mercoledì 9 giugno 2004

Dubbi sugli ostaggi? Beh, in effetti. Il post di riferimento è su Progetto Mayhem. Io credo che valga la pena di aspettare qualche informazione in più.

Cambiando non del tutto argomento, è arrivata anche a voi questa?

Meno delitti per tutti..... con un abile artificio!
Venerdi' al mio amico G. viene rubato il portafoglio alla stazione di Roma.
Se ne rende conto solo quando, arrivato a casa a Milano, deve pagare il taxi.
A questo punto decide di andare a denunciare il borseggio subito, come chiunque nei suoi panni avrebbe fatto.
In questura pero' gli viene precisato che da quest'anno la legge e' cambiata, per cui un borseggio compiuto da ignoti non si puo' piu' denunciare (e quindi registrare) come reato di borseggio, ma come semplice smarrimento.
La denuncia di borseggio si puo' fare solo se il borseggiatore e' colto in flagrante, altrimenti sei solo un cretino che si e' perso il portafoglio.

E ci manca solo che il funzionario ti dica anche: "Fesso!".
A questo punto la riflessione sorge spontanea: ma perche' mai un cittadino scippato non puo' denunciare lo scippo, ma deve passare per il fesso che s'e' perso i soldi da solo?
Poi mi e' tornato in mente il contratto con gli italiani che l'attuale Presidente del Consiglio stipulo' con ogni cittadino italiano quasi tre anni fa.
Al punto 2 del contratto si legge: "Attuazione del Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini" che prevede tra l'altro l'introduzione dell'istituto del "poliziotto,o carabiniere, o vigile di quartiere" nelle citta', con il risultato di una forte riduzione del numero di reati rispetto agli attuali 3 milioni.
Allora ho pensato: ma se il reato di borseggio si puo' denunciare solo in flagranza altrimenti e' smarrimento, a questo punto dal 2004 in poi gran parte delle denunce (e quindi del conteggio dei reati) sparira' dalle statistiche?
Incuriosito dalla scoperta, sono andato a cercare sul sito del Censis quanti sono stati i borseggi nell'ultimo anno.
I conteggi del 2003 non sono ancora disponibili, ma pare che nel 2002 siano stati denunciati 154.000 borseggi.
Certo, in qualche caso il borseggiatore sara' stato pure colto in flagranza dal cittadino-Superman del momento, ma se i reati in Italia nel 2001 erano 3 milioni, cio' significa che con la scaltra mossa della nuova legge sulle denunce, in un batter d'occhio e senza potenziare la sicurezza i reati sono gia' diminuiti al 5% circa!"
E adesso ce lo scrive anche sui manifesti della sua campagna elettorale per le elezioni europee!
Fate girare questo messaggio.
Copiate, incollate, postate o spedite.
Perche' e' giusto che lo sappia piu' gente possibile della nuova norma sulle denunce e della conseguente presa in giro, non solo i probabili 154.000 futuri "non-piu'-borseggi"


Allora, questo è un classico esempio di notizia fai-da-te che si propaga in rete: uno scrive una mail con un piccolo fatto vero e poco noto, lo manda in giro, copiate-incollate-postate et voilà. Si parla molto di blog, ma i blog tutto sommato hanno dato una nuova veste a una cosa che c'è già: copiate-permalincate-commentate, etc..
In questo modo il "popolo della rete" riesce a costruirsi nuove conoscenze, aggirando i media tradizionali. Tutto molto bello.
Anzi, no.

Perché no?
Perché questa mail non è attendibile, semplicemente. Uno che non conoscete vi dice che il suo amico G.… dove sono i riscontri? "Da quest'anno la legge e' cambiata". Quale legge? Non si dice, non si sa.
Il senso generale della mail è: Berlusconi traccheggia sui numeri della microcriminalità. È una tesi credibile, perché Berlusconi ha già dimostrato di essere in-credibile. Ma, di che numeri stiamo parlando? L'amico dell'amico G dice di essere stato nel "sito del Censis". Perché non ce lo linca, visto che c'è stato? Perché, se leggete bene, non ha trovato nulla. Solo un dato vecchio (154.000 borseggi nel 2002), che gli consente di fare una proiezione: su tre milioni di reati denunciati (nel 2001…), i borseggi erano il 5%.

E adesso ce lo scrive anche sui manifesti della sua campagna elettorale per le elezioni europee!

Veramente, no.

Ho qui sotto il suo lepido opuscolo. Parla di furti nelle case (-17% tra 2003 e 2000), furti d'auto (-9%), rapine in casa (-20,4%), omicidi per rapina (-54%, però!). Io, personalmente, non credo a una sola virgola, ma di borseggi non parla. Perché?

Ma soprattutto, esiste davvero questa nuova "legge" che proibisce ai cittadini di denunciare i furti con destrezza? Davvero è passata inosservata a tutti i media mainstream? Cioè, ma in che Paese viviamo? E non c'è modo di controllare una notizia così?
Beh, veramente un modo c'è. Banale banale.

Drin, drin
"Pronto, Polizia di Stato".
"Pronto, è l'ufficio denunce? Scusi, un'informazione. Ho sentito dire che adesso, se scopro di aver subito un furto… insomma, appoggio un attimo un portafogli sul tavolino e… se non posso dimostrare che è un borseggio, posso solo denunciarlo come smarrimento".
"No, perché?"
"Cioè, a voi non risulta?"
"No. Se lei è stato borseggiato, viene qui e denuncia il borseggio".
"Anche se non ho assistito al borseggio".
"Certo".
"La ringrazio"
"Di niente".
Clic.


Così, in dieci secondi, mi pare di avere appurato che la notizia è una bufala. Ma in realtà no.
Ho solo appurato che in Questura a Modena ti accettano una denuncia di borseggio anche se non hai visto il borseggiatore: a Milano, invece (forse) no. La legge è cambiata? Può darsi, ma non so quale. Può darsi che sia solo un regolamento interno della PS. Può darsi che sia una Legge vera, che sia stata cambiata e che all'ufficio denunce di Mo ancora non lo sappiano. In effetti, può darsi qualsiasi cosa.
L'unica cosa che ho appurato è che l'anonimo inviatore di mail non ha elementi sufficienti per sostenere quello che dice. Ma potrebbe anche avere ragione! Come si fa a capirlo davvero? Come si fa a costruire davvero una conoscenza?

Bisognerebbe telefonare a un campione statistico di uffici denunce. O salire a un livello più alto. Fare una ricerca sulle leggi discusse in parlamento. Insomma, bisognerebbe dedicarci del tempo e del lavoro.
In pratica, bisognerebbe essere giornalisti. Non perché il giornalista ha il bollino dell'albo che rende rispettabili le cose che dice: ma perché il giornalista ha il tempo, la professionalità e, si spera, la curiosità per indagare su un caso come questo.

Morale (e va bene per questo caso, ma anche per molte cose che stasera si dicono sul caso ostaggi): gran parte delle notizie fai-da-te che circolano in rete, non sono notizie. E nemmeno sono bufale: in realtà esprimono soltanto una fame di notizie. Aspettano il professionista che sappia lavorarci su. Purtroppo molto spesso non lo trovano. Questo, secondo me, è il problema.

(La chiamata non l'ho registrata, bensì ricostruita a memoria: le virgolette non sono deontologiche).

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