Visita <a href='http://www.liquida.it/' title='Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida'>Liquida</a> e <a href='http://www.liquida.it/widget.liquida/' title='I widget di Liquida per il tuo blog'>Widget</a> Leonardo

martedì 13 agosto 2002

La legge 185 sulla trasparenza del commercio delle armi, in discussione alla Camera il 25 giugno, ne è un esempio evidente. In aula, assenti coloro che avrebbero dovuto parlare, segretari di partito, ministri, e chiarire i perché di una scelta, contro cui si sono schierati in poco più di tre mesi 65mila persone, delegando la discussione a vassalli e valvassori, la cui buona volontà da una parte e l'assenza dall'altra sono state vittime dei numeri, emendamento dopo emendamento. La legge 185 non ha avuto sufficiente peso mediatico, così come la Tobin Tax proposta da Attac non ha trovato nell'agenda del movimento, dei social forum, visibilità. (R. Bagnato)

Dal Partito delle Buone Intenzioni

Luciano Guerzoni è il senatore del mio collegio. C'è una certa intesa tra noi, basata su patti chiari: io mi faccio i fatti miei, lui i suoi, e ogni 4-5 anni, se dimostra di essere tre millimetri più a sinistra di Giovanardi, lo eleggo.

In data 25 giugno, però mi ha scritto:

Anche a Sua firma è stata richiamata la mia attenzione sul DDL 1927 con riferimento alla eventualità che con la Sua approvazione, nel testo attuale, si modifichi la legge 185/90 sul commercio armi.
Informato che il DDL 1927 è attualmente all'esame dell'aula della Camera dei Deputati, allorché esso giungerà al Senato esaminerò il testo e deciderò il mio voto anche se posso assicurare che è mia intenzione salvaguardare la legge 185/90.
Si ringrazia per l'attenzione.
Cordiali saluti.


Io prendo atto della buona intenzione del senatore, anche se temo che non basterà a fermare il DDL 1927. In Senato, è vero, un po' di battaglia c'è stata, ma con questa maggioranza non si possono pretendere miracoli.

Ciò che mi lascia perplesso è:
Ok, ammettiamo che Guerzoni abbia visto la mia firma, ma come ha fatto a trovare il mio indirizzo?

Ma soprattutto:
Come ha fatto Guerzoni a vedere la mia firma se non ho firmato?

Ebbene sì. Non ho firmato la petizione contro il DDL 1927. Non per motivi politici, per carità, ma per pura disattenzione. Ero impegnato in altre cose, altre campagne. Quando mi sono ricordato che bisognava firmare la campagna era finita. Sì, sono l'esempio della dispersione del movimento, che a parte qualche momento conviviale nelle piazze non riesce a concentrare le proprie energie su uno o più obiettivi. È anche colpa mia se il DDL 1927 è passato alle camere nella disattenzione generale. Mi cospargo il capo di cenere. D'accordo. Ma rimango perplesso.
Come faceva Guerzoni a sapere che avrei firmato?

Forse, dopo tante legislature, ha maturato la capacità di leggere nel pensiero degli elettori a distanza. Un sogno.
Oppure sono stato inserito in una banca dati di "persone che firmano le petizioni". Banca dati piuttosto farraginosa, tra l'altro, visto che spedisce due lettere allo stesso nominativo presso lo stesso indirizzo. Bello spreco di carta, suppongo a spese del finanziamento pubblico dei partiti (cioè a spese mie).

Beh, forse dovrei ringraziare il senatore, che con rara sollecitudine ha dato voce anche alle mie intenzioni inespresse. Ma rimango perplesso. Io avevo intenzione di firmare e non l'ho fatto, Guerzoni aveva intenzione di salvaguardare la legge 185/90, forse ci si è anche impegnato, ma alla fine probabilmente non ce la farà. Forse ci meritiamo davvero l'un l'altro.

Guerzoni (se ci fossero dei dubbi) è diessino. Ora è noto come, malgrado i parlamentari non cessino d'aumentarsi stipendi gettoni e finanziamenti, il debito DS continui a rimanere nell'ordine delle migliaia dei milioni. Ormai si sono venduti tutti gli immobili, senza costrutto, e probabilmente neanche la vecchia barca di D'Alema all'asta risolverebbe il problema (la nuova è in cantiere).
Un sistema per tirarsi fuori dalla merda ci sarebbe, e lo mostra il caso Fiorentina: cambiare denominazione. Perché no? Il nome è già cambiato due volte in dieci anni, ormai l'elettorato si aspetta un'etichetta nuova a ogni legislatura.
Un nome che piaccia a base e vertice. Perché non chiamarsi (la butto lì) il Partito delle Buone Intenzioni?
Io lo voterei.
Ne ho già votati tanti...

(Il DDL 1927 modifica parzialmente la legge n. 185/90 sulla trasparenza e il controllo del commercio di armi, voluta negli anni '80 dalla società civile. Grazie a queste modifiche sarà più facile per l'industria bellica italiana vendere armi a chicchessia). Vedi Vita (il prestigioso portale del non profit).

Nessun commento:

Posta un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello. Di solito però ci metto molte ore. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un messaggio più breve, appena posso recupero tutto.