mercoledì 13 novembre 2002

Stasera soltanto alcune incombenze, alcune piacevoli, altre meno, e tra le prime:

– Devo fare pubblicità occulta al ristorante Otello, che quando avevamo fame ci ha rifocillati, mettendo in crisi il nostro pregiudizio sui ristoratori fiorentini. Dalla stazione di Santa Maria Novella, è il primo ristorante che incontrate sulla via degli Orti Oricellari. Magari chi può vada a controllare se due primi e un arrosto di solito li fa a dieci euro, perché sospetto che sia stata applicata una speciale tariffa noglobbal. Solo perché avevamo facce simpatiche e qualche maglietta rossa, a rischio di spaventare le comitive giapponesi. E ci hanno pure raccontato le barzellette sui carabinieri.
La terza sera, il cuoco è uscito fuori a salutare:
"Ancora voi? O non vi s'era detto d'andar via?"
"Andiamo, andiamo, stiamo aspettando il treno delle dieci e mezza. C'è giusto il tempo di mangiare, spaccar tutto e andare via".
"Il corteo, tutto bene?"
"Pare di sì, ma noi abbiamo visto solo un sacco di gente. Alla tv hanno detto qualcosa?"
"La rai, quasi niente. La Sette ha fatto la diretta, ma c'era quello là… quello grosso… ormai scoppiava dalla rabbia. È berlusconiana, la Sette, sapete?"
"Anche lui ha pur bisogno di un canale, poveretto"

– A proposito, mi costa un po' farlo, ma devo pubblicamente chiedere sc… sc… con un conduttore di Otto e Mezzo, che mi ha fatto notare che nella trasmissione di cui parlavo venerdì nessuno litigava. È vero. Chiedo scusa. Gesù, mi sento Fonzarelli.

– Forum da parte, oggi è un giorno di festa. C'è un blog che soffia sulla sua prima candelina, e non è un blog qualsiasi.
Io, sapete, voglio bene a tutti i piccoli blog, ma ce n'è uno a cui voglio più bene degli altri, perché è il primogenito, il prediletto, perché se non fosse stato per lui la mia vita sarebbe diversa, perché ci sono andato in vacanza assieme e abbiamo scattato una foto sulla punta d'Europa, ecc., ecc., ecc.. Tanti auguri polaroid, cento di queste foto. E giovedì, chi può (tra Imola e San Giovanni Persiceto, almeno) provi a sintonizzarsi su radio città 103. Ci sarà molta confusione e io tenterò di mettere su i Kinks.
Perché non ve l'ho mai detto, ma nell'Altro Mondo, che è sicuramente Possibile, io farei il diggèi.

– Tornando a Firenze, fa piacere leggere tanti commenti positivi: fa tristezza invece notare il successo del termine new global, che avrebbe soppiantato quella vecchia fetenzìa di no global.
È passato un anno (e non pretendo che vi ricordiate) da quando scrissi qui cinque o sei motivi per non dire "no global". Il primo, assai banale, era linguistico: "no global" non è lingua inglese, è una patacca, ci fa fare brutta figura col movimento internazionale. (E ho letto che a Firenze francesi e spagnoli si sono lamentati per l'uso e l'abuso della lingua inglese nei lavori del forum).
Però io ho il sospetto che anche "new global" abbia lo stesso problema – oltre ad essere un brutto nome, intendo. Siamo proprio sicuri che un inglese direbbe "new global"? Siamo sicuri di non fare la stessa figura di Berlusconi quando dice "You know the history"? Ma poi perché dobbiamo necessariamente ricorrere all'inglese per capirci tra noi, visto che non lo sappiamo? È il segno di un disagio linguistico grave. Nel frattempo io continuo a usare il mio noglobbal storpiato, che ormai fa simpatia (se non puoi non commettere errori, ostentali).

– All'Otello, dopo le barzellette, il ristoratore ci ha raccontato di aver messo a tavola gente del forum anche durante il corteo.
"Mi hanno detto che per loro non era giusto andarci… che il corteo snaturava il forum".
"Beh…"
"Dicevano: abbiamo discusso e lavorato per tre giorni, quello è importante. Ma ora si fa un corteo e alla fine i giornali parleranno solo di questo".
"Sì, però così ha potuto partecipare tanta gente che è potuta venire solo sabato… gente che lavorava, che ha preso il treno stamattina…"
"Sarà".
Più ci penso e meno so dar torto al ristoratore dell'Otello. Di marce ne abbiamo fatte tante, sì, ma quand'è che s'inizia a parlar di contenuti?
Domani ci provo. Prometto.

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