lunedì 20 aprile 2009

Giurassico-Polimorfo-Giustappunto

L'autoreferto

Stavo riflettendo sulla celebrità dei blog, ammesso che si possa chiamare tale.
Ammesso che si possa chiamare tale, si tratta della forma più sfigata di celebrità mai esistita – ovvero, no: un gruppo punk che avesse una base di un centinaio di fan sparsi in una intera nazione, che macinasse periodicamente centinaia di chilometri per andare a prendersi bottigliate in testa da codesti fan, forse soffrirebbe di una forma di celebrità ancora più sfigata, ma non è poi detto.

Del resto, giudicate voi: rincaso dopo cinque ore di lezione e quattro di corso di aggiornamento antincendio, poso i sacchi della spesa e rifletto pensoso sul pacco di compiti che ho promesso di consegnare corretti per domani, metto su un caffè, vado su internet, c'è gente che scrive Ciao! Ti posso fare un'intervista? Come ci si sente a essere blogger dell'anno (ancora?) Cosa rispondi a chi ti accusa di cospirare con Luca Sofri per il potere del Macchianera Award? Perché non fai cash quando potresti farne tantissimo, sei uno duro e puro eh? Eh? Ragazzi, se non è uno scherzo c'è qualcosa che non va.

Corsi e ricorsi: dopo mesi di dimenticatoio, per una mera coincidenza, oggi sono state pubblicate due interviste al “blogger straconosciuto praticamente per tutti”. Che sarei io, eh. Una, più telegrafica, su Liquida; l'altra, una classica deriva delle ore piccole, su Manublog.
Oltre a segnalarle farò qui una cosa orribile: citerò alcune cose che, rileggendole, mi sono piaciute (“toh, guarda come gliele canta bene questo”).

Sul tuo blog non è presente alcuna forma di pubblicità, eppure potresti monetizzare cifre interessanti. Come mai questa scelta idealistica?

Un momento, da quand’è che si monetizzano cifre interessanti? Che io sappia non si tira su praticamente nulla, ti vendi la faccia per niente.
Bisogna in effetti smitizzare questa idea dei blogger duri e puri che non si vendono… io lo dissi anche a Riva del Garda, fatemi un prezzo decente e io mi vendo (zanzanzan), non ho un concetto così sacrale della roba che scrivo. Ma finché le cifre sono quelle che girano oggi non mi pare che valga la pena.

Tu sei anche (anzi soprattutto) un insegnante. Come spiegheresti un blog ad una classe di ragazzi delle medie?

Fa parte di quelle cose che non c’è bisogno di spiegare: quelli a cui interessa lo hanno aperto già (su msn, di solito). Ai ragazzi delle medie bisogna spiegare il fascismo e l’aids, mica internet, che è una delle cose più intuitive al mondo. Ti sei mai chiesto perché non c’è un corso di bicicletta? Eppure la bicicletta è ancora assai più pericolosa di internet, te lo diranno in qualsiasi pronto soccorso. Però te l’immagini una lezione sulla bicicletta? “Oggi faremo la teoria del freno anteriore”. No, si monta sulla sella e si cade fin quando non si cade più. Con Internet è più o meno la stessa cosa.

Che consigli daresti a un blogger agli inizi?

Non pensare mai, assolutamente mai, per nessun motivo, che il blog possa essere anche solo per qualche istante una seria fonte di reddito. In tre parole: va a lavorare.

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