sabato 7 dicembre 2002

Dice che se non avesse niente di meglio da fare (tipo salvare il Paese, fare tutte le Riforme, porre fine alla Guerra Fredda, portare la Russia nell'Unione Europea), la salverebbe lui, la Fiat.
E siccome come imprenditore sa il fatto suo, e poi s'è fatto da sé, noi non ne dubitiamo, anzi, già stiamo fantasticando il successo mondiale di cui godrebbe una

MediaFiat
Per prima cosa, direi, due begli air-bag di silicone, che i ragazzi ne vanno matti.
E per vivacizzare il parabrezza (che mostra sempre la stessa strada, una noia), ogni 500 metri le Tergicristalline uscirebbero a farsi un balletto, sulle note dell'hit del momento (il momento dura un paio di mesi).
Quando fai un sorpasso, partono le risate finte.

Per i format... ehm, intendevo, per i modelli, è inutile investire tempo e denaro nella ricerca, con tutto il ben di Dio che c'è all'estero e basta copiarlo: poi, una volta individuata una linea che piace al pubblico, continuare a propinarla per vent'anni in tutte le salse. Al salone di Torino presentata la 25esima versione della MediaFiat "Costanzo", quest'anno con poltroncine reclinabili di serie e autoradio auto-sintonizzzz…
Certe volte ci provano, a inventarsi (a copiare) qualcosa di nuovo, tipo quella station wagon sigillata all'interno da cui si può entrare e uscire solo ogni sei mesi. In tutto questo tempo l'automobilista è costretto ad andare in giro per l'Italia (seminudo, perché il riscaldamento è a 36° fisso) e tutti sono liberi di farsi i c a z z i tuoi. Il primo anno è stato un successone, ma ha stancato subito. Quest'anno la grande novità è la stessa station wagon, però col karaoke di serie. Uno strazio.

Qualche optional rigorosamente fabbricato all'estero, Olanda o Brasile, che fa più chic. Una MediaFiat non ti lascia mai a piedi. Tranne, naturalmente, se per disgrazia si spegne un anabbagliante: in questo caso inchioda e non vuole ripartire (brevetto geom. Galliani).

Una macchina così, gli italiani la comprerebbero per forza - anche perché non avrebbero alternativa. Sarebbero infatti liberi di scegliere soltanto tra MediaFiat e veicoli RAI, Ridicole Automobili Italiane, una partecipazione statale ormai dismessa in cui vengono parcheggiati gli ingegneri MediaFiat che avanzano e i progetti non strategici. Oppure si va in bici e in motorino. Curiosamente, la percentuale di gente in bici e in motorino aumenterebbe di colpo, ma smetterebbe di essere conteggiata nelle statistiche, perché è un dato che non interessa a nessuno.

La proprietà manterrebbe coi propri lavoratori un rapporto franco e collaborativo. E in Sicilia, si guarderebbero bene da licenziare chicchessia.
"Come sono andate le trattative coi dirigenti Mediafiat?"
"Beene, molto bbene, direi… gli abbiamo spiegato che i lavoratori e i collaboratori della MediaFiat sono una grande famiglia, ah? E che anche lorsignori tengono famiglia, non so se mi sono spiegato…"
"E poi".
"E poi gli abbiamo fatto una proposta che non possono proprio rifiutare".

****

Comunque Berlusconi ha ragione…
…quando pone il problema del rapporto Fiat-Ferrari.
A cos'è servito spendere miliardi su miliardi (più di qualsiasi altra scuderia) per avere una monoposto che vince tutte le gare, mentre le vetture di serie sprofondavano nell'anonimato?
Forse scrivere "Fiat" sulle monoposto non sarebbe una cattiva pensata.
Invece l'idea opposta (applicare lo stemma del cavallino sui cofani delle Punto) è veramente idiota.
Purtroppo gli idioti sono il target ideale della Mediafiat.

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