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martedì 7 agosto 2007

i soldi non puzzano, voi sì.

Mostri sacri (ma mostri comunque)

Mentre in Belgio connettersi è insospettabilmente complesso, appena si passa la frontiera francofona il wireless te lo regalano. Ora sono in un motel a Dunkerque e un poco mi dispiace non aver seguito il dibattito su Pannella. Un poco, eh.

A mo' di bilancio della stagione 2006/07, posso dire di avere identificato almeno tre mostri sacri, tre personaggi di cui non è consigliabile parlare male: Kate Moss, Leonida re di Sparta e Giacinto Pannella detto Marco. Le conclusioni traetele voi, io per quanto provi a unire i puntini non ci capisco niente (Ah, invece di Giovanni Lindo Ferretti si possono dire le cose più oscene e false, e tutti ti fanno i complimenti, ti offrono da bere, ti urlano vai così, è una figata).

Io non so nemmeno se Pannella sia ancora candidato al Pd o no. Vorrei chiarire una cosa, che evidentemente non s'è capita. Diverse persone se la sono presa perché ho osato ridurre la candidatura di Pannella ai "soldi", che sono una cosa sporca, evidentemente, di cui non si deve parlare. Ecco, attenzione: per me invece i soldi sono una cosa molto importante, di cui parlare a voce alta. Forse abbiamo fatto scuole diverse.

Magari il vostro primo approccio alla politica è consistito in un'assemblea dove si alzavano le mani per votare un documento che regolava il sistema di votazione per alzate di mano eccetera eccetera all'infinito. E' capitato anche a me di partecipare ad assemblee di questo tipo, ma quando penso alla politica non penso a questo. Le persone che ho visto crescere nella politica (anche più giovani di me! Sissignore! Esistono!), le ho sempre viste alle prese con un budget da spendere. La politica questo è: decidere dove spendere i soldi. E non c'è niente di sporco. I soldi non puzzano. Puzzano se li getti nella fogna, questo sì. Se li prendi al contribuente e li versi a un pappone, puzzano. E non è colpa né del contribuente né del pappone, sia chiaro: è colpa tua. Ma non è il caso di Pannella.

Io non credo proprio che Pannella sia un venale (neanche Mussolini in senso stretto lo era). Mi spingo a credere che non abbia mai rubato in vita sua. Però è un politico. Un politico di razza, che ha sempre campato di fundraising, dimostrando nel settore un'inventiva inesauribile e spesso anticipando i tempi, ma che ultimamente è in attesa di occupazione. Non è un mistero che abbia una voglia matta di tornare in Senato, e candidarsi alle primarie del Pd è un espediente semplice e originale per farlo. Ma dove voi vedete un problema di astratta democrazia (ha diritto o no di farsi votare?), io ci vedo prima di tutto i soldi: Marco Pannella vale la spesa? Secondo me no. E' vero che rappresenta un pezzo glorioso di storia d'Italia. E' anche vero che negli ultimi anni Pannella ha campato un po' di nobili ideali e un po' di espedienti. In un certo senso è riuscito a trasformare i nobili ideali in espedienti, e viceversa. Tutto questo è affascinante e anche ammirevole, però io non comprerei da lui una macchina, né usata né nuova. E' geniale, è storico, è nobile, è tutto quel che volete, ma non è affidabile. Ha appena festeggiato lo scioglimento di un partito che era stato fondato l'anno scorso, all'insegna del nobile ideale del Laicismo. Perché il Pd dovrebbe investire voti e risorse in un personaggio così notoriamente inquieto?

Perché bisognava fare il Pd? Per trasformare un gruppo di partiti e di personalità in qualcosa di più compatto. Ora, non c'è nessuna garanzia che Pannella, una volta eletto, si sottoponga alla disciplina di Partito. C'è il solito articolo 67 della Costituzione (un vecchio pallino dei radicali) che lo protegge: una volta eletto, il parlamentare non ha vincolo di mandato. Già. Una volta eletto. Ma eleggerlo ha un costo, e io quel costo non lo sosterrei, tutto qui.

All'obiezione più scontata (ci sono nell'Ulivo persone meno affidabili di lui, che valgono la spesa anche meno di lui), rispondo che sì, forse ci sono, se ne può parlare; ma si può parlare anche di Marco Pannella detto Giacinto, senza che caschi il mondo. Inoltre Kate Moss è una gruccia che sotto il profumo puzza di morto e Leonida un gay represso, intesi? Senza offesa per i gay, che sono maledettamente permalosi. Nyeah, nyeah, nyeah.

10 commenti:

  1. 1) Pannella lo fa per soldi, per contare qualcosa, per un po' di visibilità personale (se funziona con Adinolfi, figuriamoci con lui), e perché deve inventarsi qualcosa per attirare l'attenzione dopo che Capezzone si è messo a flirtare con An. I 'saggi' del Pd hanno fatto francamente bene ad escluderlo dalle primarie, ma in fin dei conti occuparsi del caso-Pannella è una perdita di tempo, quando comincia ad insinuarsi il dubbio (e qualcosa in più) che i 4 milioni di voti per Prodi nel 2005 non siano mai esistiti. Non mi preoccupano i divertissement senili di Giacinto detto Marco, mi preoccupa il cumulo di macerie a cui sono ridotte le forze considerate più serie della pattuglia radicale.
    2) Se Leonida non fosse stato represso si sarebbe candidato per la Rnp?

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  2. probabilmente viene difeso senza beneficio d'inventario perchè senza un pagliaccio come lui saremmo un mix implosivo tra la Spagna franchista e il Cile di Pinochet(a meno che uno non sia così ingenuo da credere che i riformisti ne avrebbero fatto le veci,certo)

    p.s. i sindacati e le buone spinte di sinistra non erano assolutamente sufficienti a controbilanciare le forze della conservazione,secondo me.Ci voleva il genio guastatori

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  3. Non ci sta a dire niente nel Pd, nel bene e nel male. Se si crea un'occasione per far parlare di sè, la coglie. Che pizza.

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  4. pannella è un rompicazzo con un ego smisurato. ha una cultura di destra e c'entra poco con un possibile partito di centro sinistra. personalmente vedo i radicali più a loro agio col centrodestra.
    molti anni fa ho deciso che non avrei più firmato nessun rferendum se proposto dai radicali: e così è stato.
    se domani raccolgono le firme per raddoppiarmi lo stipendio non firmo!
    naturalmente è (statisticamente) possibile che un radicale (qualunque cosa voglia dire) possa dire qualcosa d'intelligente o di giusto o di condivisibile (anche le tre cose insieme), ciò non toglie che se avessi la scalta tra un radicale candidato per il centrosinistra e un altro (che non sia un previti o un bondi)... ci farei un pensiero a votare l'altro o a non votare...
    ho detto tutto

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  5. Pannella non si tocca.
    Lui, però, si tocca eccome. Nel senso che la parabola discendente di Giacintodettomarco somiglia sempre di più a un magniloquente lavoretto a due mani pieno di autocompiacimento.
    Gli scioperi della fame ridotti a ricatti da bambini, la lagna sugli spazi nei media trasmessa da radio-vittimismo-radicale. Perfino - spiace dirlo - la campagna sulla moratoria internazionale è stata condotta con un'avventatezza e un protagonismo tutti pannelliani, che hanno suscitato un certo scetticismo in molte ong che da tempo si occupano di pena di morte.
    Da sempre politicamente irrilevanti (in termini di voti), i radicali non hanno mai dovuto piegarsi ai brutti compromessi della politica. Ma ora che sono al governo (non determinanti) e non possono più fare i duri e puri, campano di trovate come la candidatura di Pannella alle primarie del pd. Ovvio che senza dimettersi dal partito non glielo avrebbero permesso: tanto meglio. Si sono stracciati le vesti in tv, hanno rimediato un po' di visibilità, forse forse l'indignazione di qualche elettore di sinistra e tutto senza mai rischiare davvero la figuraccia delle primarie.
    Sulle conquiste civili realizzate anche grazie a Pannella, nessuno può obiettare. Io, personalmente l'ho persino votato, qualche volta. Per questo è dura vederlo comportarsi come un mastella qualsiasi.

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  6. Il mondo non cascherà di chiunque si parli bene o male (oppure sì, ma a prescindere). E i soldi figuriamoci se sono una cosa sporca (anzi sì, ma facciamo a intenderci). Il fatto è che - Pannella ha talmente tanta voglia di andare in Senato che è fin dalle elezioni che ripete che se eletto cederà subito il seggio al secondo in lista (Rita Bernardini) - il fatto è che la Rosa nel Pugno sarà perita nell’inedia per tanti motivi, ma credere che la colpa (o una percentuale significativa di) sia di Pannella vuol dire semplicemente non aver seguito la vicenda (o essere uno sdino accecato da quella cosa sporca di cui sopra fornitagli dalla paracomunale di Monculi Sottocarpi) - e la cosa vale per parecchi tuoi giudizi sul tema (il Giacinto) e anche, parrebbe proprio, per il tuo giudizio generale sull'unico vero fiorellino della politica italiana, ohibò. Ma soprattutto:
    “Perché bisognava fare il Pd? Per trasformare un gruppo di partiti e di personalità in qualcosa di più compatto. Ora, non c'è nessuna garanzia che Pannella, una volta eletto, si sottoponga alla disciplina di Partito.”
    Ah ecco. Per questo bisognava fare il Pd? Non per vedere se almeno uno dei due schieramenti riesce a far qualcosa, vedimai qualcosa di buono? Di Pannella, una volta eletto, si hanno tutte le garanzie che proverebbe a sottoporre la realtà ai suoi nobili ideali (tipo, fra l’altro, impedire agli altri di sporcarsi troppo le mani con quella cosa che si può dire). Ma come noto (si fa per dire) sono un radicale - e inoltre di recente mi hanno mandato da correggere dei testi in Comic Sans e la cosa mi è parsa rassegnatamente carina. Mah.

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  7. "Di Pannella, una volta eletto, si hanno tutte le garanzie che proverebbe a sottoporre la realtà ai suoi nobili ideali"

    Scusa, eh, ma di cosa stiamo parlando? Di nobili ideali?
    Cioè, immaginati per un attimo la scena: "Marco, ci prometti che voterai il Dpef?" "Vi prometto che provero a sottoporlo ai miei nobili ideali". "Marco, compatibilmente coi tuoi nobili ideali, te n'andresti un po' a cagare?"

    E che cosa significa promettere che se ti eleggono cedi il seggio a Rita Bernardini? Una cosa molto galante, indubbiamente, salvo che il popolo sovrano avrebbe scelto te, non Rita Bernardini. Chi sei, il Grande Elettore? Lo vedi che ha un'idea della democrazia tutta sua, che continuate a prendere per buona un po' acriticamente?

    A me per esempio la visione dell'onorevole Capezzone, eletto coi voti del mio schieramento, che flirta con An, dà il voltastomaco. Probabilmente voi lo considerate il trionfo della democrazia, il deputato che esercita il suo potere senza vincolo di mandato. Abbiamo idee diverse.

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  8. Nelle fratte del frattempo mi sono scordato buona parte dei termini della discussione. Ma la questione centrale mi pare una: vuoi gente che agisca per fare qualcosa o gente che garantisca la stabilità purchéssia? Il male del trasformismo non è mica che uno cambia casacca, ma che così facendo 99 su 100 impedisce di far qualcosa per farsi i cazzi suoi. Uno fedifrago che con le sue scappate riuscisse ad ottenere qualcosa di quanto promesso agli elettori farebbe schifo? E ciò sia detto parlando di uno che si definisce l'ultimo giapponese di Prodi (e lo sarà)!!
    Eppoi, sulle liste, diobono, il Pannella si fa un mazzo tanto dal 15 a.C. per l'uninominale secco, se ora c'è il porcellum e lui ne usasse per dare il posto alla segretaria di RI (come d'altronde persino preannunciato agli elettori) dove sarebbe il problema?
    E ancora (vah come sono puntuale nelle risposte) se il Capez con An a te fa venire il voltastomaco - non ti pare che a me mi levi il sonno? Ma anche qua quello che dici mi pare abbia poco costrutto; quale sarebbe la tua idea diversa? Vorresti il vincolo di mandato?? Esiste da qualche parte nel mondo?
    E infine sul punto: Pannella è uno stronzo, non ho grandi dubbi in proposito, ma vale la spesa più degli altri 900 e rotti messi insieme. E questa è vile realtà.

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