lunedì 4 agosto 2003

(Questo pezzo è stato scritto sei mesi fa. Con tutto quello che è successo è possibile che ve ne siate dimenticati, ma qualcuno aveva minacciato Placanica di morte.
In Italia siamo quasi sessanta milioni di italiani, trenta milioni di allenatori, quindici milioni di critici cinematografico-musicali, venticinque milioni di romanzieri incompresi, venti di dietrologi dilettanti. Io sono uno. Non faccio niente di male, o almeno, c'è chi fa di molto peggio).

Nessuno tocchi Placanica

"C'è qualcuno che lo vuole morto e glielo manda a dire.
Noi non sappiamo chi ci sia dietro i "brigatisti 20 luglio" (o "20 truglio", come già scrive qualcuno: Truglio è uno dei superiori di Placanica presente in Via Tolemaide). Non abbiamo elementi per concludere che si tratta di "anarcoinsurrezionalisti", come vorrebbe il Ministro, o i soliti "pezzi deviati", come vorrebbe il Movimento.
Non abbiamo la pazienza e la competenza di seguire gli inquirenti nelle loro sofisticate interpretazioni, di spremere messaggi in codice da ogni imprecisione (ce ne sono parecchie). Per esempio, è curioso che i "brigatisti 20 luglio" parlino di una «pentola a pressione piena di polvere nera»: l'unica pentola del genere in Italia fu trovata a Bologna il 18 luglio 2001, due giorni prima della morte di Giuliani.

Non ci facciamo molte illusioni sulle perizie sintattico-grammaticali, retaggio dei verbosissimi comunicati dei brigatisti di una volta. Non è più tempo dei ciclostile e delle risoluzioni strategiche, gli anarcoinsurrezionalisti e i pezzi deviati si danno del tu e chattano quotidianamente su indymedia. È chiaro che alla lunga finiscono per mutuare lo stesso stile, un impasto di tribunale, caserma e centro sociale okkupato. La filastrocca con cui inizia il comunicato ne è un saggio disgustoso. È una parodia della tristissima filastrocca di Pinochet cantata dagli aguzzini di Bolzaneto, ma riesce a essere persino più penosa dell'originale:

''1-2-3 di sbirri morti ne vorremmo trentatre, 4-5-6 ma ce ne bastano anche sei…"
Messaggio in codice, o pura e semplice manifestazione d'idiozia? Eppure chi ha scritto questa roba sa procurarsi esplosivi e sa trasformarli in ordigni ad alto potenziale. Sa dove piazzarli e ha la cautela di rendere inservibili le telecamere di sorveglianza mentre lo fa.

Noi non sappiamo nulla in realtà, tranne una cosa: qualcuno vuole morto Placanica, o almeno lo minaccia. Perché? Chi ha interesse alla sua morte (o alla sua paura)?

Nella ricostruzione ufficiale dei fatti di Piazza Alimonda, Placanica è l'anello debole. È un ragazzo spaventato, che arriva all'ospedale in stato di shock e continua a chiedere: "dov'è la mia pistola?". Si autodenuncia. Poi ritratta. Cambia versione più volte, finché il suo avvocato non si dimette. Per molti giorni è praticamente agli arresti, senza la possibilità d'incontrare nemmeno i suoi genitori. Teme di non poter più fare il carabiniere, poi si sente abbandonato dall'Arma, alla fine si dice fiero di farne parte.

Placanica è un ragazzo che non è sicuro della sua verità, e non è bravo a raccontare le bugie. Finché Placanica è vivo, il caso Piazza Alimonda resta aperto. Chi lo vuole uccidere, vuole chiudere il caso Piazza Alimonda.
Per questo motivo è il caso di gridare forte: Nessuno tocchi Placanica. Lo si difenda con ogni mezzo necessario. Non gli si faccia fare la fine del povero Marco Biagi. Nell'interesse della giustizia e della verità.

Perché a Genova è già morto un ragazzo di troppo.
Perché – sarà anche una banalità – il sangue non si lava col sangue.
E perché Placanica è tra quei pochi che sanno veramente come sono andate le cose quel giorno, ed è l'unico che un giorno potrebbe decidersi a parlarcene.
Non è una sorpresa, a ben vedere, che qualcuno sogni di toglierlo di mezzo.
Non deve sentirsi molto bene, in questo momento. Può fidarsi di chi gli sta vicino?"

***
Sono passati sei mesi. Ieri sera Placanica è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale. Un suo avvocato parla di circostanze sospette e si chiede come mai il ragazzo fosse solo. Un altro avvocato (sempre di Placanica) dice che è normale che fosse da solo, che non c'è nessun motivo per tenergli compagnia.

Io non ne so niente, ma ripeto la domanda: quel ragazzo può fidarsi di chi gli sta vicino?

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