lunedì 9 agosto 2004

Nessun bisogno di vacanze, please

"Il suo e' un mal di schiena nervoso" dice il medico. Un male alla schiena che viene di notte come la befana: se apro gli occhi non viene piu'. I pensieri allora troverebbero un'altra strada per uscire allo scoperto. Di notte invece non trovano niente di meglio che incolonnarsi lungo la schiena.

Il rimedio va da se': "Al risveglio bisogna fare un po' di movimento". Ecco perche' questa mattina - ore 7.10 - mi trovavo nel parco comunale del mio paese ad annaspare tra le panchine e le giostre.

Prima che i polmoni sequestrassero tutto l'ossigeno, lasciando il cervello al buio, mi sono immaginato nei calzoncini bianchi di Mr. Clinton. Poi in quelli di Mr. Berlusconi. Uno sciame di collaboratori correva al mio fianco, rideva tutte le volte che io trovavo divertente qualcosa, si indignava con me.

Emilio Fede era paonazzo, ma non desisteva. Arrancava, sbuffava, strascicava le parole e deglutiva con la lingua incollata al palato, ma non si fermava. A meno che io non mi fermassi. Cosi' io correvo e correvo, nella speranza di sfondargli il cuore.

Ma niente da fare, per Fede (simile in questo a taluni commentatori di Leonardo) il politico e' personale. Cosi' ho desistito io. "Emilio, fermati pure che adesso mi immagino di essere Clinton" gli ho detto. Fumo ma non aspiro, tradisco solo per via orale, lancio i missili sulle farmacie ma niente guerra. Corro come una lepre ma senza muovermi di un passo. Fede se la gode di brutto. La mia schiena e' a pezzi.

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