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martedì 3 giugno 2003

In difesa delle vetrine (anzi, no).

Io non c’ero, ma:

- siccome si sono viste vetrine infrante, ahimé! povere vetrine;
- siccome il fotogramma della vetrina infranta è tutto quello che, per esempio, il Tg2 ci ha mostrato delle manifestazioni;
- siccome i media ufficiali, proprio mentre denunciano le violenze, con il loro stesso operato confermano che una vetrina infranta merita più risalto di mille manifestanti civili e pacifici;
- siccome poi ci sarà sempre qualcuno che soppesa vetrine e teste rotte, trovando che pesano uguale;

preso atto di tutto questo, mi trovo per l’ennesima volta nell’abito stretto del noglobbal moderato che dice:

manifestanti, per favore, lasciate stare le vetrine,
non piegatevi al ricatto dei media, ci sono modi migliori per attirare l’attenzione,
non so quali, ma certo ci sono,
insomma, basta fare i vandali, non siete molto d’aiuto al movimento, piantatela
razza d’idioti.



E tuttavia, per non saper (quasi) leggere né scrivere, ma avendo un po’ studiato, oh, appena un po’;

quel poco da sapere che c’è stato, per cinquant’anni, una terra felice, chiamata Europa Occidentale,
che in questa terra tutti gli abitanti potevano godere di democrazia, stato sociale, scuola pubblica, elettrodomestici a basso prezzo e vestiti eleganti. In cambio di cosa? Di nulla, dovevano solo stare bene e far crepare d’invidia i nemici confinanti (i Comunisti!).
E nel frattempo prosperavano, consumavano, facevano girare l’economia, fin troppo, ma un bel giorno tutto questo finì. E di chi fu la colpa? Dei comunisti, ovviamente. Che un bel giorno, dopo aver crepato d’invidia per 50 anni, si misero all’improvviso in fila ai nostri supermercati, senza neanche darci un preavviso. Screanzati mentecatti!

Noi per un po’ abbiamo fatto finta di niente, comprando case ed elettrodomestici come niente fosse. Continuavamo a pensare che le pensioni o le scuole ci spettassero per diritto divino, ma nel nostro cuore lo sapevamo, che la pacchia era finita. Addio, istruzione pubblica. Addio, posto fisso. Addio, pensioni. Addio sanità.

Tutti i giorni, senza accorgercene, noi dicevamo un piccolo addio. E tutti i giorni, senza farci caso, ci restava in tasca qualche soldo in più. Stavamo cominciando a risparmiare.
Una cosa terribile! L’Europa è il più grande mercato del mondo. Se gli europei risparmiano, il mondo va a rotoli! Occorreva correre ai ripari.
Fortuna che tv e giornali stavano nelle mani giuste. Bastava dire “Consumate” e milioni di altoparlanti avrebbero ripetuto: “Consumate!”. E così fu.
Consumiamo!
Come i nostri padri. Certo, loro avevano la pensione. Noi non l’avremo. Ma non importa. Consumiamo!
Certo, i nostri padri facevano i debiti e aspettavano che l’inflazione se li rosicchiasse. Noi non possiamo più permettercelo. Ma non ha importanza. Dobbiamo consumare! Altrimenti va tutto a rotoli.
Il cellulare più piccolo. Il computer senza ventola. L’auto da 10 a 200kmh in cinque secondi. E poi un cellulare nuovo, perché quello piccolo è finito nel tombino; un computer con la ventola colorata, perché quello senza ventola si è fuso; e un auto nuova, perché la vecchia è finita contro un platano a 200 kmh.

E arriviamo a oggi: a Evian c’è la riunione dei pezzi grossi. Che si dicono?
Per prima cosa, l’economia non tira e continua a non tirare: non c’è guerra che tenga, qui non si consuma abbastanza. La grande idea per uscire dal pantano è truccare ancora un po’ i libri contabili.
Nel frattempo si scopre che, almeno in Italia, i prezzi sono cresciuti di un sesto in due anni, e gli stipendi sono rimasti al palo. E il nostro Principale si permette di dire che dobbiamo tutti darci da fare, e basta scioperi. Consumate!

Consumiamo cosa?
Ma le avete viste, le vetrine? Le scarpe, i vestiti? Avete visto i cartoncini dei prezzi?
Non vi prudono le mani? Trovate tutto normale?


...preso atto di tutto questo, io trovo piuttosto normale che qualcuno prenda a sassate le vetrine.
Normale, sissignore. Come diceva quel Brecht che – per chi non lo sapesse – non ha mai svaligiato una banca in vita sua: il ladro non è chi deruba una banca, ma chi la fonda. Perfettamente. Allo stesso modo, io non ho mai rubato neanche un accendino, ma credo di saper distinguere un vandalo idiota da un ladro internazionale, e ho sentito dire che al confine tra la Francia e la Svizzera siano stati individuati otto personaggi fortemente sospetti, che andrebbero fermati in qualche modo.

(Anzi, no – uno è già ripartito).

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