domenica 2 giugno 2013

Un Amleto in meno a Bangkok

Se pensi a chi entra per vedere il suo bel faccino
Solo Dio perdona (Nicolas W. Refn, 2013)

(Ci sono alcuni spoiler, tanto non è che sia questo gran film).

Ryan Gosling è uno sfigato. No, in realtà Ryan è sempre il grande attore e sex simbol che conosciamo, sempre più ieratico. Stavolta però interpreta uno sfigato figlio di mammà, che per le strade di Bangkok-Pericolosa dovrebbe vendicare l'assassinio del fratello, ma le prende soltanto. Ne prende veramente tante: malgrado il trailer cerchi di vendervi un film d'azione in cui Gosling si fa strada spaccando facce ai cattivi, nell'unica vera colluttazione non riesce ad assestare un pugno che è uno; finisce per suscitare tenerezza mentre si fa pestare a sangue da un poliziotto in pensione. Considerato che Ryan gestisce la palestra di boxe thai che fa da copertura alle attività criminose della sua famiglia, e si atteggia per tutto il film a esperto di combattimenti, misurate la spaventosa entità della sua figura di merda.

Questo è il tipo di film che Gosling si sceglie ultimamente. Non lo obbliga nessuno, ormai, è Ryan Gosling, se solo volesse secondo me potrebbe fare un supereroe o un pirata dal cuore d'oro o qualsiasi altra cosa - al limite anche l'insegnante eroinomane come ai vecchi tempi, secondo me adesso la gente farebbe la fila per vedere di nuovo un insegnante che fuma crack nel tempo libero o il self-hating jew di The Believer. E invece negli ultimi mesi ha già fatto il rapinatore sfigato con Cianfrance, e adesso il camorrista sfigato che si fa tumefare il volto da un poliziotto con Refn. Non è che vuole dirci qualcosa? Non so, ma a ogni buon conto intendo esprimere solidarietà a tutte le donne e agli uomini che provano attrazione per Ryan Gosling e pagano un sacco di soldi di biglietto per vederlo farsi distruggere la faccia, senza neanche più accennare un sorriso, una smorfia, niente. Ormai non è più una faccia, è una maschera kabuki che allude forse all'incapacità di esprimere i propri reali sentimenti e altre menate molto scandinave. Come l'Amlodhi delle antiche saghe nordiche, Gosling è un inetto. Non sa vendicarsi, è debole, pure impotente, non riesce a sottrarsi dalle morbose attenzioni materne, insomma una frana totale. Quando la madre, giunta dall'America in fretta e furia, si lamenta del fratello invendicato, Gosling cerca di spiegarle che la cosa è più complicata, sai mamma, in realtà è stato ammazzato perché aveva massacrato una ragazza sedicenne...

"Avrà avuto i suoi buoni motivi".

È la battuta più divertente del film, tanto vale dirvelo... (continua su +eventi!)

4 commenti:

  1. GrandeLeonardo, bella quella dei corti di varia entità.... :-D
    Giò

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  2. -- SPOILER --

    Ma alla fine gliele taglia le mani oppure è un sogno?
    Comunque anche a me ha ricordato parecchio Lynch

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  3. Beh, qualsiasi clip di corridoio, debitamente rallentata, ricorda parecchio Lynch. Puoi provare col tuo cellulare, purissimo Lynch.

    Secondo me non ci dobbiamo porre il problema se gli taglia le mani o no, è più un discorso di peccato e redenzione, le mani hanno fatto il male e quindi devono essere estirpate blablablabla... mi sono perso fast and furious 6 per 'sta roba.

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  4. Tsk tsk... veVgogna LeonaVdo. Non capisci l'aVte.

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