mercoledì 27 agosto 2008

Dal divano occidentale

Tre proposte

Ma a questo punto, insomma, uno cosa deve fare?
Preso atto che la Russia di Putin può rosicchiarsi e annettersi pezzi di Georgia a suon di bombe, e tutto quello che otterrà dall'opinione pubblica occidentale sarà un sommesso mormorio; preso atto che il Diritto internazionale è la legge del più forte addobbata con qualche nastrino; che la democrazia non è necessariamente un destino; preso atto di tutto ciò, come dovrebbe comportarsi, mettiamo, un pacifista cresciuto tra Ottanta e Novanta, per salvare giusto la propria dignità?

Per adesso mi sono venute in mente solo tre opzioni, vedete voi se ne avete di migliori.

1. La prima opzione potremmo chiamarla Realpolitik, ma sarebbe ancora un nome troppo gentile. È il riflesso che scatta quando dopo un paio di giorni di georgiani massacrati sui giornali, la tv finalmente inquadra la faccia di Bush II, con l'aria contrita di uno che è tornato prima dalle vacanze a causa di un'Abcazia che ancora non ha capito cosa sia, forse una malattia della milza. A quel punto dalla tua poltrona d'occidente realizzi una cosa terribile, e cioè che se dobbiamo proprio tornare in Guerra Fredda (e ci stiamo tornando) tu non avresti dubbi a scegliere tra il minchione texano e Putin. Cioè, vogliamo mettere? Il primo è un incapace che si è trovato nell'eredità di famiglia l'esecutivo di una Superpotenza, un dislessico che si è fatto dettare l'agenda internazionale da una banda di terroristi beduini. Il secondo è il vero uomo che nel cuore putrido dell'impero del male si è fatto strada a colpi di judo, uno che da solo ha rimesso in piedi un impero, altro che alitalia, un impero! In fondo basta così poco, dalla poltrona d'occidente. Disinserisci la funzione “pietà” e di colpo non è più un bombardatore di innocenti, ma un grande protagonista della Storia che sta mettendo sotto il tacco un fastidioso celenterato. Stringi un po' gli occhi. Con le bande nere sopra e sotto sembra fiction, vedi? La scena più divertente è quella della telefonata in cui il Grande Uomo dice a Saakashvili dove può ficcarsi l'appoggio degli occidentali. Come si fa a non ammirarlo, un Malvagio così? Se Machiavelli fosse vivo, non avrebbe dubbi. Sarkozy e Berlusconi, che appunto sono vivi, dubbi non ne hanno. Quest'uomo può gelarci nel giro di due inverni: ci tiene per le palle, ma farsi tenere per le palle da lui è quasi un onore. Non è come il minchione, che per cercare un tizio sepolto sotto il Karakorum ci sta tenendo impegnato un po' di truppe da cinque, dico, cinque anni. Lui arriva, bombarda e si annette l'Ossezia: rapido e doloroso, è un uomo del XXI secolo (ma anche nel XVI o nel IV avrebbe fatto la sua porca figura).
No, questa non è neanche Realpolitik, è qualcosa di molto più profondo. È la fine della Storia come ce la siamo raccontata per più di un secolo, come un percorso verso la libertà dell'individuo, o verso la società degli uguali, in ogni caso come un romanzo a lieto fine a cui mancavano tra l'altro poche pagine. No, probabilmente la Storia futura somiglierà alla passata, un lungo elenco di violenze e prevaricazioni senza fine, dinastie di uomini forti che decadono in figliocci minchioni, finché nuovi barbari arrivano, spodestano e spadroneggiano, ma poi decadono anche loro, una palla tremenda ben nota a chi ha provato a orientarsi tra le dinastie cinesi. Il futuro è questo, niente di nuovo sotto il sole: se per vostra sfortuna siete uomini di ingegno e non di lignaggio, vi conviene spogliarvi di ogni ideologia residuale e mettervi a corte del Principe più cinico che trovate in giro. Più somiglia a Putin, meglio è.

2. Ma se ti spogli di ogni ideologia, sei proprio sicuro che ti resti qualcosa? E se saltasse fuori che l'ideologia non era nei vestiti che indossavi, ma nella tua carne e nel sangue, nella tua dignità di essere umano che non ci sta, per Dio, non è nato per sottomettersi alla legge del più forte? In fin dei conti si potrebbe ricominciare benissimo da qui. Le idee le abbiamo, volendo abbiamo anche gli strumenti. Un tiranno ci taglieggia col gas? Dovremo rinunciare al gas. E appena possibile anche al petrolio, che finanzia il terrorismo. E a tutte le materie prime e alla manodopera sottopagata con cui le nuove tirannidi stanno drogando il nostro stile di vita. Non sarà facile e nemmeno indolore, serviranno sacrifici, ma non li stiamo già facendo? Non ci stiamo già allenando per questo? È da quindici, vent'anni, che ci alleniamo a riconoscere l'oppressione in un pieno di benzina, in un succo di frutta, nel logo di una scarpa – forse la comparsa all'orizzonte di tiranni moderni come Putin e i suoi colleghi cinesi è quello che ci voleva per darci una sveglia, per rispolverare quella vecchia idea di Mondo Libero che a fine secolo scorso trovavamo banale e perfino un po' scontata, e invece no. Si tratta di una sfida titanica, beninteso: non solo contro la Storia, ma anche contro la politica spicciola dei nostri piccoli governanti. Necessiterebbe di uno sforzo emozionale molto alto, per raggiungere la temperatura di fusione necessaria a forgiare un'ideologia nuova, che vista da vicino poi somiglierebbe molto a una religione. Ma probabilmente è proprio una religione quella che ci vuole per convincerci a separare la spazzatura, a spegnere le luci inutili, a sopportare un po' di più il buio e il freddo, e a chiamare tutto questo con un nome che da solo dovrebbe illuminare e scaldare: Libertà...

3....eh? Sì, scusate, mi ero appisolato (sempre qui sulla poltrona d'occidente) e ho fatto un sogno in cui l'Europa restava al buio e diventava una specie di delirio quacchero. Ma a chi la vogliamo raccontare? Se ci staccano la spina noialtri ci mettiamo cinque minuti a cominciare a divorarci a vicenda, sotto i cuscinetti di ciccia siamo belve. E poi, che bisogno c'è di vedere tutto nero. La soluzione è molto più semplice: vedrete che adesso Barack Obama farà un bellissimo discorso, vincerà le elezioni, e la differenza tra il bene e il male diventerà molto più chiara: dico, te l'immagini? Obama contro Putin? Puoi esitare anche soltanto un secondo nel scegliere da che parte stare? Un sorriso da telefilm contro il ghigno dell'agente kgb? La famiglia interrazziale contro lo zar che per compleanno si fa uccidere le giornaliste? E se l'obamania ti sembra una soluzione troppo semplicista, attento: forse sei solo tu a essere troppo complicato. Davvero sei cresciuto tra Ottanta e Novanta? Allora ormai la maggioranza della popolazione mondiale è più giovane di te. Se l'entusiasmo occidentale (più europeo che americano) per l'Uomo Nuovo trasmette una frequenza che non capti più, alla fine è un problema tuo. Ma se ci rifletti bene, Obama incarna tutta quella voglia di sentirsi cittadini del mondo liberi civili e democratici che Bush frustrava. Magari è un abbaglio. Quasi sicuramente lo è. Ma intanto ci farà perdere tempo, due o tre anni, prima della solita delusione. E nel frattempo ci potrebbe anche venire un'idea migliore.

47 commenti:

  1. Hai ragione: è un abbaglio.
    Obama non potrebbe cambiare la politica estera imperialista degli USA nemmeno se lo volesse.
    (E finora non ha mai detto di volerlo fare, anzi.)

    Entrambi i partiti sono finanziati dal complesso militare-industriale e dalle altre lobby.
    Il presidente - chiunque sia - non può permettersi di scontentare chi l'ha portato dove è.

    E' illusorio pensare che Obama possa fare chissà quali cambiamenti solo perché è nero (anche la Rice lo è...), o perché ha un bel sorriso.

    Oldboy

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  2. Tutto vero (a parte che le bombe per primo le ha sganciate la Georgia e dopo la Russia è intervenuta. Dettagli.). Se devo scegliere fra un dittatore che fa il suo mestiere e uno che finge di essere democratico preferisco il primo. Lo trovo più onesto e meno ipocrita.
    Bel post e blog interessante. E' possibile linkarlo?
    Un saluto.

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  3. Di solito è il blogger che supplica di essere lincato, non viceversa.

    Comunque sì, ripeto, è tutto copiabile e lincabile secondo creative commons, segnalate la fonte e andate tranquilli.

    (Sì, le bombe le ha tirate prima la Georgia, ma io do per scontato che i separatisti abcazi e osseti siano al soldo di Putin da un decennio).

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  4. mi piace il pensare positivo di quest'oggi.
    cmq la ventata di freschezza che porterà Obama farà bene a tutti checche se ne dica.
    Ovvio che non tradirà i suoi finanziatori ma che discorsi sono?Perchè i Kennedy ci arrivarono unti dal signore o appogggiati delle odierne multinazionali?
    a volte contano di più le idee che i mezzi.


    @ROUGE
    preferiresti obama o belusconi?
    putin o berlusconi?

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  5. @Andrea
    Sarebbe meglio nessuno dei tre, ma se proprio devo scelgo Putin. Non mi fido di quelli che ridono troppo!!

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  6. tanto il mondo finiscce nel 2012

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  7. Beh in questo caso gli USA (e l'europa a traino) si sono cacciati nei guai con le loro mani...vedi riconoscimento del Kosovo e tentativo di accerchiare/isolare la Russia col sostegno a degli avventurieri da 4 soldi (Georgia)...Putin e` cattivo e su questo siam tutti d'accordo ma in questo caso gli e` stato dato un assist veramente da allocchi.

    Che poi sia necessario un cambiamento di stile di vita come nel punto 2 beh, prima o poi ci tocca a prescindere...

    E giusto come nota a margine, ci credo quando lo vedo che Obama venga eletto, spero di sbagliarmi su tutta la linea e venire sbeffeggiato al riguardo.

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  8. mah, l'eventuale vice di Obama, Biden, è uno che si è dato molto da fare a suo tempo per autorizzare il bombardamento della jugoslavia nella vicenda kosovo (molto simile a parti invertite agli attuali avvenimenti nel Caucaso; i pacifisti cresciuti negli Ottanta-Novanta quella faccenda non mi pare li abbia toccati molto, uno dei tanti possibili motivi, credo, è che i serbi, a differenza di afgani e iracheni, sono poco pittoreschi, poco da foto di oliviero toscani) ... io sarei indeciso fra la uno e la due, insomma.

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  9. Leo, dimentichi un corollario importante allo scenario 1): Putin puo' permettersi quello che fa (anche) grazie ai pacifisti.
    A quelli occidentali, che o stanno zitti e buoni, o lo appoggiano dando la colpa all'Occidente (basta leggersi un po' di giornali e blog dde sinistra sulla crisi georgiana).
    A quelli russi, che non si ritrova tra i coglioni (non vivi o a piede libero, comunque).

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  10. Già, hai ragione.
    Prima di bombardare, Putin controlla sempre su Kilombo se non ci sono dei pacifisti occidentali in procinto di smerdarlo. Poi vede che sono tutti sempre addosso a Bush, tira un sospiro di sollievo e bombarda.

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  11. Leo, ciascuno fa quel che puo', nel suo piccolo o grande. Oggettivamente, i movimenti pacifisti occidentali, durante la guerra fredda hanno appoggiato il sistema sovietico (che peraltro li foraggiava) e anche dopo hanno sempre osteggiato le guerre dei loro Paesi (a prescindere dal perche' o dal percome fossero combattute). Ovvero, hanno svolto un ruolo che Lenin (mica Christian Rocca) definiva utile si', ma non molto intelligente.
    Infatti gli americani dal Vietnam si sono ritirati per l'ostilita' determinante dell'opinione pubblica interna, non certo perche' avessero finito il napalm.
    Viceversa, trovami un leader russo dai tempi di Ivan il Terribile che non abbia risolto il problema del calo nei sondaggi impalando gli oppositori (e pure i sondaggisti, gia' che c'era).
    Ah si', ci sarebbe Gorbaciov. Infatti.

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  12. "Sì, le bombe le ha tirate prima la Georgia, ma io do per scontato che i separatisti abcazi e osseti siano al soldo di Putin da un decennio"

    Ma che vuol dire? Ma che "ragionamento" è?
    Ammesso - e non concesso - che siano al soldo di Putin, che hanno fatto 'stavolta?
    Hanno messo dei magneti attira-bombe addosso a 1400 Osseti, costringendo così i missili Georgiani a colpirli? Veramente diaboliti, 'sti separatisti.

    E se vuoi - giustamente - risalire alle ragioni del conflitto, potresti andare a leggere il link nel link che hai citato.
    Scopriresti per esempio che il conflitto nasce da un po' prima dell'avvento di Putin al potere.

    When the Soviet Union collapsed, both regions sought to separate themselves from Georgia in bloody conflicts — South Ossetia in 1990-1, Abkhazia in 1992-4.

    Ah, e se nello stesso articolo notassi la frase:

    "Georgia is a polygot nation, and views both regions as historically, and inextricably, Georgian."

    sappi che è una puttanata. L'Ossezia del sud, per esempio, fa parte della Georgia solo perché un tot di anni fa un Georgiano baffuto ha tirato una riga a casaccio da quelle parti, assegnando l'Ossezia del nord alla repubblica Russa e quella del sud alla Repubblica Georgiana.

    Ciao

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  13. Guarda, nella mia quasi totale ignoranza di cose caucasiche sono pronto a scommettere che fazioni abcaze ossete e georgiane se le danno almeno dal quindicesimo secolo (come gli italiani, del resto). Ma che in Ossezia e Abcazia il separatismo sia un grande movimento popolare, non credo. Faccio meno fatica a credere in una guerriglia endemica che Mosca ha deciso di finanziare.

    Theblogger, per favore, no puttanate. Il pacifismo occidentale non sosteneva l'urss, perlomeno da Praga in poi - qui si parla di anni Ottanta.

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  14. E vabbe', le manifestazioni contro gli euromissili le finanziava la CIA.
    Guarda che non ho studiato la storia sul sussidiario wiki. Sono abbastanza vecchio da ricordarmela, certa storia.

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  15. A prescindere dal fatto che invece io ai tempi degli euromissili ero bambino e quindi non ho potuto incassare l'assegnino del kgb, ma chi se ne frega? E poi non è che posso sempre trovare una battuta per schiacciare tutte le puttanate che mi alzi. Tra un po' comincio a censurarti per noia, mica per altro.

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  16. Ti faccio semplicemente notare chi dice puttanate e chi, invece, richiama una verita' storica, ovvero, che il pacifismo occidentale ha sempre agito nell'interesse della controparte, spesso per suo conto o addirittura IN conto (anche i soldi di Saddam, del resto, mica puzzavano di petrolio). Quindi anche il machiavellismo di Putin e' agevolato, oggettivamente, dal non avere quinte colonne di cui preoccuparsi.
    Tu fai tutto gratis? Bravo, fa sempre piacere vedere della gioventu' con dei sani ideali.
    Capisco pero' che la verita' sia noiosa e censurabile, in effetti.

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  17. I soldi di Saddam?

    Cioè, spiegami, Saddam pagava tipo degli studenti italiani perché facessero le manifestazioni?

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  18. Cazzo, come mai a me - dei soldi di Saddam - non ne è mai arrivato uno? Eppure ho manifestato contro l'invasione degli USA in Iraq per ben 2 volte, la prima con Bush padre la seconda con il suo figliolo.
    Vabbe', la prossima volta vedo di trovare uno sponsor più serio. Ho letto che il figlio di Gheddafi ha licenziato la servitù... Vuoi mai che abbia necessità di un autista o un maggiordomo.

    P.s: le dietrologie abbandoneranno mai le menti degli italiani?

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  19. Leo:
    "Cioè, spiegami, Saddam pagava tipo degli studenti italiani perché facessero le manifestazioni?"
    Non credo tu abbia intascato i soldi di Oil for Food, come non credo che la gran parte dei militanti comunisti, di quelli che cuocevano salsicce alle feste de l'Unità, abbia mai visto un copeco.
    Ne' credo che tutti i sindacalisti socialisti abbiano intascato la loro quota-parte della tangente Enimont (eri tu quello della purezza rivoluzionaria, della serie: ve l'avevo detto, io, che non bisognava imbarcare i socialisti nel PD perche' Craxi rubava).
    Perche' preoccuparsi d'ingrassare le singole pecorelle, quando si possono ungere i pastori?
    Passando dalla dietro- alla davantilogia, gli Scudi Umani a Baghdad non li mica mandati io - e neppure i pubblici ringraziamente di Saddam al movimento pacifista. Il vostro appoggio non gli è bastato? Se è per quello, neppure al presidente georgiano quello di Bush (che non sarà un genio, ma qualche divisione in più di Galloway ce l'ha). Shit happens all the time.
    D'altra parte chissà, senza neppure quello forse i carrarmati russi, invece di fermarsi alla periferia di Tbilisi, sarebbero andati a farsi le vasche in centro.
    Che non sarà un gran che, ma non è che il sabato sera ci sia tutta 'sta vita, lassù sul Caucaso.

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  20. Ti rendi conto che una persona che non abbia passato mezza vita a leggere le noticine in calce di blog oscuri e rancorosi non ha la minima idea di quello che stai dicendo?

    Se ho capito bene, in qualche modo tu accusi i pacifisti occidentali di avere aiutato Putin a invadere questo e quello. Va bene, è un punto di vista. Il punto di vista di un cretino.

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  21. Due ultime osservazioni:

    1) Nessuno può arrivare alla Casa Bianca senza il consenso dei poteri forti, cioé delle lobby che finanziano entrambi i partiti.
    Non dimentichiamo che il presidente degli USA è di fatto l'uomo di fiducia dell'establishment, cioé dell'oligarchia che governa il paese da oltre due secoli.

    Una volta eletto il presidente - che sia bianco, nero, vecchio o charmant - non può scontentare coloro che gli hanno pagato la campagna elettorale.
    Se per caso lo fa, come Kennedy...
    Ma da allora non è più capitato.
    E Obama non ha mai dato l'idea di voler fare diversamente. Anzi.

    2) Il governo georgiano è ufficialmente appoggiato dagli USA e da Israele, in funzione anti-russa.
    L'attacco a freddo sui civili dell'Ossezia è venuto dal governo georgiano, in una sorta di piccola guerra preventiva in versione caucasica.

    La reazione russa era doverosa e inevitabile, dopo il migliaio di civili assassinati in Ossezia dall'aggressione georgiana.

    Parlare di buoni e di cattivi è del tutto fuori luogo, in politica.

    Oldboy

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  22. "Parlare di buoni e di cattivi è del tutto fuori luogo, in politica."

    infatti. non ricordo: Adolf Hitler di cos'è che si occupava, di botanica?

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  23. "Buono" e "cattivo" sono categorie che non fanno parte della politica, e nemmeno della botanica.

    Truman non ha gettato due bombe atomiche sul Giappone - sterminando centinaia di migliaia di civili di ogni età - perché era "malvagio".

    L.B.Johnson non ha devastato di bombe il Vietnam, massacrando milioni di civili, per cattiveria.

    I tanti colpi di Stato voluti dagli USA in tre continenti non sono stati causati dalla scarsa "bontà d'animo" di chi quei golpe ha organizzato.
    E così via.

    Sarebbe davvero ingenuo e infantile leggere la storia e la politica in termini tanto semplicistici.

    Oldboy

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  24. Mi sembra che l'ultimo commento di Oldboy dia il La' alla situazione.

    Comunque, Leonardo, scrivi sempre molto bene. Complimenti.

    Giò

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  25. "buono e cattivo non sono categorie che fanno parte della politica"

    Ok, adesso tutti a giocare agli espertoni di realpolitik, spiattellando le solite banalità sul complesso militare-industriale con lo stesso piglio tranchant di quando si stabilisce che De Rossi e Pirlo no, non possono proprio giocare insieme.

    il bello dei commenti nei blog è che trovi sempre uno che senza colpo ferire ti risolve problemi filosofici che risalgono alla notte dei tempi: meno male che sei arrivato tu a porre la parola fine al grande dibattito sul rapporto fra etica e politica avviato da Machiavelli seicento anni fa.
    Ma per piacere.

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  26. Leo:
    "le noticine in calce di blog oscuri e rancorosi".
    Hai ragione, scusa: mi riferivo ad un oscuro e rancoroso teorizzatore della congenita propensione socialista al furto, mica posso pretendere che tutti l'abbiano letto:
    http://piste.blogspot.com/2008/07/ehi-la-sai-lultima.html
    Il resto, qualsiasi cretino puo' cercarselo da solo su Google.

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  27. @Oldboy:
    "La reazione russa era doverosa e inevitabile, dopo il migliaio di civili assassinati in Ossezia dall'aggressione georgiana."
    Rilassati, qui non siamo in Russia. Nessuno ti sparerà se smetti di ripetere la versione ufficiale del Cremlino, specie dopo che si sono smentiti da soli:
    "133 osseti uccisi, non 2000. Mentre grosse incognite gravano su quello che succederà, un minimo di chiarezza sta emergendo su quello che è successo durante la ‘guerra dei cinque giorni’ dell’8-12 agosto, quantomeno riguardo al bilancio dei morti dell’una e dell’altra parte.
    Il numero ufficiale delle vittime georgiane fornito martedì dal governo di Tbilisi – 215 morti, di cui 146 militari e 69 civili – non si discosta molto dalle notizie che circolavano in precedenza.
    Invece, le cifre ufficiali delle vittime civili ossete fornite ieri dalla Procura generale russa sono di gran lunga inferiori a quelle date durante il conflitto: non duemila morti come era stato detto, ma 133. I caduti militari russi sono invece 64.
    In tutto, quindi, le vittime del breve conflitto russo-georgiano sono 412."
    http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=11976
    TheBlogger

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  28. La Russia non poteva non intervanire, dopo che il governo georgiano aveva massacrato senza motivo un migliaio di civili osseti.
    (Bombardando un ospedale e altri obiettivi civili.)

    E' stata una sorta di "guerra preventiva" in salsa caucasica, messa in atto dal presidente georgiano che si credeva ben protetto da USA e Israele.
    (Con tanto di consiglieri militari israeliani presenti in Georgia.)

    Ma non si tratta di fare il tifo per Putin, o per chiunque altro.
    Anche quello russo è imperialismo: non è il caso di farsi illusioni.
    Ma è più debole, al momento, di quello americano, e quindi meno pericoloso.

    Oldboy

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  29. Inoltre, la malafede della posizione americana è facilmente dimostrabile.

    Il governo USA ritiene normale e legittimo circondare la Russia con governi filo-americani e anti-russi (Polonia, Ucraina, Georgia e così via.)

    Ritiene anche normalissimo armare di tutto punto questi governi antirussi, nel caso della Polonia perfino con missili gentilmente forniti da Washington.
    E Putin deve abbozzare, altrimenti gli si scatena contro l'informazione-propaganda occidentale.

    Ma gli stessi USA non accetterebbero mai che - per ipotesi - la Russia agisse nella stessa maniera.
    (Magari appoggiando e armando di missili i governi di Canada e Messico, accerchiando così di fatto il territorio americano.)

    Dunque è palese la malafede della politica estera americana rispetto a quella (anch'essa imperialista, beninteso) di Putin.

    Oldboy

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  30. "133 osseti uccisi, non 2000"

    aaaaaaaah be` allora...

    roba da matti. Una elite di dementi rende il mondo un posto peggiore giocando alla guerra fredda e ci mettiamo pure a dar ragione all'uno o all'altro contando i morti. Roba da matti.

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  31. Mi associo a quest'ultimo commento.

    Che l'aggressione portata dalla Georgia abbia mietuto 2000, 1000 o "solo" qualche centinaio di vittime civili, la sostanza dei fatti non cambia.

    E non cambia il fatto che la Russia, o meglio il presidente russo, a quel punto non poteva fare finta di nulla.
    Una reazione era assolutamente inevitabile.

    Questo il quadro cronologico della vicenda.

    Oldboy

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  32. Oldboy, vedo che la realta' fa fatica a scalfirti.
    Dopo aver riportato e ripetuto la propaganda russa (pappagallandola anche male), adesso hai derubricato a "qualche centinaio di vittime civili".
    Piu' realista dello zar, commovente. Ormai sono scesi a 133 persino i russi, ovvero quelli che avrebbero piu interesse a gongiare le vittime ossete: infatti le avevano gonfiate tanto da parlare di 'genocidio'.
    Ma non e' colpa tua, e' che i contrordini arrivano in ritardo.
    E si tratta di sostanza, sì: perché le cifre gonfiate servivano da pretesto per invadere la Georgia e annettersene un bel pezzo.
    Ma il problema non è l'imperialismo russo, no.
    Infatti quelli che ci stavano tagliando il gas, l'altro inverno, erano gli amerikani.
    (Che fra parentesi, non hanno "circondato la Russia con governi filo-americani e anti-russi": l'hanno fatto gli elettori di quei Paesi; sai, è un concetto un po' astruso, che si chiama 'democrazia', inventato dai greci qualche millennio fa, ma che in Russia non ha mai preso piede, lì si limitano a passare da un autocrate all'altro.)
    Il problema non sono le divisioni corazzate russe, no. Il problema è che il Caucaso brulica di commandos chassidici vestiti di nero coi basettoni, nonché di soldati americani negri (giuro che questa non me la sono inventata, c'era persino la foto sulla Pravda - e se lo dice la Pravda, dev'essere la Verità).

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  33. Caro blogger,

    la sanguinosa aggressione contro i civili dell'Ossezia è stata messa in atto dal governo georgiano.
    Questo è un dato di fatto.

    La guerra delle cifre non mi piace, ma anche "solo" 133 civili assassinati non mi sembrano cosa da poco.

    Così come è un fatto che il presidente georgiano è appoggiato da USA e Israele.
    (Con tanto di consiglieri militari israeliani: se vuoi informarti sull'argomento, ti consiglio di leggere Haaretz.)

    La reazione della Russia è stata quindi legittima sotto ogni profilo (oltre che inevitabile).

    Ma, come dicevo, non sono un ammiratore sperticato di Putin.
    Anche quello russo - ripeto - è pur sempre imperialismo.
    Però è ancora allo stato embrionale, e quindi lontanissimo dall'essere aggressivo e sanguinario come quello americano.

    Oldboy

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  34. Cosa? La Russia finanziava i movimenti pacifisti occidentali? Dove sono i miei rubli!?
    Attilio

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  35. "Ma che in Ossezia e Abcazia il separatismo sia un grande movimento popolare, non credo."

    Il separatismo non è un movimento popolare in nessun posto in cui, per separarsi, si debba fare una guerra. Può essere popolare solo in posti dove ci separa a suon di referendum e spesso neanche lì (vedi "padania"). La gente perlopiù se ne vuol stare in pace.

    "Faccio meno fatica a credere in una guerriglia endemica che Mosca ha deciso di finanziare."

    Chissà. Ma ribadisco la mia domanda iniziale: in che modo gli Osseti stavano facendo guerriglia quando gli sono piovute le bombe addosso?

    Com'è sta cosa che i Russi vi possono sembrare imperialisti e i Georgiani no?

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  36. Leonaltro:
    "Com'è sta cosa che i Russi vi possono sembrare imperialisti e i Georgiani no?"
    Mumble-mumble... avrà forse a che fare col fatto che, per essere 'imperialisti', occorrerebbe avere / aver avuto / volersi (ri)fare un impero, utilizzando all'uopo la propria egemonia economica e militare? Po'esse?
    Ecco, se sposti il nasino un po' più in sù della Georgia, troverai uno Stato che ha tutti i requisiti summenzionati.
    Oppure, se preferisci, puoi farti spiegare la storia da Oldboy, quello che l'imperialismo russo "è ancora allo stato embrionale", come se nel Caucaso le armate zariste non fossero arrivate già secoli fa, o come se in Afghanistan, già ai tempi di Ki? Pling, gli inglesi giocassero al Grande Gioco coi georgiani.

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  37. Con tutta la buona volontà, i georgiani imperialisti faccio proprio fatica a vederli.

    Ripeto, non sono un esperto, ma i sembra abbastanza chiaro che Saakashvili ha commesso l'imprudenza di infilarsi in un casus belli.

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  38. Ogni popolo (o quasi) ha un imperialismo proporzionato alle proprie forze e alla propria storia. L'imperialismo russo è minimo-minimo rifare l'impero e arrivare ai mari caldi; quello georgiano è allargarsi come potenza regionale a livello caucasico, cominciando a ridurre all'obbedienza i propri ribelli.
    Detto questo, è indubbio che la Georgia ha iniziato questa guerra (per calcoli effettivamente poco chiari) e soprattutto è indubbio che quando bombardi una città perdi il diritto di reclamarla come parte del tuo territorio in nome di qualche principio superiore.
    Inoltre non va dimenticato che c'erano dei soldati russi a fungere da forza di interposizione (sicuramente interessata, ma non c'entra), uccisi a tradimento nell'attacco georgiano: altri stati reagiscono per molto meno e nessuno trova nulla da ridire.
    Direi che più di machiavellismo russo si dovrebbe parlare di un atto di stupida prepotenza dei georgiani.

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  39. my 2 cents: Saakashvili è un *coglione*, perchè uno che dice che "mille - o anche fosse solo cento, che tanto chi crede poi ai numeri - carri armati russi sono entrati in Georgia nel giro di 24 ore e quindi i russi erano lì pronti e non aspettavano altro" avrebbe dovuto saperlo, che i russi erano lì pronti, via i suoi servizi segreti o quelli degli americani, e avrebbe dovuto evitare di offrire loro un'occasione francamente impossibile da non cogliere al volo.

    Ma dire che l'Occidente stia mettendo su regimi contro la Russia ai confini della Russia stessa è davvero criminale, è da persona che considera naturale non solo una Russia dispotica (anche io lo considero naturale, un po' come considero naturale che l'Italia sia un puttanaio e una ruberia continua, purtroppo) ma anche il diritto di questa Russia dispotica ad avere intorno a sé dei "satelliti" altrettanto dispotici o quasi a fare da cuscinetto con l'Occidente, come ai tempi dell'URSS, quando tanti di questi Paesi - di sicuro le repubbliche Baltiche, la Polonia, la Repubblica Ceca e non solo, sono Paesi civilissimi, Paesi che a noi mangiano in testa e che con la Russia c'entrano ben poco se non per il fatto di aver avuto la sfortuna geografica di averla come vicino di casa e la tragedia, economica, politica, militare etc di averla come padrone di casa e orribile oppressore.

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  40. Premessa: gli osseti etnicamente non sono caucasici, figuriamoci georgiani.
    Come ha detto giustamente qualcuno, i confini attuali della Georgia sono quelli della repubblica socialista georgiana, che viveva all'interno del contesto sovietico, ovvero di una frattalizzazione etnica; probabilmente non faceva gran differenza se un certo miscuglio o annidamento o enclave si andava a localizzare in una repubblica piuttosto che nell'altra; e comunque, all'occorrenza si poteva ripulire in più maniere.

    Il problema vero di queste separazioni su base etnica è che quando si è voluto porre il principio di autodeterminazione dei popoli (ovvero una non meglio precisata appartenenza etnica) come pilastro del diritto - umano e internazionale - c'era che l'idea di concordare ed attuare spostamenti di massa (ovvero incolonnare una milionata di persone e spedirla a piedi a centinaia di kilometri da casa) non ripugnava quasi nessuno.
    Nel quadro del dopoguerra la contraddizione in effetti non c'era.
    Ma c'è ora, perchè dai nostri divani occidentali - se opportunamente stimolati - inorridiamo e deploriamo un mucchio di cose, spesso per sentito dire. Mentre l'autodeterminazione è sempre lì, nero su bianco.

    In ogni caso, e comunque la si voglia pensare, sia chiaro condurre l'analisi storica in base al proprio buon senso, alla propria abituale attitudine estrapolativa, al "non può che essere così", ha valore solo in una discussione da bar, o da blog.
    Ridurre un problema politico o geopolitico al "non era rigore" potrà anche essere lecito in qualche caso particolare - specie quando ci sono di mezzo classi dirigenti ignoranti e manichee - ma in generale è da riguardare come aberrante.

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  41. Spiegatemi la differenza tra le bombe della Russia in Ossezia e quelle della NATO in Kosovo... Io non ci arrivo... L'unica differenza è che quelle in Kosovo le abbiamo tirate noi e noi siamo sempre i buoni....

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  42. da riascoltare a questo punto, "Arrivano i Buoni" di Edoardo Bennato

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