lunedì 21 aprile 2008

i gelati sono buoni, ma

Caro Astensionista,
ti scrivo per rassicurarti (so che in fondo ci tieni): non mi ero scordato di te.

Se in questi mesi di campagna ho evitato di scriverti – rompendo una tradizione semidecennale – non è stato per dimenticanza o negligenza. No. L’ho proprio fatto apposta. Perché ti conosco, ormai. Più tutti ti scrivono, invitandoti ad esprimere una volontà qualsiasi, più tu ti arrocchi nella difesa del tuo incompromettibile gusto personale. Intanto passano gli anni, ma la scena non smette di apparire infantile: per quanto nobili siano i tuoi ideali e i tuoi intenti, l’effetto è quello del bambino che pesta in piedi al centro di una folla di parenti che gli supplica di collaborare. Ogni volta che penso a te mi viene in mente un vecchio pezzo di Gianluca Neri che – non me ne voglia – riassumeva così la sua astensione: se voglio un gelato al pistacchio, e il gelataio insiste per mescolarlo con la crema, io non lo compro, perché il mio ideale era il puro pistacchio. Il fatto che con tutte le metafore al mondo, Neri avesse scelto proprio quella del gelato, mi si è conficcata per sempre in un angolo della memoria fissa. Perché vedi, in fondo nella vita facciamo tutti dei compromessi. Vorremmo quella casa, quel lavoro, quel partito, quel parcheggio, ma non sempre li troviamo disponibili: e allora ci arrangiamo con una casa che costa un po' meno, un lavoro che è meglio di niente, un parcheggio un po' più lontano. Tutti compromessi più o meno dolorosi, ma necessari. Per l'Astensionista invece la scelta più dolorosa della vita fin qui pare sia stata la rinuncia ad un gelato.

Insomma, Caro Astensionista, nel momento in cui tutti guardano a te e ti supplicano di lappare il loro cono scadente, io questa soddisfazione non ho voluto dartela. Anche perché stavolta non mi sembravi così determinante: e questa era una buona notizia sia per me che per te.
Anche ora devo dirti che non ho molta voglia di farmi i fatti tuoi. Volevo invece raccontarti un po' di cose su di me. Mi sono accorto che sono cambiato, sai? Proprio rileggendo le vecchie letterine che ti scrivevo. Non ti dirò che sette anni fa ero più ingenuo: sarebbe banale, e poi no, non ero ingenuo: avevo ragione, già allora. Forse più allora che adesso, perché vedevo le cose più da lontano. Per esempio, alla vigilia delle elezioni 2001 ti supplicavo:

Non cerco di convincerti. Cerco di commuoverti. Vedi, se tu sei forte, io sono debole, e ho paura. Ho paura di cosa può fare Berlusconi, indisturbato, in cinque anni. Ho paura di come potrà conciare la scuola (non soltanto pubblica), l'assistenza sanitaria, la giustizia, in breve l'intera società. Ho paura di svegliarmi, tra breve, in un Paese dove sarò cittadino di serie B, condannato a usufruire di servizi statali o parastatali di serie B e a inquadrarmi nel target che una qualche tv commerciale avrà stabilito per me.

Quant'ero tenero, col cuore in mano: “ho paura, ti prego aiutami..” Eppure tutte le mie paure erano fantasmi vaghi, parole astratte: Scuola, Assistenza Sanitaria, Giustizia, Società... problemi enormi che sorvolavo da lontano. Ecco, Astensionista, io non sono più così. Man mano che gli anni passavano io calavo, calavo sempre più. Oggi non sarei più in grado di preoccuparmi di parole astratte, tipo, che so, la Scuola. Oggi la scuola è un edificio polveroso in cui lavoro, e la mia principale preoccupazione è un bambino (italiano, normodotato) che arriva dalla quinta elementare con buono in pagella e non sa leggere; un altro che avrebbe bisogno del sostegno ma è fuori budget; e un genitore a cui ho spiegato una cosa un mese prima che una circolare del ministro la cambiasse; e il mese dopo è cambiato anche il ministro. Oggi non penso più alla Sanità, penso alla mia colecisti e a quanto mi costerà nei prossimi mesi. E poi penso alla casa. Sette anni fa non la mettevo neanche in elenco. E alle spese, alle tasse. Qualche tempo fa ho scoperto di appartenere a una delle fasce che ha perso il maggior potere d'acquisto, e la cosa mi ha fatto una rabbia che non ti dico. È stato come... svegliarsi cittadino di Serie B. Sì, me lo aspettavo, eppure quando ti ci trovi dentro è sempre diverso da come te lo figuravi. Insomma, è come nell'atroce racconto di Buzzati: man mano che il paziente scende da un piano all'altro dell'ospedale, vede sempre meno cielo dalle finestre, e si concentra sempre di più su sé stesso e i suoi dolori. Questo sta succedendo a me, Astensionista. Sette anni fa mi preoccupavo dell'Italia, se non del Mondo. Adesso mi preoccupo del prezzo di un singolo metro quadro in periferia. Sto diventando sempre più piccolo, e forse meschino.

Che sia questo il vero motivo per cui non ti scrivo più? Sette anni fa ti supplicavo di salvare l'Italia, oggi avanzerei richieste meno nobili. Oggi vorrei essere salvato, io, da qualsiasi folle piano di costruire un ponte di Messina o un Hub varesotto a spese mie; non temo per la sorte di un martire per la libertà stile Biagi o Santoro, ma per le mie tasche, perché se aboliranno l'ICI i comuni dovranno ben rifarsi sulle tasche di qualcuno: e indovina chi sarà. C'è da vergognarsi, caro Astensionista, a venirti a disturbare con preoccupazioni così grette che tu, evidentemente, non condividi. Ecco, questo è curioso. Perché non le condividi?
Probabilmente possiedi una casa. Magari hai un'attività, e detassando gli straordinari riuscirai anche a metter da parte qualche soldino in più. Insomma, probabilmente per te Berlusconi è una gran rottura di palle, ma senza vere conseguenze per il portafogli. Ecco, dovevo capirlo subito. Io e te siamo diversi.

Forse sette anni fa non era ancora così, ma oggi sì. Io sono scivolato in serie B, tu no. Per me un Veltroni al posto di Berlusconi avrebbe fatto una grande differenza. Una differenza non astratta, ma economica, sostanziale. Non era il mio tipo, i suoi discorsi mi annoiavano, le sue strategie mi lasciavano interdetto, ma sapevo che avrebbe provato a fare qualcosa per me. Come so benissimo che Berlusconi non ci proverà nemmeno, e giustamente: lui rappresenta altre classi e altre categorie, che hanno vinto le elezioni, mentre io le ho perse. Le ho perse e pagherò per loro.

Capisci, Astensionista? Qui dalle mie parti chi perde paga. Da voi non è così.
Da voi in serie A ho sentito fare dei discorsi preoccupanti, non solo dagli astensionisti – anche da quelli che votavano PD. Il senso generale è: abbiamo perso, beh, pazienza. Pazienza? Almeno adesso ci sarà un governo stabile. Stabile? Da quando in qua una persona caduta in un pozzo di merda si rallegra di aver raggiunto una posizione stabile? Tra cinque anni, chissà... Tra cinque anni? Ma sul serio voi avete altri cinque anni da aspettare? Io tra cinque anni ne avrò già troppi: e non so nemmeno se posso permettermi un figlio o no. E poi una gran voglia di divertimento: finalmente è terminata la noiosa campagna elettorale, ora spassiamocela, andiamo ai concerti, conosciamo gente nuova... Astensionista, ti rendi conto? Questa è gente che ha la nostra età, va per i quaranta. Per di più la congiuntura economica non promette nulla di buono. Tutta questa leggerezza che senso ha? Non è un po' la stessa leggerezza con cui due mesi fa hanno mandato a casa Prodi e si sono inventati una gioiosa macchinina di guerra? E ora che vi siete giocati altri cinque anni della mia vita, non dico che mi aspetto una scusa da parte vostra, ma non potreste tenere la faccia contrita ancora per un po'? No? Beh, capisco, è primavera. E va bene, andate, divertitevi. E vai anche tu, Astensionista, secondo me troverai chioschi con tutti i gusti di gelato che vuoi. C'è solo un'ultima cosa che vorrei confessarti.

Per molti anni, anche se ti blandivo, ho pensato che tu fossi un utile idiota, inconsapevolmente alleato del nemico. Lentamente mi sono accorto di sbagliarmi. Vista da qui sotto, in serie B, la tua posizione è molto più chiara. Il nemico sei tu. La buona notizia è che hai vinto anche stavolta. E anche stavolta senza sporcarti le mani – neanche di gelato alla crema. Che eleganza, beato te.

51 commenti:

  1. Quando si fanno delle survey di quelle serie, col campionamento statistico casuale rappresentativo eccetera, la gente che non accetta di venire intervistata o che non risponde ad alcune domande ti mette in seria difficoltà. Puoi sostituire i non rispondenti con un'altra estrazione, ma non sarebbe un campione altrettanto fico, dato che andresti a sostituire della gente "speciale" (speciale nell'avere delle caratteristiche che l'hanno portata a non rispondere) con della gente "media". Oppure tagli la testa al toro e attribuisci loro una distribuzione di risposte uguale a quella di chi ha risposto: certo, non potrai mai essere sicuro, proprio per quel loro essere "speciali", ma su, diciamocelo, difficilmente andrai tanto lontano, soprattutto coi grandi numeri.

    Ecco, se fossero arrivati i gendarmi con i pennacchi a casa di quel 20% di gente non votante e li avessero condotto con la forza alle urne, io sono convinta che il loro voto sarebbe stato molto, molto simile a quello dei votanti volontari (così come penso che lo sia il loro strato sociale o come si dice). E non avrebbe cambiato le cose.
    Poi capisco che uno s'incazza comunque, eh.

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  2. e infatti. un sacco di blog di astensionisti o di sinistrorsi abbienti diceva: godiamo, scopiamo, arricchiamoci etc. a me mi viene da chiedere come facciano a stare così tranquilli. evidentemente il problema per loro non si pone

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  3. A distanza di una decina di giorni ancora nessuno dei miei conoscenti confessa di aver votato il nano...presumo che nel paese una buona percentuale di pdl si vergogni di ammetterlo...ecco questa è la cosa che più mi preoccupa, sapere di aver votato un filibustiere e chiaramente vergognarsene!
    Per il resto, non voglio passare per un inguaribile ottimista ma non credo che durerà cinque anni, sta per arrivare un tale terremoto economico che lascierà solo macerie!!!
    Un ultima considerazione: avete trovato qualche dato sulle schede bianche o nulle? Perchè non si parla più di brogli?

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  4. Mah... prima la rabbia ora la disperazione. Mi pare si esageri.

    Primo. Questo del gelato è proprio un paragone di merda (non a caso è della macchietta). Che diavolo c'entra? Il voto mica è un capriccio!

    Se controvoglia mi decido dopo anni di voti persi e dispersi a non farmi prendere più in giro da nessuno è proprio per il contrario: Vorrei che cambiasse gelateria, non i gusti.

    Secondo. Questo è il punto chiave. Santo Cielo Leo, ma davvero tutto il male che abbiamo è opera di Berlusconi? Io ho 34 anni la mia vita va a mozzichi e bocconi ma prima del nano com'era? Tutto rose e fiori? Io mi ricordo di una scuola che faceva già schifo. Di ospedali con i dottorini e i portantini di UN SACCO BELLO, di una disoccupazione permanente, del problema mezzogiorno, di una politica stagnante. Insomma eravamo già in Argentina ma la pizza costava meno, o con un DECA non si andava neanche "fuori città"?

    Questa tesi che Berlusconi ha distrutto l'Italia è un po' troppo romantica per i miei occhi.

    E se devo ritenere Santoro o Biagi dei martiri, allora comincio a sospettare che le famose lacrime di zeffiruccio (tagliato fuori dal sistema teatrale italico) erano da considerare autentiche.

    Eddai!

    A proposito, anche questa tesi che è stata colpa di noi viziati e ricchi astensionisti anche l'ultima volta non regge. Ti dico solo che a Roma, che conosco un po', al momento dello spoglio per le comunali, siccome si cominciava dal Centro storico, Rutelli è balzato subito in testa, poi aprendo le scatole verso le periferie, pian pianino, Alemanno ha recuperato.

    Che significa secondo te?

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  5. chiedersi dove si nascondono quelli che votano berlusconi è un problema mal posto. secondo me la maggioranza dei voti berlusconi non la prende dalle persone singole, quelle come noi per dire, che decidono "ispirandosi" a qualcosa (di destra o di sinistra), ma la prende dalle categorie, dai settori, ai quali promette qualcosa in cambio. il voto utile per eccellenza non è quello che sarebbe dovuto andare a Veltroni ma quello che è andato a Berlusconi, che infatti non si è nemmeno sprecato a fare campagna elettorale fra il popolo, ma sicuramente avrà fatto campagna acquisti sotto banco con interi gruppi di gente. che ha votato per avere qualcosa in cambio. come "classe", non come singolo. i commercianti, per dirna una. la categoria meno preoccupante alla quale berlusconi dovrà restituire il favore (piccoli e grandi ponti di messina).
    leo, sono queste le persone di serie B. sono queste le persone piccole, minuscole. che 70 anni fa come oggi continuano a desiderare il cazzone grande e grosso perché in quanto a identità e orgoglio nazionale siamo a livello zero, e si ha bisogno della persona carismatica. in paesi più ricchi di autostima un uomo mite ma capace come prodi sarebbe andato benissimo, ne avrebbero fatto un eroe. noi sappiano solo dirne male. perché non ha carisma. ma perché zapatero lo avete visto? e a noi sarkozy sarebbe piaciuto?
    gli italiani sono piccola gente, e delegano ad un nano con i tacchi l'unica chance che hanno di fare qualcosa nella vita. poveracci, dai.

    non fare l'errore anche tu di misurare il tuo merito solo in base ai soldi che possiedi. tieniti l'autostima e lo schifo, il liveore per la maggiranza. se poi siamo poveri, pace. succede soprattutto nelle migliori famiglie.

    elo

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  6. Leo, onestamente, in questi due anni di governo non di destra quanto ci hai guadagnato?

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  7. elo.. non che sarkoleòn sia sto' giocatore di basket...

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  8. caro Leonardo,
    potrei dire che sei scorretto a scegliere l'argomento più stronzo dell'interlocutore e rispondere a quello come se fosse l'unico, ma non lo farò (viva la preterizione).

    primo perché capisco l'ironia, secondo perché capisco te: in gelati hai speso tutto e rimani senza un letto. e allora pesti duro, alla rinfusa, senza una scusa.


    nella mia carriera di cittadino dilettante ho esercitato il mio diritto di voto attivo solo una volta, dodici anni fa. da tanto che mi brucia il culo faccio ancora fatica a sedermi.

    se oggi io e tanti come me non possono permettersi una casa, se tanti finiscono in mezzo alla strada per l'affitto troppo alto o vedono scivolare giù per lo scarico la propria vita per il mutuo impossibile, è proprio per colpa mia, che proprio quella volta ho ceduto alla gola, che ho creduto a chi mi diceva che il gelato è il mio conforto e mi ripaga d'ogni torto.

    ad altri cui è successo è stato risposto che avevano sbagliato gusto, dovevano prendere quello blu o quello rosso o quello rosa o tricolore o verde o arcobaleno.

    io forse sono come quello che cade da cavallo e poi per paura non ci sale mai più.

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  9. Quoto rondoner...ha detto quello che volevo dire io :)

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  10. Scusa giorgian, ma in questi 12 anni di non voto la situazione è migliorata? I bruciori sono diminuiti?
    Maria Sung

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  11. andrea99boban.splinder.comlunedì 21 aprile 2008 11:46:00 CEST

    Caro Leonardo, io ho 31 anni, ed ho iniziato la mia carriera elettorale nel 96. Ci credevo, giuro, nella politica. Dopo all'educazione civica e tutto, ho votato con devozione fino a questa tornata elettorale. Questa volta non ho votato.
    Volevo dirti un paio di cose, se le prendi bene magari ti sono d'aiuto, se le prendi male ti incavolerai. Io sono perito chimico, e la chimica mi piace. Ho fatto l'ITIS, poi ho guardato un po' che universita' avrei voluto frequentare. Chimica Pura era perfetta per me. Ho fatto anche un paio di gare regionali e mi sono piazzato nei primi cinque entrambe le volte (Emilia-Romagna). Ho guardato anche il mondo del lavoro: Chimico, a Ravenna? Fuori tempo massimo, ci dispiace, i baracconi statali chiudono. E mi sono iscritto a Ingegneria. Nel frattempo soffrivo per laurearmi, ed l'Italia andava nel mentre talmente a puttane che un lavoro decente si defilava anche dalla mia prospettiva di Ingegnere. Ho lavorato 5 anni, con molte soddisfazioni, ma volevo di piu'. Ho preso l'aereo con un CV in mano, destinazione Norvegia. Preso subito. Tremila km in auto, per lavorare in un paese lontano, diverso, in mezzo a sconosciuti che non parlano la mia lingua. Adesso guadagno bene, meglio di molti norvegesi. Pago le mie tasse, al 45%, al Re di Norvegia, tutto tassato fino all'ultima corona. Forse tornero' in Italia, con tanta utile esperienza, per un bel lavoro vicino a Ravenna. O forse no. Non e' facile, non e' stato facile.
    Ecco, quello che ti volevo dire e' che se pensi che la politica difenda i tuoi interessi, stai fresco. Aiutati, che il ciel ti aiuta. Sei un insegnante? Dai ripetizioni. Sei onesto? Fatturale. Sei bravo? E dal blog sembra che tu lo sia. Scrivi. Non ti pubblicano in Italia? Fatti pubblicare altrove.
    Ecco, questo ti volevo dire. E quando mi e' arrivata la letterina dal consolato con quei bei simbolini da marchio coop, ho detto 'no grazie'. Tutto qui. Cortesemente, Andrea

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  12. la cosa bizzarra di questo post è che sembra scritto dopo un'elezione con alta astensione; invece no, abbiamo ancora un affluenza intorno all'80% - che è molto, visti gli sforzi per rendere il sistema bipolare effettuati negli ultimi 16 anni.
    per altro, l'astensione che ha punito Pd e SA è stata quella di sinistra; e dubito che l'astenuto di sinistra, mediamente, sia un pasciuto "cittadino di serie A".

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  13. @maria sung
    ovviamente no, la situazione non è migliorata, i bruciori non sono diminuiti.

    nessuno (tranne, forse, i più idioti) ha mai detto che se non voti le cose vanno meglio.

    c'è un branco di stronzi che va in giro a fare del male agli altri, mentre tutti intorno applaudono e gridano bravi, bis.

    anche se smetti di applaudire, quelli continuano, di sicuro da solo/a non li fermi, sono più forti di te; quindi se vuoi si può benissimo dire che smettere di applaudire è totalmente inutile.

    e quindi? continui ad applaudire?

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  14. leggendo andre99boaban, ed essendo pure io emigrato in Olanda, mi chiedevo: quanti emigranti ci sono che passano da qui? E ancora: c'ha ragione lui. La politica non ti aiuta, questo e' un fatto storico. Non le si puo' chiedere troppo. Ai tempi dei romani era gia' cosi'. Berlusconi te lo immagini benissimo ai tempi dei romani. Vuoi qualcosa di diverso. Emigra in Nord Europa. Qui la cultura politica - e la cultura in generale - affonda in radici diverse da quelle italiane/latine/cattoliche/mafiose. Solo che poi ti devi rassegnare a vivere bene, guadagnare bene e non scrivere piu' di Veltroni e del prossimo che arrivera'. Niente piu' post su Boselli. Ti sta bene cosi'? Credi di farcela? La soluzione e' dietro l'angolo.

    Vedi un po' tu.

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  15. un altro emigrante (uk) che ha deciso di non appoggiare nessuna delle due parti. del resto in un paese normale voterei liberale e in italia non e' che ho una grande scelta. un paio di volte ho votato il centrosinistra, sperando la vittoria affossasse il nano e facesse nascere qualcosa di decente a destra.
    poi, un giorno non meglio precisato di questo decennio, ho perso ogni speranza per l'italia, chiunque vinca.

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  16. Leo, io a questo giro mi sono astenuto, per la seconda volta in vita mia, dopo vent'anni di gelati scadenti, che mi hanno dato spesso il mal di pancia, ed occasionalmente il voltastomaco. Ricco non sono, fiducioso nemmeno. Se crescerò dei figli (come spero) non penso che delegherò la loro istruzione unicamente alla scuola pubblica, proverò ad insegnar loro direttamente io le cose che mancano. La cultura generale non è acqua, e penso di averne messa da parte un bel po'.

    Detto questo, secondo me tu confondi causa ed effetto: Berlusconi non è la causa, è l'effetto, la causa scatenante sono gli italiani, un popolo che è diventato ricco per semplice appartenenza (all'Europa, all'occidente, alla sfera di dominio imperiale americana) senza prima attraversare un processo di "perdita dell'ignoranza". In un sistema di ricchezza abbondante e diffusa si finisce col premiare i mediocri, ed il loro successo ha spinto altri verso la mediocrità, che si è così diffusa in maniera capillare. La classe operaia ne è uscita sconfitta perché si è lasciata sedurre dai valori e dagli ideali borghesi (apparenza, arrivismo, successo a qualunque costo), rinunciando ai suoi (solidarietà su tutto).

    Non ho ricette, tranne farti notare che tu, più di me, ti dimostri ottimista, pensando che le cose possano (potrebbero... o avrebbero potuto) cambiare con un Walter al posto di un Silvio. Io nemmeno a questo credo più. Sono due facce della stessa medaglia, due borghesi arricchiti che vivono in un'alta società di privilegi e pretendono di spiegarci la verità.

    P.s.: per me resta la titanica lezione di Douglas Adams, e se non sai chi è ti consiglio di recuperare dalla rete quella meraviglia agrodolce del ciclo della "Guida Galattica per gli Autostoppisti". Scoprirai come l'umanità arrivò sulla Terra in seguito ad un naufragio galattico, ed i sopravvissuti per prima cosa decisero di usare le foglie al posto delle banconote, e per seconda, onde evitare l'inflazione, di bruciare le foreste...

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  17. Ache io avrei voluto votare pistacchio, ma dato che la possibilità era pistacchio-con-crema, ho preferito quello al cono misto merda/cerone/cartoncino pralinato.

    Che devo dire, forse non avrò l'anima abbastanza pura ma animo, amici, ché adesso di cartoncino pralinato ce n'è per tutti!

    (@Mau: se proprio si deve misurare in termini di "guadagno", da lavoratore autonomo a basso reddito, ci ho guadagnato qualcosa, al contrario delle finanziare di Giulio "Seiperquattrosessantaquattro" Tremonti).

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  18. @dario: il mio "guadagno" era generico, non esplicitamente legato ai soldi. Per i soldi, io - dipendente di reddito medioalto, ma comunque dipendente - ci ho sicuramente perso con Prodi: il guaio vero però è che non ci ho guadagnato in tutto il resto, a differenza di quanto speravo.

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  19. @mau: nessuno dal governo Prodi ha guadagnato, al di là dei soldi, come sperava, e questo è secondo me il motivo fondamentale per cui le elezioni sono state perse: la debolezza sul fronte delle politiche sociali era già costata la sedia a Schroeder in Germania, ad esempio. Sarebbe stata un'occasione per imparare dagli errori altrui.

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  20. Dormito male ?

    Ma dove mai sarebbe tutta questa astensione ?

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  21. Avevo scritto un lungo commento, ma è andato perduto quando ho cliccato "pubblica" evidentemente... :-(

    Eleonora

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  22. bisogna vedere le cose in prospettiva... voglio dire: berlusconi dice non ti preoccupare, penso a tutto io. so ben io cosa ti serve.
    - un po' di autostima (l'italia fa schifo ma è colpa dei comunisti. so bene che tu sei un gran fico e se dai retta a me tromberai come pochi... cioè come tutti)
    - un po' di sano divertimento (ché la sera sei stanco e non ci hai più voglia di perder tempo in sezione)
    - molte chiacchiere (tu sei uno sfigato, ma tuo figlio può farcela, mica è negro o zingaro, no?).

    veltroni in fondo che ha detto:
    - 'sto paese è 'na mezza cagata ma "si può faaare".

    io non so dove s'è persa l'anima della sinistra, quella che diceva di prendere in mano il proprio destino e insieme ad altri cambiarlo (non è che bisogna arriva' al 2008 per sapere che c'è salvezza individuale: abbiamo esportato emigranti e alcuni hanno fatto carriera (penso a fiorello la guardia e don vito corleone). che è come dire fatti raccomandare: è la soluzione per uno, per due, mica per tutti.
    forse la sindrome della coop ha corrotto tutti: da quando si va al voto e si chiede tu che mi offri? tu che mi dai? no, aspe' quello mi fa un prezzo migliore!
    possiamo lamentarci se un operaio (che, spesso, incidentalmente si spacca il culo in fabbrica e, talvolta, non in senso metaforico) fa lo stesso ragionamento?
    ochei la classe politica è corrotta? sì, certo, mediamente corrotta. esattamente come son mediamente corrotti gli insegnanti di italiano delle medie (scusa leonardo, si fa per polemica) e i grafici pubblicitari, gli infermieri e i tassisti, ecc.
    ecco è il "mediamente" che mi fa incazzare.
    non so chi ha sparso la voce che i laureati avrebbero avuto un futuro radioso e avrebbero tutti guadagnato più dei padri sfigati che si son spaccati il culo per farli studiare. ecco il punto, forse, è questo; chi ha messo in giro 'sta voce? chi ha detto che i più bravi avrebbero avuto onori e glorie?
    l'italia è il paese delle mezze seghe, a tutti i livelli. si fa carriera per un sacco di motivi, raccontabili o meno, ma difficilmente il più bravo vince un concorso o viene assunto in un posto prestigioso, perché la politica non dovrebbe essere quel che è: una manica di mezze seghe?
    perfino qui (in rete che, come dice grillo c'è il futuro) è pieno di stronzi perché non dovrebbe essere così là fuori?
    ognuno nel suo piccolo: io butto il frigorifero sul ciglio di una strada e tu sotterri rifiuti tossici dove capita; io raccomando la mia tenera bambina per un posto da insegnante e tu fai assumere liguori come direttore di un tiggì...
    secondo me la corruzione (qualunque cosa voglia dire) è arrivata dappertutto e ha devastato tutto.
    chi si "butta" in politica o nel sindacato? la metà lo fa per ambizione personale oppure perché è sempre meglio che lavorà e l'altra metà si spacca il culo facendo finta di non vedere quel che combina l'altra metà (sennò rivince berlusconi).
    ovviamente una parte dei suoi elettori non considera brutto essere un plurinquisito che cavillando (e scrivendo anche cavilli apposta) se l'è sempre cavata...
    ma qualcuno ha fatto caso a quel che dicevano i sindacati su alitalia? o quel che diceva bassolino?
    ma davvero qualcuno pensa che veltroni s'è cominciato a preoccupare della "sicurezza" perché è diventato di destra? o non sarà che ci son milioni di persone che tornando a casa la sera si cagano in mano o magari son costrette a fare giri particolari per evitare certe piazze o certi bar...
    ecc. ecc.
    scusa... me so' lasciato prende la mano...

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  23. Irene, Rondoner, Accattone, ma che pezzo vi siete letti? Questo no di sicuro.

    Ho dato la colpa all'Astensionista per l'ultima vittoria di Berlusconi? Direi di no.

    Irene, cosa c'entrano i sondaggi, adesso?

    Questo è il solito pezzo che censura un tipo di Astensionista radical chic, che a volte non è determinante (per esempio stavolta non lo era), ma non cessa per questo d'esser stronzo.

    "ma davvero tutto il male che abbiamo è opera di Berlusconi?"

    No. E non mi pare d'averlo scritto. Ma tra l'altro, cosa c'entra?

    "E se devo ritenere Santoro o Biagi dei martiri..." significa che non hai letto bene. Il pezzo dice il contrario. Io poi non sono mai stato un gran martirologo dei due, mi pare.

    "A proposito, anche questa tesi che è stata colpa di noi viziati e ricchi astensionisti anche l'ultima volta non regge."

    Infatti non l'ho sostenuta. Il pezzo dice a chiare lettere il c o n t r a r i o.

    "Rutelli è balzato subito in testa, poi aprendo le scatole verso le periferie, pian pianino, Alemanno ha recuperato. Che significa secondo te?"

    Guarda, mi fai una domanda molto complessa. Ho dovuto chiedere un permesso di mezza giornata per costruire un modello matematico in grado di fornire una risposta approssimativa. Insomma, dopo aver riempito lavagne di calcoli, mi sembra di propendere per la seguente ipotesi: Alemanno l'hanno votato di più in periferia. Già.

    Ma che cazzo c'entra, scusa?

    Non per tutti Roma è il centro del mondo. Qui dalla scabra Padania, per esempio, che vinca Alemanno o meno non fa una gran differenza. Questo rende meno stronzi gli Astensionisti? No.

    Mau, Prodi è durato appena due anni, per cui molto tempo per migliorarmi la vita non lo ha avuto, eppure ce l'ha fatta. Un esempio piccolo piccolo: prima ero precario con qualche speranza di regolarizzarmi in 3-4 anni; in aprile ha vinto lui e in settembre ero di ruolo.

    Comunque ho citato apposta delle iniziative (Ponte sullo Stretto, "Salviamo Malpensa", ecc.) che fanno una certa differenza tra la gestione Prodi e la precedente. E la successiva.

    Poi c'è stata la lotta all'evasione, che Prodi ha fatto seriamente, mentre Berlusconi condonava. Adesso che è tornato vediamo cosa farà, ma permettimi lo scetticismo: per il padroncino leghista "Tremonti" è ancora sinonimo di "mi faccio la Porsche con gli investimenti produttivi".

    A tutto questo andrebbe sommato il lavoro che non è stato portato a termine perché Veltroni ha deciso di buttarsi e Mastella si è spazientito: riordino di radio e tv, la legge sul conflitto degli interessi (che forse non sarebbe arrivata mai, ma uno non smette di sperarci, ecc.).

    A scuola Fioroni non era il massimo, ma almeno ha eliminato alcune follie totali della riforma Moratti, e non si è fatto prendere anche lui dalla frenesia riformatrice che distrugge tutto il patrimonio di esperienza degli insegnanti (salvo negli ultimi mesi, quando sapeva di essere finito e ha cominciato anche lui a diramare circolari in libertà).

    Insomma, il sunto è questo: io appartengo a una determinata classe sociale e voto i politici che ritengo più in grado di difendere le istanze della mia classe sociale. A un livello un po' più alto poi dovrebbe avvenire una sintesi tra le istanze mie e quelle delle altre classi. Naturalmente è nell'ordine delle cose che ci siano delle classi che perdono, e stavolta la mia ha perso.

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  24. c*etino, io sono astensionista e sono SOTTO (vabbeeh..) il tuo ceto:

    1- mutuo? e che è? è da sempre che vivo in affitto

    2 - scuola? precari della suddetta? BOOOH...IO sono operaio interinale e faccio i lavori che fanno gli algerini...

    (quasiquasi ho sospetto che stia meglio io...LOL LOL LOL LOL

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  25. Certo il sospetto che la platea fraintenda da diversi angoli ti dovrebbe perlomeno far riflettere.

    Va bene rileggiamo con cura:


    "A proposito, anche questa tesi che è stata colpa di noi viziati e ricchi astensionisti anche l'ultima volta non regge."

    Infatti non l'ho sostenuta. Il pezzo dice a chiare lettere il c o n t r a r i o.


    Straordinario. Evidentemente hai un carambolesco uso del CONTRARIO. Visto che chiudi:


    Il nemico sei tu. La buona notizia è che hai vinto anche stavolta.


    Anche io sto spulciando manuali di interpretazione, davvero arduo scoprire che se ha vinto Berlusconi, e noi anche, non siamo però diretti responsabili. Fico.

    Poi:

    "ma davvero tutto il male che abbiamo è opera di Berlusconi?"

    No. E non mi pare d'averlo scritto. Ma tra l'altro, cosa c'entra?


    Che stupido che sono hai ragione, chissà cosa m'immaginavo io leggendo:

    È stato come... svegliarsi cittadino di Serie B (...)
    per te Berlusconi è una gran rottura di palle, ma senza vere conseguenze per il portafogli (...)
    Forse sette anni fa non era ancora così, ma oggi sì. Io sono scivolato in serie B, tu no. Per me un Veltroni al posto di Berlusconi avrebbe fatto una grande differenza. Una differenza non astratta, ma economica, sostanziale. (...)
    Capisci, Astensionista? Qui dalle mie parti chi perde paga. Da voi non è così.
    Da voi in serie A (...)
    Da quando in qua una persona caduta in un pozzo di merda si rallegra di aver raggiunto una posizione stabile? Tra cinque anni, chissà... Tra cinque anni? Ma sul serio voi avete altri cinque anni da aspettare? Io tra cinque anni ne avrò già troppi: e non so nemmeno se posso permettermi un figlio o no (...)


    No. E' vero, Berlusconi non è il male d'Italia. Solo il tuo personale. Addirittura ti castra.

    Invece noi caghiamo figli come marmotte. Ce la stiamo spassando.
    Oggi vado a mignotte con gli amici, tanto paga zio Berlusca (che non abbiamo votato solo per godere di più).

    Evabbè.

    Tutto questo comunque non deve farmi desumere che almeno la tua vita è andata a picco da quando il nano è apparso? Noooooooooooo...

    Infine

    Non per tutti Roma è il centro del mondo.

    Bravo! vedi che qualche passetto in direzione della Lega dei primati lo stai facendo?

    Forse con un po' di buona volontà la prossima volta vinci anche tu.

    Per quanto mi riguarda, qui tra noi essere umani pseudonormali, senza serie A B o C (che ricordano solo Huxley) usiamo raccontare la propria esperienza per allargare la visione al resto degli italici confini, persino oltre.

    Era solo un modo per farti capire che in periferia la gente comune (di serie D evidentemente per te) non ne può più dei tipi alla Prodi o alla Veltroni.

    Poi come si dice qui

    SI LO VOI CAPì LO CAPISCI.. SI NO, AMICI COME PRIMA

    BBONE COSE

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  26. Leonardo ho letto il tuo pezzo attentamente. E' bello e descrive lo sconforto di molti, ma l'obbiettivo è sbagliato.Se vuoi fare un pezzo sul radical chic devi mutare tiro. La sinistra è piena di questi intellettuali annoiati, supponenti, aristocratici eredi di un mondo che non c'è (per noi), sia extraparlamentari (ora) che non.
    Gli astensionisti con la puzzetta sotto il naso sono una infima minoranza. Manco i radicali hanno invitato all'eastensione. Per interesse e senso di sopravvivenza, certo.

    Ne cito uno a caso di questi aristocratici della politica, pieno di passione e intelligenza.
    L'ex ministro degli esteri D'Alema oltre la passione legittima per la vela (ecchede' un comunista non puo' avere un 13 metri ?) e per Boselli, ben oltre il senso della geometria nell'agone del potere, ha la passione per le cose veramente più importanti: i problemi del Mondo e soprattutto l'intelligenza euclidea di schifare il teatrino della politica italiana (sic!) e quindi i suoi elettori.
    E questo era il Presidende dei DS, pupillo di Togliatti, detentore delle leve organizzative di un tempo, quello di Telecom e che dichiarava che la questione Coop non era un problema politico. La cosa puzzava e puzza un po'.

    Giusto per evitare polemiche ad hominem, ho votato PD. Sperando che la merda si palesi finalmente per quel che è senza trucchetti delle tre carte. Mi parrebbe già un bel passo avanti poter riconoscere che anche in casa sovrabbonda , anche se s'è spiaccicata sul soffitto.

    Con serenità, Amen

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  27. Con altrettanta serenità, di pezzi su D'Alema ne ho scritti tanti: questo è un pezzo su un altro tipo di persone.

    Rondoner, a me non sembrava così arduo il messaggio: c'è chi ha vinto ancora prima di giocare, e di conseguenza non capisce il perché di tanta passione prima, e di tanta delusione dopo. Dietro una facciata ribelloide, c'è semplicemente il culo parato.

    "Era solo un modo per farti capire che in periferia la gente comune (di serie D evidentemente per te) non ne può più dei tipi alla Prodi o alla Veltroni."

    Ho capito, non sono mica un deficiente. Il problema è che la tua informazione non c'entra con questo post. In periferia si sentono meglio rappresentati da Alemanno e io mi sento meglio rappresentato da Veltroni: niente di strano. L'astensione è un altro fenomeno; in questo caso non è stato decisivo, ma è ugualmente fastidioso. Specie se difeso col piglio barricadero di chi non cede al compromesso. Non cede perché evidentemente se lo può permettere.

    Credo che sia in questo post che nel precedente tu sia intervenuto con una volontà di polemizzare che trascende il senso delle cose che dico. Te la prendi con uno che sono io per cose che io non scrivo.

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  28. Leo, ognuno ha i suoi demoni. Non credo proprio tu rappresenti i miei, ma se così ti sei sentito, ti chiedo scusa.

    notte

    RispondiElimina
  29. Leonardo, scusa, ma dissento e da persona che ha votato, quasi sempre, nonostante tenda più all'anarchia che al comunismo.
    Non intendo difendere il non voto o il voto. Ognuno è libero di fare come meglio crede e per le ragioni che preferisce. Detesto molto più quelli che hanno votato a Destra che un astensionista.
    Dissento perchè credo che tu non potrai lamentarti a lungo. Vedo molto bene un forte abbraccio a centro (destra/sinistra) tra uolter e il microcefalo in parrucchino. E' vero che con la lega è riuscito a campare cinque anni, ma oggi si sono fatti parecchio invadenti e non so se riuscirà a tenerli a bada. I leghisti non possono fare altrimenti, devono cercare di portare qualcosa a casa, mostrare le prede a quelli che li hanno votati. Bisogna vedere se si accontentano delle solite cose, quelle che vanno bene anche al 'Grande Capitale' rappresentato e protetto dal grande parrucchino. Può darsi che queste prime avvisaglie di contrasto a Montezemolo non siano piaciute, ma pazienza, in cinque anni tutto può cambiare. Saranno di diverso tono le risposte se insisteranno con i dazi? o con altri balzelli contro le economie amiche dei Grandi parrucchini? non cose gravi, intendiamoci, giusto un po' di populismo impossibile però da tollerare per chi appartiene alla fede del FMI o del WTO.
    In questo caso credo che potrai tornare a mangiare qualche gelato, perchè il parrucchino e l'uolter, entrambi liberisti e con programmi quasi clonati, sceglieranno di darsi una mano. Sono soddisfazioni. Metteranno mano alla Costituzione, proteggeranno i trattati di libero commercio internazionale, magari integreranno il porcello attuale con una eventuale vittoria delle modifiche elettorali via Referendum o addirittura in Parlamento. Stai tranquillo che dopo quella data il sistema bipolare sarà assoluto e la Lega un ricordo. Folkloristico, ma ricordo. Peccato che riavremo esattamente le leggi elettorali che permisero a Mussolini di fare il suo colpo di mano. Come a dire che il programma della P2 sarà alla fine completato e gestito. Amen
    U.c.n.n.p.p

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  30. Caro Leo li hai stanati! Offesi nell’onore!
    Gli astensionisti voglio dire..quanti si sono risentiti e affrettati a scrivere per spiegare,approfondire,chiarire tutte le sacrosante e imprescindibili e ingegnose ragioni che li portano a questa scelta.
    Ma che c'è da scriver tanto ?
    "I politici son tutti uguali e fan schifo-A me per il culo non mi pigliano più!"
    E questo è quanto, come la giri la giri.
    Chissà perchè io la differenza la vedo, e non ne vedo poca: a me d'essere governato da uno che proclama eroe un mafioso (solo l'ultimo di cento altri simili orrori ) mi fa stare un po' peggio.
    Dice: e che te ne viene in tasca? Nulla, basta convincersi ch'è uguale agli altri e il dolore passa, che ci vuole?
    S'è affossato, e non è casuale, il primo governo italiano che a memoria d'uomo cercasse di far pagare le tasse? (come nel Nord Europa..)
    Ecchè ce frega? Ecco, questo toccava le tasche invece (e il senso di giustizia) a mio favore. Ad altri però dava noia e anche loro la differenza l’avranno vista, e infatti hanno votato eccome!
    Dev’esser invece bello ritrovarsi astensionista, con nulla che ti tange, mantenere una calma olimpica: guarda quei poveri coglioni come corrono alle urne, guarda come se la prendono calda per queste quisquilie e pinzillacchere…
    Che ve devo dì ? Fate pure ma non cercate scuse, sono inutili.

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  31. Leonardo, sono d'accordo con te praticamente su tutto: l'astensionista è nemico.
    Però non posso fare a meno di chiedermi perché sembra che proprio le persone che esprimono preoccupazioni essenziali e interessate come le tue hanno votato per l'altra parte, nonostante tutto.
    E poi conosco tanti, ma tanti 'cittadini di serie B' che si sono astenuti con lo stesso atteggiamento spocchioso dell'astensionista stronzo che tu descrivi.

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  32. La considerazione che la propria realtà possa non dipendere in alcun modo dall’esito di un’elezione può costituire una più che valida ragione per non andare a votare. In effetti, se la mia stima a priori è che per me - individuo o elemento di un insieme, conto in banca o iperuranio imprigionato nella finitudine – comunque vada a finire non cambierà niente, allora se permettete me ne resto a casa; nel peggiore dei casi, una partita al biliardo o un bicchierino di limoncello leniran bene il rimorso per l’omesso esercizio di dovere civico. Del resto è quello che accade da tempo anche nella più celebrata delle cosiddette democrazie occidentali; e che peraltro è lo scenario più stabile nel limite in cui tutti propongono la stessa cosa.

    Però faccio fatica a capire come si possa pretendere che il non voto possa esprimere protesta, o delusione, o una qualunque cosa altra dall’indifferenza; e ciò in particolare nel quadro delle nostre elezioni politiche, dove il numero di voti validi è attorno all’80% degli aventi diritto; un partito del non voto che volesse essere segnale e non rumore dovrebbe arrivare a costituire il 10-15% del corpo elettorale, non certo il 3.

    Il non voto non è una rivendicazione; per lo meno non lo è in sè; in sè è la semplice rinuncia all’esercizio della propria fettina di sovranità, all’unica possibilità per influire in qualche modo (più o meno significativo) sullo stato cui nel tempo restante si deve soggiacere.
    Non votare – così come (a posteriori) aver votato per un partito che non ha preso seggi – è non essersi espressi. Se, poi, ciò configuri un’opportunità sprecata o sia soltanto una cosa senza importanza è materia d'opinione.

    Tuttavia qualora il fatto di non votare faccia sentire qualcuno più in pace con la sua coscienza, perché non si è sporcato le mani, beh invidio la sua semplicità; perché se l’assemblea di cui faccio parte prende una decisione ed io me ne sto zitto e buono, non son stato meno responsabile di chi strepitava.

    A quei pochi (spero!) che non si sentono adeguatamente rappresentati dall'attuale classe politica, consiglio di leggere I cartografi dell’Impero – o magari di ritrovare la citazione morettiana “a mala pena rappresento me stesso” su qualche smemoranda del liceo...

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  33. A proposito, anche questa tesi che è stata colpa di noi viziati e ricchi astensionisti anche l'ultima volta non regge. Ti dico solo che a Roma, che conosco un po', al momento dello spoglio per le comunali, siccome si cominciava dal Centro storico, Rutelli è balzato subito in testa, poi aprendo le scatole verso le periferie, pian pianino, Alemanno ha recuperato.

    Magari non c'entra col post, però è un'affermazione che fa ridere, basta guardare i risultati in tutti e 20 i municipi di Roma.
    http://www.elezioni.comune.roma.it/elezioni/2008/comunali/a042008/evsin.htm

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  34. Mi permetto di evidenziare solo un'incongruenza del post.
    Chi e' di serie A e fa discorsi come quello che hai riportato citando Bordone non e' necessariamente astensionista, ma e' di sicuro radical-chic. Se e' ANCHE astensionista allora il tuo post ha senso, altrimenti vuol dire che e' andato a votare e il suo dovere civico l'ha fatto.
    Certo, che un radical-chic possa essere astensionista ci sta tutto, ma devo dire che vedo in questo ruolo piu' quello di serie A che parteggia per Bertinotti (duro e puro, alieno a ogni compromess, ahi lo stress...) che quello che parteggia per Veltroni(dopotutto "si puo' fare", o meglio si sarebbe potuto).

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  35. Si bravo, hai trovato il tuo vero "nemico"...

    L'astensionista... capito! non quelli che votano (per qualsiasi motivo) a destra, contro i tuoi interessi, come tu stesso hai specificato.
    O lo stesso Veltroni che, tramite Mastella, ha affossato Prodi come fece Bertinotti...

    Come se tutti gli astensionisti avrebbero voluto votare veltroni, ma sono dei bambini viziati e preferiscono farti un dispetto, anche se non sono decisivi come in questa elezione.

    Ma perché non vi guardate le percentuali di votanti in Francia, Gran Bretagna o Spagna (senza scomodare gli U.S.A.)?
    Perché lì non si lamentano degli astensionisti?

    Ma un poco di buonsenso e autocritica mai eh?

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  36. @sigurros

    Forse è perché sei islandese, ma se tu trovi divertente questi dati..

    [Metto solo gli esemplari, Leo giustamente fa sapere che Roma non è l'ombelico del mondo. E mi scuso con lui per questo ma non so dove rispondere].

    Dunque:

    Muncipio 1)
    Alemanno voti 21.168 (percentuale 37,60)
    Rutelli voti 27.682 (49,17)

    18)
    Alemanno 31.392 (43,11)
    Rutelli 31.100 (42,71)

    19)
    Alemanno 40.510 (41,06)
    Rutelli 43.867 (44,46)

    20)
    Alemanno 37.886 (49,92)
    Rutelli 28.595 (37,68)

    PS. Davvero da ridere. A proposito Sigur, già che ci sei butta anche un occhio all'affluenza, sia mai che scopri qualcos'altro di divertente.

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  37. @rondoner

    Sarò islandese, ma conosco quali zone sono storicamente di destra e quali no. E infatti, hai elencato i municipi dove anche alle scorse comunali Alemanno aveva meno svantaggio su Veltroni.

    Inoltre allora perchè non citi allora Spinaceto, Castel di Leva, e Roma Sud in generale?

    (per l'affluenza, si registra semplicemente un aumento)

    RispondiElimina
  38. "Ma un poco di buonsenso e autocritica mai eh?"

    L'autocritica è importante. Bisogna però aver fatto degli errori prima, sennò cosa autocritico?

    Quando mi è capitato di fare errori ho fatto autocritiche. Stavolta mi sfugge proprio l'errore che avrei commesso io.

    Se invece ti riferisci agli errori che hanno commesso Veltroni o Bertinotti, beh, mi pare di averne già parlato.

    L'argomento "ma all'estero si astengono di più" è un'altra cosa che non capisco. Io ho scritto questo pezzo pensando a gente che ho sentito e letto, nelle settimane scorse, mentre si lamentava perché non riusciva a trovare partiti che lo rappresentassero. E' tutta una manfrina sul non voto, tipicamente italiana, che mi ha stuccato: all'estero c'è senz'altro molto più astensionismo, ma mi pare che manchi questo romanticismo del non-voto. O forse c'è, però è all'estero e non mi disturba.

    Invece continuano a disturbarmi quelli che caricano il non-voto di significati politici o identitari.

    Tutto qui.
    Se il vostro non-voto lo avete dato senza disturbare gli altri, o rivendicare alcunché, questo pezzo non se la prende con voi.
    Se poi avete pure votato, si può sapere perché siete così incazzati?

    RispondiElimina
  39. @sigurros

    stiamo diventando oziosi con questo patetico duello (scrivimi direttamente è meglio)

    comunque eccoti accontentato:

    municipio XII (quello di cui parli tu)

    ALEMANNO 45.123 (42,61%)
    RUTELLI 46.027 (43,46%)

    fonte tua

    fatte altre du' risate

    RispondiElimina
  40. Leo, davvero Fioroni è entrato al ministero a giugno e a settembre era già riuscito di suo (quindi senza nessun pregresso) a mandare gente di ruolo? Non ci posso credere!
    Per il ponte sullo stretto, Sìlviolo ne ha parlato dal 2001 al 2006 e non è successo nulla. Io non mi preoccuperei più di tanto. Su Malpensa dipendera da quanto romperanno le palle i legaioli, ma tieni presente che già a Milano la si sopporta poco.

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  41. Vabbè, ma i siculi non li puoi mica coglionare in eterno.

    Fioroni ha assunto i veterani del concorso invece che le sissine della graduatoria, è una vecchia storia.

    Vabbè, più che una politica a mio favore è stata una gran botta di culo, comunque è un piccolo esempio di come un singolo cittadino possa apprezzare le differenze tra un governo e l'altro.

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  42. Allora: c'è chi non vota perché fa il radical-chic tipo Gianluca Neri, chi non vota perché "tutti sono uguali e tutti rubbano alla stessa maniera (cit.)", chi non vota perché con Cento al governo voleva una rivoluzione comunista e invece ha avuto Mastella (il problema del governo Prodi era soprattutto nella sua maggioranza impalpabile al Senato, s'intende), chi non vota perché sa benissimo quanto sia inutile il suo voto, alla luce del peso massiccio delle clientele, di pacchi di voti organizzati, alla luce dei sospetti continui di brogli da ambo le parti; stavo per astenermi anch'io, perché il mio voto non conta, poi ho visto lo spot con tutte le categorie sociali a cantare "Meno male che Silvio c'è" e allora mi è tornato in mente che votare contro Berlusconi, dopo 14 anni, è ancora un'azione buona e giusta in sé. Cosa francamente deprimente, ma per deprimermi sul serio aspetto che il Pd si allei con l'Udc, cosa che sembra già in fieri.

    Dopodiché, io ero fermamente convinto che la percentuale dei votanti sarebbe finita sotto il muro dell'80%: mi sono fatto fregare come un cretino, ho visto le piazze di Grillo e ho creduto che esistessero davvero, mentre invece erano come la lista di Ferrara e la candidatura di Adinolfi al vertice del Pd. Ho creduto che esistesse una forte indignazione "antipolitica" nel paese, e che questa indignazione si sarebbe mostrata chiara nelle urne. Solo la crescita nei consensi di Lega e Idv può suffragare questa tesi, ma in misura minima. L'antipolitica non esiste. Grillo non esiste, è solo un bluff, bravo lui a organizzarlo; mi spiace, lo stimavo quando andava sul palco a svelare i traffici delle multinazionali del farmaco. Grillo nno esiste. Esiste un popolo che, come nella Prima Repubblica, ogni giorno che Dio mette in terra si lamenta di determinati partiti, e quando si va alle urne vota ossessivamente quegli stessi partiti. E vota con percentuali alte. Il dato del 2008 rientra in una curva discendente dal '48 ad oggi, con la sola notevole eccezione del 2006, quando la forte drammatizzazione della campagna elettorale (ben orchestrata da Silvio) produsse un'inversione di tendenza.

    Bordone è un privilegiato, su quello siamo d'accordo (ci sono precari che magari non hanno i soldi per andare ai concerti), e una vittoria dell'uno o dell'altro partito non cambia di molto il suo futuro. Non tutti in Italia sono privilegiati. Ma probabilmente molti italiani non percepiscono neanche lontanamente che una vittoria dell'uno o dell'altro possa cambiare il loro futuro, e non è detto che abbiano sempre torto. Quando da ambo le parti si comincia a parlare di provvedimenti che "non sono né di destra né di sinistra", o si scimmiotta l'altro per far breccia nel suo elettorato, diventa molto difficile far capire all'elettore la differenza che c'è, ammesso che ci sia. Tutti quei partiti visibilmente diversi dagli altri non avranno rappresentanza parlamentare in questa legislatura. Il problema non è più il gelato al pistacchio alla crema, ma il sale che in bocca comincia a diventare davvero insipido. E se è insipido, è difficile trovare ragioni per cui non debba essere calpestato.

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  43. Caro Leonardo,
    secondo me per sostenere la tua tesi parti da un'ipotesi che per gli astensionisti è falsa: che uno dei due candidati (nel tuo case WV) sia meglio dell'altro.
    E' qui la miopia. E se una persona non vedesse la differenza tra i due? E se una persona sposasse motivazioni un po' da una parte e un po' dall'altra?
    Cosa dovrebbe fare secondo te? Tirare una monetina? Sarebbe meglio?
    Ti dico una cosa: io sarei andato quel giorno. Mi sono alzato, sono uscito e lungo la strada mi sono ricordato una cosa su tutte le altre: l'indulto di 2 anni fa.
    Ecco. Cosa dovevo fare? Dare di nuovo fiducia a questa feccia (non trovo altre parole, scusami) di politici che infestano il nostro stato? E tutte le altre cose che ogni schieramento politico salito al governo ha schiantato sulla gente? Per il bene ringrazio e per il male mi incazzo. Dici che sono anormale? La fiducia si è persa Leo, e chi me la ridà? Il W e il resto della cricca? O il S e i suoi tirapiedi?

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  44. Mah, l'indulto è il classico esempio di fuffa montata ad arte. Si può discutere se sia stato giusto od opportuno, ma non credo che abbia toccato veramente gli interessi tuoi o della tua categoria. Non c'è stato nessun boom della criminalità successivo all'indulto.

    Io non faccio un discorso generale, ma personale. Io so bene chi dei due candidati fosse non "migliore" in generale, ma più vicino alle mie posizioni e ai miei interessi.
    Chi fosse assolutamente equidistante può anche non votare. Ne ha il diritto. Ma non la rivendichi come scelta identitaria o propedeutica a una rivoluzione grillina o meno.

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  45. Leonardo, ho citato i sondaggi per citare la statistica, e ho citato la statistica per commentare che possiamo ragionevolmente aspettarci che gli astensionisti siano sparpagliati in tutte le classi e in tutti gli orientamenti politici in modo abbastanza proporzionale alla distribuzione in classi e orientamenti politici di tutta la nazione, e che se avessero votato avrebbero probabilmente votato come il resto della popolazione, e che quindi non sarebbero stati determinanti nel modo in cui solitamente si pensa siano determinanti. Insomma, avrebbero vinto gli stessi e perso gli stessi; non ne sono certa, ma penso che sia un'ipotesi ragionevole, appunto.

    (va bene non ammantare di significati anarchici l'astensione, ma essa è comunque un fatto, esiste, e penso che la politica istituzionale farebbe bene a rifletterci. Oppure no, magari insistendo a non farlo, gli astensionisti idealisti smetterebbero di astenersi, per una paradossale disillusione della disillusione. o magari l'astensionismo continuerebbe a crescere, fino a trovarci al livello di altre nazioni in cui la delega viene data solo da parte di metà popolazione? chissà.)

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  46. Questa teoria secondo cui "chi non vota ha il culo parato" è ridicola.
    La sinistra ha perso per colpa della sinistra. La sinistra non ha perso per colpa degli astenuti e non per colpa della destra. La sinistra ha perso perchè è stata incapace di rappresentare le realtà a cui voleva fare riferimento.
    Se poi il livello del dibattito è "i pancabbestia sono tutti figli di papà", mi scuso per aver scritto.
    Se a qualcuno interessa capire perchè la gente non vota, invece, direi che un buon punto di partenza sarebbe smettere di fare considerazioni di merito sulle azioni altrui e dialogare, chiarire le dinamiche che portano una persona a rinunciare a un suo diritto. Smettere di considerarsi vittime di nemici ignobili che colpiscono da più parti e poi stanno a sghignazzare godendo dei proventi delle loro "attività".
    Da matti.
    Io l'ICI non lo pago, e probabilmente manco le tasse. Indovina perchè? Perchè sono un cittadino di serie A o perchè non ho una casa? Perchè sono un evasore o perchè guadagno al di sotto della soglia minima?
    La sindrome della vittima, quella circondata, con i fascisti da una parte e gli astensionisti dall'altra, potrà farvi sentire orgogliosi e intelligenti, al di sopra delle masse, ma non servirà a recuperare un contatto perso.
    Resta da capire se la cosa più interessante da fare sia, a questo punto, recuperarlo un dialogo, un contatto che magari porterà a un voto (o magari alla PARTECIPAZIONE, finalmente) o portare avanti questo processo stupido alla ricerca di un colpevole che risollevi il personale livello di autostima.

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  47. Purtroppo molti atensionisti non sono solo radical chic, ma anche di serie B o persino C...

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  48. Continuate ad attribuirmi cose che non ho scritto. Ma è davvero così ambiguo questo pezzo?

    Ho scritto che la sinistra ha perso per colpa degli astensionisti? No.

    Ho scritto che tutti quelli che non votano hanno il culo parato? No. Ma quelli che non votano spesso mascherano per scelta identitaria il fatto che hanno il culo parato.

    Manuela, il fatto che tu paghi l'ICI o no non so quanto possa c'entrare con l'argomento, visto che non ci hai neanche spiegato se voti o no. Visto che parli di recuperare un dialogo, comincia tu, spiegando perché ti sei astenuta... se ti sei astenuta.

    Non state dialogando con me, ma con un ripetitore di luoghi comuni che avete sentito altrove, non qui (i pancabbestia?) Superiore alle masse? In questo pezzo, e nel precedente, c'è un magari un senso di inferiorità nei confronti delle masse.

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  49. Leonardo, senza alcun intento polemico, ti riporto quello che devo aver frainteso. (si, oggi non mi va di fare un cazzo)
    "C'è da vergognarsi, caro Astensionista, a venirti a disturbare con preoccupazioni così grette che tu, evidentemente, non condividi. Ecco, questo è curioso. Perché non le condividi?
    Probabilmente possiedi una casa. Magari hai un'attività, e detassando gli straordinari riuscirai anche a metter da parte qualche soldino in più. Insomma, probabilmente per te Berlusconi è una gran rottura di palle, ma senza vere conseguenze per il portafogli."
    e poi prosegui con serie A e B ecc.
    continuo:
    "L'astensione è un altro fenomeno; in questo caso non è stato decisivo, ma è ugualmente fastidioso. Specie se difeso col piglio barricadero di chi non cede al compromesso. Non cede perché evidentemente se lo può permettere."
    Io mi sono astenuta, per la prima volta. Ma, checchè ne dica qualcuno, non sono una radical chic. Non ho case (per questo dicevo di non pagare ICI) nè attività o altro. Faccio un lavoro di merda per cui se mi ammalo devo giustificarmi con mille personaggi.
    Tra l'altro, parecchia della gente che io conosco e che definirei radical chicha votato veltroni. Ma vabè. In finale, sono definizioni abbastanza inutili, per quanto mi riguarda.
    Io non credo di potermelo permettere.
    Perchè non ho votato? Perchè non mi sentivo rappresentata da nessuno. Perchè non mi riconosco in nessun partito, tanto meno in una coalizione.
    Per alienazione. Si, fa schifo.
    Il mio non era un non voto di protesta, beppe grillo non mi piace, come non mi piace nessun messia.
    L'alienazione è colpevole? Può darsi. Io non mi sento nel giusto.
    Non mi sento neanche di aver ucciso la sinistra.
    Lo rifarei? Forse no.
    Forse voterei, per quanto non sia da me votare "perchè quell'altro è peggio". Perchè per me non è mai stata solo una croce su un pezzo di carta.
    Ma tant'è.
    Oggi qualcuno mi ha detto che tanto "il mio governo non esisterà mai". Credo che abbia ragione, dovevo solo capirlo prima.

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  50. Scusa Manuela, ma pur volendo stare al gioco una democrazia rappresentativa deve solo permettere che ogni idea (ammissibile, ma questo è altro discorso) POSSA essere rappresentata, ma non certo fare in modo che lo SIA; questo è un compito della società civile.

    Se io voglio che il mio gatto sia dichiarato cives optimo jure, non posso certo pretendere che alle elezioni ci sia un candidato che già l'aveva messo nel suo programma; e se per me la cosa è così quintessenziale, mi fondo un partito - come ha fatto Ferrara.

    La rappresentatività è proprio questo: votare il candidato di minima distanza; di distanza poi, ognuno, avrà una sua definizione; ma il punto è che rappresentatività vuol dire solo ed esclusivamente poter votare il meno peggio.

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  51. riprovo a rispondere.
    Inevitabilmente, le tue sono opinioni rispettabili e condivisibili, non da me. Per me sono macigni.
    Io non ho mai votato il candidato di minore distanza da me rispetto agli altri, io ho votato quando ho sentito che la distanza tra me e il candidato era minima.
    Anche la storia del numero di partiti pari alle opinioni ammissibili mi lascia interdetta. Trovo che l'apporto di un ipotetico partito da me fondato al resto della società sarebbe, a essere buoni, trascurabile. Io sono estremamente infastidita dalle cose inutili, come ferrara. I partiti nascono con ambizioni diverse e più nobili che affermare le piccole e volgari idee personali.
    La distanza che io trovo abissale tra me e la classe di potere italiana si concretizza in una differenza in quanto persone, prima che nelle idee. I compromessi si trovano e si accettano nella prassi e solo tra pari.
    Detto questo, ripeto che la prossima volta voterò il meno peggio. Senza trasporto e nell'amara consapevolezza di doversi accontentare. Lo farò come dono a chi ci crede, che io ammiro e invidio.
    Magari, però, cambio residenza, per lo meno non conosco tutte le biografie dei piccoli meno peggio.

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