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venerdì 14 febbraio 2003

C'è vita oltre la Rai

Sabato, a Roma, ci sarà una grande manifestazione per la pace senza diretta Rai. E allora?
E' così grave?
Voi avete mai seguito la diretta di un corteo? Io no. Mi annoio già abbastanza a camminare, figurarsi a guardare gente che cammina in diretta tv.

"Sì, d'accordo, ma la manifestazione è un fatto politico importante".
Forse dobbiamo abituarci all'idea che possiamo fare politica senza diretta tv. Visto che già la stiamo facendo. Abbiamo giornali, abbiamo siti internet (abbiamo i blog). Abbiamo le tv di strada, e global tv, per chi proprio non vuole uscire dalla civiltà dell'immagine. Abbiamo tutte le finestre che vogliamo per appenderci bandiere colorate, senza bisogno di ripetitori. Onestamente, tra il negarci una diretta tv e negarci la libertà di espressione, ci passa un universo, ed è un universo in espansione.

"Sì, ma nulla è efficace come una diretta tv".
Questa è un'idea vostra. Probabilmente siete anche convinti che una comparsata da Costanzo sia più efficace di un buon articolo su internet (o alla radio, o sui giornali). E finché sarete di quest'avviso, continuerete ad addormentarvi davanti a Costanzo e a non guardare cosa cosa c'è d'interessante su internet (o alla radio, o sui giornali). A salarvi il fegato perché a Excalibur parlano di Maria Goretti invece che del WTO, e Vespa è più interessato a Cogne che al Forum Sociale Mondiale.
Guardate che a questo incubo c'è una soluzione a portata di mano. E' un tasto, a volte rosso e a volte nero, che sta in un angolo del telecomando. Spingendolo, la tv improvvisamente si spegne. E di colpo tornate liberi di trovare canali d'informazione meno controllati e più intelligenti.

"Sì, d'accordo, ma la rai sta soffocando ogni spazio di libera informazione... Biagi... Santoro...".
Sì, la rai sta facendo diverse cazzate. Ma Biagi e Santoro possono benissimo esprimersi attraverso altri mezzi, se vogliono. Quali mezzi? Internet, la radio, la carta stampata. I teatri (Santoro ci ha provato). I libri - magari non Mondadori. Il fatto che gli spazi di libera espressione in Italia siano ridotti e minacciati non significa che essi non siano ancora estesi. Ma se non li frequentiamo mai, se preferiamo continuare ad abbruttirci con Vespa ed Excalibur...

"Resta una questione di principio. La manifestazione è un fatto importante! La rai dovrebbe coprirla perché è un servizio pubblico".
La rai - non da oggi - è controllata dalla maggioranza parlamentare.
Che è quella che è.
Trovate che si stia comportando scorrettamente? Che manchi, per così dire, di fair play?
Oh, povere stelle.

Io quasi quasi v'invidio, perché riuscite ancora, dopo due anni, a stupirvi per cose del genere. Io, sarà l'età, ma è da un pezzo che non mi stupisco più di niente. Anche perché, 11 settembre a parte, era tutto abbastanza prevedibile.
E mi chiedo - antica polemica - dov'eravate voi gente stupita nell'unico giorno in cui come cittadini si poteva evitare tutto questo. Sì, parlo del 12 maggio 2001.
Se eravate a votare, e avete dato un voto utile contro Berlusconi, siete padronissimi di continuare a indignarvi e a stupirvi, e complimenti per l'energia.
Ma se quel giorno avevate problemi di mal di pancia, di puzza sotto il naso, di identità culturale, be', credo che sia inutile cercare di farvi ragionare.
Perché non siete solo stupiti. Siete anche un po' stupidi.
E non è colpa della tv, stavolta. E' colpa vostra.
Scusate, eh.

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