lunedì 4 maggio 2009

Pandemia, per normale che tu sia

Mascherine

Ieri il tg2 delle tredici ha fatto di tutto per ridimensionare l'allarme "influenza suina" (che non è più suina), con un servizio che diceva così:
Messico: un matrimonio in tempi di influenza A. L'immagine è emblematica: l'influenza A rappresenta una sfida globale di tutto rispetto. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità al momento i Paesi coinvolti sono 21, con un totale di 985 casi registrati, 26 decessi, tutti in Messico tranne un bambino comunque messicano morto negli USA.
Al momento si è in attesa delle decisioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che potrebbe far salire il livello di allerta a 6, segnalando così l'inizio della Pandemia. Il termine però non deve far paura: indica soltanto che i focolai epidemici sono presenti in più Paesi, e non solo in Messico.
E' soprattutto una misura precauzionale, visto che il comportamento dei virus non può essere previsto e che l'emisfero meridionale inizia la stagione fredda, quella durante la quale i virus tendono a evitare più pericolosi. L'Egitto ha deciso di abbattere i maiali destinati all'alimentazione della popolazione cristiana anche se perfettamente sani e del tutto incolpevoli della trasmissione dell'influenza.
La Cina mette in isolamento chi arriva dalle popolazioni colpite: gli ospiti di un hotel di Hong Kong sono in quarantena perché turisti messicani. La cosa ha suscitato le forti perplessità del Paese centroamericano, che ha accusato il Paese asiatico di discriminare i cittadini messicani. In Thailandia si chiedono strumenti come gli scanner per misurare la febbre in ogni scalo.
Insomma la sitazione è ancora fluida anche se per il momento non grave e comunque è sotto controllo.

Il testo, a rileggerlo, non era neppure così male; però le notizie delle Tredici non si "leggono": si guardano. E le immagini corredate al testo mostravano messicani con la mascherina. Due minuti di messicani e mascherine. Ormai si sa che la mascherina non serve a nulla, ma fa lo stesso. E poi un po' di provette in laboratorio, il rassicurante armamentario scientifico. E in mezzo a tutto questo, certo, mentre con un occhio guardavamo le mascherine messicane e con l'altro soppesavamo inquieti il prosciutto, avremo pure udito parole ragionevoli, ma cosa ne avremo capito? Qualcosa del genere:

Messico: un matrimonio in tempi di influenza A. L'immagine è emblematica: l'influenza A rappresenta una sfida globale di tutto rispetto. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità al momento i Paesi coinvolti sono 21, con un totale di 985 casi registrati, 26 decessi, tutti in Messico tranne un bambino comunque messicano morto negli USA.

Al momento si è in attesa delle decisioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che potrebbe far salire il livello di allerta a 6, segnalando così l'inizio della Pandemia. Il termine però non deve far paura: indica soltanto che i focolai epidemici sono presenti in più Paesi, e non solo in Messico.

E' soprattutto una misura precauzionale, visto che il comportamento dei virus non può essere previsto e che l'emisfero meridionale inizia la stagione fredda, quella durante la quale i virus tendono a evitare più pericolosi. L'Egitto ha deciso di abbattere i maiali destinati all'alimentazione della popolazione cristiana anche se perfettamente sani e del tutto incolpevoli della trasmissione dell'influenza.

La Cina mette in isolamento chi arriva dalle popolazioni colpite: gli ospiti di un hotel di Hong Kong sono in quarantena perché turisti messicani. La cosa ha suscitato le forti perplessità del Paese centroamericano, che ha accusato il Paese asiatico di discriminare i cittadini messicani. In Thailandia si chiedono strumenti come gli scanner per misurare la febbre in ogni scalo.

Insomma la sitazione è ancora fluida anche se per il momento non grave e comunque è sotto controllo.

8 commenti:

  1. dopo aver fatto di tutto per seminare il panico (senza molto successo, mi pare), ora i giornalisti cercano di tranquilizzarci (senza molto successo, mi pare) perché hanno detto loro che il panico è negativo per l'economia, specie in tempo di recessione. Una zappa, un badile, un piccone è quel ci vuole...

    ps ci sono un po' di refusi, in particolare "i virus tendono a evitare più pericolosi", che andrebbero corretti se vuoi riconfermarti blogger anche di quest'anno;)

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  2. La "sitazione" ? :)

    Claro, i giornalisti fanno il loro lavoro: sensazionalizzano prima (cosi' compri il giornale per sapere quanto e' grave) e ridimensionano poi (cosi' compri il giornale per sapere che in realta' non e' poi cosi' grave), per finire magari con una bella polemica politica (cosi' compri il giornale per leggere cosa avrebbe dovuto fare il governo "ma si sa che son tutti incapaci"...).

    La tristezza e' che le masse ci cascano sempre come pere cotte.

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  3. Ma porca troia, Città del Messico ha 20 milioni di abitanti. La metropoli più grande del pianeta. E questa "PANDEMIA MORTALE!!!1!11!" ha fatto meno di 1000 casi infetti accertati e 21 morti. In una città di 20 milioni di abitanti mi sarei aspettato come minimo centinaia di migliaia di contagi e decine di migliaia di morti.

    Tra l'altro, per NORMALE INFLUENZA nei soli Stati Uniti muoiono dalle 20.000 alle 30.000 persone all'anno.

    Vogliamo rinsanire un attimo o ci siamo completamente bevuti il cervello?

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  4. oddio oddio io non ho la mascherina!!!! morirò presto, è stato un piacere leggerti. Addio

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  5. mi aspetto da un momento all'altro uno Sposini qualunque che mangi, in diretta al tg della sera, una bella arista al latte oppure un bel paninazzo con la porchetta, dicendo: "Mmmmmmh, è pure buono!".

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  6. quella di pierfrancesco loche non era satira,ma un anticipazione(torna Carlyle,torna)

    youtube.com/watch?v=nSZb_BND5no

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  7. Posso dirlo? Che noia i blog che fanno le pulci al giornalismo. Che noia quelli che fanno sempre i primi della classe...

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  8. In realtà è solo un pretesto per ospitare commenti eccitanti come il tuo.

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