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giovedì 24 ottobre 2002

Un Altro Mondo non è Gratis

Neri ha chiesto scusa. Bravo. Io però ci sto prendendo gusto e stasera scrivo al

>Distinto Luca Sofri,

volevo farle i complimenti per la puntata di martedì di Otto e mezza, in cui è stato dato ad Agnoletto, per una volta, lo spazio che si merita.
Senza avere le doti del grande comunicatore, Agnoletto è pur sempre un portavoce del Forum Sociale Europeo, in cui io mi riconosco – e tanto peggio per me, per noi, se non sappiamo trovarci portavoci più trascinanti. Ma insomma, questa volta gli è stato dato un po' più di tempo per uscire dal suo stereotipo di ometto stizzito, e mi pare che se la sia cavata, via.

("E i seimila violenti che, dice Piasanu, stanno partendo dal Canada per il Forum Europeo?"
"Mah, mi vedo costretto a ricordare al ministro Pisanu che il Canada non è in Europa".
Non male, non male, c'è da lavorare, ma… non male).

Mi ha solo un po' infastidito l'atteggiamento del suo collega, come si chiama, quello grosso. Certe domande sporche, ha presente? Sì, quel tipico voler estorcere dichiarazioni col cavatappi ("dunque lei afferma che il Ministero sta perseguendo una strategia della tensione?"), qualche colpo basso da talk show di terz'ordine, ("E Saddam perché lo difendete?". "Ma lei, che è il capo, cosa ne pensa…"), quell'aria sorniona da infiltrato ("Eeeh, io so come vanno le cose da voi nei movimenti…") poco plausibile, vista la stazza.

Però la domanda che più mi ha infastidito ("Chi vi dà i soldi?") tutto sommato era legittima. È giusto volerlo sapere, ed è giusto dare al portavoce lo spazio e il tempo per rispondere decentemente. Chi ci dà i soldi per fare tutto quello che facciamo? È una domanda che viene da lontano, striscia in rete nei forum e nelle mailing list, e io la sento perfino nell'aria, nelle piazze, quando mi capita una raccolta firme o una manifestazione. Chi ci paga quelle belle bandiere colorate? Chi ci finanzia la vita di attivisti?
Chi ci paga? Che un po' come dire: fancazzisti, andate a lavorare. Ma è anche una legittima curiosità. Visto che sono i soldi che fanno la differenza tra chi può protestare e chi non se lo può permettere. Chi ce li dà?

Agnoletto ha dato la sua risposta l'altra sera a Otto e Mezza. Mi è sembrato convincente, ma poco soddisfacente, come capita spesso coi portavoce. Parlano per tutti, e nessuno si riconosce. Per questo ho sentito il bisogno di dare la mia risposta personale. Chi mi dà i soldi? Sì, immagino, non gliene frega un granché. Ma rispondo lo stesso.

Ho 29 anni. L'anno scorso ero impiegato in una ditta senza articolo 18 – tre settimane l'anno di ferie. Due le ho prese in luglio per andare a Genova. Il biglietto del treno l'ho pagato io. Ma fin qui è poca cosa.
Dopo Genova sono entrato in un'organizzazione che vorrebbe darsi una struttura nazionale. Il che ha significato week-end a Roma, Napoli … non ho mai girato tanto l'Italia. A mie spese. Mi sono anche tesserato, e non è stato indolore.
Ma la vera botta è venuta con le ferie di Capodanno. Ho pensato di passarle in Palestina con Action For Peace. Il viaggio veniva mille euro tutto compreso, che per un giro turistico non sarebbe neanche male, ma per prendersi dei fumogeni in testa da Tsahal, beh… io poi mille euro non li guadagnavo in un mese. E in più mi sono anche dovuto comprare le mie belle kefie di cotone, i presepi intagliati in legno, tutta la chincaglieria tipica di qualsiasi mercatino rionale equo-solidale, ma avesse visto con che facce me la vendevano… è riuscito a scucirmi qualcosa anche un tale che pretendeva di farmi da guida alla tomba della Madonna.

("Guarda che io sono cattolico, per me la Madonna è assunta in cielo"
"Sì, sì, e io mussulmano, famiglia a Betlemme, non lavoro da sei mesi, dai…")

Il 2002 è trascorso così, tra collette e raccolte di fondi e tesseramenti – sono stato referente per la raccolta firme sulla Tobin Tax della mia provincia e lo sa Dio il gasolio che ho speso girando da ufficio comunale a ufficio comunale. Ma sono riuscito – siamo riusciti – a certificare più del triplo delle firme necessarie per portare la proposta di legge in parlamento.
Nel frattempo ho un nuovo lavoro, un po' più precario, ma meglio pagato – a patto che mi paghino, un giorno: l'ente preposto (il Ministero del Tesoro) versa in lievi difficoltà, ma io ho fiducia nelle istituzioni. A volte mi vengono dei dubbi: forse sto trascurando il mio lavoro per il movimento… ma alle riunioni del giovedì mi assicurano che è il contrario, è il lavoro che mi fa trascurare il movimento. Una soluzione al problema consiste nel dormire tre, quattro ore per notte.
L'altra sera, guardando la vostra trasmissione, ho scoperto che mi toccherà pure scucire trenta euro per aderire al Forum Sociale. Pagherò anche questo tichet, sperando che non includa le manganellate di qualche agente terrorizzato dai blecblòc canadesi.

A questo punto lei avrà già smesso di leggere, oppure sarà passato alla domanda successiva: perché? Perché butto via i miei (pochi) soldi così? Oltretutto la Rivoluzione non si può scontare dalle tasse, come una qualsiasi Porsche (in tempi di Tremonti-bis).
La risposta è banale: mi avanzano un po' di soldi e non so dove metterli – in Borsa? Andiamo. Tenerli in banca? A quel punto conviene spenderli. E li spendo. La Rivoluzione è la mia spesa voluttuaria.
Invece di drogarmi, o acquistare esosi Cd; invece di comprare libri che ahimè, non avrei il tempo di leggere o vhs che non avrei il tempo di guardare; invece di farmi sequestrare e torturare in qualche fumosa discoteca; invece di andare a puttane nel casino preferito dai calciatori, o masturbarmi davanti ai costosi calendari delle loro fidanzate… invece di fare tutto questo, io investo in un Altro Mondo Possibile.

È un buon investimento? Oddio. Rende qualcosina, se non in soldi, almeno in soddisfazioni, contatti umani, esperienza. Mi sembra di aver imparato molte cose in un anno e mezzo, e di aver pagato il prezzo che c'era da pagare.
Non creda, infatti, che io sia il tipo che butta via i soldi. Passo anzi per un tipo taccagno. E ho notato che siamo parecchi così nel movimento: gente arcigna, che si conta i centesimi in tasca, perché… perché lavora molte ore al giorno e se li suda, quei centesimi. Insomma, il contrario di quei stralunati figli di papà che si immagina il suo collega cicciottello (si vede che è da parecchio che non viene alle riunioni, più o meno da quando il kgb ha chiuso i rubinetti).

Per questo sono un po' stanco di sentirmi dare dell'ingenuo idealista. Venerdì mattina era sciopero, potevo stare a letto, invece mi sono alzato presto per andare a vendere giornali al corteo, una vitaccia. Coi soldi raccolti finanzieremo una festa. Coi soldi che raccoglieremo alla festa andremo al forum. E se poi al forum qualche poliziotto ci picchierà, dovremo anche sorbirci il giornalista che ha letto Pasolini e tifa per il povero poliziotto proletario. Bello stracciamento di coglioni, proletariamente parlando…

Ecco qui, ho risposto a tutte le domande. Ancora complimenti per la trasmissione e per il blog, e non mi saluti il suo collega stronzetto – per favore, non mi risponda che la stronzaggine fa parte del personaggio, non mi dica che è un abile comunicatore – via, se fosse così abile sarebbe a libro paga Berlusconi, come tutti. Invece tiene una trasmissione su La7…

A proposito, posso girare a voi la domanda? chi vi paga per fare informazione e approfondimento? Il giornale su cui scrivete, lo so, lo pago un po' anch'io. Infatti riceve un bel po' di soldi dallo Stato, in quanto organo di stampa del rinomato Movimento "Convenzione per la giustizia". Io, se devo essere sincero, lo leggo poco e non lo compro mai, perché non mi piace tanto. Ma mi sembra giusto che la legge salvaguardi il pluralismo delle opinioni. Sennò chi avrebbe in Italia, i soldi per pagare una redazione? Solo Berlusconi. E non sarebbe bello, vero?

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