giovedì 6 novembre 2003

Aggiornamento: tutte le nominescion di cui parlavo in questo pezzo mi sono state brutalmente tolte stamattina. Così imparo.


Sparring partner
(ho guardato in fondo al gioco, tutto qui)

Pur ringraziando chi ha voluto votare per me (sono cose che fanno piacere, altroché), resta il fatto che non ho la minima speranza.

E la colpa non è di nessuna conventicola: è tutta mia.

Tanto tempo fa, nel cesso di una facoltà lontana lontana, qualcuno scrisse che La Cultura È Come La Marmellata: Meno Ne Hai Più La Spalmi. Io ne sono la prova vivente. La mia superficialità è vasta, vastissima, e mi rende forse un avversario temibile a Trivial Pursuit, ma non mi farà mai vincere un Weblog Awards. (Triste, no?)

Mi frega il generalismo, questa malattia italiana di voler mettere allo stesso focolare il cattedratico con l’autoriparatore. Ah, se fossi un blog a tema. Se mi fossi scelto un ambito specifico e riconoscibile, forse oggi sarei in lizza, che so, per il “miglior blog sui vini rossi frizzanti della valle del Secchia”. E non temerei confronti.

Invece mi trovo in lizza per “il blog dell’anno”, e chi m’invidia sappia che il mio ruolo è semplicemente farmi un giro in passerella e prendere orribili mazzate da Personalità confusa, Selvaggia, Proserpina, eccetera. Pietà.
O per “il post più bello dell’anno”… peccato che quel post lì sia dell’anno prima. Il che significa, a conti fatti, che quest’anno non ho scritto niente di meglio. Sono cose che buttano giù.
O per il “blog giornalistico”, a rischio di finire indagato per sofisticazione. Questo non è un blog giornalistico, io non faccio quel mestiere. Do pochissime notizie. Il solo fatto che io, dicendo più o meno quello che mi passa in testa tutti i giorni, possa essere sembrato "giornalistico" la dice lunga sulla percezione del giornalismo in italia. Non posso dirottare i miei voti su Pfaall?

Poi mi dico che forse, chissà, mobilitando gli amici… brigando con qualche IP dinamico… facendomi più pubblicità… forse riuscirei ancora a piazzarmi… ma tutta questa fatica per cosa?

Diciamo la verità: quello del simpatico perdente, del dilettante di lusso, non è solo un ruolo elegante. È anche il più comodo.


(Ps: ripensandoci, non avrei la minima possibilità di vincere anche coi rossi frizzanti della valle del Secchia).

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