giovedì 30 settembre 2004

Cosa resterà?
Ci sono stati periodi della storia dell'uomo, in cui i capolavori piombavano sulla testa del pubblico fatti e finiti: gli anni Ottanta non sono stati così. Tutto quello che si è salvato, si è salvato sulla distanza.

Prendi un caso ormai indiscutibile: gli Smiths. Negli '80 erano 'abbastanza' famosi. Nei '90, gradualmente, a furia di titoli di romanzi anglosassoni e sondaggi des Inrockuptibles, sono diventati classici. Esagero a dire che si tratta – per il 75% di una gloria retroattiva? E infatti solo oggi Morrissey riesce a fare qualcosa che da sei-sette anni non faceva più, cioè vendere un suo disco da solista.

(Siccome poi la generazione dei rivalutatori degli Smiths è ancora giovane, ha ancora a disposizione notevoli margini di rincoglionimento, il che significa che la fama degli Smiths potrebbe anche continuare a crescere, nei prossimi anni – del resto si comincia a parlare una reunion, e il tempismo mi pare perfetto. Dateci ancora quindici anni, e Morrissey & Marr andranno a cantare davanti al Colosseo, con tutti i romani che si abracciano e dicono: li aspettiamo dai tempi del liceo! Balle, naturalmente: al liceo si ascoltavano solo Vasco e i Duran, ma probabilmente è stato così anche con Simon & Garfunkel: un sacco di gente che all'epoca ascoltava Morandi e Celentano si è autoconvinta di avere sempre conosciuto i dolci cantautori californiani. La memoria tira scherzi pesissimi).

Inghiottiti dalle crepe

C'era un gruppo che nessuno si ricorda, non si chiamavano Simon & Simon (quello era un telefilm), bensì David & David. Scrissero una canzone struggente sul vuoto edonismo californiano, si chiamava Welcome to the Boomtown, il titolo di sicuro non vi dice niente. Ma forse il primo verso:

Miss Cristina drives a nine-four-four…

Quello fu il loro primo successo. Il loro secondo successo fu un titolo che mi ricordo solo nella traduzione italiana, dice, "Inghiottiti dalle crepe". Il testo parla di tre amici che sognano di diventare famosi in qualche modo, poi, per un motivo o per un altro, smettono di vedersi, spariscono nell'oblio, "inghiottiti dalle crepe". Questo, per inciso, è stato il destino dei David & David, di cui in seguito nessuno ha più sentito parlare, e oggi se mi tornano in mente rischio di confonderli con un telefilm. Inghiottiti dalle crepe. Eppure non mi dimenticherò mai di Miss Cristina e della sua Porsche 944.

Anche di Giuni Russo avrò sentito al massimo quattro canzoni, pure non la dimenticherò mai. Questa è una particolarità degli Ottanta: le meteore. Molti pezzi che sono sopravvissuti, sono legati ai nomi di simpatici sconosciuti. Piccolo gioco: Orchestra Manouvres in The Dark, Knack, Eighty Wonder, Industry, Dead Or Alive. Due, tre pezzi, più spesso uno solo. Eppure sulla distanza sono sopravvissuti. Gli anni '80 hanno dato una possibilità a un sacco di gente.
Questo meteorismo, al tempo, ci sembrava un sintomo di futilità. Oggi è una delle cose che rivaluterei. Sì, perché dopo sono arrivati i '90, gli anni in cui qualsiasi personaggio che imbrocca una canzone, per cinque-dieci anni non te lo levi più di torno.

Ma pensa solo. Pensa se tutti i divetti di oggi fossero rimasti inghiottiti da una crepa dopo il loro album di esordio. Pensa Britney Spears che dopo Hit me baby one more time cade in disgrazia e si mette a fare la parrucchiera: non sarebbe stato fantastico, cinque anni dopo, mettere su in radio Hit me baby one more time? E invece no, una ragazzina che azzecca un singolo, negli anni 90, deve come minimo diventare un simbolo generazionale, un idolo, un marchio di fabbrica, una bomba sexy, una multinazionale.

È vero che anche gli '80 hanno avuto le loro leggende: la differenza sta nel sottobosco. Il sottobosco '80 era pieno di meravigliosi debuttanti, pronti al loro quarto d'ora di popolarità e a essere inghiottiti da una crepa: al confronto, il sottobosco '90 è terra bruciata. O diventi famoso e ci appioppi almeno quattro dischi, o non diventi proprio nessuno.

Non so, metti uno come Biagio Antonacci. Quanti CD ha fatto, quanti ancora ne farà?
[continua]

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