giovedì 15 maggio 2003

Onorevole Bertolini,
devo dire che lei, certe volte, mi fa paura.

Ora, mi rendo conto che siamo in campagna elettorale (ma da quanto tempo? E quanto tempo ancora durerà?), e che in campagna elettorale i politici sono più sgradevoli del solito; però quello che lei ha fatto a Emilio Teglio passa il segno. Anche perché Emilio non è un suo avversario politico: è un privato cittadino.

"Teglio - ricordano - è quello che, quando hanno arrestato Caruso, girava con la maglietta 'io sono sovversivo'. E' quello che invoca la fuga degli extracomunitari dal Cpt, struttura voluta dal Comune che lo stipendia. E' quello che ha partecipato all'assalto dell'ambasciatore Usa in visita a Bologna, e che sabato è sceso in piazza contro l'autodromo, cioè contro un progetto voluto dal Comune e che riguarda l'assessorato per cui lavora, l'Ambiente. Se questa è coerenza..."

Lei ha pubblicamente accusato Emilio di aver partecipato all’assalto di un ambasciatore, e non è vero.
L’ha accusato (qui) di aver organizzato un blocco dei treni, e non è vero.
Lo ha accusato di “invocare la fuga degli extracomunitari dal Cpt”, come se gli extra fuggissero a frotte dal Cpt, dove si sta tanto bene, soltanto perché c’è fuori Emilio che li invoca. E comunque non è vero neanche questo.
Non è nemmeno sceso in piazza contro l’Autodromo (il che non sarebbe certo reato), perché era a Roma per i fatti suoi.
Lo considera un sovversivo perché avrebbe indossato una maglietta “io sono sovversivo” per manifestare la propria solidarietà nei confronti di altri cittadini che sono ancora, fino a prova contraria, innocenti. E comunque non è vero neanche questo…

Questa, secondo me, è diffamazione. Un privato cittadino non potrebbe farla. Lei, Onorevole, invece può.
Ma perché se la prende tanto con Emilio? Perché ha scoperto che ha un contratto col Comune di Modena. Per lei è solo un’occasione per lanciare una polemica contro il Comune, che “paga coi soldi dei modenesi” un sovversivo, che attraverso Emilio “finanzia i No-Global” con “cinque milioni al mese”.
La polemica va avanti da tre giorni, e possiamo pensare che ne duri altri cinque o sei. Poi si passerà a un altro argomento. Il carrozzone elettorale va avanti. E tanto peggio per i cittadini che alla fine si troveranno schizzati di fango.

Come Emilio. Chi è Emilio? Primo: è uno che si difende benissimo da solo.

Secondo: Emilio è il “leader dei no global modenesi” che nessuno ha dichiarato, ma che negli ultimi due anni si è dato molto da fare, sacrificando anche qualcosa della sua vita professionale, per organizzare iniziative e manifestazioni assolutamente civili e pacifiche, com’è nello stile del Forum Sociale Modenese (e di Attac Modena). Sono stati due anni di dialogo incessante con associazioni, forze dell’ordine, amministrazione, durante i quali l’episodio più violento è stato probabilmente la demolizione di un modellino del CPT di polistirolo, un anno fa. Magari è solo una coincidenza, ma nell’unica manifestazione in cui ci sono stati incidenti (un presidio contro Forza Nuova), Emilio non c’era.
Alle manifestazioni organizzate dal FSM ci puoi portare i bambini, come ben sanno alla Prefettura, alla Digos, e ormai in tutta la città. A non saperlo è rimasta soltanto l’on. Bertolini. Beh, capisco che i suoi impegni professionali la tengano lontana da Modena: ma senz’altro aveva gli strumenti per documentarsi meglio.

Terzo: Emilio è amico dell’assessore all’ambiente, Tesauro (Verdi), che peraltro ha partecipato a quasi tutte le iniziative del FSM. Questo, probabilmente, è il nocciolo della questione. Si può stare contemporaneamente nella Giunta e in un Movimento che la contesta? Se ne può discutere, ma senza bisogno di diffamare un cittadino.

Perché, (quarto) Emilio è soprattutto un professionista che sa fare il suo mestiere, con un curriculum di tutto rispetto, che da qualche mese ha un Co.Co.Co. con un’agenzia del Comune. Non prende cinque milioni al mese, non prende trentumila euro: quelle cifre sono al lordo. Prende di meno, e comunque il contratto è a termine. Quando scadrà, ed Emilio tornerà nel mercato del lavoro, dovrà scontare il danno d’immagine di essere stato sbattuto in prima pagina del Carlino Modena (titolo in alto su tre colonne) come “no-global”, e “sovversivo”. (Strillo nelle edicole: “UN NO GLOBAL SUL LIBRO PAGA DEL COMUNE”)

Ecco, questo mi fa paura. Mi fa paura che lei pensi di poter dire quel che vuole di una persona, senza stare attenta a non dire falsità. Devo dire che mi fa un po’ paura anche la giornalista del Carlino, quando alla fine del suo pezzo si chiede: “ma quella consulenza di 60 milioni, a cosa serve?”, malgrado sin dal giorno prima Emilio abbia mostrato il suo curriculum, spiegato le sue mansioni, e precisato che non prende 60 milioni.

Mi fa paura che lei si preoccupi delle idee politiche di un collaboratore del Comune. Dobbiamo dedurne che un giunta Bertolini epurerebbe i collaboratori ritenuti “sovversivi”? E basta mettersi una maglietta per diventarlo?

Mi fa paura che l’idea che lei e molti altri hanno ancora dei “No-Global”, brutti sporchi e cattivi (e fannulloni, si presume), mentre molti sono persone assolutamente normali, che hanno un lavoro e una famiglia, o almeno ci provano.
Prendiamo me. Emilio è un mio amico, abbiamo fatto varie cose assieme in questi due anni. Io lavoro per lo Stato, faccio l’insegnante. Non dovrei? Svolgo i programmi del Ministero dell’Istruzione e vengo pagato dal Ministero del Tesoro, anche se sono convinto che entrambi i dicasteri siano in mano a due pericolosi incompetenti. Non dovrei?

Dove avete letto che i cosiddetti no global vogliono sovvertire lo Stato? Avete letto male. I no global vogliono più Stato e meno mercato: dove dovrebbero lavorare, se non nell’amministrazione? Vogliono agire locale e pensare globale: dove dovrebbero impegnarsi, se non nell’amministrazione comunale?

E se io, che partecipo al Forum Sociale, prendo uno stipendio dallo Stato o dal Comune, significa che lo Stato e il Comune finanziano il Forum? Secondo lei le cose stanno così?
Bene, la invito a considerare un altro aspetto del problema: che professione svolge, lei?
Lei, in questo momento sta incassando un cospicuo stipendio come parlamentare. Quello stipendio, glielo pago io (e pago bene). Lei lavora per me. E sì, so benissimo che non posso licenziarla, nemmeno per giusta causa. Ma questo non toglie che lei sia sul mio libro paga.
E questo, almeno, dovrebbe ispirarle un po’ di rispetto, onorevole Bertolini, per me e per i miei amici.

In fede

Adesso cosa faccio, gliela spedisco?
Dite voi.

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