giovedì 8 luglio 2004

Mi hanno condannato a vent'anni di noia
per una rivoluzione in pantofole.
Ma ora sto venendo a ringraziarli:
prima, passo a Manhattan:
poi vengo a Berlino.

Mi guida un segno dall'Alto dei cieli,
e la data di nascita sulla mia pelle.
Mi guida la bellezza della mie armi.
Prima, passiamo a Manhattan:
poi veniamo a Berlino.

Mi piacerebbe vivere al tuo fianco, stella
Amo il tuo corpo, e il tuo spirito, e i tuoi vestiti.
Ma hai visto quella gente alla stazione –
Te l'ho detto, no?
Io sono uno di loro.


Mi amavi, perché ero un perdente:
ma adesso hai paura che potrei anche vincere.
E tu sai il modo di fermarmi,
ma ti manca la disciplina.
Quante notti ho pregato per questo,
che la mia opera avesse inizio:
prima tocca a Manhattan,
poi viene Berlino.

No, non mi piace l'alta moda, grazie,
e la roba che prendi per restare magra.
Non mi piace quel che hanno fatto a mia sorella.
Prima prendiamo Manhattan:
poi veniamo a Berlino

Mi piacerebbe vivere al tuo fianco, stella
Amo il tuo corpo, e il tuo spirito, e i tuoi vestiti.
Ma l'hai vista, quella gente alla stazione?
Te l'ho detto,
te l'ho detto,
te l'ho detto:
io sono uno di loro.


Ma grazie per le cose che mi hai spedito:
(hah hah)
la scimmietta e il violino di cartone.
Mi esercito da anni – oggi sono pronto:
prima prendiamo Manhattan:
poi prendiamo Berlino.

Ti ricordi di me? Una volta vivevo per la musica
Ti ricordi di me? Ti aiutavo con le sporte della spesa
Oggi è la festa del Papà, c'è tanta confusione
Prima abbiamo preso Manhattan:
adesso prendiamo Berlino.


Karaoke esistenziale, ciak! 20
Leonard Cohen, First we take Manhattan, da I'm your man, 1988

(Così, tra un ultimatum e l'altro).

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