martedì 27 maggio 2003

A pensar male si invecchia male (diceva il tale)
Anche quando non vengono a prenderti col furgone, c’è sempre il rischio di metter su una gobba e le orecchie a punta, ritrovarsi in un processo per mafia, ecc.. Perciò bisognerebbe sforzarsi di non pensare sempre male, di pensare anche positivo. Va bene. Domani penserò positivo.
Stanotte penso male. Scusate.

I fatti:
c’è un quotidiano molto importante, negli USA, che è il New York Times (ma va'?). Pur non essendo contro la guerra, prima e dopo il conflitto non è stato del tutto allineato con le scelte dell’amministrazione Bush.
Bene, nelle ultime settimane il New York Times è stato al centro di una caccia alle pulci senza precedenti da parte dei colleghi della stampa. Bisogna dire che almeno una pulce era di dimensioni considerevoli: Jayson Blair, un giovane cronista afroamericano che sembra essersi fatto avanti nel mondo del giornalismo a furia di bugie, distorsioni, copia-incolla-e-ometti-la fonte, ecc.. Blair si è dovuto dimettere, il NYT ha fatto pubblica ammenda con un’indagine interna e un lungo articolo di scuse. Sotto accusa è finita anche l’abitudine politically correct di promuovere i giornalisti appartenenti alle minoranze etniche.

Il caso Blair tiene banco per molti giorni: (qui è segnalata un'intervista, qui un falso blog) nel frattempo altri giornalisti si danno da fare e scoprono altre piccole e grandi magagne. Qui, per esempio, Andrew Sullivan, ultimamente molto vicino ai Neocon. La nostra fonte per tutto questo tipo di notizie è naturalmente Camillo. E proprio Camillo (24 maggio) segnala un altro episodio


Maureen Dowd imbroglicchia (anche dopo il caso Blair)
Sul New York Times, la sopravvalutata reginetta radical chic di Washington, ha attribuito a Bush una frase ,"Al Qaida non è più un problema", pronunciata prima della nuova ondata di attentati a Riad e Casablanca, per dimostrare che è un presidente incapace. Solo che Bush non ha detto questo, ma questo: "I più importanti militanti di Al Qaida sono o in galera o morti. In entrambi i casi non costituiscono più un problema". Quelli che non costituiscono più un problema sono i militanti di Al Qaida in galera o morti, non Al Qaida (del resto Bush vuole fare la guerra infinita, no?)
Sono passati 10 giorni e la reginetta che piace molto alle dame snob del giornalismo italiano non ha corretto la sua affermazione che nel frattempo viene ripetuta in tutti i talk show e in cento giornali in giro per il paese. Né, del resto, il New York Times si è scusato. Vedremo domenica, ma il New York Times per i canoni americani sta facendo un'altra gigantesca figuraccia.


Concordiamo con Camillo: un giornalista che isola una frase dal contesto e se ne serve per distorcere un’informazione fino a trasformarla nel suo contrario merita di essere sbertucciato pubblicamente.

E arriviamo a ieri, 26 maggio: sul NYT compare un articolo non firmato (cosa inusuale, pare), che saluta “la visione del Presidente sul Medio Oriente” (perdonatemi la cacofonica traduzione di “The President's Mideast Vision”). È un articolo equilibrato e dice cose universalmente condivisibili (“gli insediamenti sono intollerabili. Sono spine nel cuore di un futuro stato palestinese. In molti casi si tratta di piccole enclavi all’interno o nelle vicinanze dei territori e delle città palestinesi, difese da guarnigioni israeliane che fanno sentire i palestinesi come odiati intrusi a casa loro”). Però non c’è dubbio che “la Vision” di Bush, la sua opera di smontaggio e rimontaggio del Medio Oriente sia salutata come l’unica in grado di risolvere la situazione.

Beh, magari il pezzo è il risultato di un lungo ripensamento collettivo della redazione del NYT, che si è resa conto di essere stata ingiusta nei confronti di uno statista che si sta dando così tanto da fare per cambiare il mondo in meglio. E del resto siamo tutti padroni di cambiare idea quando vogliamo e come vogliamo.
Però volete scommettere che la caccia alle pulci delle ultime settimane (meritoria, per carità) calerà di intensità, adesso?

Ecco, lo sapevo, è arrivato il furgone. Sì, è vero, ho pensato male. Ma solo un po’. No, la camicia no, per favore. Le pillole le prendo, ma la camicia no. Ho detto no.
A domani.

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