venerdì 21 luglio 2006

- i ricordi non sono più gli stessi

Autoclip

La prima volta che vidi L'Odio (il film, intendo), ero con un mio amico, e a un certo punto mi resi conto che il mio amico credeva che si trattasse di un film storico, sul serio, una ricostruzione degli anni '70.

Non aveva tutti i torti, perché in fin dei conti è un film in bianco e nero, e il bianco e nero mette sempre della distanza tra noi e le immagini. E all'inizio, se ricordo bene, c'è un bel reggae su scene di barricate. Il reggae, le barricate, ci sembravano cose lontane. Il bianco e nero ci aiutava a tenerle lontane.

Io, parlando di Genova, vorrei sforzarmi di non patinare nulla, di non virare tutto in bianco e nero, di non mettere nessuna cornice: perché queste cose sono successe a noi, proprio a noi, che eravamo pigri e accaldati 5 anni fa, proprio come stasera. Ed è vero che sembrava il Cile, ma sembrava anche, terribilmente, un qualsiasi pomeriggio afoso di luglio, e si poteva essere incerti se andare alle barricate o andare al mare. Ed è vero che c'erano barricate e striscioni e scritte ai muri, ma sugli stessi muri, ovunque, sorrideva indifferente Megan Gale. Ed è vero che si cantava Manu Chao e Bella Ciao, ma la canzone che più si sentiva dalle finestre rimaneva sempre

C’e solo una cura
io so che lo sai

2. Italiano. Percosso con pugni in faccia e calci alla schiena prima di entrare in cella, e poi in cella con pugni alle costole

è una stanza vuota
io mi fiderei


veniva ancora percosso all'interno della cella a opera di agenti che stringevano più forte i laccetti ai polsi, lasciati ingiustificamente mentre si trovava all'interno della cella


Bravo, puoi capire
cose che non vuoi


5. gli afferravano le dita della mano sinistra e poi tirando violentemente le dita stesse in senso opposto in modo da divaricarle, riportava lesioni: ferita lacero contusa di 5 cm. tra il terzo e quarto raggio della mano sinistra sei

il tuo guaritore
sei nel tuo mondo...


minacciato: "Se non stai zitto, ti diamo le altre" mentre gridava per il dolore in seguito alla mancata anestesia durante la sutura della lacerazione "da strappo" alla mano.

RIT. Dammi tre parole: sole, cuore e amore
dammi un bacio che non fa parlare


42- Minacciata col manganello contro la bocca ferita, con la cantilena "Manganello, manganello", e derisa per la paura dimostrata

è l’amore che ti vuole
prendere o lasciare
stavolta non farlo scappare


81. Subiva minacce anche a sfondo sessuale da persone che stavano all'esterno: "Entro stasera vi scoperemo tutte".

Solo le istruzioni per muovere le mani
non siamo mai così vicini
aaah, ahhh


36. Costretta a rimanere, senza plausibile ragione, numerose ore in piedi, con il volto rivolto verso il muro della cella, con le braccia alzate oppure dietro la schiena


Parla a voce bassa
spiegami che vuoi
sai ne è pieno il mondo
di mali come I tuoi


Percossa ripetutamente con manganellate alla testa e alle spalle, caduta a terra, percossa con calci alla schiena e al petto, presa per i capelli e sollevata, calciata in mezzo alle gambe, sbattuta contro un muro,


slacciati la faccia
ha rabbia il gatto che
gioca con la buccia
e gira in tondo


manganellata ancora e presa a calci al petto e al ventre, successivamente trascinata per i capelli lungo alcune rampe di scale, colpita ancora da tutti i lati con manganelli

RIT. Dammi tre parole: sole, cuore e amore
dammi un bacio che non fa parlare


Uno due tre viva Pinochet


è l’amore che ti vuole
prendere o lasciare
stavolta non farlo scappare


(trauma toracico addominale, fratture costali con pneumotorace a destra e contusione polmonare, trauma cranico, contusioni multiple, lesioni gravi per il conseguente indebolimento del 30% della funzione respiratoria e della locomozione del braccio e del collo)


Solo le istruzioni per muovere le mani
non siamo mai così vicini
aaah, ahhh


49. Costretto a marciare nel corridoio della caserma e ad alzare il braccio destro in segno di saluto nazista

Tra la terra e il cielo
e in mezzo ci sei te


Carlo Giuliani è stato ucciso da un sasso scagliato da un manifestante, che ha deviato una pallottola sparata in aria da un carabiniere su un defender in movimento


a volte è solo un velo
un giorno, un fulmine


il mattino del 20 luglio, Carlo Giuliani voleva andare al mare


se hai dato, dato, dato
avuto, avuto, avrai
oggi è già piovuto
dove sei, dove sei, dove sei..


Sin da bambino ho guardato video musicali, e a volte, quando ascolto una canzone, gioco ad associare le immagini, è come se montassi un video dentro la mia testa.

RIT. Dammi tre parole: sole, cuore e amore
dammi un bacio che non fa parlare

Il mio video personale di questa canzone finisce con le immagini di Carlo, che il 20 luglio alla fine decide di andare al mare, si tuffa, nuota, e vive, vive e prende il sole insieme a noi

è l’amore che ti vuole
prendere o lasciare
stavolta non farlo scappare
Solo le istruzioni per muovere le mani
non siamo mai così vicini

12 commenti:

  1. Trovo che tirare fuori Giuliani ogni volta che si contesta l'operato della polizia durante il G8 genovese sia una forma di "masochismo intellettuale", un gioco ad auto-indebolire le proprie posizioni... Il comportamento di una parte schifosamente grande delle forze dell'ordine è stato mostruoso, ma perchè santificare uno che di notevole nella vita ha solo l'assalto ad un mezzo dei Carabinieri? Giuliani era - nella migliore delle ipotesi - un teppistello violento che nel casino del G8 c'ha "pucciato il pane". Non meritava certo di morire, ma Gandhi è un'altra cosa.

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  2. Devo aver saltato la parte della santificazione nel post.
    Pensavo fosse un semplice esercizio di memoria, giusto per non dimenticare.
    Masochismo intellettuale...
    L'oblio sarebbe la soluzione?

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  3. Scusa Carmelo, non sono stato chiaro... non mi riferivo solo a questo post, ma più in generale, e mi pare che non potrai negare che Giuliani dall'esercizio della memoria ne esca meglio di quanto non si sia meritato in vita. Ancora ieri in P.zza Alimonda c'era una manifestazione non contro le violenze delle forze dell'ordine (assolutamente ingiustificabili) ma pro Carlo Giuliani, che - ripeto - non ho ancora capito bene cosa abbia fatto di notevole nella sua purtroppo breve esistenza.
    Niente oblio (e ci mancherebbe) per i fatti di Genova, ma un po' più di onestà sulla figura di Carlo Giuliani.
    Due torti non fanno una ragione, e anche Giuliani aveva torto.

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  4. venerdì 20 luglio, prima di andare al mare

    io a genova non ci sono andata perchè puzzava di morto già un mese prima.
    ma poi a firenze non ho potuto non andare, non vi lascerò mai più soli.
    se fossimo stati un milione non sarebbe andata così, forse peggio ma non così.
    puzza di morto prè-manifestazione ne avevo già sentita negli anni 70, si riconosce dai tg, dai commenti-prè,
    ma a genova 30 anni dopo ?
    dopo tanti penzionamenti,
    dopo tante vittorie che sembravano di civiltà...
    ma nessuna battaglia finsce mai, non bisogna difendere le piccole vittorie, ma andare più avanti, porsi nuovi obiettivi perchè inevitabilmente chi si ferma torna indietro.
    allegrosorriso

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  5. "se fossimo stati un milione non sarebbe andata così, forse peggio ma non così."
    Ah beh, allora: una grande occasione mancata.
    Scusi signora (io a quelli più vecchi di me tendo a dare del lei) se glielo chiedo, ma dopo trent'anni di militanza attiva, non sarebbe magari il caso che al pensionamento ci pensasse lei e si trovasse un passatempo più sano e intelligente - chessò, l'uncinetto, il giardinaggio, la canasta con le amiche?
    Mi perdoni, ma a me i manifestanti anziani più che un allegrosorriso mettono tristezza, mi fanno pensare ai pensionati indigenti o ai leghisti incarogniti che dicono 'no alle famiglie frocie'.

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  6. A me non e' capitato mai, direi, di santificare Carlo Giuliani. In questo pezzo si legge, neanche tra le righe, che avrei preferito fosse andato al mare (ma probabilmente ne sarebbe morto un altro, manifestante o carabiniere, perche' e' vero, la puzza di morto si sentiva ben distinta).

    In questo pezzo si legge anche "Giuliani è stato ucciso da un sasso scagliato da un manifestante, che ha deviato una pallottola sparata in aria da un carabiniere su un defender in movimento", che potra' sembrarvi pessimo surrealismo, ma in soldoni e' la tesi ratificata nel processo. Se a voi sta bene, a me no.

    A Piazza Alimonda forse varrebbe la pena manifestare in difesa del sasso. Io non credo che quel sasso c'entri nulla. Direi che il sasso ha il diritto a un appello e a un'assoluzione con formula piena.

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  7. Arridaje con la storia del teppistello. Ma se anche fosse stato, cosa cambia? Mi sembra un tentativo di razionalizzazione. Siccome era un delinquente, un drogato, un punkabbestia come si disse, allora possiamo non sentirci in colpa per la sua morte?

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  8. Come ho detto, a mio parere anche solo tirare fuori l'argomento Giuliani ogni volta che si parla del G8 genovese è sbagliato. Quanto alla santificazione, già abbiamo cippi e targhe a futura memoria (e la madre al Senato...) ma non dubito che prima o poi si arriverà al processo di canonizzazione, basta aspettare...
    La storia del sasso è ovviamente una stronzata, e deve essere chiarita così come l'operato delle forze dell'ordine. Questo però non ci deve impedire di dire la verità su Giuliani.
    Leonardo, tu eri a Genova. Quando posti la tua foto con il volto coperto mentre lanci un estintore? Come? Non ne hai? Strano, mi risulta sia la foto standard del manifestante pacifico...
    Lameduck, mi siace deluderti, ma io non mi sento in colpa neanche un po' per la morte di Giuliani... E tu? Cosa hai fatto per metterlo davanti ad un veicolo dei Carabinieri conciato come l'abbiamo visto? Gli hai nascosto i costumi da bagno? E no perchè sai, qui a Genova si fa così: o andiamo al mare o diamo la caccia ai Carabinieri... tertium non datur.

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  9. Anonymus, se la storia del sasso, come convieni, e' una stronzata, ne risulta che qualcuno ha preso la mira e ha sparato a Giuliani, e si farebbe fatica a parlare del G8 senza accennare a questa cosa.

    Naturalmente, un estintore gettato in testa puo' fare male, e quindi qualcuno (forse, dico forse Placanica) potrebbe avere preso di mira per legittima difesa.

    Ma questa non e' la conclusione del processo. La conclusione del processo e' che un carabiniere ha sparato in aria e la pallottola e' rimbalzata su un sasso tirato da un manifestante.

    Perche'?
    Perche' da quella distanza, Giuliani non poteva colpire ne' Placanica ne' altri, con l'estintore. La legittima difesa non regge. E allora e' stata data la colpa a un sasso.

    Che ripeto, secondo me e' innocente.

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  10. E in fondo anche i manifestanti torturati a Bolzaneto avranno qualche scheletro nell'armadio, no? Quindi tutti colpevoli - tutti assolti. W Sofri e le forze dell'ordine con le croci celtiche tatuate....

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  11. Leo, premesso che il tuo innocentismo nei confronti del sasso è quantomeno sospetto, secondo me si è trattato di un banale eccesso di adrenalina, rabbia e paura causato dal caldo e dalla pressione psicologica (la famosa "puzza di morto").
    La folla da un po' è oltremodo incazzata (ricordi, in Corso Torino avevano appena dato alle fiamme un cellulare - non un telefono, eh? - pieno di carabinieri...), i cc vagano in veicoli trasformati in forni senza capire bene cosa cavolo dovrebbero fare e un bel momento si ritrovano bloccati in una traversa senza uscita di Piazza Alimonda... Si cagano sotto (sono ragazzini inesperti, mica GIS) ed ecco che uno viene incontro con un estintore mentre un altro tenta di infilare un'asse di legno da ponteggio dentro il finestrino (ricordi la parabola della trave nell'occhio? ecco, tipo). Vista da dentro la jeep la situazione sembra più pericolosa di quanto non sia, il Placanica si ricorda che a suo tempo gli hanno (incautamente) affidato una pistola e una vocina dentro insiste che è decisamente arrivato il momento di usarla. Da dentro la jeep vede quello che vede, mira come può e tira il grilletto. Fine della storia. IMHO.
    Per quanto riguarda il mio omonimo anonimo, la caserma di Bolzaneto è tutta un'altra storia e chi mischia le due cose non solo non ha capito molto di quello che è successo, ma - ciò che è più grave - non ha alcuna speranza di venire un giorno a capo di qualcosa.

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  12. "Fine della storia".

    Forse per te.
    Per me finirà quando questo risulterà da un processo, non da un commento sul blog di un tale.

    Perché, ripeto, quel che risulta adesso, ratificato da giudici della Repubblica Italiana, è che P. abbia sparato in alto.

    C'è una differenza e non è secondaria, tutto qui.

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