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venerdì 6 settembre 2002

Strange bedfellows

L’anticomunismo provoca strani compagni di letto (Edgar Hoover)
Destra-Sinist’, Destra-Sinist’ (Giorgio Gaber)

È più di sinistra Chirac, D’Alema o Berlusconi?

C’è un po’ di subbuglio nella mailing list di attac, perché pare che Chirac a Johannesburg abbia detto qualcosa di favorevole alla Tobin Tax (nessun linc a disposizione, mi dispiace, ero distratto).

Ma come, hanno detto alcuni, Chirac non è un personaggio di destra? Cosa c’è sotto? Vorrà strumentalizzarci, senza dubbio, ecc.… Altri fanno giustamente notare che la nostra Tassa preferita, per come fu formulata da Tobin negli anni Settanta, non era poi così ‘sinistra’, e semmai siamo stati noi a impossessarcene e a strumentalizzarla in senso radicale. Cosa che c’è riuscita piuttosto bene – ma perché non dovrebbe provarci anche Jacques Chirac? E chi siamo noi per stigmatizzarlo? I sacerdoti ortodossi di Tobin? Non credo.

Quanto a Chirac, senza dubbio è un leader politico di destra, e non brilla nemmeno per dirittura morale, anche se la carica di Presidente gli garantisce l’immunità.
Tuttavia mai come in questo caso la logica unidimensionale Destra vs Sinistra mi pare fuorviante. Solo perché non è della nostra parrocchia Chirac non potrebbe essere d’accordo con noi? Siamo sicuri?

In Francia esistono tre, quattro destre, e nessuna somiglia per forza alla destra italiana. C’è un’estrema destra fascista e xenofoba, che è forse quella che conosciamo meglio grazie a tv e giornali. C’è una destra moderata e liberista che spinge per le privatizzazioni, ma da quel che mi è parso di capire non è molto forte. Ma ancora ci sono gli anti-europei che si sentono svenduti alla Germania, i campagnoli oppressi dalla città, i Cacciatori contro i Verdi, ecc.… tutta gente non necessariamente entusiasta del neoliberismo.

In mezzo a tutto questo, c’è la massa critica del neo-gollismo, che non è un’ideologia e nemmeno un partito (Chirac ne ha già fondati un paio, direi), eppure esiste, e ultimamente si è rimesso anche a vincere le elezioni.
Cosa sia il neo-gollismo francamente non lo so, e credo che molti francesi anche di destra non lo sappiano. È un apparato di consenso che rifiuta di allearsi con l’estrema destra (magari per calcolo, ma con un’ammirevole coerenza, almeno negli ultimi anni) e mantiene la barra su un liberismo moderato. Quest’aggettivo, moderato, va qui inteso nel senso letterale, cioè opposto a quello che ormai gli diamo in Italia, dove i cosiddetti moderati sono in realtà gli ultras della politica neoliberista. Ma il neoliberismo stenta a ingranare le marce in Francia, un Paese tradizionalmente corporativo e protezionistico, con un Welfare tra i più sviluppati ed esosi al mondo (incidentalmente noto qui che è anche il secondo Paese al mondo secondo l’Indice di Sviluppo Umano).

Ora, dove credete che incontri le maggiori resistenze il neoliberismo in Francia? A Destra o a Sinistra? Chi credete che abbia privatizzato con più solerzia, la destra neogollista o la ‘sinistra plurale’ di Jospin? Io non lo so, ma dubito che l’equazione destra = neoliberismo funzioni così bene in Francia.

A dire il vero, ho qualche dubbio che la stessa equazione funzioni sempre anche in Italia.
Guardiamo agli ultimi giorni: chi c’è? To’, D’Alema. (continua lunedì)
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