martedì 1 marzo 2011

Ma chi vi si inculca


Solo un arguto calembour per farvi sapere che c'era un mio pezzo sull'Unita.it anche oggi:

Le scrivo innanzitutto per confortarLa, perché sono convinto che questa storia dei cattivi maestri che inculcano gli studenti innocenti non sia una semplice trovata da propaganda: no, Lei un po' in questa cosa ci crede. Probabilmente ci immagina uno per uno, nelle nostre aule, il lunedì mattina, mentre parliamo male di lei e del suo governo agli studenti... (continua laggiù, ma potete commentarlo anche qui sotto).

Egregio Presidente Berlusconi, sono un insegnante della Scuola Media pubblica. Le scrivo innanzitutto per confortarLa, perché sono convinto che questa storia dei cattivi maestri che inculcano gli studenti innocenti non sia una semplice trovata da propaganda: no, Lei un po' in questa cosa ci crede. Probabilmente ci immagina uno per uno, nelle nostre aule, il lunedì mattina, mentre parliamo male di lei e del suo governo agli studenti. Egregio Presidente, insomma, può anche darsi che in qualche aula della Repubblica ci siano insegnanti che si comportano così. In fondo l'Italia è grande e le scuole sono tante, e un professore che invece di fare lezione perde tempo a criticare Berlusconi ci sarà, come c'è quello che commenta i risultati delle partite o si lamenta del mal di testa. Vorrei però che mi credesse se le dico che sono trascurabili minoranze, delle quali non si deve assolutamente preoccupare perché, se non lo sa, è proprio il professore antiberlusconiano a creare lo studente berlusconiano del futuro. È una cosa automatica, creda a me che avevo una professoressa bravissima, disponibile e gentile, con l'unico difetto di militare in Comunione e Liberazione: e vede dove sono andato a finire? All'Unità, appunto. Ma in generale, si è mai chiesto a che scuole fossero andati i nostri Padri Costituenti, per diventare così tanto antifascisti? Alla scuola dei fascisti, esatto. Per cui egregio Presidente, davvero, di solito non siamo così fessi da criticarLa in classe: e se lo facciamo, è tanto di guadagnato per Lei. In generale però abbiamo altro di meglio da fare, davvero. Non so se ha mai dato un'occhiata ai programmi. Lei non ha idea a quante cose ci sono da fare, quanti argomenti da approfondire, lontani dall'attualità politica. Il problema è che a un certo punto i ragazzini in questa attualità ci sguazzano, si nutrono davanti ai telegiornali, e poi si fanno domande, e sono abituati a pretendere le risposte da noi. Ecco, Presidente, vorrei che si mettesse un po' nei panni di un insegnante che a scuola vorrebbe parlare di Gandhi, o di Rosso Malpelo, o della Triplice Intesa, mentre gli studenti gli domandano cos'è il Bunga Bunga. Si fidi: quando nel programma c'è l'Inferno dantesco o il crollo dell'Impero Romano, il Bunga Bunga è davvero l'ultima cosa di cui vorremmo parlare. C'è tanto di meglio in cielo, in terra, persino nella nostra filosofia. Questo è un po' il motivo per cui preferirei che al suo posto ci fosse un politico un po' più noioso, uno di quelli che in tv ci finisce soltanto quando spiega un decreto legge. Di solito nessuno mi chiede niente sui decreti legge. Per fortuna. Niente di personale, eh, ma Lei ha trasformato il dibattito politico in una rissa tra tifoserie, e ormai entrando nelle aule il grido “viva Berlusconi” o “abbasso Berlusconi” ha un po' la stessa profondità ideologica di quando sentivi urlare “viva Inter” o “abbasso Juve”. Sarà pure che il campionato è diventato un po' noioso, ultimamente. Egregio Presidente,sono un insegnante tra tanti, che lavora nella scuola pubblica ma non ha nulla, davvero, contro la scuola privata: sono convinto che chiunque debba esser libero di mandare i propri figli alla scuola che preferisce. Anche i cattolici. Purché non lo facciano a spese mie. Invece non capisco, e nessuno è ancora riuscito a spiegarmi, perché devo contribuire ai buoni scuola, perché devo finanziare io con le mie tasse la scuola privata dei cattolici. Non possono pagarsela loro? Dicono che hanno bisogno di un rimborso, perché i loro figli non usufruiscono dei servizi della scuola pubblica. È un po' come se io pretendessi un rimborso perché preferisco andare a scuola in macchina anziché in autobus. Ma l'autobus fa bene a tutti, anche a chi prendendo la macchina troverà meno coda ai semafori. E una scuola pubblica bella, efficiente, con un personale qualificato, è un'ottima cosa per tutti: anche per chi liberamente decide di non usarla, o per chi non ha figli ma ha comunque bisogno di bravi medici, bravi ingegneri, persone competenti che abbiano fatto studi seri. Vede, Presidente, io non so esattamente quando sia nato questo equivoco, per cui le tasse sono diventate per molti un semplice ticket da scambiare con un servizio. Ma io non pago le tasse per mio figlio, io le dovrei pagare per la collettività nella quale mio figlio si troverà a vivere. E non posso pagare per la scuola cattolica, la scuola musulmana, la scuola buddista. Posso pagare per una scuola sola e voglio che sia il più possibile adatta a tutti. Se poi qualcuno ne desidera una migliore, se la paghi coi soldi suoi. Infondo le sto chiedendo anch'io di tagliarmi le tasse, dopotutto: quella parte che pago e finisce in buoni scuola, mentre un ente privato che non mi rappresenta (la Chiesa cattolica) continua a godere di sgravi fiscali. La trova una posizione così tanto ideologica? Si rassicuri, non ne sto parlando in classe. Ne parlo con Lei. Coi miei studenti ho di meglio, davvero, da fare. 

Distinti saluti, suo Leonardo. 

7 commenti:

  1. Primi firmatari dell'appello:
    38 scrittori, 16 insegnanti, 7 giornalisti, 7 presidenti di qualcosa, 6 registi, 5 attori, 3 cantanti, 3 sindacalisti, 3 studenti, 3 poeti, 3 artisti, 2 politici, 2 magistrati, 2 critici, 2 filosofi, 1 psichiatra, 1 editore, 1 traduttore, 1 musicologo, 1 fisico, 1 autore teatrale, 1 antropologo, 1 storico, 1 ballerina, 1 astronauta

    ahahahah. Ecco io qui vorrei dire... scusate... aehm... adesso vado a vomitare.

    Al

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  2. Mi hanno inculcato, mi hanno inculcato.Aiuto! Mi hanno inculcato..

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  3. Mamma mia, e io che pensavo di educare ed istruire... mi trovo relegata al ruolo di "inculcatrice"!
    Non è che invece inculcano tutte quelle scuole private pagate anche da me ma gestite da enti religiosi che, come dicono i gesuiti, formano non buoni cittadini ma buoni cristiani?? O tutte quelle scuole gestite da privati che prendono in giro i ragazzi promettendo di prepararli agli esami di maturità o universitari a suon di riassunti fatti male??
    Poi, tanto per concludere, vorrei dire che la scuola privata è PRIVATA, quella pubblica è invece, ahimé, PROVATA!

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  4. E' andata bene agli alunni del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni: pensa te che sorte gli poteva capitare se fosse stata una scuola pubblica!

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  5. Ah ah, solito stantìo humour maschilista (ma "de sinistra") sul tabù dell'incul(c)ata.

    Per il resto, colpo da maestro di Berlusconi: sa che gli insegnanti sono una categoria odiata dalla maggior parte della popolazione.

    E, a vedere molti miei colleghi e soprattutto i superiori, totalmente ripiegati sulle loro comode vite con contratti a tempo indeterminato, persino a me risulta difficile essere dalla nostra parte.

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  6. Cercasi Inculcatore Pubblico, sentimentalmente libero per orientare amorevolmente i miei due ragazzi...no perditempo!!!

    Lo Psico-Pedo-Papi resiste ancora...e il resto, cioè il nulla, rimane a guardare...
    ...quanto basterebbe poco.

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