lunedì 24 febbraio 2003

Ingenuità
Se si pianta il seme della democrazia in Iraq, l'intera regione ne uscirà rivoluzionata, sostiene la dottrina Bush. Ci sarà, dicono, un virtuoso effetto domino. Questa è la nuova politica estera americana…

Ma i pacifisti sono ingenui? Alcuni sì, senza dubbio. Però non significa che abbiano il monopolio dell’ingenuità.
Prendi un “idealista conservatore”, Christian Rocca. In un lungo articolo sul Foglio spiega, dati alla mano, che il petrolio iracheno farebbe soltanto fallire i petrolieri texani. Il vero motivo per cui vale la pena bombardare l’Iraq è la democrazia…

In Iran la guerra rivoluzionaria è già in atto. La società civile (che in Iran c'è) è in rivolta, le manifestazioni contro il regime non si contano più, la partecipazione è incredibile, gli operai scioperano, i ragazzi scendono in piazza per il diritto di potersi tenere per mano. Più di metà della popolazione ha un'età inferiore ai 25 anni. Non ne possono più delle imposizioni dei mullah e della polizia religiosa, vogliono uscire per strada, divertirsi come i coetanei occidentali. Il programma tv più popolare è Baywatch, trasmesso via satellite dalla California.
Il regime crollerà. Questo si pensa a Washington. Specie se cadrà Saddam. Il destino di Iran e Iraq è comune. Non è immaginabile che il popolo iraniano tolleri ancora le imposizioni degli ayatollah, se la libertà arrivasse a Baghdad. L'effetto domino riguarderebbe anche la Siria, l'Arabia Saudita e di conseguenza aiuterà una soluzione pacifica della questione palestinese. E così, a cascata, la caduta di Teheran toglierà fiato agli Hezbollah in Libano. Anche la Siria, dipendente dal petrolio iracheno, sarebbe costretta a cambiare, a liberare il Libano, a lasciare in pace Israele, a chiudere i ponti con il terrorismo. Sembra Risiko, ma è la nuova politica americana.


Stasera è troppo tardi per definire il mio ingenuo concetto di “democrazia” o “libertà” (Sospetto che abbia comunque più a che fare con il concetto di responsabilità individuale e collettiva che con Baywatch). M’interessava però annotare quello di Rocca: per lui la libertà, la democrazia, consistono nel poter manifestare la propria simpatia per l’alleato americano e tenersi mano nella mano. Per ottenere questa svolta democratica in un Paese è sufficiente bombardare il Paese confinante.

Sarà probabilmente la mia ingenuità, ma non capisco in che modo il regime iraniano dovrebbe cadere, quando si troverà accerchiato tra tre protettorati americani (Afganistan, Iraq e Kuwait). Storicamente, in queste situazioni i regimi diventano ancor più autoritari e soffocano ogni tipo di dissenso interno. Ma probabilmente baywatch è più forte di ogni repressione.

Sarà ancora la mia ingenuità, ma io non capisco in che modo l’Iraq, una volta bombardato, si trasformerà di colpo in una libera democrazia, con cittadini sorridenti pronti a entrare nelle urne per votare un governo filo-americano. È andata così in Afganistan? (qualcuno ha capito com'è andata?) E se invece i fondamentalisti religiosi vincessero le elezioni, come in Algeria? A quel punto un Iraq democratico avrebbe diritto a dotarsi di armi di distruzioni di massa, come l’altra gloriosa democrazia del medio oriente, Israele?

E a proposito: nella regione c’è un popolo che cerca disperatamente di autogovernarsi attraverso forme di rappresentanza democratiche: sono i palestinesi. Certo, il fatto di vivere in un territorio occupato militarmente e vessato economicamente li rende fin troppo sensibili ai richiami del terrorismo: ma si tratta più di disperazione che di fanatismo religioso.

Forse sono troppo ingenuo a suggerire che ancor più di Saddam Hussein, ancor più di Osama Bin Laden, è la questione Palestinese il maggior motivo di frustrazione degli arabi nei confronti degli occidentali? E allora perché invece di seminare democrazia tramite bombardamenti in un terreno refrattario come l’Iraq, gli USA non si degnano di curare quell’esile pianticella che è l’Autorità Palestinese? Basterebbe così poco: ordinare il ritiro immediato dai Territori Occupati, e l’abbattimento della Grande Muraglia di Sharon. Perché non lo fanno? Non lo so. Non capisco.
È perché sono ingenuo.
Un povero, ingenuo pacifista.
Ho tanto da imparare.

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