domenica 16 luglio 2006

- and I said to myself

Un mondo migliore

Io non capisco di cosa si stia parlando, lì da voi. Io qui vivo in un mondo migliore.
In questo mondo il Medio Oriente è stato definitivamente stabilizzato, in 4 tappe.

Prima tappa: eliminazione di Bin Laden e dell’odioso regime talibano in Afganistan.
Oggi l’Afganistan è una democrazia fondata sulla libertà, che attira investitori da tutto il mondo. Gli oleodotti in costruzione contribuiscono alla prosperità del popolo afgano. I volti delle donne afgane hanno fatto il giro del mondo e sono diventati un esempio di emancipazione per tutto l’Islam.

Seconda tappa: rimozione di Saddam Hussein e delle armi di distruzione di massa in Iraq. Oggi l’Iraq è una repubblica fondata sulla libertà, che attira investitori da tutto il mondo. Gli iracheni vivono finalmente in prosperità grazie ai proventi dell’estrazione petrolifera. Il dittatore è stato regolarmente processato.

Terza tappa: rivoluzione democratica in Iran. Questa è la mia tappa preferita, perché non c’è stato neanche bisogno di combattere! L’anno scorso gli iraniani, trovandosi ormai accerchiati da due democrazie fondate sulla libertà, hanno finalmente trovato il coraggio per reagire contro il governo moderato oscurantista di Khatami. Gli studenti di Teheran hanno rovesciato l’Ayatollah, non c’è voluto molto, dopotutto. Oggi l’Iran è finalmente una democrazia moderna, che ha subito riconosciuto l’esistenza dello Stato d’Israele e smantellato le basi hezbollah in Libano (d’altro canto anche il Libano è diventata una democrazia moderna, ma quello lo sapete anche voi).

Quarta tappa: de-arafatizzazione della Palestina. Anche in questo caso, il massimo risultato col minimo spargimento di sangue. Alla morte di Arafat i palestinesi hanno finalmente compreso che ciò che li opponeva agli israeliani non era che il puntiglio di un vecchio terrorista spelacchiato, e hanno voltato le spalle alla lotta armata. Al Fatah è diventato un partito social-liberale, che ha ottenuto alle elezioni il 70% dei suffragi, e si è subito precipitato a riconoscere l’esistenza dello Stato d’Israele. In attesa che Israele abbia la bontà di riconoscere uno Stato di Palestina, composto di Gaza e di qualche circoscrizione in Cisgiordania.

A questo punto, cosa manca? La Siria, la Cecenia? Vabbè, ho detto che il mio è un mondo migliore, mica perfetto. Del resto c’è sempre un dittatore che minaccia la libertà mondiale. Chiedete a Christian Rocca, lui ha fatto il conto, credo siano ancora una quarantina. Comunque nel nostro mondo (migliore) abbiamo capito come si fa: si prende il Paese dove sta il dittatore, si bombarda, si invade, si arresta il dittatore, e poi subito la popolazione corre nelle piazze a farti festa! È così gratificante lasciare il mondo migliore di come lo si ha trovato.
È anche una cosa di sinistra.
Cioè, la sinistra che altro dovrebbe fare.

4 commenti:

  1. leo... oh mio vate e mia musa. ego nuntio vobis, habemus raccontum publicatum a fanuccio...

    vabbe' insomma, sono sicuro che se vai sulla 5th avenue lo trovi in vetrina nelle migliori librerie.

    :-) hola Leo.

    PS: faccio finta di niente o ti ricordo le bombe sulla democrazia dei cedri? (e finalmente ho capito cosa intendevano farne dei cedri gli americani e gli israeliani...)

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  2. ...what a wonderful world!

    Corrosivo.

    A quanto ho capito, ti trovi sulla costa atlantica degli USA. Dove la cultura dovrebbe avere ancora un che di europeo (è vero?).
    Da quello che scrivi, però, sembra che anche laggiù l'opinione pubblica abbia la solita immagine semplicistica e semplificata della situazione mondiale che ho riscontrato qualche anno fa traducendo per un amico mail di lontani parenti perfettamente americanizzati.
    Una visione che li fa vedere a se stessi come buoni cristiani, onesti lavoratori, pronti a dare una mano a tutto il mondo che, con ingratitudine, ricambia con bombe e aerei contro i loro palazzi.

    Ottimisticamente, spero che le tue parole contengano saracastiche esagerazioni... rassicurami, dicendomi che non ho capito nulla, o conferma che è davvero così, l'epsilon piccolo a piacere di sconforto aggiunto non mi farà male.

    Un elenco aggiornato dei dittatori attualmente in circolazione mi fa pensare, chissà perché, a Cecchi Paone, e all'ottimismo scientista ma non troppo della "Macchina del Tempo".

    Ciao

    Mario

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  3. Di ciò che ne penso
    ho già scritto qui!.

    E dell'assolutismo a prescindere che dimostra chi dà ragione all'uno o all'alto, non ho più altro da dire.

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  4. io non do ragione a nessuno, ho solo una certa inclinazione ad attribuire alcuni torti a qualcuno.

    (Ed e' un mio mondo mentale, non la Costa Est, che comunque non e' cosi' europea, da quel che ne ho visto io).

    E complimenti a Wile! La sf e'sempre un degno motivo per sacrificare pezzi d'Amazzonia.

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