nessuno. Sarà il nostro piccolo segreto. E dopo domenica, non dovrai pensarci più.
I tuoi ideali non s'infrangeranno per così poco. Non se ne accorgeranno nemmeno. Gli ideali sono immutabili.

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