lunedì 14 gennaio 2013

Ma sentiamo adesso la nostra amica stragista

A costo di suonare banale, al limite del lapalissiano, vorrei ricordare a tutti i lettori (e specialmente a quelli scandalizzati del fatto che Emma Bonino non possa tenere un discorso in chiesa) che i cattolici definiscono la propria posizione nella società attraverso princìpi che chiamano, non a caso, valori non negoziabili; che tra questi valori c'è la difesa della vita umana, e che la vita umana, secondo loro, comincia dal concepimento, e quindi se ne deduce, davvero con molta facilità, che un aborto è un omicidio, ed Emma Bonino un'assassina. Ma non un'assassina qualunque, perché di aborti non ne ha praticati due o tre, ma 10141 nel solo 1975: quindi una stragista, una genocida.

Non solo. A differenza di tanti banali esecutori, la Bonino non ha eseguito ordini che provenivano da qualche autorità superiore, ma tutti quegli omicidi li ha commessi in piena coscienza, rivendicandoli a testa alta, al punto di auto-accusarsi all'autorità costituita, quando abortire in Italia era illegale ma lei aveva già fondato il Centro di sterilizzazione e di informazione sull'aborto. In seguito abortire ha smesso di essere un reato, anche grazie a lei, ma i cattolici non hanno cambiato idea e non c'è nessun motivo al mondo per cui la debbano considerare con occhi diversi da quelli con cui la guardavano nel 1975: una lucida assassina seriale che non si è mai pentita, anzi che rifarebbe esattamente tutto. Per questo immaginarsi un prete che accolga Emma Bonino nella sua chiesa durante le esequie di Mariangela Melato, e che le ceda il microfono per un breve discorso, è una di quelle fantasie che possono venire soltanto a uno che in Italia ci venga di passaggio ogni tanto, e sia convinto che gli edifici coi campanili siano una cosa folkloristica gestita da impiegati comunali con buffi abiti tradizionali.

Chi in Italia viceversa ci abita davvero, e con gli italiani ci discute un po', persino coi preti, non è che possa sorprendersi più di tanto: sul serio, questa cosa dell'aborto=omicidio non è uno scherzo, una boutade che si dice ogni tanto per darsi un tono: non mi è mai capitato di sentire un cattolico che non ne sia convinto. Quelli che smettono di crederci di solito smettono anche di essere cattolici, perché da trenta, quarant'anni a questa parte l'opposizione a qualsiasi forma di aborto è diventata un cardine della dottrina pratica della chiesa. Sarebbe interessante discutere del perché sia successo questo, dato che nelle Scritture di aborto non si parla e anche i Padri della Chiesa per lo più se ne disinteressano; a mo' di curiosità si potrebbe ricordare che per secoli il filosofo ufficiale della Chiesa è stato Tommaso d'Aquino, per il quale la vita non aveva inizio col concepimento: sarebbe interessante e qui ogni tanto si tenta di farlo, ma oggi prevale la sorpresa per l'unanime sdegno con il quale si commenta la notizia: non hanno fatto parlare Emma Bonino in una chiesa! Ma perché, povera Emma, cos'avrà mai fatto di male. Ecco, a mo' di ripassino citerei il blog di un consigliere pidiellino del Lazio:
Se ogni politico nasconde qualche scheletro nell’armadio, Emma Bonino cela un cimitero di 10 mila bambini non nati e da lei spesso personalmente eliminati con una indifferenza orgogliosa e agghiacciante
Siete liberi di trovare la cosa assurda; ma di stupirvi francamente no. I cattolici queste cose le dicono a voce alta, da parecchio tempo: se non siete d'accordo magari non sposatevi in chiesa, e chiedete che il vostro corteo funebre non parta da una chiesa. Io in coscienza non ritengo che l'aborto sia equiparabile a un omicidio; non mi sono sposato in chiesa e quanto al mio corteo funebre chi ci sarà farà un po' come gli pare, io quel giorno avrò altri impegni. Ma scandalizzarsi del fatto che un'organizzazione privata (la Chiesa) non lasci parlare dai suoi microfoni una persona che ritiene sua feroce avversaria (Emma Bonino) è secondo me indizio di una certa confusione su cosa la Chiesa sia. Non è un ente governativo, non gestisce edifici pubblici, gli officianti non sono pubblici ufficiali; perlomeno non dovrebbero esserlo, e chi è laico dovrebbe preoccuparsi vivamente che nessuno faccia confusione. Proprio perché si ritiene che la Chiesa debba essere trattata come un soggetto privato, e che debba pagare tutte le sue tasse esattamente come qualsiasi altra organizzazione privata, senza trattamenti di favore. Gli edifici di culto appartengono ai preti: decidano loro chi è ben accetto e chi no, chi può parlare e chi no, esattamente come a casa nostra entra e parla solo chi invitiamo noi. E in cambio di questa riconosciuta autonomia, la libera Chiesa paghi al libero Stato tutte le sue tasse - comprese quelle che servono a finanziare consultori e a continuare l'opera intrapresa da Emma Bonino nel 1975: visto che nel frattempo anche grazie a lei noi cittadini italiani abbiamo deciso a maggioranza che abortire non è una colpa, non è un reato, e che si deve essere liberi di farlo nel modo meno doloroso possibile, senza le pompe da bicicletta che la Bonino era costretta a usare.

Dico un'ultima cosa. Proibendo a Emma Bonino di parlare, il prete le ha reso onore: ribadendo la coerenza della Chiesa, ha riconosciuto anche la coerenza dell'attivista pro-aborto. Molto più di tutti quelli che in queste ore si stanno stracciando le vesti non si capisce esattamente in base a quale sistema di valori, forse di un generico Volemosebbène che dovrebbe scattare ogni volta che muore qualcuno, e ci togliamo i nostri panni ideologici e ci abbracciamo tutti in un'unica grande chiesa da Che Guevara a madre Teresa. Vaffanculo, no, questa cosa non esiste: per i cattolici chi pratica gli aborti va all'inferno e ci resta. Tenetevelo un po' in mente, e fatevi seppellire di conseguenza.

38 commenti:

  1. Condivido appieno: tra l'altro non mi pare che la Bonino si sia lamentata del fatto. Credo che sarebbe stato veramente strano il contrario. Mi piacerebbe invece sapere se qualche giornalista ha approfondito quanto ha dichiarato il prete in merito alle nuove disposizioni. Qualche mese fa ho chiesto al prete del mio paesello di poter dire (conosciuto come non credente) di poter dire due parole in memoria di mio padre, il cui funerale si svolgeva in chiesa. Effettivamente mi ha accennato che le nuove disposizioni vieterebbero tale prassi: poi però mi ha concesso lo stesso di poterlo fare. Domanda: qualcuno sa di quali disposizioni, o altro, parlano?
    Saluti
    Gianmarco

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  2. Avrei voluto commentare, ma hai già detto quel che avrei voluto io, nell'ultima parte. Big up

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  3. A tutta prima avevo letto "stagista" e non mi era chiaro in cosa, dalla fotografia a corredo... :)

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  4. Tra l'altro: tutto molto ben detto (come al solito) e stavolta sono pure d'accordo con te.

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  5. Parliamo delle disposizioni di uomini che negano ad altri uomini il diritto ad accedere alla presunta casa di Dio, non del Circolo Bocciofili dove le donne non possono entrare perché portano sfiga.

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  6. Tutto giusto per carità, tutto corretto e ben argomentato. Salvo che questa Chiesa è anche quella che da migliaia di anni ci massacra con il principo dell'amore incondizionato di Dio verso di noi, dell'accoglienza e della tolleranza. Fossero coerenti fino in fondo...dovrebbero dire: "noi amiamo, accogliamo e tolleriamo solo quelli che la pensano come noi". Tutti gli altri no. Allora ci saremmo risparmiati 150 anni di dialogo (!) tra mondo laico e cattolico, 2 concordati, e i grandi happening in P.zza San Pietro con il Pope della Chiesa Ortodossa, l'Imam, il Dalai Lama e compagnia cantante.

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  7. emma bonino è però anche vice presidente del senato (carica non proprio secondaria) di quella repubblica che riconosce i patti laternanensi nella propria costituzione e per questo garantisce sontuose elargizioni in denaro pubblico(ed altro) che vanno a finire anche per riparare il suddetto campanile (magari lesionato da un sisma)pur gestito dal di cui sopra circolo privato...come la mettiamo?
    non è mancanza di pietà, diciamo che si è trattato di un gesto di profonda ingratitudine...
    Alvaro

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  8. E allora perchè se la Chiesa si impone queste direttive (cosa recentissima, se vogliamo fare la lista dei "miscredenti" accolti nelle placide braccia vaticane faremmo l'alba), non lo ammettono apertamente? cos'è, vanno a targhe alterne?

    Don Walter Insero sull'episodio dice "Prevedendo la partecipazione di una gran folla che non avrebbe potuto prendere posto nella basilica è sembrato opportuno distingere i due momenti: la liturgia all'interno e la commemorazione con alcuni interventi all'esterno alla presenza delle persone accorse in Piazza del Popolo per dare l'ultimo saluto a Mariangela. Anche nel caso di altri funerali, come quello di Mike Bongiorno, gli interventi sono stati pronunciati sul sagrato della Chiesa". (http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1160238/Bonino--il-prete-la-zittisce-in-Chiesa--La-di-Arbore--vada-all-inferno.html)

    ...sbaglio o la falsa testimonianza è un peccato?

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  9. Leonardo ogni tanto ci spara una chierichettata tanto per ricordarci che l'Italia è un immenso oratorio infilato nel mediterraneo.

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  10. Unisco il mio all'ultimo commento. Il divieto di stupirsi ecco mi sembra un attimino eccessivo, e provo a moderare i termini. Io invece continuo a stupirmi di questo esercizio di ipocrisia. Se non vuoi fare entrare qualcuno ne spieghi le ragioni, Si si, no no, il di piu' (e anche il di meno) viene dal Maligno. Ecco appunto.
    E mi stupisco, ma proprio qui forse dovrei invece attenermi al divieto, anche di questa visione della Chiesa, sottesa dall' articolo, un po' da vecchio PCI se mi e' consentito dirlo: Noi abbiamo il nostro campo, loro il loro, verifichiamo i rapporti di forza, rispettiamo i confini e guai a chi li viola.
    Evviva chi li viola. Quel po' di progresso civile che c'e' stato in Italia e' arrivato grazie ai trespassers.
    Massimo

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  11. leonrdo ha ragione: per un credente la bonino è una specie di pluriomicida
    a qualcuno di noi ha fatto orrore grillo che "ha aperto" a casapound,,,
    non è sbagliato quel che ha fatto il prete, è che i comportamenti dei preti (grazieadio) non ono coerenti tra loro, ma neanche quelli dei segretari di sezione del pd o delle sezioni locali dell'anpi...
    immagino che fischiare ministri e altro di centrodestra alle commemorazioni della strage di bologna sia comprenibile, no?
    a me hanno davvero rotto il cazzo tutti i mangiapreti che si sposano in chiesa, battezzano i figli e si fanno seppellire dopo una funzione religiosa!
    i preti mi stanno sulle palle perché asseriscono di agire in nome di dio, si chiamino paparatz o dongallo...
    ecco lo dichiaro subito: quando i matrimoni gay saranno finalmente possibili in italia non farò finta di scandalizzarmi perché i preti non li celebreranno in chiesa

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  12. La Chiesa si ricorda di essere privata solo quando arriva una persona intelligente (=che usa l'intelletto, cioè la ragione, e quindi non religiosa) sulla porta.
    Poi dopo cinque minuti arrivano le tasse, e l'ottopermille, e il libero stato, e puff! ecco la trasformazione in società pubblica!
    D'altronde l'ambiente è democristiano (=viscido, lurido, sporco) per definizione.

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  13. Un post che dopo molto tempo mi sento di condividere, da atea senza ripensamenti e da non elettrice radicale. Già mi parve assai fuori posto l'uscita che ebbero sui funerali di Welby: che i cattolici tra loro facciano di queste discussioni, sacrosanto, se gli sta a cuore; che lo faccia un partito che da sempre proclama la laicità è assurdo e sbagliato. Due cose del post però non mi convincono: la "confusione" in questione è proprio alimentata dall'ambiguità della Chiesa di non rispettare le reciproche autonomie e di tentare ogniqualvolta possibile di infilarsi e sostituirsi in troppe cose allo Stato, ovviamente in cambio di vil denaro. E sinceramente la parolaccia finale, come ormai troppo spesso avviene qui, colma innazitutto di stizza, non si legge più volentieri.

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  14. Si, tutto molto giusto nelle sostanza, ma:
    forse, dato lo sterminato elenco di personaggi totalmente avulsi ai valori cattolici o persino cristiani che ha trovato parola, asilo e riposo (eterno) tra le sacre romane mura, il concetto di COERENZA non é quello giusto. Quello più adatto é GUERRA. La chiesa é in guerra perpetua con chi mina i suoi pilastri, e gli esponenti più di spicco e più pericolosi per la loro immagine non potranno essere accettati in territorio nemico. Mai (leggi un paio di decenni).
    Ma se in guerra siamo, che venga fatta una formale dichiarazione belligerante.
    Ah, no, aspetta, quella c'è già stata: il discorso di Ratzinger a Ratisbona.

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  15. Se non ci sfilassero 7 miliardi all'anno potrebbero fare tutto quello che vogliono ...

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  16. Emma Bonino sarebbe stata "onorata" dal gesto di dire chiaramente perche' non la vogliono in chiesa. Questo riconoscimento della diversita' e' non solo il riconoscimento dell'altro ma e' anche il presupposto del dialogo, del permetterle magari di spiegarle perche' lei si sente tutto tranne che una stragista.
    Quello che e' stato fatto e' la negazione del riconoscimento, il volgere lo sguardo da un' altra parte. Strano modo di onorare; e strano senso dell'onore.
    Massimo

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  17. Dice che per i credenti la bonino è una pluriomicida e quindi loro in chiesa non ce la vogliono.
    Pinochet invece in chiesa ci entrava sempre, evidentemente non era un pluriomicida. Ah, e anche Ante Pavelic. E come loro, legioni di altri bei soggetti.

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  18. Aggiungo solo... non battezzate i vostri figli... :D

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  19. Benissimo, a patto di non volere capra e cavoli.

    O, caso uno, la Chiesa viene considerata un interlocutore normale, ed i suoi rappresentanti gente perbene con gli abiti un po' buffi, ed allora ci si stupisce di posizioni vergognose e valori barbari;

    oppure, caso due, si prende atto onestamente del fatto che la Chiesa, cui per inciso viene subappaltata una grossa fetta del ruolo sociale dello Stato, è un'organizzazione i cui valori ed i cui obiettivi sono non solo barbari, ma incompatibili con la civiltà moderna. Ed allora nessuno avrà diritto di stupirsi quando confermeranno quanto tutti conoscono.

    Purchè non si salti da una posizione all'altra, fingendo che siano persone normali, per poi dire: ma come, non lo sapevate che eravamo dei barbari? Non ci avete sentito parlare? Pensavate scherzassimo?

    La Chiesa non può essere un interlocutore legittimo nella vita civile del nostro paese. Quando sarà effettivamente così, cioè quando la chiesa sarà un club di privati dalle idee un po' retrograde, allora avranno diritto di non essere disturbati.

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  20. "non mi è mai capitato di sentire un cattolico che non ne sia convinto. Quelli che smettono di crederci di solito smettono anche di essere cattolici" Io invece conosco cattolici [io sono agnostica] che continuano a ritenersi tali e praticare anche se ritengono che l'aborto si possa prendere in considerazione. E che ritengono che il 90% della morale "sessuale" della Chiesa o la posizione della Chiesa sui gay non sia condivisibile. Mi pare si chiami "scisma sommerso" ed è una delle tantissime contraddizioni di quella cosa che chiamiamo con un solo nome "Chiesa Cattolica"....

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  21. evviva, applausi, complimenti.

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  22. Post secondo me ineccepibile. La Chiesa Cattolica, come società privata, può invitare al suo interno chi vuole; se decidono di chiamare Jack lo Squartatore a raccogliere la questua e di non dare la comunione a uno che cura i bambini ciechi in Uganda perchè è divorziato, sono affari loro.

    Voi direte: ma la Chiesa Cattolica NON è una società privata, a causa dei patti lateranensi. Vero. La Chiesa Cattolica nel corso dei secoli si è spesso comportata come un ente sussidiario alle autorità nazionali varie, specialmente nel campo assistenziale e diplomatico. Proprio per questo, se vogliamo invece limitare questa sussidiarietà dobbiamo smettere di investirla di aspettative irrealistiche. Il principio "dell'amore incondizionato di Dio verso di noi, dell'accoglienza e della tolleranza" non è scritto nella costituzione nè in un contratto tra la Chiesa Cattolica e i cittadini italiani, fa solo parte della loro strategia di comunicazione. Lasciamo che la Chiesa faccia le sue scelte; a forza di escludere coppie di fatto, divorziati, omosessuali e di condannare aborto e contraccezione, è probabile che queste scelte dovrà riconsiderarle, a costo di limitare il suo bacino di fedeli al Congo e alle Filippine (con tutto il rispetto per congolesi e filippini).

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    1. Non è una limitazione, le maggiori prospettive di crescita per il cristianesimo sono nel terzo mondo. D'altra parte l'evangelizzazione degli sventurati è sempre stata il suo punto forte. L'unico problema sarebbe se anche in Congo o nelle Filippine cominciassero ad avere più libri e meno bambini. Dio non voglia.

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    2. Filippine? Ci arriviamo, ci arriviamo... http://articles.latimes.com/2012/dec/19/opinion/la-ed-philippines-birth-control-20121219


      Mafalda

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  23. I soliti due pesi e due misure da parte della Chiesa Cattolica, che non permette alla Bonino di celebrare una orazione funebre, peraltro richiesta espressamente dalla defunta, perché in passato ha praticato aborti, mentre consente il funerale religioso a Pinochet. Se per la Chiesa Cattolica la Bonino è una stragista, che cos'è Pinochet, il "buon samaritano"?
    Virginia

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  24. la butto lì, se non l'avessero fatta entrare per paura che facesse propaganda in chiesa? Con tutte quelle telecamere.
    La Bonino non è bandita dalle chiese, ma era meglio che non parlasse forse paura che rivelasse un certo impegno della Melato verso temi Radicali. Legittimo.

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  25. Non proprio d'accordo. Io sono un cattolico che considera PER SE' l'aborto come omicidio. Ma che non vuole imporre questa visione a tutta la popolazione, anche a chi non ci crede. Difendo e rispetto la 194. Nella mia famiglia non si applica, fuori ognuno faccia quello che vuole. Le mie tasse servono a pagare i consultori e ne sono felice. Servissero anche ad eliminare un po' di più le cause dell'aborto ne sarei ancora di più. Detto questo è comprensibile che un non-cattolico non sia invitato a parlare durante una cerimonia religiosa cattolica. Non c'é scandalo, né paura per quello che avrebbe potuto (e dovuto) dire. Tantopiù che l'ha detto. Ma in Chiesa ci pregano i cattolici e si dicono peghiere, anche se sotto forma di orazione: gli altri possono ascoltare, se lo desiderano.

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    1. Ringraziandola per la sua personale e familiare capacità di cittadinanza laica e pluralista, mi permetta di farle sommessamente notare che essa non è corrispondente, purtroppo, a quella praticata dalla Chiesa Cattolica, la cui missione e intenzione è notoriamente quella dell'evangelizzazione delle genti; peraltro con ingenti (nel nostro caso lateranense e concordatario) finanziamenti pubblici. Da cittadino italiano non cattolico, per quanto coattamente battezzato, io le rendo volentieri analogo favore ed affermo a mia volta che le mie tasse servono a pagare i preti e ne sono felice; però non riesco a seguirla nel resto del suo ragionamento. Non le sembra brutto quel suo "gli altri possono ascoltare, se lo desiderano". Gli altri? Mi aiuti, la prego, a capire questo atteggiamento cattolico per cui è naturale e dovuto che gli altri siano ascoltatori ed i cattolici siano attori. Oppure lei conosce un contesto in cui i cattolici si mostrano disciplinati e riconoscenti se viene loro intimato di limitarsi ad ascoltare... se lo desiderano? Un cordiale saluto. Claudio

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    2. La missione della Chiesa è la diffusione della Parola. Perlopiù attraverso atti tangibili di carità cristiana. E senza chiedere nulla in cambio, né senza chiedere alcuna professione di fede. Basta andare in qualsiasi oratorio per rendersene conto; e faccio un solo esempio: le madri dei figli portatori di handicap spesso non hanno alcun altro supporto che il volontariato cattolico. I cattolici italiani, poi, sono in massima parte pluralisti. Lo dimostra il fatto che si dichiarano credenti e praticanti ma che poi, nella vita pubblica, decidono anche di non ascoltare i suggerimenti dei Vescovi (io ascolto più volentieri quelli dei parroci). I risultati elettorali e referendari lo stanno a dimostrare.
      Sull'ascoltare: la frase va letta per intero: in Chiesa (luogo) si prega, anche quando si parla (cioé preghiere non recitate, tipo il Padre Nostro). Si fanno orazioni, preghiere per mezzo di discorsi, insomma. Trovo un po' strano che i non cattolici chiedano di parlare=pregare in Chiesa (luogo). Tutto qui.
      Mi permetto solo un inciso, che certamente non riguarda lei: spesso si ritiene che i milioni di individui che professano una religione, quale che sia, la pensino tutti nello stesso modo. Non vale per l'ebraismo, non vale per l'islam, non vale nemmeno per il buddismo. Come mai dovrebbe valere solo per i cattolici? Non vale nemmeno per loro, infatti. Il pluralismo di voci e idee è non solo ammesso, ma anche richiesto.

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    3. Le sue considerazioni sono accettabili ed effettive. La ringrazio. Tuattavia, ma è solo una mia opinione, alcune di esse appaiono più verosimili che vere se contemplate da un punto di vista non cattolico. I risultati elettorali e referendari, per esempio, da qualche decennio hanno cessato di esprimere il pluralismo dei cattolici e questo dato è stato particolarmente osservabile durante la leadership di Camillo Ruini. Forse questo fatto statistico, se inserito nella più ampia dimensione storica generale, testimonia come la posizione e l'azione dei cattolici sia stato e sia di tipo sostanzialmente conservatore, con ampi sconfinamenti in territorio reazionario piuttosto che in quello riformista. Per quanto invece riguarda il luogo (l'edificio) in Chiesa si prega ma anche si comizia; forse anche a lei è capitato di ascoltare l'officiante che durante la predica si misura in temi di attualità sociale ed elettorale. Si tratta ovviamente dell'esercizio di un diritto costituzionale, peraltro cinturato dagli accordi concordatari di impianto lateranense, che in quanto tale siamo tutti chiamati a rispettare. Ma vede, e mi perdoni perchè questo non è certamente il suo caso, in un simile assetto di sostanziale prestigio istituzionalizzato è piuttosto agevole dichiararsi pluralisti e persino democratici. Ma al di fuori di questo assetto, che di fatto garantisce una sostanziale egemonia culturale, quanto pluralismo e quanta democrazia il mondo cattolico è in grado di esprimere? Claudio

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    4. Ovviamente parliamo, anche e sopratutto nel mio caso, di impressioni che hanno a che fare con il vissuto di ognuno di noi. Io proprio questa egemonia culturale, in un modo così relativista (dal mio personalissimo punto di vista, relativismo è una parola dal significato estremamente positivo, poiché è garanzia di libera professione di fede in un contesto di tutela e di reciproca accettazione delle idee), non la vedo. Non a scuola, non nelle istituzioni locali, non nei modelli culturali, non nell'arte, non nella letteratura, non nel cinema, non nei mass media, non nel capitalismo.
      La "posizione dei cattolici" è, secondo me almeno, una cosa inesistente come dire "la posizione degli interisti" o "la posizione dei fornai". Vi son cattolicissimi e progressisti e anticattolici e conservatori (reazionario e rivoluzionario sono altro).
      Ammetto che le gerarchie clericali sono sempre, per il portato storico che rappresentano e la loro formazione e i processi di selezione, più "conservatrici". Nel senso che hanno tempi assai più lunghi di quelle delle società nell'assorbire i cambimenti. E' sempre stato così, così come è sempre stato che i "laici", il popolo di Dio, alla fine abbia reso testimonianza della Parola anche con e nei cambiamenti sociali epocali. Seguendo più la Bibbia e propria coscienza che il Vaticano.
      Un'ultima cosa: invito lei e tutti a prendere mezza giornata / una serata di tempo e di ascoltare i racconti delle missioni di chi abbia vissuto per lunghi periodi. Sono tragici e buffi nello stesso tempo. Tragici perché quasi sempre raccontano di umanità dalle quali noi, lontani anni luce, spesso ignoriamo l'esistenza. Ma anche buffi perché la missione impone al cristiano di spogliarsi delle proprie convinzioni e di assecondare quelle di coloro ai quali rende servizio e testimonianza. E se non si è relativisti alla massima potenza è difficile rimanervi più di una settimana.
      Un fraterno abbraccio.

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    5. So bene che esistono cattolici progressisti ed "anticattolici" conservatori e la ringrazio nuovamente anche per la sua consapevolezza circa l'inerzia conservatrice delle gerarchie clericali, oltre che per la positività con cui lei contempla la parola "relativismo". Credo inoltre che lei abbia ragione circa il buon senso e l'impegno di testimonianza e di cambiamento sociale epocale del popoplo di Dio. Le propongo tuttavia una analogia, sperando di riuscire ad illustrarle perchè mi appare improprio parlare di popolo di Dio laddove a ben guardare si potrebbe parlare di "brava gente" oppure di "cittadini responsabili", oppure ancora di "uomini civili e illuminati". Infatti credo che queste categorie di persone, per dignità e fortuna dell'umanità, siano esistite ed esistano persino nelle masse ideologicizzate o, se preferisce, tra i sudditi dei regimi totalitari. Eppure il flusso della Storia e dei cambiamenti sociali ed epocali non ammette distinguo tra costoro, le persone civili e illuminate, e le loro "gerarchie"; di solito li si seppellisce nella medesima fossa senza particolari problemi. Perchè lei mi propone di cambiare schema nel caso del "popolo di Dio", distinguendo la loro testimonianza e la loro coscienza dal Vaticano? Io peraltro la seguo volentieri per questa via, ma credo che dovremmo distinguere anche le altre testimonianze e le altre coscienze rispetto ai loro rispettivi "palazzi". Perchè se non lo facessimo è come se patentassimo una sola gerarchia a sfangarsela, sempre e comunque; ponendo essa e le sue azioni al di sopra della Storia. Un indulto perenne che solo le teocrazie pretendono, rendendosi in tal modo (almeno a mio parere) peggiori delle ideologie. Un abbraccio fraterno.

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    6. Ho letto il vostro scambio di battute con lo stesso interesse con cui ho letto il post di Tondelli. E' bello ogni tanto imbattersi in persone intelligenti che usano la ragione ed il buon senso per argomentare le proprie posizioni, qualunque esse siano, in un modo così civile. Grazie.

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  26. Giusto, se le premesse fossero altre, vale a dire se la Chiesa fosse veramente e di fatto altro rispetto allo stato.
    Vorrei però ricordare che ancora oggi ci sciroppiamo ore di religione (cattolica, tenute spesso da preti pagati dallo stato) nelle scole pubbliche di ogni ordine e grado, che la Chiesa di tasse ne paga meno di di un'azienda e che però i soldi pubblici, vale a dire anche miei, li usa per le sue scuole private e per costruire chiese.
    E questi sono solo alcuni esempi della somma incoerenza vaticana.
    Mi pare quindi ridicolo parlare e quasi difendere la coerenza dei principi dei cattolici, che saranno pure principi imprescindibili, ma part-time, evidentemente.
    Ciò detto, penso che a Bonino non importi nulla. Probabilmente, se ci è riuscita, ha cercato solo di utilizzare la vicenda per far parle un po' dei Radicali (visto che non ci sono altri modi) e ha fatto bene.

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  27. Premesso che la cosa non mi scandalizza e mi interessa molto relativamente, il prete è padrone fino a un certo punto anche in chiesa: se si è commesso un peccato si è peccatori, ma non per questo si è esclusi dal luogo di culto, o sbaglio? Anche perché siamo tutti peccatori, anche se magari ci siamo macchiati di peccati meno gravi, e con quella logica in chiesa non ci entrerebbe nessuno. Sono ignorante in materia, ma mi è sempre sembrato così - secondo la logica religiosa, tu vai all'inferno perchè sbagli, ma sei sempre perdonabile/figlio di dio...no?
    Posto che, alla fine, chi se ne importa.

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  28. @Leonardo: scrivi che "secondo loro" la vita inizia dal concepimento. E secondo te? Da quale istante e soprattutto perché?

    Nelle Scritture non solo non si parla di aborto, ma nemmeno di un sacco di altre cose che pure erano considerate peccato sin dalle prime comunità cristiane:

    - la Bibbia è sí un manuale d'uso per comprendere come vivere una vita ben riuscita, stilato (con la partecipazione attiva di chi materialmente scriveva, comprese le conoscenze scientifiche, geografiche e storiche traballanti di cui disponeva... Che non volevano essere il cuore del messaggio, quello sí perfetto) nientemeno che dallo Spirito Santo. Ma non è un manuale omnicomprensivo. Non poteva esserlo.

    - i cattolici però han sin da subito ovviato a questa mancanza, collegialmente (i vescovi d'altronde sono i successori degli apostoli, in cui ogni decisione dottrinale era collegiale) sempre collo zampino del suddetto Spirito: infatti i cattolici non professano il Sola scriptura tipico di alcune comunità ecclesiali della Riforma, ma ciò che credono deriva loro da Scrittura, Tradizione (la Chiesa nella storia, dagli apostoli in poi) e Magistero. Non c'è Chiesa senza anche solo uno di questi elementi.

    I Padri si disinteressano dell'aborto? Non è vero: per una risposta breve e parziale ti rimando qui:
    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1071

    Lí troverai anche un chiarimento su una tua inesattezza: hai scritto infatti che San Tommaso d'Aquino credesse che la VITA non avesse inizio dal concepimento, mentre l santo stava parlando dell'anima e di come fosse data per cosí dire per gradi - secondo lui e erroneamente... Alcuni padri della Chiesa non sono neppure santi, pensa a Tertulliano! Qualcosa vorrà dire non pensi?

    Per i cristiani nessuno va certamente all'inferno. Nessuno. Neppure Hitler. La Chiesa non può sostituirsi a Dio e al suo giudizio: se nella santità può sbilanciarsi è per segni evidenti come i miracoli dopo la morte o il martirio in odium fidei... Sulla dannazione non ci è dato sapere nulla: non possiamo sapere se in punto di morte il peccatore si è sinceramente pentito. Né possiamo pensare che la nostra misericordia sia anche solo simile a quella d Dio.

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  29. @Gianmarco: la motivazione per Welby era chiara. Non dare scandalo nei "piccoli nella fede": concedere un funerale a chi negli ultimi anni della vita era divenuto simbolo per eccellenza del "diritto all'eutanasia" (eu! ... Che ci sarà poi di "dolce" in quella morte disperata?) ossia del presunto "diritto all'autodeterminazione", come se la vita ce la fossimo data da noi... Era decisamente inopportuno nei confronti di chi già è debole nella fede e si lascia trasportare da ogni malsana teoria che di volta in volta ci viene presentata come progresso (quella di gender va per la maggiore ora).

    Per la Bonino la motivazione è ancora piú semplice, e stupisce che il sacerdote abbia avuto paura a comunicarla a chiare lettere. Sempre che i giornali abbiano riportato le sue parole... Cosa non proprio comune a prescindere dal soggetto intervistato :)

    E la motivazione è: nella preghiera dei *fedeli*, anche detta preghiera universale, l'universalità sottintende un'ovvietà: che l'orante *sia* un fedele... La Bonino lo è? Non che io o quel sacerdote sappiamo. Dunque perché avrebbe dovuto prendere parte a un momento dell'azione liturgica?

    Se poi non si trattava della preghiera dei fedeli ma di un momento a fine celebrazione, di commiato, beh sarebbe stato comunque inopportuno per motivi analoghi a Welby: anche la Bonino è un simbolo e ben peggiore di Welby visto che nella sua vita ha sommato una serie interminabile di battaglie pro-death.


    @John Wayne: non provi imbarazzo nello scrivere che chi è intelligente, nel suo far uso della ragione, non può essere religioso? :))


    @Nichilista: Se la Chiesa è in guerra con chi mina i suoi pilastri (e del resto cosa ci sarebbe di strano, atteso che quei pilastri sono alla base della nostra umanità), riesce comunque ad essere una pallida imitazione dei Radicali e del loro livore che traspare da ogni loro intervento... Non si può che pregare per loro perché davvero tutto passa meno che una sensazione di benessere dai loro volti ingrigiti da decadi di cattive battaglie.

    @Anonimo: piú che di "scisma sommerso" si usa parlare di "cattolici adulti"... E lo fanno anche gli stessi cattolici anche se con una vena sarcastica, ça va sans dire.

    @Cachorro Quante: il divorzio in sé non è il motivo dell'allontanamento dall'eucaristia. Ci sono infatti casi in cui la separazione non solo è lecita ma doverosa. È il vivere more uxorio con un'altra persona che non sia il legittimo coniuge ad essere la causa di tale impossibilità... Quindi se il divorziato non ha un'altra relazione può tranquillamente comunicarsi, fatte salve le condizioni necessarie per tutti quale la confessione...
    Strategia do comunicazione il dire che Dio è amore? Bisogna dire che la Chiesa ha iniziato parecchio presto allora, con dei mezzi analfabeti come san Giacomo! Mica male!

    E scusate il "ritardo" nella risposta :)

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