sabato 23 febbraio 2013

Votiamo in Europa

Io, a differenza di altri, non ho master in economia. Non sono un esperto in niente e sinceramente mi dispiace. Come molti, come tutti, tiro a indovinare, scommetto sul futuro e non spero nemmeno di azzeccarci: spero che ci azzecchi uno più ottimista di me, non io. Comunque credo che l'Italia debba scegliere se stare in Europa (ammesso che ce la possa fare) o in quello che una volta si chiamava Terzo Mondo. Da quel che ho visto, da quel che so, l'Europa conviene a me, ai miei famigliari e ai miei amici.

Ma senz'altro c'è qualcuno a cui non conviene. Ogni volta che qualcuno vi ha parlato di svalutazione competitiva, spero che vi siate ricordati di chiedergli "competitiva con chi?" Per esempio con la Cina. Certo, possiamo tutti chiudere gli occhi e fare finta che siamo ancora negli anni Ottanta e che la Cina sia ancora un Paese agricolo che non compete con noi in nessun settore-chiave. Si stava così bene, perlomeno Grillo e Berlusconi erano al top della forma.

Può anche darsi che ce lo meritiamo. Di diventare un popolo più povero, più ignorante. Visto come abbiamo usato in questi anni le nostre ricchezze e la nostra cultura, non è escluso che la cosa abbia un senso. Io però conosco un sacco di gente che non se lo merita e questo è il motivo per cui voterò PD.

Ce ne sono anche altri, di motivi (stimo Bersani, come non ho stimato nessun altro leader del centrosinistra), ma non sono determinanti. Il PD non è ovviamente un partito perfetto, anzi ha tanti difetti di cui possiamo discutere e discuteremo - ma è l'unico (con SEL) che mi garantisca che il mio voto abbia un senso anche in Europa. Le beghe più locali non faccio finta di non vederle, ma mi sembra uno di quei momenti in cui bisogna dare un'occhiata anche a quel che succede sopra di noi. Credo che l'Unione Europea debba disincagliarsi dalla situazione in cui i governi 'virtuosi', e in particolare quello tedesco di Angela Merkel, l'hanno portata in questi ultimi due anni. Credo che il rigore sia diventato un'ideologia che può consentire a qualche partito liberale o conservatore di vincere le elezioni, ma che spaccherà l'Europa se non si è già spaccata. Credo che sia necessario opporre al fronte del rigore un fronte della crescita, e che questo spetti ai socialisti in Francia e ai Democratici in Italia. Credo sia la cosa più urgente, ancora più urgente del ricambio della classe politica che ossessiona gli italiani e in particolare gli elettori di Grillo.

Questi ultimi, poi, ci tengo a dirlo, non credo siano imbecilli. Non penso che darebbero le chiavi della loro macchina a un bambino, non credo che resterebbero sui seggiolini posteriori mentre quello ingrana la quarta. E tuttavia stanno per eleggere al Parlamento e al Senato della Repubblica decine di persone incompetenti proprio perché manifestamente incompetenti, con una leggerezza che io trovo un po' eccessiva. Poi vedremo, e in tanti casi scopriremo che sono meglio i bambini dei macachi che avevano eletto la volta prima - ma io resto un po' preoccupato.

Un'altra cosa urgente da fare è chiudere la pratica Berlusconi, che invece potrebbe perfino vincere. Esatto, sì, sto cercando di spaventarvi. Ma il 2006 me lo ricordo, anche allora i sondaggi dicevano una cosa e invece andò in un altro modo. Berlusconi può ancora vincere perché in fondo gli basta arrivare al 20% ed eliminare Monti, e magari ci riesce. Potrà dettare condizioni, influenzare la corsa al Quirinale; potrà persino cavalcare l'opposizione e diventare il nuovo leader dell'antipolitica, quello che Grillo non sarà più quando i suoi uomini cominceranno a deludere (e i suoi uomini cominceranno a deludere, vedi caso Parma: è umano, specie se si promettono rivoluzioni inverosimili). Berlusconi soprattutto continuerà a incarnare il Principio del Piacere: perché fare sacrifici? Perché pagare le tasse? Chiudete gli occhi, è ancora il 1983, siamo la quarta potenza industriale. Credo che abbia fatto molti danni e che possa farne ancora, e non dovremmo aspettare il panico da spread per ricordarcene.

Tutto qui, la mia non è un'analisi raffinata, del resto non sono un esperto in niente. Penso che l'Italia debba lottare per restare in Europa e l'Europa debba lottare per restare nel Mediterraneo. Credo che convenga a tutti, forse conviene al mondo intero. Il resto è al di là della mia portata, per fortuna ho un solo voto.

(PS: nella sua prima stesura questo pezzo presentava lo scenario in cui l'Italia svalutata sarebbe diventata concorrenziale rispetto ad altre mete di turismo sessuale più lontane da Germania e Paesi nordici. Ho cassato tutto quanto perché mi sembrava di essere il caporale in trincea: Se non esci e non voti Bersani il Crucco violenterà tua madre e tua figlia! Però, ecco, insomma, i vostri figli soprattutto preferirebbero mance in euro e non in lire, fidatevi).

59 commenti:

  1. "spero che ci azzecchi uno più ottimista di me"

    Grande!!

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  2. Leonardo con tutta onestà non riesco a vedere come i parlamentari che abbiamo eletto negli ultimi 30 anni siano più preparati di quelli "verdi" che Grillo vorrebbe mandare in Parlamento.

    Ma in che cosa sono più ferrati? Nel mercimonio del voto? Probabilmente. Nell'unirsi unanimemente quando si tratta di aumentarsi lo stipendio? Quasi certo.

    In economia e gestione della cosa pubblica? Potrei sbagliare ma non mi pare, pensando a 10 parlamentari a caso tra quelli che girano in televisione, tra tg e talk show, nessuno mi colpisce in quanto esperto utile. E forse è meglio così. Tutti i parlamentari si fanno aiutare da economisti e altri esperti quando si tratta di decidere. Non lo sono quasi mai essi stessi (e sarebbe difficile chiedere a chiunque essere esperto di tutto quanto c'è da decidere in Parlamento).

    Perché sono quesi più incompetenti degli altri incompetenti? Se volessimo un Parlamento di tecnici sarebbe meglio scartare la democrazia, che ha tutt'altro scopo di quello di fare rappresentare il Popolo da esperti.

    No?
    Kimboz

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  3. Se aspettiamo ancora qualche anno con l'Eurozona organizzata in questo modo secondo me il finale che proponi diventa realistico, perche' i salari scendono e la spesa pubblica anche.

    La svalutazione e la Cina imho non c'entrano nulla, ma non voglio dilungarmi.

    C'e' una serie di post di un professore di Pescara, Alberto Bagnai, che spiega bene perche' i programmi di austerita' che ci vengono imposti siano a un tempo ingiusti (perche' avvantaggiano sistematicamente i paesi creditori) e inefficaci (perche' fanno aumentare il debito pubblico). Probabilmente come rapporto (cose capite)/(tempo e denaro spesi) sono anche meglio di un master. Per esempio: http://bit.ly/YLcdpV

    E

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    1. Sempre Bagnai citate.
      "I programmi di austerità avvantaggiano i paesi creditori" - ok, questa sì che vale un master. Aspetta che mi stampo il diploma.

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    2. Ma veramente i programmi di austerita' non avvantaggiano per nulla i paesi creditori, bensi' gli istituti di credito dei paesi ricchi.
      I cittadini tedeschi non proprietari di banche non si sono per nulla avvantaggiati del la crisi greca, anzi, ci hanno rimesso.

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    3. Ciao, dal punto di vista economico credo di stare un po' nel mezzo. Sono convinto che l'euro NON sia un'area valutaria ottimale e che la crisi attuale (ancorche' scatenata da un evento avvenuto negli USA) sia conseguenza di questo fatto.

      Ma sono convinto anche di altri fatti:
      1) l'uscita dall'euro sarebbe un evento molto piu' traumatico di quanto molti (Grillo, Bagnai ecc.) credano.
      2) la gestione della crisi da parte della UE (leggi: tedeschi & co., ad es. Rehn che a livello economico ha fatto piu' danni di B.) e della BCE di Trichet ha esasperato la crisi (vedi ad es. http://www.voxeu.org/article/panic-driven-austerity-eurozone-and-its-implications sui risultati dell'austerita' che ha ALZATO deficit e debito..)
      3) l'euro e' nato monco (fra i molti esempi possibili, manca un sistema europeo di protezione dei depositi bancari, che sono rimasti "protetti" da entita' - i singoli stati - che non possono piu' battere moneta: cosa che si presta a generare crisi di panico - vedi ad es. http://www.ceps.eu/book/governance-fragile-eurozone ).

      I punti (2) e (3) mi fanno dire che e' troppo presto per dire che l'euro e' fallito ed accettare le (enormi) perdite che ne conseguirebbero: con una gestione non suicida e dei meccanismi adeguati di prevenzione/compensazione degli squilibri, la situazione sarebbe enormemente migliore. Ricordo che molti sostengono che gli stessi USA non siano un'area valutaria ottimale (vedi ad es. http://www.chicagofed.org/digital_assets/publications/working_papers/2001/Wp2001-22.pdf ): il dollaro "funziona" perche' c'e' un'unione politico-economica fra i vari stati (per cui ad es. se la California va in crisi i sussidi di disoccupazione sono a carico del governo federale).

      Detto questo, c'e' da decidere chi sia piu' adatto a "spingere" l'Europa in questa direzione. Dal mio punto di vista, B sarebbe controproducente (i tedeschi preferirebbero - a ragione - tagliarsi un braccio piuttosto che affidargli dei soldi), Monti e' (stato?) troppo sdraiato sulle posizioni tedesche, Bersani e' probabilmente la scelta migliore fra quelle possibili. Personalmente sarei aperto ad una posizione "alla Syriza" (il cui segretario aveva detto che avrebbe trattato con la UE utilizzando la - credibile - minaccia di far uscire la Grecia dall'euro), molto rischiosa ma che potrebbe far ragionare i tedeschi; ma a quel che capisco Grillo non vuole usare la minaccia di uscita dall'euro come "arma", vuole proprio uscire!

      PS: per il mio ragionamento e' un dettaglio.. ma francamente tutta questa competenza nei partiti tradizionali non ce la vedo.

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    4. Sgrunt.. il commento sopra e' mio.. non volevo restare anonimo ma ho sbagliato a selezionare l'account (giusto contrappasso x la pseudo-lezione?)

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  4. peccato per il "fidatevi" finale, stona.

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  5. Che peccato. Leggo il tuo blog da tanto tempo e l'ho sempre trovato intelligente e originale. Ma di economia, come dici giustamente, non capisci proprio niente e non fai che ripetere le sciocchezze (disoneste) del partito unico dell'euro. Ti consiglio caldamente di leggere il libro di Bagnai. Ti aprirebbe gli occhi. È successo anche a me. E se non credi a me, ascolta Antonio Mazzanti:

    "Caro Alberto, ho 68 anni, una licenza di scuola media e il fisico appesantito da una vita di lavoro nei campi,
    ma la testa è ancora in grado di capire quanto bene sta facendo a tutti noi. La seguo da alcuni mesi armato di vocabolario e buona volontà (sono a metà del suo libro) e mi permetto di scrivere queste righe perchè, mentre vedevo i video dell'incontro ai Magazzini Popolari Casal Bertone [http://goofynomics.blogspot.fr/2012/12/la-tabellina-dello-zero.html], mi sono ritrovato con le lacrime agli occhi.
    Io sono di Sinistra, perchè in tutta la mia vita ho amato condividere con gli altri il pane,le gioie e la fatica. Vedere ora come ci stiamo facendo del male, per me non è solo tristezza ma anche una rabbia infinita.
    La ringrazio sinceramente con tutto il cuore.
    Antonio Mazzanti"

    Commento di Bagnai: "Dedicato a quelli che "ma cosa vuol dire oggi sinistra". Leggete con attenzione, c'è scritto..."
    http://goofynomics.blogspot.fr/2012/12/mi-faccio-un-regalo.html

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    1. Magari, invece della letterina commovente, una bella sinossi del come Bagnai prevede si possa gestire l'uscita dall'euro. Se mai Bagnai l'ha poi scritta, una cosa del genere: lo chiesi mesi fa a un'altra che mi spammava il suo blog, mai più trovata.

      Consiglio anche di non usare più espressioni come "ti aprirebbe gli occhi", la retorica da scientology in economia non dovrebbe funzionare.

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    2. Si veda A. Bagnai, Il tramonto dell’euro. Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa, Reggio Emilia, Imprimatur, 2012, capitolo "Exit strategy for dummies", pp. 321-343 e "Dopo l'euro", pp. 363-398.

      Oppure le istruzioni per l'uso del suo blog ( primo link in alto a sinistra )

      In particolare riporto questa sezione:

      "
      Materiale essenziale per capire in pratica le proposte di uscita dall'euro (e altro)

      Il materiale in questa sezione è per lo più in lingua straniera, il grosso dei contenuti sarà nel mio
      libro in italiano ma chi sa inglese o francese potrà giovarsene da
      subito: prima lo leggete e meglio è! Capirete così che chi vi dice che
      "non è possibile" e "sarebbe una catastrofe" vi sta semplicemente
      prendendo in giro (o è un imbecille):

      - In italiano l'ottimo articolo di Claudio Borghi "Uscire dall'euro?"
      - La proposta per l'uscita dall'euro di Roger Bootle (vincitore del Wolfson Economic Prize 2012): Leaving the euro: a practical guide
      - La proposta di Johnatan Tepper (una miniera di informazioni storiche sulle uscite da unioni valutarie): A primer on the Euro breakup
      - Lo studio di Woo e Vamvakidis sui vantaggi dell'uscita per l'Italia: Game theory and Euro breakup risk premium
      - La
      proposta per l'uscita dall'euro di Jacques Sapir (tarata sul caso
      francese, ma utile per chi sa il francese e non l'inglese, e
      sostanzialmente concorde con le precedenti sugli snodi fondamentali): S'il faut vraiment sortir de l'euro
      - In italiano: A rata der mutuo (chiarisce il problema della ridenominazione dei debiti delle famiglie) 
      - Accipicchia: dimenticavo la fondamentale intervista di byoblu a Claudio Borghi! "

      Quando scrivo "aprire gli occhi" mi riferisco alla realtà dei delle leggi economiche, ai pareri di alcuni premi nobel dell'economia e alle statistiche pubblicate dal FMI o dall'OCSE. Se tu invece pensi a scientology è un problema tuo. Ma son sicuro che leggendo e documentandoti capirai in che pasticcio ci siamo trovati con questa storia dell'euro che sta distruggendo l'Europa. Buona lettura. (A proposito: Bersani dice che se uscissimo dall'euro ci troveremmo nella situazione della Grecia: ma la Grecia è in questa situazione perché è entrata, non perché è uscita dall'euro. La Polonia ha svalutato del 30% ed è l'unico paese europeo che cresce del 4%, per non parlare della Danimarca, della Svezia, della Norvegia che si tengono le loro monete e non ci pensano nemmeno a entrare nel favoloso mondo dell'euro).

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    3. "'A rata der mutuo" mi sembra un buon esempio degli equivoci intorno a Bagnai.

      - Comincia con un bell'appello ai partigiani, roba da capipopolo e non da economisti (anche Bossi li faceva ogni tanto).
      - Poi divaga sui massimi sistemi.
      - Infine si preoccupa di un problema specifico che sarebbe la "ridenominazione dei debiti". In realtà un tizio gli ha chiesto se rischia di pagare di più un mutuo. Lui in sostanza gli dice di andar tranquillo, che glielo "ridenominano" in lire.

      Ma aveva un mutuo a tasso fisso o variabile?

      Mi trovi l'articolo di legge che impedisce ai tassi d'interesse di schizzare su?

      Però ti ha aperto gli occhi, come no. Leggono tutti quel che vogliono leggere, che Bagnai lo scriva o no. In effetti fa più apologia che teoria, polemizza tanto, e ha il suo pubblico, buon per lui.

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    4. ma non c'è li hai i soldi per comprarti il libro ? leggi due notiziole e sentenzi. Complimenti per la superficialità.

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    5. Io ho letto il brano di Bagnai e ho notato l'equivoco. Mi stai dicendo che nel resto del libro lo smentisce? "Scusate, stavo scherzando, è chiaro che i tassi schizzeranno verso l'alto e che vi mangerete i risparmi"?

      Veniamo al paper di Bootle, che immagino tu abbia letto in modo non superficiale, anche quando prospetta uno scenario da guerra civile, coi bancomat chiusi e l'esercito, evidentemente, a pattugliare gli sportelli:

      "Accordingly, people should be prevented from withdrawing money from the country in the run-up to exit by effectively bottling it up within the domestic economy. In particular, from the announcement of the redenomination until banks were able to distinguish between euro and drachma withdrawals, banks and cash machines would need to be shut down.

      The shutdown of ATMs can be administered relatively simply by the ‘switching companies’ that connect the machines to the various networks. The exiting country could simply declare a bank holiday in which all banking transactions, including those conducted electronically, were prevented. One approach would be to make the announcement of departure on a Friday, after the close of business, leaving the weekend, when most banks would be closed anyway, to make the necessary arrangements. But this could not be allowed to be a normal banking
      weekend as electronic transactions would still need to be prevented and ATMs shut down.

      Più sopra Bootle ammette candidamente che la maggior parte dei capitali fuggiranno prima, quando capiranno che l'uscita dall'euro è ineluttabile, e quindi raccomanda "segretezza". Così fuggiranno solo i capitali di quelli che prendono parte alle decisioni.

      E tutto questo a te va bene, ti ha aperto gli occhi. Non mi resta che pensare che hai già aperto un conto in Svizzera, con gli occhi ben aperti.

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    6. Caro Leonardo, non sono io l'anonimo che ti ha fatto i complimenti per la superficialità. Io sono quello a cui hai dato dello scientology e mi chiamo Paolo. Non mi permetterei mai di darti del superficiale perché, come ti ho scritto sopra, ammiro il tuo blog che trovo documentato, sempre acuto e spesso profondo. Sono d'accordo con moltissime delle tue teorie, a cominciare dal famoso delenda Cologno e una volta ho letto a mia figlia adolescente il tuo "In viaggio coi cretini" e abbiamo fatto una bella discussione sulla funzione della verità, in tuo onore... Insomma, ti ho scritto perché sono rimasto un po' stupito dai tuoi post sull'euro che mi sembrano poco documentati e molto arrabbiati.

      Sono sicuro che prima o poi leggerai con calma il Bagnai o chi per lui e forse capirai, com'è successo a me, che ci hanno mentito. La Grecia è ridotta male, il Portogallo e la Spagna pure, da noi la gente si suicida e anche in Francia le cose cominciano a essere preoccupanti. È una cosa troppo importante perché tu possa documentarti con un paio di post presi qua e là. Ne riparleremo.

      Nel frattempo rispondo comunque, brevemente, ai due punti che avevi sollevato.

      Il mutuo a tasso variabile. Molti mutui sono collegati all'Euribor che si riferisce alla media di una cinquantina di tassi interbancari europei. Quindi dopo l'uscita dall'euro non cambierà nulla. Quelli che non si riferiscono all'Euribor non potranno che riferirsi al tasso dei titoli di stato italiani. E visto che avremo recuperato la piena sovranità monetaria il Governo italiano potrà tenere i tassi sotto controllo, come fanno tutti i paesi che hanno sovranità monetaria.

      Fuga dei capitali. Guarda che la fuga dei capitali è già avvenuta. Nel favoloso mondo dell'euro i capitali vanno dove vogliono. Non c'è bisogno di assoldare uno spallone e portare i soldi in Svizzera. Quello lo fanno coloro che hanno capitali di provenienza illecita. Non confondiamo le due cose. La fuga dei capitali in previsione dell'uscita dall'euro è avvenuta verso la Germania. Lo spread quantifica proprio questa fuga. L'aumento dello spread fra i btp e i bund significa che la gente vende titoli italiani e compra titoli tedeschi. Quindi trasferisce i capitali in Germania e li trasferisce proprio perché sa che l'Italia tornerà alla lira e che quindi preferisce perdere l'interesse che danno i btp e comprare i bund che non danno interesse perché sa che la nuova lira varrà di meno del nuovo marco. Lo sprea prezza la nostra prossima uscita dall'euro. Io purtroppo non ho soldi da portare in Germania, né tantomeno in Svizzera.

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    7. Chi sposta i capitali in Germania non 'sa' che in Italia si tornerà la lira, semplicemente si tutela da questo rischio.
      Preferisce prendere meno interessi ma sicuri, piuttosto che molti interessi ma di una moneta che potrebbe svalutarsi.

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    8. Se non hai soldi in Svizzera, forse è meglio che gli occhi li richiudi perché stai vedendo tutto tranne il bagno di sangue che ti stanno preparando.

      Bootle, che tu hai lincato, che ha vinto un premio per aver disegnato il miglior scenario (figurati i peggiori) per uscire dall'euro: Bootle descrive una situazione militare e raccomanda "segretezza". La decisione dovrebbe restare segreta fin quasi al giorno prima.

      Il Movimento 5 Stelle vuole fare il referendum. Ciao ciao segretezza, addio capitali, addio anche i tuoi risparmi. Ma è comprensibile, sono democratici. Non c'è verso di gestire una cosa del genere in una democrazia: richiede una mobilitazione di tipo militare, gestita da un vertice che prende decisioni e non le condivide coi cittadini. Non lo dico io, lo dicono gli economisti che citi tu e che hanno vinto dei premi. Per altro Bootle (ma l'hai letto seriamente) raccomanda di continuare a manifestare fiducia nell'UE, da cui non dovremmo uscire.

      Invece Sapir, un altro che linchi tu, parla senza mezzi termini di uscire dall'UE e di una possibilissima guerra ("commerciale", però, meno male) con la Germania. Parla anche di diritto di dogana e di reindustrializzazione. Cioè in pratica la Francia dovrebbe rifarsi le fabbriche. Bene. La situazione è "tarata sul caso francese", scrivi tu. Per tararla su quello italiano cosa dobbiamo fare, esattamente? nazionalizzare la fiat e costringere gli italiani a comprarne? non so, dimmi.

      Dimmi anche come facciamo con le materie prime alle dogane. Sapir probabilmente si dimentica che la Francia non ha più le colonie (o dà per scontato che seguiranno la madrepatria, tipico di certi galletti); noi cosa dovremmo fare esattamente, reinvadere la Libia? Sono curioso.

      Che poi per carità, magari avete ragione voi, però tra voi e Casa Pound quelli che hanno le idee più chiare sono loro: se dovessi credere a questa roba voterei Casa Pound.

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    9. Riguardo ai mutui, Anonimo dice un po' di cavolate.

      Anzitutto, sicuramente i tassi indicizzati all'EURIBOR verrebbero agganciati a un nuovo tasso di riferimento (LIR-IBOR?), come succede per tutte le monete (persino Svezia e Danimarca, che hanno cambi con l'euro praticamente bloccati, hanno ciascuna il proprio tasso di riferimento).

      Inoltre, e' vero che in regime di cambio variabile puoi tenere sotto controllo i tassi di interesse.. ma questo lo puoi fare solo se sei disposto a svalutare illimitatamente: se uscissimo dall'euro svalutando del 25% (una stima ragionevole di quanto sarebbe necessario), avremmo una fiammata inflattiva dovuta all'aumento dei prezzi delle merci importate (pensa al petrolio). Inoltre riapparirebbe il "rischio di cambio": puo' darsi che questo sia molto piccolo (come nel caso euro-sterlina) ma secondo me e' piu' probabile che questo porti lo spread con la Germania ai livelli pre-euro (4-5%) o a quelli dell'estate 2012 (l'andamento dello spread puo' essere interpretato in termini di aumento/diminuzione del rischio di cambio). Che vuol dire pagare interessi del 6-7%, almeno un paio di punti piu' di ora. La teoria monetaria ti dice che svalutando (molto) piu' del 25% puoi abbassare questo valore.. ma siamo sicuri che gli italiani gradirebbero una svalutazione del 50% o piu'?

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    10. "Sicuramente i tassi verrebbero agganciati a un nuovo tasso di riferimento"? e chi l'ha detto, caro Ripamonti? le banche cambiano i contratti in essere senza il tuo consenso dall'oggi al domani? stiamo scherzando?

      Il discorso sulla fiammata inflattiva è puro terrorismo smentito dai fatti:

      - Nel 1992 svalutammo del 20% e l'inflazione SCESE di circa un punto.

      - Le materie prime si comprano in dollari. Nel 1999 l'ecu a cui tutte le monete erano agganciate si è svalutato di circa il 27% rispetto al dollaro. Tu l'hai vista la fiammata inflattiva? io no.

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    11. "le banche cambiano i contratti in essere senza il tuo consenso dall'oggi al domani? stiamo scherzando?"

      Vuoi dire che ogni volta che mi arriva una proposta unilaterale la mia banca sta scherzando? ah però.

      Ma tu l'hai mai fatto un mutuo, così per sapere?

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    12. Quanto al tasso di riferimento, non puoi avere botte piena e moglie ubriaca. Quel che Bootle dice riguardo alla ridenominazione automatica (=senza il tuo consenso) dei contratti in "nuove lire" (cioe', se il tuo stipendio e' di 1000 euro, diventerebbe di 1000 "nuove lire"; se hai un "rosso" di 1.000 euro in banca, il tuo debito passerebbe a 1.000 "nuove lire"), la stessa cosa sara' applicata ai tassi di interesse. Dovrei controllare, ma credo che l'esatto opposto sia avvenuto il 1/1/1999, quando quando si e' passati da un tasso "nazionale" all'EURIBOR, senza che nessuno chiedesse il parere di chi aveva dei mutui in corso (http://en.wikipedia.org/wiki/Euribor sembra confermare quando dice che il PIBOR francese e' stato "assorbito" nell'EURIBOR).

      Invece, quanto alle fiammate inflattive, effettivamente sono stato troppo pessimista, perche' non ho pensato che solo una parte piuttosto piccola di quel che compriamo e' importato. Ad es. a fine 1992 (la svalutazione fu in autunno) le importazioni erano il 17% del PIL, per cui in approssimazione MDS la svalutazione ha colpito solo i prezzi del 17% delle merci.

      Il tuo stesso esempio del 1999 e' una dimostrazione di questo fatto: un litro di benzina senza piombo costava 0.886 euro a gennaio 1999, 1.018 euro a dicembre 1999 (da http://www.rivaluta.it/prezzi/prezzi-carburanti-1998-2008.htm ), con un aumento del 15% del prezzo alla pompa. L'nflazione media annua pero' fu molto piu' bassa : 1.7% (contro il 2.0% nel 1998 ed il 2.5% nel 2000 - da http://www.rivaluta.it/serie-inflazione-media.htm ): il fatto e' che per quanto il prezzo dei carburanti sia salito di parecchio, le importazioni di carburanti valgono solo l'1-2% del PIL.

      Infine c'e' da considerare l'effeto del fisco: per via delle accise (praticamente indipendenti dal prezzo del petrolio), quell'aumento del 15% del prezzo alla pompa corrispondeva ad un aumento del 41% del prezzo di produzione (percentuale molto vicina alla variazione del prodotto fra prezzo del petrolio in dollari e cambio dollaro/ECU).

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    13. Naturalmente concordo pienamente con le tue considerazione per quanto riguarda l'inflazione. Gli economisti seri infatti fanno questo tipo di considerazioni. E questo vi fa anche capire quanto siano in malafede gli economisti che continuano a seminare terrore per una presunta inflazione a due cifre...

      Per la ridenominazione dei mutui e il tasso di riferimento è chiaramente materia politica ed ovviamente il governo, nel momento in cui decide di uscire dall'euro, deve prendere delle misure d'accompagnamento coerenti.

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  6. Hai completamente perso la testa. Persone incompetenti ? Tu pensi che forse la stragrande maggioranza dei politici presenti al parlamento siano competenti ? Si imparano la pappardella da dire in tv e te la ripetono migliaia di volte, cosi pensi che siano competenti. E tu vivi in questo microcosmo delle loro sciocchezze. Probabilmente non sei registrato sul portale del M5S perchè altrimenti avresti trovato molte persone con lauree o attività sul territorio, e magari avresti scelto le persone più adatte da mandare in parlamento. Sicuramente non sono adatti per fare i ministri. Ma per quello bisognerebbe trovare altre soluzioni. Il PD invece proverà a fare la classica spartizione di poltrone in base al manuale cencelli. Te ne renderai conto presto anche tu..
    Paolo

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    1. Non ho capito perché sarebbero adatti per andare in parlamento ma per fare i ministri no.

      Per "portale del M5S" intendi beppegrillo.it? Ah vabbe'. Questa invece è una rivista illustrata.

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    2. Toh, per una volta sono d'accordo con te. Stavolta il diploma lo offro io (risiedendo all'estero, e avendo quindi gia' votato per Fare, posso permettermelo)

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  7. Ciao Leonardo, sono tornato in Italia per votare.
    Sull'aereo mi sono letto il lungo approfondimento che Le Soir (quotidiano generalista belga) dedicava alle elezioni politiche italiane; anche Le Soir spera che gli italiani scelgano di restare in Europa, la faccenda conviene sia all'Italia che all'Europa stessa.

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    1. Ci credo: il Belgio, assieme alla Germania, è uno dei creditori netti della zona Euro e se noi usciamo ha tutto da perdere. A loro conviene che restiamo in Europa perché ci prendono tanti bei soldini (ascoltate Borghi, dal minuto 25:40).

      A noi invece proprio non conviene stare in Europa: Italy has only one serious economic problem. It is in the wrong currency

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    2. Ma ti rendi conto che considerare i paesi come blocchi monolitici e separabili è un ragionamento da 1945? Sarebbe un po' come studiare l'economia italiana non come un fenomeno correlato, ma in termini di "Toscana contro Puglia".
      Per i paesi europe è lo stesso: i grandi meccanismi sono transfrontalieri, così come i principali movimenti d'opinione (socialisti, popolari, liberali...).
      E' per questa ragione che oggi necessitiamo di una repubblica federale europea così come duecento anni fa necessitavamo di uno stato italiano unitario o di uno stato tedesco unitario.
      Oggi necessitiamo di uno stato europeo unitario con un governo eletto dai cittadini e non nominato col bilancino dai vari governi: il resto è rinchiudersi nel proprio cortiletto e fare finta che il mondo non esista.

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    3. Bravo! Perfetto! sono d'accordo. Come negli stati uniti.
      Solo che negli USA quando uno stato è in crisi c'è un meccanismo automatico per cui il budget federale manda automaticamente un sacco di soldi per attenuare gli squilibri. Come ha calcolato Sapri, introdurre questo meccanismo in Europa vorrebbe dire che la Germania (assieme al Belgio e l'Austria) dovrebbe trasferire ogni anno una cifra complessiva di più di 200 miliardi di euro ai PIIGS.
      Glielo chiedi tu alla Merkel?

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    4. È il motivo per cui si cerca di eleggere gente che possa discuterne, con la Merkel (lo stiamo spiegando da mesi, qui).

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    5. Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo? La Baviera protesta ufficialmente perché non vuol pagare pochi miliardi ai fratelli di Berlino e degli altri Länder meno fortunati e tu pensi che l'elettorato tedesco voglia pagare venti volte tanto per gli italiani, greci, spagnoli, portoghesi? ma in che mondo vivi?

      Bersani e Napolitano sono andati a chiedere la benedizione della Merkel e lei gli ha detto: bravi, continuate così: Monti e austerità forever che i soldi della vostra austerità entrano nelle mie banche. Perché il debito pubblico italiano è aumentato nonostante l'austerità? perché paghiamo il fondo salva stati che dà i soldi ai portoghesi e i portoghesi ci pagano gli interessi (esosi) alle banche tedesche.

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    6. Claudio su dai sei una persona intelligente. Puoi leggere tra le righe di un qualsiasi approfondimento oggettivo che il problema e' l'europa per come e' nata, il senso ed il bisogno di Europa sono realmente veri ma non in questa dittatoriale maniera. Uniamo i Popoli diamo loro la possibilita di eleggere la commissione eurupeo statalizziamo la bce sotto il controllo del parlamento europeo...... diamo l'uguaglianza fiscale ai vari stati, no che in italia si paghi il 72% di tasse ed in inghilterra o austria il 23%, seguiamo cosa dice la costituzione e cioe' che si rinuncia si a qualche forma di sovranita' nazionale solo ed esclusivamente a pari condizioni con altri stati interessati!!! Cribbio e' cosi bella la nostra costituzione e' cosi importante il nostro stato che non potremmo non essere perlomeno ascoltati in qualcosa... Non ne convieni?

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    7. E il modo migliore per essere ascoltati è senz'altro votare la lista compilata da un comico.

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    8. infatti pensa a che punto sta la serieta' della politica, se un comico si dimostra molto piu serio e affidabile (wall street journal e financial time) della politica italiana degli ultimi 30 anni perche' in italia la politica quella vera e' morta con la morte di ALDO MORO

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  8. Sono uno di quelli che un master in economia ce l'ha; e pure una laurea in legge. Leonardo, vota pure PD che fai bene - anzi, meno peggio.

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    1. Se hai un master in economia conoscerai la teoria delle aree valutarie ottimali per cui Robert Mundell ha preso il nobel. E saprai che la zona euro non è un'area valutaria ottimale e che quindi è insostenibile per il paesi del Sud Europa (ma anche per la Francia) e che è dunque destinata a sciogliersi.

      Conoscerai inoltre il ciclo di Frenkel che spiega come mai l'Argentina sia andata in bancarotta dopo l'aggancio a una valuta forte (il dollaro) e in generale considera una pessima idea irrigidire sotto un'unica moneta dei paesi con fondamentali economici diversi (o meglio è un'ottima idea per i paesi più forti e una pessima idea per i paesi più deboli).

      Certo i grandi imprenditori e i banchieri dei paesi deboli hanno tutto da guadagnare, ma i piccoli imprenditori no, e i lavoratori meno di tutti. L'ha detto anche Fassina (ogni tanto gli scappa una verità, contro la linea del partito): "o si svaluta la moneta o si svaluta il salario". Volete farvi tagliare i salari? votate il partito unico dell'euro.

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    2. Non lavoro in Italia e voglio salvaguardare i miei asset ancora bloccati nel paese.

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    3. Se è per quello anch'io lavoro in una grande università straniera e me ne sto col culo al caldo. Ma non mi piace inventare balle agli italiani e condannarli alla deindustrializzazione solo per salvaguardare la mia casetta natale in Toscana.

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    4. Fassina parla di svalutare, non di uscire dall'euro: è buffo, vicino a ogni argomento contro l'euro c'è un equivoco.

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    5. Una cosa è lavorare in università anonimo, un'altra è lavorare. Ci sono le teorie e c'è la realtà dei mercati e del mondo, specie quando si tratta di configurare uno scenario di uscita dalla moneta unica - diverso il caso in cui non vi fossimo entrati. Inoltre non è la moneta a causare la deindustrializzazione, ma la convinzione di vivere ancora negli anni Sessanta.

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    6. Non ho scritto che Fassina vuole uscire dall'euro.

      Ho scritto che Fassina ha detto (alla puntata di Servizio pubblico del 26 aprile 2012) che "o si svaluta la moneta o si svaluta il salario". Quindi, visto che lui non vuole uscire dall'euro e visto che non si può svalutare la lira rispetto al marco perché siamo tutti nell'euro, la conseguenza è che per essere competitivi e difendere la nostra industria bisognerà abbassare i salari.

      Ma caro Leonardo, perché i partiti di sinistra difendono delle politiche che portano a tagliare i salari?

      Inoltre, visto che i salari sono comprimibili solo fino a un certo punto, alla fine le nostre ditte falliscono o vengono vendute agli stranieri. E questo si chiama deindustrializzazione. Questa è la "realtà dei mercati", caro anonimo che te ne freghi degli italiani e pensi solo a proteggere i tuoi asset in Italia.

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    7. Quindi, visto che lui non vuole uscire dall'euro e visto che non si può svalutare la lira rispetto al marco...

      Si può anche svalutare l'euro, se ci fosse la volontà politica. Certo, bisogna aver voglia di contare qualcosa in Europa.

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    8. Guarda che il problema sono gli squilibri all'interno della zona euro. E se svaluti l'euro rispetto al dollaro non li risolvi. Non sono gli stati uniti a rubarci i mercati, ma la Germania. Se tieni fermo il cambio con la Germania puoi svalutare l'euro quanto vuoi, ma serve a poco. Dai un'occhiata a questo grafico.

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    9. Quel grafico mostra semplicemente che nel breve termine, negli anni Novante, con la prospettiva di tornare nello SME rapidamente, la svalutazione competitiva funzionava.

      Pensi che si debba fare solo nel medio termine? Pensi che in seguito sarebbe semplice tornare nell'Euro? Pensi che siamo nel 1993? Non ti risultano quattro o cinque economie emergenti che nel '93 non avevano ancora un volume di esportazioni rilevante?

      Io potrei mostrarti la pagella e le mie foto nel 1992 e dimostrarti così che sono un bel ragazzo. È quello che state facendo. Vi state attaccando alle foto di vent'anni fa.

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    10. Quel grafico mostra che da quando è entrata nel cosiddetto "SME credibile" e poi nell'euro l'Italia sta andando a picco. Non si tratta di tornare indietro: si tratta di svoltare per evitare di cadere nel baratro.

      Se tu ora sei distrutto dalla droga e io ti dico di smettere non è che ti sto dicendo che devi ritrovare la giovinezza perduta: ti sto dicendo che questa roba ti fa male, che devi cambiare direzione, altrimenti gli spacciatori si arricchiranno sempre di più e tu starai sempre peggio. Vuoi andare dagli spacciatori, dirgli che questa roba ti fa male e chiedergli gentilmente se ti pagano la clinica per disintossicarti (=più Europa)? prego. Secondo me continueranno a risponderti che devi fare i compiti a casa, studiare, trovarti un lavoro e che così fra una ventina d'anni diventerai competitivo, se non sei morto nel frattempo...

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    11. Hai sbagliato metafora, gli spacciatori non ti colpevolizzano con i compiti a casa.

      Di solito è gente easy, non ti preoccupare, i soldi da qualche parte si trovano, al limite li stampiamo.

      Hai visto su un grafico che l'economia è in declino: di chi sarà mai la colpa? Ideona: dell'unità di misura.

      Per favore, perché non dici semplicemente che ritieni che l'Italia debba competere con le nazioni emergenti calando drasticamente la qualità della vita?

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    12. Leonardo, come spero tu abbia visto dal mio commento un po' piu' sopra io non sono favorevole all'uscita dall'euro.

      Ma mi spieghi perche' la Cina e gli altri Paesi emergenti farebbero concorrenza all'Italia e non alla Germania? Perche' il grafico che ti hanno linkato mostra che la produzione industriale tedesca e' cresciuta, mentre quella italiana e' diminuita. Questo vuol dire che, a parita' di condizioni (= con la Cina che prima non c'era ed ora c'e') abbiamo perso competitivita' rispetto ai tedeschi.

      Un modo alternativo di vederlo e' il secondo grafico che trovi su http://krugman.blogs.nytimes.com/2013/02/24/euro-delusions/ dove vedi che tra il 1999 ed il 2011 il costo del lavoro italiano (ma non solo) e' cresciuto un 25% in piu' rispetto a quello tedesco. Questo ha causato squilibri DENTRO la zona euro, che in quanto tali non sono sanabili con la svalutazione monetaria, ma solo agendo sul costo del lavoro. Questo puo' avvenire in due modi: 1) abbassando il nostro costo del lavoro, cioe' i nostri salari 2) alzando il costo del lavoro tedesco. O con una combinazione delle due cose. La seconda via (o anche la via di mezzo) sarebbe molto meno dolorosa, ma UE e BCE non vogliono sentirne parlare, ed e' qui che l'Italia (e Francia, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda.. e non solo) dovrebbe(ro) farsi sentire.

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    13. La Cina è competitiva su alcuni settori chiave (ti parlo dal martoriato distretto del tessile), che erano più importanti per l'economia italiana che per quella tedesca. Ma qui c'è gente convinta che si possa riaprire le manifatture in tempi brevi, temo.

      Poi mi pare che stiamo dicendo la stessa cosa: i PIGS devono farsi sentire dentro l'UE.

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    14. Questo Leonardo anguilla che cambia argomento quando si trova in difficoltà non lo conoscevo.

      Ripeto: "Quel grafico mostra che da quando è entrata nel cosiddetto "SME credibile" e poi nell'euro l'Italia sta andando a picco. Non si tratta di tornare indietro: si tratta di svoltare per evitare di cadere nel baratro."

      Se il grafico non lo sai leggere te lo spiego io.

      In un sistema in cui il cambio delle valute è lasciato al libero mercato, alla legge della domanda e dell'offerta funziona così:

      - i tedeschi producono ottime auto. Tutti le comprano. Per comprare auto tedesche hanno bisogno di valuta tedesca. Quindi comprano marchi. Se tutti comprano marchi il marco si rivaluta (legge della domanda e dell'offerta) rispetto alle altre valute.

      - Ma se il marco si rivaluta, le auto tedesche diventano più care per gli altri paesi, meno competitive. Dunque a un certo punto gli italiani ricominceranno a comprare le auto italiane o francesi: sono un po' meno buone, ma costano di meno. E anche i tedeschi le comprano perché per col marco forte per loro sono veramente a buon mercato. In questo modo l'industria italiano o francese continua a vivere.

      - Se tu invece blocchi il tasso di cambio, sottraendolo alla legge della domanda e dell'offerta (come nello SME) oppure addirittura unifichi le monete, allora il prezzo delle auto tedesche non si rivaluta mai, rimane sempre competitivo e tutti continuano a comprare le auto tedesche e non comprano più le auto italiane e francesi.

      Questo è quello che dice il grafico e questo è quello che sta succedendo a Fiat e Peugeot.

      Sei d'accordo su questo?

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    15. Embé? Non hanno che da fare auto migliori :p

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    16. E ovviamente bisogna cannoneggiare le auto cinesi a buon mercato. A parte questo, ovviamente, tutto quello che ha funzionato negli anni Ottanta deve funzionare ancora oggi, è la famosa costante economica per cui la spaccata di Heather Parisi non si è accorciata di un millimetro.

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    17. Vabbe' siamo arrivati al cabaret. Ciaoooo.

      Per la cronaca negli anni Ottanta è cominciato tutto il processo che ci ha portato all'Euro: 1981 divorzio tesoro banca d'italia, 1987 SME credibile.

      Studia l'economia se vuoi parlar di euro e lascia perdere le coscette della Parisi.

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    18. Leonardo, dopo aver letto tutto questo scambio il minimo che ti si può dire è che ti stai comportando da troll coi tuoi lettori. Non importa e non ti importa considerare gli argomenti: tu provochi, insulti, sfrutti la retorica e non rispondi, fino a ridurre gli altri al silenzio. Beh, che tu, blogger storico, lo faccia con tibi si può capire, ma con chi ha il solo torto di portare dati e ragionamenti (non necessariamente elettorali), magari sbagliati, ma in modo corretto, no.
      Quando poi scrivi "il blog è morto", meglio sarebbe piuttosto pensare se certi cattivi stati di salute (la morte lasciamola alla prossima puntata) non nascano da atteggiamenti così, ormai diventati una costante.

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    19. Se i ragionamenti sono "vendiamo le macchine come negli anni Ottanta", mi sembra che abbia detto tutto heather: delle cicale ci cale, ci cale, ci cale.

      Della formica, invece...

      Ma cos'è un "blogger storico", uno che se ti allungano un paper in cui si propone la guerra economica franco-tedesca e ti dicono di tararlo sul caso italiano, se lo legge serenamente sorseggiando il te delle cinque?
      Io sono uno che scrive tante cose e che quando trova idee stupide e irresponsabili si mette a litigare, se questa è una definizione di blogger storico ok, sennò pazienza.

      Il tizio che ho ridotto al silenzio semplicemente se n'è andato senza rispondere alla domanda più sopra: si tratta di calare drasticamente la qualità della vita o no? Eh, direi proprio di sì. Vuoi continuare tu? A te sta bene rimettere le dogane? È interessante.

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  9. Leonardo scusa ma quale sarebbe il paventato "fronte del rigore" per arginare il quale toccherebbe votare PD?
    Monti? Se arriva al 10% è un miracolo.
    Chi resta allora a praticare tale preoccupante rigore? Berlusconi che vuole regalare soldi a tutti? Grillo col reddito di cittadinanza?

    Non ti viene il dubbio che il "fronte del rigore" invece sia proprio il PD? L'atteggiamento prono all'Europa e l'inestricabile commistione con le banche non lasciano al PD altra via di scampo che continuare a spremere a sangue il Paese.

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    1. È un fronte europeo, formato da diversi governi di alcuni Paesi membri dell'UE. Noi siamo in Europa, anche se in campagna elettorale di solito parliamo d'altro.

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    2. Leonardo T per svalutare l'euro non basta essere in europa e far fronte europeo Ma come fai a non capire che la Bce e' un'istituto completamente privato cap non fa capo a nessuna commissione o parlamento europeo????.

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