domenica 9 giugno 2013

I blog del Fatto non esistono

(No, non esistono nemmeno i blog dell'Unità, se è per questo).

Una merendina non è un'opinione

Per prima cosa vorrei esprimere solidarietà a Dario Bressanini, che si accomiata dal Fatto quotidiano, (via .mau.) prendendosi quella che chiama "pausa di riflessione".
Vi confesso che sono sempre più a disagio nello scrivere qui dentro. Per via della “compagnia” che si è aggiunta nel tempo:  complottisti dell’11 settembre, antivaccinisti, “esperti” di energia che sbagliano le unità di misura, “esperti” di nanoparticelle nelle merendine, teorici della decrescita, omeopati, teologi assaggiatori di vino che concionano di ogm invece di parlare di Barolo o Barbaresco e così via. Io ci metto settimane o mesi a leggermi la letteratura scientifica originale e a scrivere un articolo, mentre a scrivere una cazzata con un copia e incolla ci si mette mezz’ora. E dopo neanche un giorno il mio pezzo è svanito dalla home page, scivolato via nel mischione generale insieme a tanti altri con cui francamente non voglio essere associato. Non vale la pena fare tanta fatica.
Forse no, non ne vale la pena. Dipende soprattutto dal valore del tempo che uno ha. Io ho sempre pensato che valga la pena di scrivere in qualsiasi posto ti chiedano di farlo, per dire se Casapound mi desse uno spazio per me varrebbe la pena di scriverci: ovviamente parlando male di Casapound. Secondo me devono sempre essere gli altri a buttarti fuori. Ma la frustrazione di Bressanini la capisco benissimo. Anche adesso, in calce al suo bel post in cui spiega con dovizia di fonti che gli ortaggi bio non risultano più sani degli altri, c'è un bel link a un altro post del Fatto titolato: "Biologico... gli studi dicono che fa vivere di più e meglio".

Per seconda cosa vorrei cercare di spiegare a Peter Gomez, direttore del Fatto on line, che non può giustificarsi con Bressanini scrivendo, come ha fatto, che "lo spazio dei blog è semplicemente uno spazio libero dei lettori", un modo molto liberale per dire che non ha intenzione di controllare le eventuali imprecisioni e cazzate dei suoi blogger. Non può, non per una questione deontologica - cioè, volendo ne potremmo anche parlare - ma voliamo un po' più basso: la distinzione di Gomez tra "blog" e "spazio a destra del sito" non esiste più, se è mai esistita, nella percezione dei lettori.

Voglio dire che il lettore medio che apre l'home del Fatto, o che carambola sul Fatto da un link condiviso, non coglie nessuna differenza tra blog e "contenuto a destra". Anche perché tra i "blog" a sinistra ci trova tutte le firme più autorevoli del Fatto, e altri personaggi di indubbio spessore: Jacopo Fo, Nando dalla Chiesa, Loretta Napoleoni, e ne dimentico senz'altro di importantissimi. Se poi in mezzo a questi c'è l'esperto di nanoparticelle nelle merendine, non è il caso di nascondersi dietro al concetto di "blog": qualunque lettore capiterà su quel contenuto avrà la chiara percezione di leggere un pezzo del Fatto Quotidiano, scritto da un giornalista o collaboratore del Fatto Quotidiano. Le cui informazioni sono state controllate dalla redazione del Fatto Quotidiano. Anche se non è così.

Parlo per esperienza: tre anni fa ho iniziato a tenere una rubrica settimanale sull'Unita.it, che poi è diventata un "blog" senza che io stesso avessi ben chiara la differenza. Forse perché la differenza non c'è. I commentatori continuano a chiamarmi "giornalista" e sono convinti che io rappresenti la linea del giornale. Ogni volta che provo a spiegare che sono una cosa diversa, e cioè un "blogger", mi sento un po' più ridicolo, quasi che volessi reclamare una verginità che probabilmente non merito. Al lettore non fa nessuna differenza: sulla pagina c'è scritto Unità, fine. E in effetti, l'unica differenza che mi viene in mente è che i contenuti dei blog non sono verificati dalla redazione. Ma il lettore questa cosa non la sa, e nessuno si sta premurando di informarlo.

Gomez me lo ricordo tre anni fa, quando gelò il pubblico di un blograduno annunciando: "abbiamo quattrocento blogger che lavorano per noi assolutamente gratis [...] speriamo che questi quattrocento diventino presto quattromila". Per molti dei presenti fu la campana a morto di ogni speranza di essere pagato per i propri contenuti, ma Gomez era troppo felice per accorgersene: che figata il 2.0, la gente che non vede l'ora di scrivere gratis per te, come una volta erano tutti felici di sfoggiare gli adesivi pubblicitari su automobili e suppellettili. In pratica ospitare dei blog per un quotidiano è questo: offrire gratis la propria testata come un adesivo, da sovrapporre a qualsiasi cazzata. E la gente le legge. Quattrocento blog, almeno 400 contenuti non controllati alla settimana, qualche cazzata ogni tanto scapperà; e la gente le linka, le condivide, crea traffico, genera guadagni, è bellissimo. Qual è l'inconveniente?

Gomez non è un ingenuo, credo che sappia benissimo qual è l'inconveniente: quei 400 blog con l'adesivo del Fatto Quotidiano sono il Fatto Quotidiano. Il lettore li percepisce come Fatto Quotidiano. Se parlano delle nanoparticelle delle merendine, il lettore riterrà di avere letto sul Fatto una notizia sulle nanoparticelle nelle merendine. Non un'opinione: un'informazione. Capisco che un quotidiano consenta opinioni diverse, ma una merendina alle nanoparticelle non è un'opinione. O esiste - e allora mostramela, fuori la fonte. Oppure non esiste. E allora mi stai dicendo una bugia. E se sul tuo post c'è l'adesivo del Fatto Quotidiano, il FQ mi sta dicendo una bugia.

Non esistono blog del Fatto, o blog dell'Unità, o blog di altre testate giornalistiche. Esistono pagine web del Fatto, articoli del Fatto. I lettori non notano la differenza, e fanno benissimo a non notarla. L'unica differenza importante è tra fatto vero e cazzata. Un quotidiano che lascia libero accesso a collaboratori, e che non controlla le potenziali cazzate, ha evidentemente deciso di privilegiare un certo tipo di quantità su un certo tipo di qualità. Magari per ora ha ragione. Io spero che il tempo gli darà torto.

31 commenti:

  1. Finalmente qualcuno che lo dice chiaramente!
    Bravo Leonardo, mi tolgo il cappello.
    Saluti,
    Mauro.

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  2. Il Falso Quotidiano, Il Pacco Quotidiano, il Fatto Quotidiano non esiste e non è mai esistito. Dei cazzari immondi

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  3. http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=8363 la legge fa comodo solo quando fa quello che volete voi…

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  4. Loretta Napoleoni di indubbio spessore?

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  5. ps... non lo di' a nessuno, ma sur fattoquotidiano è pieno di c#€%&* notizie non verificate, dicimo così o vogliamo dire creativamente interpretate?
    altro che i blog...

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  6. Sciachimisti, Moon hoax, rettiliani ed alimentazione tantrica... basta, pietà, basta...
    Leonardo: dieci e lode.

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  7. So che giá molti lo hanno scritto e lo scriveranno, ma il fatto quotidiano non è un giornale ma un immondo fogliaccio letto da persone che preferiscono essere indottrinate piuttosto che informate. È il fascismo, cercarci altro solo perchè si ha il desiderio che altro ci sia, è vano.

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  8. Tutto giustissimo... ma "Loretta Napoleoni di indubbio spessore" non si può sentire!

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    1. Una spannometrica terza abbondante conta come spessore?

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  9. Ma che vi ha fatto di male la laureata in scienze politiche Bugietta Millantoni?

    Marco78

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  10. e niente, semplicemente chapeau.
    poi mi consoli di una lunga, accesa discussione-litigata fatta almeno un anno fa con un po' di persone.

    in fondo potrei litigarci di nuovo e girargli il link, ecco.

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  11. Io sono stato sospeso dai commenti de Il FATTO perchè ho contestato certe tesi di Greenpeace.
    Al di la della questione su chi avesse ragione (sostenevo semplicemente che il riscaldamento globale potrebbe avere ANCHE cause diverse da quelle antropiche e citavo esempi del passato) i miei commenti hanno prima iniziato a scomparire (addirittura rimaneva i riquadrino con i miei post e i like ricevuti, ma privi di ìtesto scritto. Inoltre non mi hanno mai pubblicato i link che postavo a sostegno delle mie tesi. Insomma è certamente un posto ben poco liberale. Infine alle mie insistenti richieste di spiegazioni sono stato bannato e fine della questione. Ci tengo a sottolineare che non ho mai insultato nessuno ne palesemente ne tra le righe, amo il confronto, soprattutto con chi non la pensa come me.

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    1. Non ho la minima idea di chi gestisca i commenti sui blog del Fatto (tra l'altro non è un problema del solo Fatto).

      Temo che ogni blog sia una dittatura: chi scrive e gestisce i commenti può mostrare la faccia buona come faccio di solito io, però ho tutta la possibilità di cancellare e bannare chi sostiene argomenti diversi dai miei. Non si potrebbe fare diversamente.

      Come si diceva nella preistoria dei blog: se vuoi litigare, apri un altro blog e linkami. Se mi commenti, accetti di sottometterti a me. Se anche riuscissi a mettermi davanti alle mie contraddizioni, potrei sempre cancellarti. Il fatto che ti abbiano cancellato puoi considerarla una vittoria, ma non so quanta soddisfazione ti lasci.

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    2. effettivamente è un problema di tipo disqus cosa che anche ilpost tiene. nel senso che tiene famiglia e vende dati a prism fingendo di non saperlo.. o forse i produttori di contenuti non lo sanno perchè i gestori dei loro contenuti non gli spiegano bene. va bhé. se ti interessa chiedi a mau. akueo

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  12. Lo spessore di Loretta Napoleoni è lo stesso degli esperti di nanoparticelle delle merendine. Per il resto, concordo totalmente. Tolti pochi esempi, i blog del fatto sono desolanti.

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  13. Volevo segnalarti questo, non so se mi sono incartata con un commento rpecedente: http://intersezioni.noblogs.org/post/2013/06/10/deconstructing-il-direttore/

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  14. Bressanini, del quale non condivido sempre (anzi è raro che succeda) le conclusioni, merita grande rispetto, perché è evidente che prima di scrivere studia e si documenta! Ha, quindi, ragione da vendere quando scrive:
    Io ci metto settimane o mesi a leggermi la letteratura scientifica originale e a scrivere un articolo, mentre a scrivere una cazzata con un copia e incolla ci si mette mezz’ora. E dopo neanche un giorno il mio pezzo è svanito dalla home page, scivolato via nel mischione generale insieme a tanti altri con cui francamente non voglio essere associato. Non vale la pena fare tanta fatica. Per cui, come si dice solitamente in questi casi, ho deciso di “prendermi una pausa di riflessione”. Che temo sarà lunga.

    Il problema è tutto lì, la libertà offerta dal fondamentale mezzo internet, troppo spesso fa ricominciare ogni discussione da zero, perché ognuno rilancia e apre una discussione (ci prova) su qualcosa che, nella maggior parte dei casi, ha già una soluzione dibattuta che basterebbe andarsi a studiare!
    Un continuo agitarsi in mare aperto senza spostarsi di un metro… prima o poi, se non si sa nuotare, ci si stanca e si affoga.

    Ho sorriso amaramente nel leggere il suo pezzo che mi ha ricordato una cosa che avevo pubblicato su un sito dove controllavamo e verificavamo sempre tutto... Il titolo è "Bloganch'io" (http://www.porthos.it/index.php/rubriche-mainmenu-401/piovono-pietre/89-bloganchio): era il 2006, una profezia troppo facile!

    Quella esperienza è per me finita, ma, con altri colleghi, abbiamo ora un altro spazio dove esercitarci nella ricerca e nell'approfondimento. Abbiamo pubblicato da pochissimo un lavoro il cui titolo farà rabbrividire Bressanini (che invito però a leggere prima di giudicare!). Qualche informazione la trovate qui: http://servabo.it/il_vino_naturale/il_vino_naturale.html
    Ma la domanda è: c'è ancora spazio per la scrittura che "vuole servire e essere utile"?

    gianpaolo di gangi
    Servabo, laico di parte

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  15. Post utile al dibattito. Diciamo che se decidi di non pagare chi scrive i post dei blog su un sito d'informazione, inevitabilmente la soglia di professionalità su ciò che i tuoi autori pubblicano gratuitamente, cala.

    Non è certo una forma di stupida vendetta tafazziana: è che se il blogger deve moltiplicare molto la sua produzione scritta perché si viene pagati con pochi soldi e molta visibilità, il livello generale della qualità e della verifica del singolo post scende. Lo vedo anche con i miei interventi, e per rimediare ho deciso di pubblicare di meno e di riconoscere in modo rapido e netto se capita un errore. Il punto è che, per come sono impostato io, gli errori non dovrebbero mai o quasi mai capitarmi, e in effetti quando ho scritto dietro regolare retribuzione, non sono mai capitati. Non credo sia un caso, alla fine.

    Un altro discorso che andrebbe pure affrontato è: se i blogger sono giornalisti professionisti o pubblicisti, avrai un certo livello di qualità generale, senza dubbio accettabile, io penso. Se sono semplici blogger a digiuno di giornalismo e comunicazione, ne avrai gioco forza un altro, anche molto inferiore. Le due categorie non andrebbero trattate allo stesso modo dalla testata.

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  16. Non sono del tutto d'accordo. La differenza tra il Fatto e i suoi blog è piuttosto esplicita e non penso che tutti i lettori facciano confusione. Inoltre avere un blog sul FQ può essere molto utile, ovviamente dipende dagli scopi che il/la blogger ha. Io ne ho uno collettivo sul FQ (quello di San Precario) e abbiamo scelto di tenerlo proprio sul FQ perche credevamo sarebbe stata un'arena di discussione importante con un certo pubblico. E infatti è così e ne siamo soddisfatti.

    Invece il discorso delle retribuzioni per i giornalisti è tutto un altro paio di maniche e non posso che essere d'accordo con questo post...

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  17. sono d'accordo, però adesso mi è venuta voglia di una merendina alle nanoparticelle...

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  18. D'accordo, ma il prossimo articolo potrebbe essere dedicato alle cazzate pubblicate dai media dopo essere state addirittura vagliate da delle redazioni.
    In seguito si potrebbe pensare alle cazzate pubblicate consapevolmente dai media.

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  19. Ottimo articolo, tanto di capello!

    G.

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  20. signor leonardo
    la informo che ho stampato in pdf e archiviato una copia di questo articolo
    sono contento che qualcuno finalmente metta in chiaro che non tutte le pagine che appaiono sotto il titolo di un giornale risultano ugualmente affidabili
    mi piacerebbe che lei , o eventualmente qualcuno di fiducia sua , facesse un controllino [ o mi indicasse da quali fonti posso consultare per farlo io ] circa la notizia che gli extracomunitari immigrati "legalmente" ricevono dallo stato un sussidio di 40 euro al giorno e possono stare quanto vogliono , ossia non hanno l'obbligo di trovare lavoro e residenza entro una durata - cosa che però non tocca invece ai cittadini italiani disoccupati o esodati - ovviamente il gratis [ che equivale a favoreggiamento del lavoro nero o a sfruttamento schiavistico - attira molto gli pseudoimprenditori che gestiscono le testate di un certo colore

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  21. Te lo ricordi quello che si preoccupava tanto per i bambini arabi che non hanno mai visto il mare per colpa dello Stato degli ebrei, che seguono la Legge cattiva di cui parla Von Trier?
    Ecco, quel cretino potrebbe porre rimedio al mare di calunnie e di mezze verita' che ha riversato su internet tramite il suo blog. Potrebbe per esempio raccontare ai lettori la storia di una bambina araba che non solo ha potuto vedere il mare, ma ha avuto pure salvata la vita, ad opera dei cattivi ebrei.
    Tanto per non fare la figura dell'imbecille che spande pregiudizi sulle scie chimiche, il signoraggio e la psicopolizia sionista che manda gli ispettori nelle classi dove insegnano i bloggatori antismemiti
    Buona lettura:
    http://www.timesofisrael.com/israel-syria-heart-girl/
    (stupisce iquesta faccenda che della Siria non parli mai. Eppure la' muoiono molte piu' persone, palestinesi inclusi, di quelli morti nel conflitto con Israele. Ma si vede che non ti importa nulla, quando
    gli arabi si scannano tra di loro e tu non puoi incolpare lo Stato ebraico)

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  22. Ciao Zanardo, mi dispiace non constatare alcun miglioramento.

    (Ho smesso di leggere a "cretino", riprova).

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  23. Bressanini fa considerazioni interessanti, nonostante questo elenco da far cadere le braccia:
    "complottisti dell’11 settembre, antivaccinisti, “esperti” di energia che sbagliano le unità di misura, “esperti” di nanoparticelle nelle merendine, teorici della decrescita, omeopati, teologi assaggiatori di vino che concionano di ogm invece di parlare di Barolo o Barbaresco".

    Ecco un altro integralista delle versioni ufficiali... a parte che "complotto/complottista" per me sono termini impropri, ma la versione ufficiale sull'11 settembre è senza smagliature o zone d'ombra?
    I vaccini sono tutti senza controindicazioni?
    La decrescita non va presa nemmeno in considerazione? Neanche alla luce di un problema ambientale che in ogni caso è reale?
    L'omeopatia sarà ridicola, ma sugli animali ha effetti riscontrati: i gatti sono fricchettoni?
    Gli ogm sulla qualità del vino non c'entrano nulla?

    Poi sì, certe categorie che elenca in effetti sono opinabili, ma non le avrei messe sullo stesso piano delle altre

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  24. ottimo articolo. grazie
    @frankiehinrgmc

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