venerdì 13 dicembre 2013

La sicurezza, la disciplina, al limite Renzi

Semplificando

Vedo che c'è chi si preoccupa - no, tranquilli, ce la faccio a capire che i Forconi sono un movimento di destra, identitario, confusamente nazionalista (magari in Puglia è diverso, ma qui nella Padania del sud vedere il tricolore sbandierato fa ancora un certo effetto), sostanzialmente reazionario. Così come ce l'hanno fatta i gruppi di sinistra extraparlamentare che, rare eccezioni a parte, non hanno ceduto alla tentazione di scendere nelle stesse piazze. Cioè ce la faccio ancora a distinguere la sinistra e la destra estreme, non sono così rincoglionito - ma grazie del pensiero - e tuttavia mi domando: loro ci riusciranno ancora per molto? Le sinistre e le destre, intendo.

Quando si parla di piazze, bisogna rassegnarsi a gettare le ortiche la nostra abilità analitica raffinata negli anni e farci domande semplici, basiche, perché anche i sanculotti dell'89 non è che fossero molto più eleganti dei forconi, e più che al suffragio universale e alla dichiarazione dei diritti dell'uomo pensavano al pane. Dunque, semplificando: con chi ce l'ha tutta questa gente? Coi politici, con l'Europa. E i No Tav con chi ce l'hanno? Magari la risposta è lievemente diversa, ma quasi del tutto sovrapponibile: i politici, l'Europa. Grillo con chi ce l'ha? Berlusconi con chi ha intenzione di avercela?

La grande notizia del biennio 2012-2013 è che gli italiani sono diventati un popolo antieuropeo - non lo erano, e adesso sono convinti di esserlo stati sempre. Non hanno più memoria del tempo in cui erano i più europeisti di tutti: si domandano come sia possibile essere entrati nell'Euro senza consultare i cittadini, e in buona fede non rammentano che vent'anni fa una consultazione del genere sarebbe stata del tutto pleonastica: volevamo tutti entrare nell'Euro, bisognava essere scemi per voler restarne fuori. Siamo molto cambiati, e non è solo colpa nostra. Diciamo che è un concorso di colpa con Berlino e con Bruxelles.

Ma insomma semplificando questo è il Rodano: l'insurrezione, se ci sarà, sarà antieuropea. L'extrasinistra può guardare gli antieuropei di destra prendersi le piazze, oppure può rivendicare il suo angolino. Io mi ritrovo alla finestra a sperare nella maggioranza silenziosa, quella che prende paura per una ventina di facce scure a un casello e corre a votare la sicurezza, la disciplina, o al limite Renzi. Questo è quello che mi capita di essere diventato a fine 2013; poi per carità, finché c'è la salute.

42 commenti:

  1. Facciamoci del male: guardiamo cosa ne pensa un ragazzo nato nella seconda repubblica inoltrata http://www.youtube.com/watch?v=tD4Rhq-wk6Y

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 'Pensa' è una parola grossa (ma si potrebbe dire lo stesso dei NoTav).

      tibi

      Elimina

    2. Il ragazzo è andato lì a vedere per rendersi conto in prima persona che cosa stesse succedendo. Non credo che abbia torto quando dice che la tv enfatizza alcune cose e ne omette altre.

      Cosa ha detto di sconveniente questo ragazzo?

      Elimina
    3. Mozione d'ordine: potete anche lincare dei video, ma non pretendete che uno li guardi.
      Niente di personale, ma questa è una cittadella dell'internet di una volta, quando era tutto testo e se non sapevi scrivere dovevi prima un po' imparare.

      Elimina
    4. Benissimo non guardarli...mi sembra però demenziale commentarli "dopo non averli visti" (neanche chi ha lincato il video?!)....collegandoli magari ad minchiam alla situazione in Val di Susa che ha una sua complessità....

      Elimina
    5. Leonardo T +1
      (anzi "quoto", come si diceva nell'internet di una volta)

      Elimina
    6. Guarda che (Leonardo) non ha commentato il video. Oltre che un po' imparare a scrivere forse è anche il caso di imparare a leggere. Se voui lo scrivo in maiuscolo.

      Elimina
    7. Guarda che non mi riferivo a Leonardo (SE LEGGI BENE NON VI ERA NESSUN RIFERIMENTO A LUI) ma al primo anonimo e a tibi....
      Continua pure a scrivere in minuscolo...

      Elimina
  2. gli italiani stanno addiventà un sacco di cose...
    antieuropeisti di ritorno
    analfabeti di ritorno (questo non dovrei dirlo io, ché sono semianalfabeta di andata)
    razzisti
    xenofobi
    sessuofobi...
    mediamente voglio dire
    perfino gli studenti... mio dio che palle!
    no a questo e no quell'altro... ma trombare un pochino no?
    ora io capisco l'ebrezza del passamontagna (cfr. toni negri) e il fatto che c'è grossa crisi (cfr. paolo guzzanti), ma nella vita ci son altre cose oltre agli scontri con la polizia...
    (ochei, ho detto la mia dose di stronzate, il caffè è finito, torno al lavoro)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche tu leggi Leonardo davanti ad un caffè? Il mio devo ancora finirlo, ora faccio un salto da Mantellini.

      Elimina
  3. "L'extrasinistra può guardare gli antieuropei di destra prendersi le piazze, oppure può rivendicare il suo angolino."

    Può anche decidere le proprie lotte senza assecondare le mode del momento, eh.
    Non è che per forza per forza bisogna adattarsi al fatto che l'anno scorso andava il rosso e quest'anno il blè.

    RispondiElimina
  4. ..azzo, chi scrive è lo stesso Leonardo che partecipò al G8 di Genova? vabbe che si nasce incendiari e si muore pompieri ma in questo caso sono passati solo 12 anni.
    per fortuna ne sei consapevole
    Matteo Z.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ok, a un certo livello la si può anche riassumere così.

      Però forse è un po' più complicata: dodici anni fa c'era un blocco che includeva soggetto sociali e politici molto diversi che si opponevano a un insieme di cose, tra cui (alla rinfusa): la speculazione finanziaria, la sperequazione delle risorse, le ricette del wto, la negazione del riscaldamento globale, gli ogm brevettati, eccetera.

      Contro questo insieme di cose (che veniva presentato sotto l'etichetta "globalizzazione", o "neoliberismo", e già 12 anni fa ahimè non si era ragazzini e si faceva notare quanto fossero sfuggenti queste definizioni) si radunavano persone molto diverse tra loro, e consapevoli di esserlo: non è che si scambiava Casarini per Zanotelli o non si intuiva qualcosa di reazionario in Bové, ma in quel momento le cose che ci univano erano più di quelle che ci dividevano.

      Oggi un blocco del genere non esiste più, ma se dovesse formarsi la parola d'ordine sarebbe senz'altro no all'Europa. E io non ci starei, non solo per la questione anagrafica, credo.

      Poi senz'altro il fatto che tutto questo prenda forma proprio mentre io svolto la boa dei quaranta è una circostanza inquietante.

      Elimina
  5. «La grande notizia del biennio 2012-2013 è che gli italiani sono diventati un popolo antieuropeo - non lo erano, e adesso sono convinti di esserlo stati sempre.» Questi italiani antieuropeisti e smemorati non sono mai stati ricoverati d'urgenza in un pronto soccorso tedesco durante un viaggio di lavoro, curati con ogni attenzione, trattati con ogni garbo, forniti di medicinali appropriati per tre giorni di dosaggio e rimessi in condizione di tornare a casa per proseguire la terapia in Italia. Non glielo auguro perché non sono ancora così cattiva d'animo, ma essere europei è una cosa buona e giusta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, io continuo a considerarmi più europeo che altro, però il mio shock anafilattico a Monaco Baviera non lo ricordo come un grandissimo momento di welfare.

      Elimina
  6. Ma non sarà che la sinistra è diventata centro destra e quelli di sinistra se ne sono accorti?

    RispondiElimina
  7. Signori cari!!!
    almeno qui nel nord est l'europa non è mai piaciuta più di tanto, la lega era euroscettica fin da subito e forza italia aveva proposto di non entrare nell'euro all'epoca di ciampi. L'inerzia a non cambiare moneta c'è sempre stata soprattutto tra le piccole aziende e i piccoli imprenditori, perchè annusavano la malparata dell'euro per l'export... stiamo parlando di migliaia di aziende che poi avrebbero delocalizzato per un cambio che le svantaggiava rispetto al passato e non le faceva più essere competitive... migliaia di miliardi di lire del nostro indotto volatilizzati...

    quindi non mi stupisce per nulla che in periodo di crisi si incolpi l'europa, anche perchè è effettivamente qualche responsabilità ce l'ha...

    e comunque se l'europa non cambia affonda, così com'è è solo un modo per tarpare le ali ai propri stati membri e impedirne una vera UNIONE.

    alessandro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma che dici! Serve anche a dirci che non possiamo produrre più il 120% del nostro fabbisogno di latte, ma solo il 60% e comprare il resto. Eh, ma mica solo il latte! Il grano, l'olio, il pescato.... In effetti per un paese che non ha risorse e dipende dalle importazioni per le materie prime, dover importare anche i generi alimentari che potrebbe non solo produrre per sè ma anche esportare, è proprio quel che ci vuole.

      Elimina
    2. Ci vorrebbe la repubblica federale europea, con un governo eletto dai cittadini e responsabile di fronte al parlamento europeo, invece al momento abbiamo due dozzine di stati che decidono mettendo veti e con la legge del più forte...
      Purtroppo i cosiddetti euroscettici pensano che la soluzione non sia la nascita di uno stato federale, ma piuttosto rinchiudersi in microstati in perenne lotta fra loro.

      Elimina
    3. Beh, la lotta ce la vedi tu. Si potrebbe fare che manteniamo schengen, manteniamo l'assenza di dazi ma gli stati si riprendono la loro sovranità. Che un paese sia costretto da una sovrastuttura corrotta e prona verso wall street a produrre meno cibo di quanto possa per comprare il resto è una BARBARIE.

      Elimina
    4. La lotta ce la vedo io, infatti. Nell'attuale modello di Europa, i paesi più forti possono impore trojke e austeritá ai paesi più deboli: io questa la chiamo lotta fra stati. Nel momento in cui venissero meno i già deboli sistemi di controllo, dubito che gli stati "forti" si muterebbero improvvisamente in agnellini.
      Giustamente occorre riprenderci la nostra sovranità, e la sovranità passa dai diritti. Il mercato del lavoro è oggi continentale, pertanto abbiamo bisogno di estendere certi diritti a livello continentale, ma questo può essere fatto solo attraverso un governo democraticamente eletto, controllato da un parlamento.
      Fai l'esempio delle queote latte: chi le ha decise le quote latte? Un governo eletto? Oppure dei tecnici? Credi che un governo eletto potrebbe decidere tali quote e poi sperare di venire rieletto? Sarebbe come se il governo italiano imponesse delle quote di produzione al Friuli e al Molise per far contenta la Lombardia... durerebbe poco.

      Elimina
    5. C'è anche da domandarsi a cosa serva questa sovranita' di facciata che piace all'anonimo.
      La Serbia e' ufficialmente sovrana e il risultato e' che e' isolata: l'unica cosa che puo' il suo governo fare e' fare la voce grossa e non concludere nulla perche' Cina, USA e Germania sono piu' grossi di lei.
      Invece Lettonia o Slovacchia hanno scelto di entrare in Eurolandia e possono quindi mandare i deputati a Strasburgo. Se come dice Claudio a Strasburgo il parlamento contasse di piu', sarebbe meglio cosi' la gente che eleggiamo potrebbe fare le cose per cui la eleggiamo.

      Ljubo

      Elimina
    6. Quel che voglio dire io è: l'Italia per quanto inguaiata è ancora una colonna portante dell'ue. Le quote cibo non dovrebbero esistere proprio. E dato che esistono non dobbiamo rispettarle, dobbiamo stracciarle e rifiutarci di pagare le multe. Se sta bene ok, altrimenti noi usciamo. Questo dovrebbe fare un governo coi cojones. Mi dirai: "ma non si può fare, non è giusto". È giusto tenere i campi incolti e importare cibo allora! Ciucciamocela e non ci lamentiamo.
      All'anonimo della Slovenia dico che l'Italia non è la Slovenia, nonostante tutto i nostri 2000 miliardi di pil ce li abbiamo ancora, e con livelli di corruzione da paese europeo supereremmo tranquillamente la Germania.

      Elimina
    7. Un governo coi cojones non so, un governo con te direbbe: questo jus primae noctis, poi, ci ha proprio stufato, insomma adesso BAAAASTAAAAAAA!1!11!1!1

      Guarda che le quote latte sono in via di abolizione (fine marzo 2015, per la precisione). Magari poi qualche bifolco rifatto (e te lo dice un figlio di contadini) si vanterà di averla ottenuta facendo caciara (vista la qualità della claque, possibilissimo), però è così.

      "nonostante tutto i nostri 2000 miliardi di pil ce li abbiamo ancora"

      Beh, se ci mettiamo dentro anche il fatturato di Gomorra, hai voglia quanti fantastiliardi tiriamo su.

      "e con livelli di corruzione da paese europeo supereremmo tranquillamente la Germania."

      E che ci vuole? Anch'io del resto, avessi le gambe di Bolt, non dico il record mondiale, ma un 9,90 te lo farei tranquillamente.

      tibi

      Elimina
  8. Sarà perchè qui in Toscana non si sono quasi visti ma i forconi mi sembrano semplicemente la solita bolla mediatica sfruttata per fini politici (vedi Rumeni stupratori - Imprenditori suicidi - Femminicidio). Un qualsiasi sciopero dei trasporti avrebbe causato 10 volte i disagi per un centesimo dell'attenzione.

    RispondiElimina
  9. ma noi sappiamo che il "casino delle quote latte" è dipeso dall'italia, dai nostri sitemi di rilevazione e dal ministero...
    è la solita politica "nun te preoccupa', poi l'aggiustamo noi" che ha significato addossare al contribuente le multe
    se non ci fossero le quote latte ognuno potrebbe produrre tutto il latte possibile senza controllo e il prezzo semplicemente andrebbe sotto zero
    quindi qualcuno vuole dazi e barriere doganali?
    forse servono trattative comunitarie non gestite da incompetenti e più che altro politiche agricole davvero di livello europeo, ecc.
    (in ogni caso spero che la scritta !100% latte italiano" corrisponda al vero)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. devo quotare!
      il latte da consumo è quasi totalmente italiano..lo importiamo per i formaggi!
      l'europa sta cambiando, la piena entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2014-15 muterà molto gli equilibri!

      Elimina
    2. Ma perchè lo dobbiamo importare se possiamo usare il nostro e esportare il nostro? E poi abbiamo tra i migliori formaggi al mondo e li facciamo con latte di chissà dove? Mah, sarò strano io, non so che dirvi.

      Elimina
    3. le quote latte sono esistite *per beneficiare gli allevatori*.
      lo scopo delle quote è infatti di mantenere la produzione di latte bassa per mantenere il prezzo del latte elevato. Altrimenti, in un regime senza quote, con la sovrapproduzione, il prezzo sarebbe crollato.
      Ovvio che il sistema funziona solo se il "racket" viene rispettato, ovvero se ognuno produce quanto aveva dichiarato. Gli allevatori italiani volevano prezzo alto ma anche truffare sulle quote. troppo comodo.

      p.s. il latte in Italia costa il doppio che in Germania.

      Elimina
  10. Credo che tra un NO TAV ed un anti euro, le differenze ci siano.
    Ad esempio, io da NO TAV ti invito a prendere un treno da Gorizia Centrale a Nova Goriza, oppure da Trieste a Lubiana, oppure da Pinerolo a Torre Pellice, o da Ceva ad Ormea, oppure da Brozolo a Saluzzo.
    Potrei parlarti di VECMA ed SCMT/SSC o di elettrificazione a 25 kV. Potremmo parlare dell'eliminzaione dei binari di precedenza e degli scali merci insieme alla soprressione da parte di Trenitalia del servizio a carro singolo ed a collettame.

    Potrei insomma dimostrarti che dal punto di vista ingegneristico le risosrse spese nella costruzione della rete AV a discapito della rete ferroviaria esistente, stanno portando alla distruzione del servizio ferroviario sia merci che passeggeri in Italia.

    Normalmente quando inizio a domandarmi in modo retorico che fine abbiano fatto le ALn 663 che facevano servizio diretto Torino Nice Ville la gente se ne va schifata (e non ho ancora tirato fuori dalla scatola i modellini Lima, eh...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti: non bisogna confondere le persone contrarie alla TAV con un leghista anti-euro. E' come confondere un salice con un carretto dei gelati ;)

      Elimina
    2. Sia l'uno che l'altro però possono servirti per costruire una barricata.

      Ok, ho un debole barocco per complicare le metafore; il senso è che, pur capendo benissimo che i No Tav hanno ragioni diverse e più complesse di quelle dei forconi, entrambi possono trovare una base comune contro un nemico comune. Di solito è quello il momento in cui una rivolta diventa una vera e propria insurrezione: quando più fazioni si consolidano in un blocco.

      Elimina
  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  12. Diciamo che il concorso di colpa tra Berlino e Bruxelles è una bella scusa a cui ci piace credere .
    L'Italia non ha mai affrontato il problema del debito pubblico perchè sotto sotto c'era la convizione che tanto l'Europa ci avrebbe salvati, che tanto mica ci possono lasciare fallire.Come se gli altri fossero così fessi da pagare i nostri debiti, così, tanto per il gusto di farcelo pesare con qualche battuta.
    E mentre gli altri facevano i compiti noi tagliavamo da scuola ( e tagliavamo la scuola) . Adesso possiamo solo prendercela con noi stessi, o al limite con quelli che non ci ascoltavano quando gli dicevamo che avremmo avuto bisogno di vent'anni di Prodi mentre loro ci condannavano a vent'anni di Berlusconi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che non la mandi a dire...che bordata per bertinotti per d'alema per veltroni....

      Elimina
  13. Quindi si lascia l'uscita dall'euro a Grillo Lega Berlusconi e Fasci quando da più parti http://european-solidarity.eu/index.php e da molto tempo le incongruenze della moneta unica sono state denunciate e aspetterebbero anche una risposta da sinistra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La frammentazione in microstati lasciamola alla Lega. Il recupero di sovranità passa attraverso la nascita della Repubblica Federale Europea, con un governo regolarmente eletto e che debba avere la fiducia del parlamento europeo... non per niente Altiero Spinelli non era certo di destra ;)

      Elimina
    2. Anche Napolitano non era di destra http://keynesblog.com/2013/04/23/quando-napolitano-era-contro-leuro/
      Ed è un peccato che la Merkel non sia di sinistra
      "Nessuna sopresa, invece, sul fronte delle politiche europee. Il patto tra Cdu e Spd mantiene fermo il principio di sostenibilità del debito pubblico e di non "mutualizzazione" tra i Paesi dell'Eurozona. Sotto certi aspetti, anzi, le posizioni socialdemocratiche sono apparse più severe di quelle sostenute in passato dalla Cdu, come per esempio sul controverso tema del fondo comune per la ricapitalizzazione diretta delle banche in difficoltà nel quadro degli accordi, in corso di definizione, sull'Unione bancaria." http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-14/germania-si-base-spd-grande-coalizione-pronto-terzo-governo-merkel--113000.shtml?uuid=AByLb2j
      Continiamo imperterriti a sognare la repubblica Federale Europea

      Elimina
    3. Se ho ben capito il ragionamento dell'anonimo ben documentato, siccome alcuni politici tedeschi agiscono in maniera nazionalista, allora un'unione democratica con pesi e contrappesi sarebbe sconsigliabile ed è preferibile tenere la situazione attuale dove il più forte può decidere per il più debole (permettendo quindi ai suddetti politici di agire in maniera nazionalista quando hanno responsabilità di governo).
      Non sono d'accordo ma non importa: in fondo le mie idee sono minoritarie.

      Elimina
    4. Alcuni politici tedeschi, che rappresentano circa il 67% dell'elettorato sono favorevoli a politiche nazionalistiche, per avere maggior unione politica non basta avere una europarlamento democraticamente eletto favorevole all'unione ma bisogna che i provvedimenti siano ratificati dai singoli stati quindi è preferibile uscire dall'euro visto che a queste condizioni e con questa politiche monetarie sono possibili solo politiche di austerità.

      Elimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).