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giovedì 1 novembre 2012

Tredici mesi in paradiso

Santi agiografati per nazionalità
1° novembre - Tutti i Santi

Oggi, come ben sapete, è la festa di tutti i santi, in cui, secondo la più genuina tradizione italiana ci si lamenta del fatto che Halloween non sia una tradizione italiana. Poi uno va a vedere e scopre che distribuivamo dolci e intagliavamo le zucche fin dal medioevo. Ne abbiamo parlato già l'anno scorso, non vorrei ripetermi troppo. Il primo novembre è anche l'ovvio onomastico di questo blog, che a tutti i santi è dedicato: quale occasione migliore per fare un bilancio dei primi tredici mesi assieme?

Per prima cosa: grazie. Grazie ai redattori del Post, per l'ospitalità e la sollecitudine; al direttore che mi ha lasciato praticamente carta bianca, senza sapere dove sarebbe andata a parare la cosa, visto che all'inizio non lo sapevo bene neanch'io. Ma soprattutto grazie a voi lettori, mi è più comodo dirvelo oggi che non vi è possibile rispondere nei commenti: grazie, siete matti, grazie. Non so esattamente quanti siate, magari non tantissimi, ma siete veramente affettuosi ed entusiasti, in un modo che a volte m'imbarazza. Non so se si è capito, ma chi scrive queste storie non è esattamente un esperto, anche se sperava di farsi una cultura strada facendo, ma poi è stato un anno difficile, urla di bambini nel cuore della notte, e poi la crisi, le cavallette, il terremoto... vi meritavate un agiografo migliore. Più professionale, diciamo. Magari col tempo, con l'impegno. E ora vediamo il consuntivo.

In 13 mesi (400 giorni, più o meno) ho scritto 70 pezzi. Pensavo meno. 69 sono stati dedicati a ricorrenze del calendario cattolico, uno a Steve Jobs (ci entrerà, ma è ancora un po' presto). Considerato che la Madonna si è presa da sola quattro pezzi (Rosario, Loreto, Fatima e Assunta, e non siamo neanche a metà), in tutto abbiamo ospitato 11089 santi, più un numero imprecisato di neonati fatti ammazzare da Erode. Se dal conto togliamo anche le diecimila leggendarie vergini di Orsola, e i 25 compagni di Paolo Miki (loro purtroppo realmente esistiti, e realmente crocefissi), si raggiunge la più ragionevole cifra di 64 santi (62 santi e due beati): 17 donne, 46 uomini, un pezzo di legno. Su 17 donne, cinque si chiamavano Maria, tre Teresa; tra i maschi il nome più frequente è Giovanni (4 se contiamo anche Francesco d'Assisi, che sul certificato di battesimo si chiamava così: e mi è sfuggito il Battista). Sono ovviamente pochi rispetto alle migliaia che ormai popolano il martirologio romano. Ma il vero guaio è che sono anche mal distribuiti (continua sul Post...)

3 commenti:

  1. Avrei voluto rispondere su ilPost, ma come noto non si può ancora.
    Complimenti e tutto il resto - ma ormai rischia di essere una consuetudine...
    Quindi, vengo al punto: il LIBRO.
    Io, per i miei gusti, vedrei benissimo un ebook - formato sul quale i numeri possono anche essere diversi da quelli che nomini (non i 15, i 1000!). Ad esempio, quante copie ha "tirato" la scossa? Peraltro, me ne sto facendo una versione domestica, senza pretese. Ma leggermi il "santo del giorno", magari durante un viaggio, è davvero un piacere.
    Infine, cos'è questa scusa di un libro che si compra (e regala!) e poi non si apre più? quando mai questo è stato un problema, per Vespa? ...ok, esempio sbagliato...
    In ogni caso, buttati oltre l'ostacolo e fallo: secondo me non te ne penti.

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  2. Se non lo fa lui, il libro, possiamo sempre compilarlo noi e poi cercare di rivenderglielo! ;)

    No, a parte gli scherzi, con Leonardo assistiamo allo svilupparsi della forma blog, secondo me forma letteraria al pari di novella, sonetto, romanzo, fumetto, poema in ottava rima, eccetera. Se infatti consideriamo opere leonardiane quali "Le 21 notti" oppure (soprattutto) "2025", notiamo come esse siano strutturate proprio sulla forma blog, non sono romanzi né raccolte di racconti né saggi brevi né altro.
    Anche "Il santo del giorno" è strutturato nella forma blog.
    E' possibile pubblicare un blog su cartaceo, oppure la forma ne verrebbe stravolta? Gabriele Romagnoli ha per anni curato "Navi in bottiglia" e visto il successo del blog ne ha ricavato un libro, ma l'opera si è trasformata e da blog è diventata collana di microracconti.
    Io penso che se vogliamo rispettare la forma originaria con cui queste opere leonardiane sono nate dobbiamo cercare di mantenere intatta la forma blog (con tanto di data e riferimenti all'attualità) , anche se purtroppo i link andranno perduti.
    Non so se la forma blog durerà ancora oppure se sia destinata a scomparire, ma se vivrà abbastanza per essere riportata nelle antologie dei prossimi secoli al pari di altre forme oggi oramai scomparse quali ad esempio il madrigale... beh, potremmo dire di aver visto nascere una forma letteraria nuova, e mica accade tutti i giorni!

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