mercoledì 21 ottobre 2009

Flame!

Contro le vecchie zie

Se leggete qui, siete gente che bazzica internet da un po; se bazzicate da un po', è probabile che abbiate frequentato i forum. Non c'è quindi bisogno di spiegarvi cosa sia un flame.

Ve lo spiego lo stesso. Un flame è una lite che scoppia in rete tra due o più persone (ma di solito i protagonisti sono due). È tipica dei forum e di tutto ciò che tende a forumizzarsi: i commenti di un blog, una chat, facebook, eccetera. Se avete partecipato o assistito a un flame, sapete che in un primo momento sono divertenti, in seguito deliranti (e quindi in un certo senso ancor più divertenti), verso la fine frustranti.

Se avete una minima esperienza di flame, sapete quale importanza abbia il coro che assiste e commenta gli assalti dei due contendenti; al suo interno vi è chi parteggia apertamente per l'uno o per l'altro (rarissimi i transfughi), chi mantiene equidistanza... e poi, sempre perfettamente distinguibile, c'è la voce chioccia di chi disapprova il flame in quanto tale, e ci tiene a farlo sapere: una vecchia zia il cui repertorio spazia da “insomma, ragazzi, piantatela” a “eddai, tra un po' vi fidanzate”.

Se avete una certa esperienza di flame, avrete imparato ad apprezzare quelli interessanti e creativi, e a disprezzare quelli inutili e volgari; ad ammirare i contendenti più agguerriti, ma anche quelli che sanno perdere. Forse nel vostro cuore c'è persino lo spazio per un troll che ha indovinato una battuta; ma non per la vecchia zia. Se amate internet, non potete soffrirla: la vecchia zia è il Male. Internet può sopravvivere allo spam e alle foto dei gatti, ma non alla vecchia zia.

Quando A e B litigano su un argomento, C ha diverse possibilità. Può sostenere A o sostenere B; può cercare di mediare il conflitto, proponendo una soluzione di compromesso. Può anche, semplicemente, allontanarsi: l'astensione è un'opzione assolutamente ragionevole, se si ritiene che lo scontro non abbia senso, o che l'intervento di un terzo servirebbe solo a complicare le cose. La vecchia zia non si comporta in nessuno di questi modi. La vecchia zia stigmatizza il conflitto in quanto tale. Non ha importanza chi abbia ragione; se qualcuno lo contraddice, hanno evidentemente torto entrambi. La discussione, qualsiasi discussione, è sbagliata in quanto discussione. Non bisogna discutere, è inelegante. Bisogna fare altre cose: probabilmente scattare foto ai gatti, o ai laptop, o ai gatti nei desktop dei laptop.

La vecchia zia non è nemmeno più terzista: il terzista almeno si muove ancora in uno spazio compreso tra i contendenti, mentre la vecchia zia tenta una fuga nella terza dimensione. Ma chi è, insomma, questa vecchia zia? Lo siamo tutti, quando trasformiamo in argomento la nostra noia per i dibattiti altrui. Se un dibattito ci annoia, nessuno ci chiede di interessarcene. Vale per internet, vale per la carta stampata: vi annoia Scalfari che replica a De Bortoli? Leggete la cronaca sportiva. L'idea che la litigiosità segni la crisi del giornalismo è abbastanza curiosa: le polemiche hanno sempre venduto qualche copia in più, una volta erano segno di vitalità. L'autentico primatista tra i presidenti del Consiglio italiani non è né Berlusconi né De Gasperi, ma un ex giornalista che aveva cominciato ad attaccar briga da un giornalino di provincia, e non smise finché non ebbe la testa del direttore del Corriere della Sera. Poi sì, d'accordo, il giornalismo non si esaurisce nel polemizzare con gli avversari. Ma una bella polemica è mille volte più onesta del solito editoriale ammantato di buon senso: se leggo l'affondo di A nei confronti di B, sarò curioso di vedere come risponde: se scopro che B sa parare bene il colpo, mi troverò un po' confuso: A sembrava così convincente, eppure anche questo B... mi renderò conto che esistono verità diverse, e che tocca anche a me trovarne una mia. Tutto questo mi farà crescere mille volte più di un C cerchiobottista che pretenda di sintetizzare, armonizzare... grazie, ma agli omogeneizzati di Battista o Mieli dico no. Voi datemi tesi e antitesi crude, la sintesi devo imparare a cucinarmela da solo.

Vale anche per la politica. Vale anche per il povero PD, funestato secondo alcuni dall'eterno scontro Veltroni/D'Alema. Eterno scontro? Magari. Il problema è proprio che D'Alema e Veltroni non hanno mai avuto il coraggio di scontrarsi davvero, di vincere o perdere. Sono rimasti lì per vent'anni a guardarsi storto, mentre le vecchie zie cicalavano insommaaaaa, bastaaa ragazziiii. Uno scontro vero, in un momento qualsiasi tra il '94 e oggi avrebbe lasciato il campo più sgombro. E invece abbiamo avuto un D'Alema che salendo a Palazzo Chigi passa la segreteria DS a Veltroni; un Veltroni che vince incontrastato le primarie '07 coi voti dei dalemiani...

Può darsi che domenica sia la volta buona: finalmente sceglieremo tra un A e un B. Tra il modello proposto da A e quello propugnato da B. Chi avrà vinto dirigerà il partito. E chi perderà?
Negli ultimi mesi ho sentito spesso decantare il modello delle primarie americane, in cui lo scontro è violento e leale, e termina con la resa incondizionata del perdente: chi vince prende tutto, anche la fiducia di chi il giorno prima era il suo avversario. È una situazione molto diversa dalla nostra, dove intorno ai candidati si sviluppano correnti che stanno già organizzandosi un modus vivendi post-elettorale, con annessa spartizione delle cariche. Ma potrebbe anche funzionare. Mi chiedo soltanto se chi oggi canta odi sperticate delle primarie all'americana sarà pronto domani a serrare le fila intorno al candidato che non era il suo. Chi da mesi irride alla bocciofila Bersani, ce la farà a trasformarsi in bersaniano? Chi mai e poi mai voterebbe il moderato Franceschini è pronto a morire democristiano? Quelli che la laicità non è la priorità, sono pronti a morire per Marino? L'impegno è un po' più arduo di quanto non si pensi.

Io però non mi tiro indietro. Chiunque vincerà sarà il mio segretario. Non me la prenderò con lui, per... cento giorni, diciamo. È davvero il massimo che un segretario di Partito può pretendere da un flamer come me.

21 commenti:

  1. Grazie, mi hai fatto venire in mente i tempi di it.discussioni.litigi.

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  2. Con la tua solita perizia, mescoli abilmente cose del tutto differenti, e alla fine fai uscire dal cilindro quello che ti aggrada.
    Una cosa sono le discussioni aperte e polemiche all'interno di un'organizzazione politica, quale quella storica che citi tra Veltroni e D'alema, su cui non posso che darti ragione, una cosa è ciò che accade o dovrebbe accadere sui blogs.
    Qui, ci dovrebbero essere non discussioni, ma piuttosto dialoghi, che è una cosa completamente diversa. Quando ci si scambia opinioni, si dovrebbe sempre tener presente che l'opinione dell'altro ci interessa. Se manca questa attenzione preliminare per l'altro, non ha senso neanche iniziare a scambiarsi battute. Se io dico una cosa che a te non garba, e tu mi rispondi che sono idiota, in un caso di questo tipo, c'è qualcuno che possa credere che il tutto sia di una qualche utilità, al di fuori forse dell'ammazzare la noia di cui qualcuno evidentemente soffre per stare a perder tempo a ingiuriarsi nel web?
    Dire che si può avere uno scambio di popinioni acceso mi trova perfettamente d'accordo, ma interpretare il contatto con gli altri come la lotta per far prevalere la propria opinione è una stupidaggine: così, in verità, non si scambia proprio nulla.

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  3. Saranno i tempi, ma ho fatto qualche riflessione sullo stesso argomento: i terzisti a prescindere del Corriere, quelli per cui "dai, da bravi, fate la pace" è una linea editoriale da rivendicare. (http://vietatocosare.blogspot.com/2009/10/6-i-terzisti-prescindere.html)
    Il peggio delle vecchie zie, nei media ed in politica, non è solo la visione dell'assenza di conflitto come valore, ma il fatto che non prendano in considerazione neanche per sbaglio il merito delle questioni.

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  4. bravissimo!

    (non riuscivo a reggere la litania dei blogger vecchie zie nello scontro Deb vs Sc; aria fresca, me lo segno per quando chiederai qual'è il migliore post dell'anno)

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  5. > Dire che si può avere uno scambio
    > di popinioni acceso mi trova
    > atto con gli altri come la lotta per
    > far prevalere la propria opinione è
    > na stupidaggine: così, in verità, non > si scambia proprio nulla.

    Scusa Zio Vincenzo. La tua frase l'ho letta: "Dire che si può avere uno scambio di pompini acceso..."
    Lapsus mio o tuo?

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  6. Fosse vero che esistono contrapposizioni! Mi sembra che la decisione sia fra una panino alla merda e una peretta gigante. Bha..

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  7. Ah, Vincenzo. Sono quello del lapsus sopra. Vuoi un consiglio? Smettila di frequentare la parrocchia che ti fa male.

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  8. Bello il pezzo e ottimo il commento di Vincenzo, che aggiunge (o mette a fuoco meglio) tutta un'altra dimensione spesso trascurata.
    L'ascolto, che è la misura della differenza tra il confronto nel merito e il litigio volto a colpire la persona. Ed elemento dirompente per una cultura che nel conflitto concepisce solo il vincere/perdere (sempre personalizzato), che confonde cose antitetiche come mediazione e compromesso.
    Il confronto vero, l'accettazione della complessità e dell'altro, che è cosa ben diversa dalla litigiosità.

    Mediare non significa suggerire compromessi o alternative ai contendenti, ma aituarli ad ad ascoltarsi, analizzare nel merito ed elaborare soluzioni (che possono venire solo da loro) o passi avanti che non sono a somma zero, come accade invece nel caso di vittoria-sconfitta e compromesso.

    Leonardo (che magari non aveva questa ambizione) a mio avviso ha il merito di aver messo in evidenza una questione importante per la qualità della partecipazione e della democrazia contemporanea.
    C'è uno che per storia personale ne ha fatto il centro della prpria vita ed eseperienza politica e sociale, che prima di altri ha introiettato il fatto che il conflitto è vitale, e nessun progresso è possibile se si pensa di poter ignorare i punti di vista dell'avversario (o demolirlo), che ascolto non significa cedevolezza o compromesso, tutt'altro, è l'unico modo per giungere a soluzioni condivise e quindi stabili, eccetera.
    Ha appena vinto uno (scomodo) Nobel per la pace.

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  9. Non capisco la differenza tra una posizione di caopgruppo al perdente delle primarie rispetto all'incarico di segretario di stato alla Hillary che mi sembra abbia perso le primarie. Modello americano? Di cosa stiamo parlando?

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  10. @Vincenzo ma nel post di Leonardo si dice (mi sembra) un'altra cosa: chi ne riceve beneficio, dal dibattito-litigio, è C, cioè chi assiste. Se A dice a B che è un idiota io, cioè C, mi faccio l'idea che non ha poi tanti argomenti a sostegno delle sue opinioni e quindi che forse gli argomenti di B sono migliori.

    I problemi del PD nascono proprio da questo cercare di salvare capra e cavoli, di tenere insieme ciò che tradizionalmente in Italia non è mai stato assieme se non sporadicamente. Io da osservatore esterno ma interessato spero che vinca Marino (a proposito leo, ti ribadisco il mio ateismo, so che ti interessa:))e che poi si inveri ciò che dice il tenutario, cioè tutti con lui compatti.

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  11. L'anonimo è appunto un caso da manuale di inutile dileggio dell'interlocutore: grazie per avere fornito un esempio eloquentissimo (poi, anche anonimo, che coraggio gente) :)

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  12. Intanto nei sondaggi online di Corriere.it e Repubblica.it Marino vince.

    Non sara' con la stessa facilita' che si risolveranno le cose domenica, ma la ca..ata del voto utile adesso non esiste piu'.

    La vera domanda e': cosa escogiteranno dalemiani e veltroniani dietro i rispettivi candidati/schermo se dovesse essere Marino, il preferito?

    La previsione e': inizieranno una guerra fratricida/suicida e affosseranno i PD per altri 4 anni. ;)

    Andrea

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  13. @Grufolo
    La gente che vota Bersani o Franceschini è gente che non vota nei sondaggi online, imho.

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  14. Hai ragione, BB
    Pero' e' vero che con questo preambolo tutta la manfrina del voto utile che era stata prefigurata salta.

    Per fortuna

    Andrea

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  15. Aristotele sta per Franceschini? Bisogna poi capire per chi sta Platone. (niente flame nel dipinto di Sanzio)

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  16. 'zzo hai da dire sulle foto con i gatti, screanzato giovinastro litigioso che non sei altro... Un vecchia zia che ti vuole tanto bene anche se non sa il perché.
    E son sicura che sull'autobus non mi cederesti neanche il posto, vero giovinotto?

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  17. Faccio un po' la vecchia zia. Non ha ragione Bersani, non ha ragione Franceschini, non ha ragione Marino.

    Il Pd è sbagliato in quanto tale.
    E dopo domenica non cambierà assolutamente nulla di significativo.

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  18. Post davvero eccellente, da salvare e riusare all'occorrenza. E anche di più perché non è uno di quelli "ha scritto proprio bene il mio pensiero" ma "mi ha scritto il pensiero".

    (una piccola cosina: serrare le file, non fila, ma so che lo sai e che è una svista)

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  19. (ma come, internet può sopravvivere alle foto dei gatti?? Ma se le foto dei gatti sono l'ossatura di internet... se le togli crolla tutto come un castello di carte)

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  20. Infatti Rutelli se ne è andato...e si è portato via Cacciari... chiaramente non la Binetti.

    [FLAME MODE=on]
    Ora che avete chiaro il concetto di partito secondo Rutelli... non vi pentite di averlo votato?
    [FLAME MODE=off]
    P

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