sabato 26 ottobre 2013

L'amore non è mai stato così blu


La vita di Adele (Abdellatif Kechiche, 2013; palma d'oro a Cannes).

La recensione su Studio News 24.

Un giorno Zeus ed Era stavano litigando su chi traesse più piacere dall'atto sessuale, se l'uomo e la donna, quando ebbero un'idea: chiediamo a Tiresia, è l'unico che possa sapere come stanno le cose davvero, per via dei suoi trascorsi transessuali. Quando uccise una serpentella che copulava col suo partner, lo punimmo rinchiudendolo per sette anni in un corpo femminile: lui lo saprà chi dei due gode di più. E dicci quindi, Tiresia, quale orgasmo hai preferito?

Tiresia non usò mezzi termini: nove decimi dell'orgasmo spettano alla donna, punto. Maledetto Tiresia, hai svelato il nostro segreto! disse Era, e per punizione lo accecò. Così almeno non avrebbe fatto il regista. La vita di Adèle è il terzo film a tema lesbico che guardo in un mese (e non mi sto annoiando). Di tutti è il più sfacciato. Kechiche si è accomodato nell'esile storia a fumetti di Julie Maroh svuotandola dall'interno, suggendola come un'ostrica, senza fingere nessun rispetto per tematiche e personaggi. A capirlo bastano le primissime scene: siamo in un liceo, ragazzi e ragazze ripassano un romanzo di Marivaux che col fumetto non c'entra assolutamente nulla. Ma Kechiche ha già provato con la Schivata a sovrapporre la retorica fiorita del drammaturgo settecentesco francese ai silenzi impacciati dei liceali di banlieue. Marivaux ha scritto il Paesan rifatto, ha composto commedie in cui i servi fingono d'essere i padroni e viceversa; Marivaux racconta di oneste fanciulle di campagna che finiscono in città, abbandonate agli azzardi del caso e dell'amore. Kechiche è un cinquantenne etero il cui amore per la cultura francese è pari soltanto alla sua diffidenza per la spocchia degli ambienti culturali francesi. La fatica di crescere lesbiche nella Lille degli anni Novanta non è che gli interessi più di tanto, e non finge nemmeno d'interessarsene, questo è in fondo apprezzabile: Kechiche lo sa di essere un intruso in una storia che non lo riguarda, e gli piace. Per girare tre o quattro scene di sesso Kechiche reclude per settimane sul set due giovani attrici che all'inizio nemmeno si conoscono, e pretende che si masturbino a comando. La più grandicella è erede di due dinastie di produttori cinematografici francesi. Kechiche è un regista di origine tunisina che si è fatto da solo, e ora sul set ha il corpo di Léa Seydoux a sua disposizione. Se conosci tutti questi dettagli, quando vai a vedere la Vita di Adele hai paura che non riuscirai a seguire la storia, che vedrai il riflesso del rancoroso paesan rifatto Kechiche in ogni occhio lucido d'attrice. Poi si spengono le luci, e scopri che c'è ben altro.

C'è che a un certo punto della lavorazione - molto presto - Kechiche deve essersi innamorato della 19enne Adèle Exarchopoulos... (continua su +eventi!)

5 commenti:

  1. E Crisafulli? Cosa si aspetta a cacciarlo ....
    Voi mi direte che non è pertinente con la vita di Adele...ma se aspettiamo il buon Leonardo che scriva due righe ...mi sa che facciamo notte e qui non se ne parla...mai
    Marcell_o almeno tu prendi una posizione?
    Grazie

    RispondiElimina
  2. Signor B.T. abbia fede e vedrà che Leo non la deluderà. Scriverà sicuramente sulla Leopolda. Sappia che Leo non ha paura di affrontare argomenti scomodi, anzi sono il suo pane.
    Cordialmente

    RispondiElimina
  3. e intanto:
    http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_27/sono-gay-si-butta-dall-undicesimo-piano-8b1e51ea-3f1e-11e3-849f-64e2eb8e7cda.shtml

    RispondiElimina
  4. OK, sei riuscito a convincermi a non vederlo; la mia paura dopo aver sentito le prime descrizioni, articoli etc. era proprio di vedere il regista sbavare per tre ore su delle ragazzine. E tutta la recente sequela di oh-com'è-audace-e-pionieristico mi stava convincendo che ero stato troppo malfidato, figurati....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma guarda che è un bel film, magari non così audace o pioneristico; alla fine è una storia d'amore, anche se non quella di partenza è comunque amore ed è abbastanza contagioso.

      Elimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).