venerdì 26 aprile 2013

Il panico dell'Uomo d'Acciaio

Mi sembri così freddo ultimamente.
Iron Man 3 (Shane Black, 2013)

Tony Stark non è più quello di una volta. L'adorabile sbruffone che portava lo smoking sotto la corazza, il supereroe ubriacone che si pisciava nel costume, non è più lui. Ha crisi di panico, nessuna armatura gli sembra abbastanza robusta. Oltre alla lotta consueta coi demoni interiori, la formula prevede due nemici, uno con l'accento esotico e l'apparenza inquietante, l'altro americano e biondo, espressione di quel complesso industriale-militare da cui lo stesso Stark vorrebbe affrancarsi. Ci saranno molte esplosioni, il Presidente degli Stati Uniti rischierà di farsi incenerire in diretta tv  e anche Gwyneth Paltrow sarà più volte in pericolo, ma alla fine dimostrerà ancora una volta che dietro a un supereroe c'è sempre una superdonna.

La Marvel sa come si fanno i film di supereroi. Li ha inventati, li conosce, li possiede, e proprio per questo può tradirli con più disinvoltura se ne vale la pena; magari calpestare 40 anni di vita di un personaggio (il Mandarino) e reinventarlo da capo tutto diverso, un Ben Kingsley che dopo Gandhi e Itzhak Stern si ritrova nei panni di un finto Osama e... si diverte un sacco (e noi con lui). Fosse stato chiunque altro, milioni di nerds in tutto il mondo avrebbero gridato Tradimento anche più forte di quella volta che George Clooney fece un Batman gay. Ma se lo fa la Marvel ha un senso, anzi, è una reinvenzione geniale. La Marvel conosce l'arte di ri-raccontare le storie, è abituata a fare e disfare universi di personaggi ogni cinque, dieci, quindici anni. Il primo Iron Man era nato in Vietnam, poi in Iraq, quello cinematografico ha mosso i primi passi nel 2008 in Afganistan. Si è capito subito che avrebbe funzionato. Più di ogni effetto speciale o evoluzione narrativa, la vera idea è stata infilare nella tuta d'acciaio Robert Downey Jr.
Spassoso. Sul serio.

Oggi è difficile immaginare un Iron Man diverso da lui, eppure siamo stati a tanto così da ritrovare nello stesso ruolo Tom Cruise o Nicholas Cage. Sarebbero stati eroi molto diversi. Tom non avrebbe mai pisciato nel costume, non riesco a immaginarmelo. Cage sì, in un altro film di supereroi addirittura piscia fiamme; ma avrebbe fatto smorfie tutto il tempo... (continua su +eventi!)

2 commenti:

  1. grande pubblicità creativa quella di scrivere nei commenti di un blog! Mi avete conquistato!

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  2. Ma no! adesso sembro un pazzo che parla da solo!
    Comunque ho visto il film giusto ieri sera. Un film molto strano, diverso dai precedenti. Le scene d'azione in armatura non mi hanno entusiasmato come quelle senza. Robert è l'unico attore nei film marvel che preferisco vedere senza costume, interpreta un personaggio molto complesso che purtroppo diventa banale una volta indossata l'armatura.

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