martedì 4 febbraio 2014

HIV Texas Cowboy

Dallas Buyers Club (Jean-Marc Vallée, 2013).


La recensione su Studio News 24.

Dottore, te lo dico un'ultima volta: posa quella siringa e lasciami andare. Non sono una delle vostre cavie fottute. Non è ancora mutato il retrovirus che si porterà Ron Woodroof nella tomba. Forse avete sentito parlare di Dallas Buyers Club come del film in cui un bellone di Hollywood riscatta un passato di orribili commedie romantiche in serie, perde millanta chilogrammi e si sistema in uno dei ruoli preferiti dalla giuria degli Oscar: il sieropositivo macilento ma non domo. E a questo punto magari in voi sta già suonando un allarme: film ricattatorio, buoni sentimenti, moribondi che si abbracciano con soprani in sottofondo. Disattivate quell'allarme. Dallas Buyers Club è un western. E Matthew McConaughey (che è sempre stato un ottimo attore; purtroppo le commedie romantiche pagano di più) è un vero Texas cowboy a cui puoi togliere tutti i chili che vuoi - gliene restano abbastanza per mandarti al tappeto. Gli sguardi che ogni tanto gli riserva il transgender Rayon (Jared Leto, anche lui memorabile) sembrano tradire il punto di vista del regista: troppo facile commuoverci con sieropositivi gentili o raffinati, oggi soffrirete e piangerete per un puttaniere omofobo che puzza di rodeo e vive in una baracca.

 Com'è vero che la morte tira fuori qualcosa di diverso in ogni uomo. All'inizio del film Ron ha un mese di vita e potrebbe benissimo spenderlo in coca e spogliarelli. E invece lo ritroviamo in biblioteca davanti a un lettore di microfilm (la postazione internet degli anni Ottanta). Da spacciatore di sostanze "non approvate" a uomo d'affari, contro un nemico che è sempre meno l'Aids è sempre di più lo Stato, l'odioso tiranno che impedisce a ogni buon cittadino di curarsi e arricchirsi come vuole. Ron è talmente texano che a un certo punto chiede un'ordinanza restrittiva per il governo federale -  gli Stati Uniti d'America devono stare lontani dal suo motel! (continua su +eventi!)

2 commenti:

  1. fare i cattivi stronzi è una contromoda che si esaurirà e si tornerà a fare i cattivi stronzi e i buoni belli e intelligenti e poi il contrario...
    queste so' le parti che gli attori farebbero anche gratis... è proprio l'oscar che te lo chiede
    purtroppo non so se lo vedrò mai... sono indietro con le recensioni: devo ancora vedere ralph spaccatutto!
    comunque mi diverto assai con le recensioni e ogni tanto mi sparo delle pose tipo:
    ma, sai... ho letto qualcosa su quel film, mi dicono non sia granché... no, perché il regista qui o il regista là, quell'attore lì... il sottotesto di là, la metafora di qua...
    ma saranno 2-3 anni che non entro in un cinema!

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  2. quest'anno Matthew McConaughey tra questo film e la serie tv True Detective (super consigliata ) è una rivelazione, veramente bravo !
    Matteo Z

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