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venerdì 3 settembre 2004

Agli amici neoconservatori di Leonardo
e arrivederci all'anno prossimo, per ferragosto, sempre nella buca

Avra' pure ragione il ministro Pisanu, nel sostenere che i militanti delle solite sigle estremistiche, sigle tradizionalmente settarie, marginali e allergiche a qualsiasi ipotesi di negoziato ideologico, si stiano finalmente confederando in un grande cartello dell'eversione. Avra' ragione nell'individuare la valuta dell'attuale alleanza nella dottrina leninista dei "compagni di strada" e nel denunciare nel best-seller di Toni Negri e Michael Hardt l'incredibile corano delle nuove apostasie.

Supponiamolo per un momento, che abbia ragione. Supponiamo che gli anarco-insurrezionalisti stiano davvero costruendo un percorso condiviso dalle frattaglie del marxismo confessionale e dagli ambientalisti piu' intransigenti, ispirati da quel generico principio di unita' che dal 1994 sembra ossessionare l'elaborazione politica di tutto cio' che si muove a sinistra di Berlusconi. Ammettiamo ancora che la nuova costellazione eversiva sia realmente intenzionata a infiltrare le manifestazioni sindacali che al rientro dalle ferie si mobiliteranno contro la riforma delle pensioni e la legge 30.

Infine, per chiudere la nostra fiera delle concessioni, diamo per probabile la presenza delle cellule di Al-Qaeda sui ponti delle carrette del mare e, dice il ministro, l'ipotesi di una luna di miele ancora informale ma potenzialmente esplosiva tra il terrorismo di radice islamica e l'estremismo politico. Neanche avesse installato un rosario di cimici al tavolo negoziale di Antonio Negri e di Al-Sadr, infatti, Pisanu ne rivela gli accordi, il linguaggio e le trattative. L'intervista e' apparsa sull'Espresso di questa settimana: chiunque la puo' leggere e smentirmi.

I nemici dell'occidente, dice, si sarebbero dati appuntamento all'insegna di due principi fondamentali: il rifiuto della democrazia e la "propaganda armata". La sua e' una conoscenza di prima mano, sembra, una stenografia del retrobottega antagonista puntuale e informata. Sanpietrini, raudi, molotov e aerei di linea sarebbero allora le armi con le quali la nuova congregazione del terrore intende estorcere il consenso, un consenso aperto a tutti coloro che non hanno in grande simpatia il consenso di Washington.

Ora, il salto analogico e' notevole e il lavoro delle analogie rischia di creare confusione. E' davvero utile ridurre all'osso della somiglianza il lancio (che personalmente non condivido) di un cubo di porfido e la demolizione (figuariamoci) delle torri gemelle? Dopo che ne abbiamo registrato il comune denominatore nell'infrazione delle regole e nel tentativo di propagandare il dissenso, con cosa ne usciamo?

Ne usciamo con una superficie liscia e inservibile, con il dubbio che tutte le vacche siano nere, con un universo ridotto alla bicromia del linguaggio macchina. Senza sottoscriverlo, perche' a noi il lavoro delle analogie fa venire le bolle, ci ritroviamo con un modello di analisi che accomuna tutti coloro che scavalcano il primato della legge (civile, penale o internazionale) e che concepiscono il consenso come un terreno di strappi e di forzature, piu' o meno armate.

Anche i lettori di Strauss, Bell, Bloom, Huntington, Kristol I, Kristol II e compagnia, devono quindi ammettere che siamo finiti nella stessa buca: quello in cui tra "colpisci e terrorizza senza passare dal Consiglio di sicurezza dell'Onu", "guerra santa" e disobbedienza non e' piu' possibile mettere dogane. E la dogana non puo' nemmeno situarsi al confine dei contenuti messianici o delle belle intenzioni, perche' tutti coloro che frequentano la buca, bene o male, si pretendono al servizio di un sogno.

Tutti, anche il ministro Pisanu. Che allo zelante intervistatore che gli chiede se sia pentito di aver accettato il ministero degli interni nel maremoto delle regole risponde: "No, non mi sono mai pentito. Sono un credente e penso che ho l'obbligo di fare del mio meglio nel posto che la Provvidenza mi ha assegnato". L'analogia regge: con la Bibbia, i Grundrisse, il Corano o la National Security Strategy sottobraccio, poco importa. La provvidenza vale piu' della costituzione, il conflitto piu' dei lavoratori, l'espulsione delle truppe occupanti piu' degli iracheni, l'esportazione della democrazia piu' delle vite in un qualche modo appese alle maglie larghe e slabbrate del diritto internazionale.

...

Poi ho tutta una mia teoria sull'uso che delle vostre belle intenzioni avrebbero fatto Cheney & Co. all'indomani dell'11.9. Non che mi convinca del tutto, ma ce l'ho.

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