venerdì 31 maggio 2013

Però Giovanna io me la ricordo

Spiacente Milla, mi spiace Ingrid,
Jean Seberg è più Giovanna di tutte.
30 maggio - Santa Giovanna D'Arco (1412-1431). Era bellissima.

Santa Giovanna mi trova sempre nel momento peggiore - scadenze e pendenze d'ogni tipo, scrutini, rovesci temporaleschi, astratti furori che rubano sonno ed energia. Si arriva a fine anno scolastico sopravvivendo a tutti i buoni propositi caricati a settembre, e seppelliti uno alla volta lungo il sentiero verso il maggio atroce, il giugno torrido. Si parte giovani e pieni di voglia di cambiare il mondo e si arriva stanchi, sfibrati, senza prospettive, come doveva trovarsi il Bastardo d'Orléans nel 1429, mentre difendeva Orléans. Tutti i sogni cavallereschi di gioventù seppelliti in quel disastro che era stato la battaglia delle aringhe. Ormai la guerra, se non già perduta, era comunque un mestiere come un altro (con altissime possibilità di infortuni sul lavoro). Il Bastardo, che a dispetto del soprannome era un nobile di primo rango, l'unico Orléans rimasto in campo, tirava avanti perché aveva due riscatti da pagare, i fratellastri prigionieri degli inglesi. Ci mise 25 anni a saldarli, peggio di un mutuo sulla casa. Niente gloria in vista, le prospettive oscillavano tra la resa disonorevole e gli orrori di un assedio a oltranza, crepare di fame e peste mentre il tuo popolo ti maledice. Le provviste in città erano già razionate, il re Carlo lontano e pavido. Talmente pavido che non era nemmeno in senso stretto un re: non aveva le palle per sfidare gli inglesi mettendosi una corona in testa. E poi che altro? Niente, sta arrivando in città una matta, una contadina che parla con gli angeli, ha appena imparato a cavalcare e dice che la guerra la vincerà lei. Ma pure i matti, putain, non bastavano le epidemie? Ma quando finisce 'sto medioevo che ne ho piene le palle.

Finché non arriva Giovanna: ed è bellissima.


No, non abbiamo ritratti. Ma che fosse bella è chiaro. Puoi parlare anche con Michele Arcangelo, vederti ogni sera con Domineddio, ma se non sei un po' carina non ti segue nessuno: figurati gli eserciti della Francia intera. Doveva essere bella di una bellezza scostante, hai presente quelle ragazze talmente fuori standard che nessuno ci prova veramente: così come non ci provarono realmente i cavalieri che la stavano accompagnando, e che testimoniarono sulla sua correttezza al di sopra di ogni sospetto. Questa spaventevole bellezza, Giovanna doveva portarla con molta disinvoltura: in poche settimane aveva imparato a cavalcare, mentre teneva testa ai nobili della corte di Chinon e ai dotti di Potiers. Per esigenze di cavalcatura si era adattata a mettere i pantaloni, cosa mai vista se non in qualche bordello assai raffinato, di cui lei nella sua incontestabile innocenza nulla poteva sospettare. E poi che altro?

E poi era simpatica. Anche su questo, tutti concordano. Pronta al riso e alla battuta, di fronte a qualsiasi autorità. A Potiers un erudito, fra Seguin - immaginatevi un accademico davanti a una contadina che sostiene di parlare gli angeli, immaginatevelo - le aveva chiesto che lingua parlassero, questi angeli. Glielo aveva chiesto con uno spiccato accento limosino (Limoges è un po' la Campobasso della Francia meridionale, per capirci).

"Migliore della vostra".

E fu amore a prima battuta, anche per il professorone. Seguin avallò il parere della commissione, che considerava Giovanna utile alla causa regia, e anche ad anni di distanza non smise mai di parlarne e di scriverne tutto il bene che poteva scrivere il futuro ultrasettantenne decano della facoltà di Poitiers. Giovanna era incantevole, nell'autentico senso. Piacque a tutti quelli che ebbero l'opportunità di conoscerla un poco. Durò poco (e lo sapeva), ma finché durò i mercenari smisero di chiedere riscatti, i saccheggiatori di saccheggiare, i politici di mercanteggiare, i francesi di lamentarsi - riuscite a immaginarveli? Francesi che non si lamentano? Tutto dunque era possibile. Il Bastardo incontrò Giovanna, e all'improvviso non era più il mesto impresario di un teatrino al massacro. Era di nuovo un Capitano del Re; e anche il Re, quella mezzasega, se Giovanna insisteva una corona in testa poteva ben mettersela (continua sul Post...)

5 commenti:

  1. "...un’enclave armagnacca nei territori occupati..."

    ammettilo che lo fai apposta, vile maramaldo.
    :)

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    1. Ma no, Vaucouleurs era effettivamente l'unica rocca armagnacca in una zona tutta borgognona, e questo probabilmente rendeva Johanne più barricadera di molti altri che avevano gli inglesi in casa anche da secoli.

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  2. Stavolta ti sono venuti fuori un piglio e una prosa (per me piacevolmente) baricchiani. N'est-ce pas?

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  3. Libro delle vite dei santi! Libro delle vite dei santi! Libro delle vite dei santi!

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