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sabato 27 ottobre 2012

Vai avanti tu

Sembra passata un'eternità, eppure il vecchietto che oggi ha vivacizzato un piovoso sabato pomeriggio col suo nostalgico show di proclami e recriminazioni, un anno fa era ancora presidente del Consiglio dei Ministri. La sola idea dà un po' la vertigine: quante cose sono successe nel frattempo. Troppe. Certi anni passano lisci, altri ti danno davvero la sensazione di invecchiare.

Proprio un anno fa a Bruxelles, al termine di un vertice a 27 dell'Unione Europea, l'allora presidente francese Sarkozy e la cancelliera Merkel concedevano una conferenza stampa congiunta. Quando una giornalista chiese loro se si fidavano delle rassicurazioni sulla situazione italiana offerte dal presidente Berlusconi, i due invece di rispondere immediatamente si guardarono, e sorrisero. Poi Sarkozy si decise a rispondere, e confermò la fiducia nei confronti delle istituzioni italiane. Non nominò Berlusconi. Per molti fu il vero segno della fine: l'Europa si fidava dell'Italia, ma non poteva trattenersi dal ridere di Berlusconi, che le ultime vicende erotico-giudiziarie avevano reso definitivamente impresentabile. A quel punto le dimissioni erano ormai una formalità, Napolitano ne stava già probabilmente discutendo con il non ancora senatore a vita Mario Monti.

Sull'episodio è tornato Berlusconi nella sua conferenza-fiume, vagamente gheddafiana, accusando la Merkel e Sarkozy di avere assassinato la sua credibilità internazionale coi loro "sorrisetti". Di tante accuse a vanvera forse questa è la più rivelatrice (continua sull'Unita.it H1t#151).

2 commenti:

  1. Fa rimpiangere Gheddafi sul serio. D'altra parte erano tanto amici...
    Quell'accenno al sorrisino altrui ha colpito anche me. Il dottor Berlusconi - come tutte le persone immuni dall'autocritica - ha sempre mostrato una forte tendenza a scaricare sugli altri la responsabilità di ogni fallimento. La comunità internazionale lo considerava un pagliaccio (cosa che i suoi mai avevano osato nemmeno pensare)? era per colpa di quei due invidiosi di Sarkozy e della Merkel, non certo delle battutacce, dei processi, delle barzellette, della gaffe, delle nipoti di Mubarak...

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  2. il paragone con gheddafi fa ridere, tristemente
    ma serve a ricordarci che non cederà così, perché ha il senso del ridicolo o il senso dello stato: no, non cederà
    sfascerà tutto nel tentativo di salvare sé stesso e le proprie aziende, esattamente come gheddafi. non gli importerà di nulla: altro che saddam hussein che brucia i pozzi!
    ma non abbiamo scelta: lui e i suoi bloccano la strada che potrebbe avviarci a diventare un paese civile (perché sia chiaro: non lo siamo mai stato)

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