giovedì 27 febbraio 2014

L'esplosione controllata di Grillo

Ma quindi ci potrebbe essere un'altra maggioranza in parlamento, a centrosinistra, con Sel e coi dissidenti M5s? e lo scopriamo proprio il giorno dopo che Renzi e i suoi ministri di centro hanno giurato? A chi in queste ore si morde le mani pensando a quanto siamo stati vicini a un governo antiberlusconiano, vorrei offrire la parziale consolazione di un ragionamento. Le coincidenze non esistono (quasi mai): difficilmente esiste quella che ha visto nel giro di una settimana Renzi salire a palazzo Chigi e Grillo organizzare l'espulsione di quattro senatori. Niente retroscena, soltanto una manciata di osservazioni alla portata di chiunque:

1. Orellana & co. prima o poi sarebbero stati espulsi. Era prevedibile e previsto da Grillo stesso, addirittura prima delle elezioni dell'anno scorso. "Avremo i nostri Scilipoti", diceva, e calcolava di perderne un 10% per strada. Insomma Grillo sapeva (e Casaleggio sapeva) che prima o poi una crisi del genere ci sarebbe stata. Aveva dunque il vantaggio di poter decidere quando scatenarla.

2. Né Orellana né gli altri tre hanno scritto o detto, in questi giorni, cose particolarmente incriminabili. Gli stessi che giustificano la loro espulsione sostengono che il "fuoco amico" di dichiarazioni contro Grillo o la maggioranza del M5S andava avanti da mesi. E però per mesi non è successo niente. In qualsiasi momento Grillo (o Casaleggio) avrebbe potuto porre il problema sulla piattaforma, isolare qualche dichiarazione più o meno eretica dei quattro dissidenti e organizzare il processo. Per molti mesi Grillo e Casaleggio non l'hanno fatto. Poi una settimana fa Grillo ha fatto il suo numero in streaming con Renzi, e improvvisamente quel che dichiara Orellana diventa insopportabile. Forse Grillo in questo periodo è più nervoso del solito (comprensibile): o forse è semplicemente un pretesto.

3. Il precedente più illustre è quello della sconfessione di Favia e della Salsi. In quel caso Grillo fu ancora più padre-padrone: del resto il simbolo è suo, e decide lui se concederlo o toglierlo. Però è interessante notare la tempistica: Favia soprattutto era già da mesi molto critico nei confronti di Grillo (e di Casaleggio). L'espulsione arrivò tre mesi prima delle elezioni. Anche stavolta. Magari è solo una coincidenza. Senz'altro queste crisi interne sono faticose da gestire, e quindi è meglio evitarle nell'imminenza di una tornata elettorale. Meglio ieri che tra una settimana, insomma. Ma perché non un mese fa, tre mesi, un anno?

Perché un mese fa c'era un governo molto più fragile, con un programma molto meno ambizioso (tirare a campare almeno fino al semestre europeo). Un mese fa, o una settimana fa, una scissione anche piccola all'interno tra i senatori del M5S avrebbe creato una reazione a catena incalcolabile. Una settimana fa, o anche cinque giorni fa, una maggioranza coi transfughi M5S e Sel sarebbe parsa davvero credibile. Oggi no: oggi c'è Renzi con un progetto chiaro e una maggioranza che sembra più stabile. Difficile pensare che mandi all'aria un castello appena messo in piedi per un'avventura incerta in un centrosinistra tutto da inventare. Era un'opzione che Bersani aveva vagliato nell'interminabile marzo dell'anno scorso (il famoso "scouting") e che Grillo ha fatto di tutto per evitare. Ci è riuscito.

Ricapitolando: il caos di questi giorni in seno al M5S non è un incidente. È un'esplosione controllata; Grillo (o Casaleggio) sapevano di doverla provocare prima o poi, per dare più compattezza ai propri gruppi parlamentari e un messaggio forte ad attivisti ed elettori. Hanno aspettato il momento giusto: il primo giorno del governo Renzi.

Conclusioni: magari è ancora un dilettante, e non è in grado di reggere un contraddittorio: ma Grillo è un politico bravo. Ha avuto pazienza (chi se l'aspettava da lui), ha saputo trovare il momento giusto e il pretesto giusto. Bisognerà sempre più tenerlo presente, e separare l'immagine pubblica di pazzo furioso dall'esito concreto delle sue azioni.

(Conclusione ulteriore: l'esito concreto delle sue azioni, fin qui, è la permanenza del centrodestra al governo. È un risultato che difende con le unghie).

31 commenti:

  1. Sarà, ma a mio modesto parere Grillo&C li fai più intelligenti di quello che sono, semplicemente la pessima situazione italiana li agevola non poco.

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  2. Io invece condivido appieno.. Con il mancato appoggio del Pd all'elezione di Rodotà per Grillo si è aperta un'autostrada, questa, appunto.

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  3. Al solito, tiri fuori quello che tutti gli altri non riescono mai a vedere

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  4. In realtà il punto 2 non è un punto a sé ma è l'esploso del punto 1.
    Nel senso che per prevedere che in un arco di tempo dato ci sarebbero stati dei dissidenti, in un meccanismo selettivo (e punitivo) che si fonda interamente sulla tua personale discrezionalità, non è che serva la palla di vetro.
    Avesse detto che nell'arco dell'anno ci sarebbero stati un 10% di parlamentari autonomamente usciti dal M5S per andare in altro gruppo, avrebbe offerto un'osservazione azzardata ma per questo meritevole di applauso nel momento in cui si fosse verificata la previsione.
    Ma quando annunci un 10% di fuori dal Movimento e poi nel giro di pochi mesi quel 10% è fuori per scelta tua, motivazione tua, imposizione tua e ratifica tua, non stai facendo una previsione tarocchi su cosa faranno gli eletti, stai semplicemente anticipando come tu gestirai il dissenso e non è che serva una laurea, ma solo tanta faccia di bronzo e una base che non sia in grado di decifrare cosa gli stai annunciando.

    Vale inoltre anche la pena soffermarsi un pochino pure sui termini, perché ok la media grillina troppo brillante non è e, se ci si dovesse basare su quella che strilla in rete, ha un livello di scolarità che c'è solo da augurarsi dipenda da una non verificabile età (io non lo credo ma vabbé), però il mondo intorno che osserva dall'esterno qualche strumento critico un po' più sofisticato ce l'ha e sarebbe il caso di usarlo quando si osserva quella carovana di invasati.
    Mi riferisco al fatto che una volta che Grillo stabilisce che oggi non sei in linea col movimento se porti la giacca e, dopo averlo annunciato, passa la palla alla sua autonomissima base, il termine che viene sempre usato è Ratifica.
    "Spero che la rete ratifichi"
    "La rete confermi l'espulsione dei dissidenti".
    Bon, giusto uno spunto, non credo serva approfondire dove volessi arrivare rispetto alla funzione che viene data alla base iscritta alle votazioni.

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  5. Rispetto invece al tuo punto 3 e seguito, nel quale osservi l'anomalìa temporale, mi permetto di espanderlo da Grillo ai suoi eletti (e rete).
    Ora io mi chiedo: se ogni espulso viene espulso perché non ha mai fatto, ha sempre detto, non ha mai versato, si è sempre disallineato, e lo dichiarano i suoi colleghi, perché non lo hanno dichiarato subito?
    Ne sono usciti (boh) facciamo 10 da quando hanno vinto le elezioni e tutti e 10, se ne salvasse uno, non hanno mai versato la metà, non hanno mai lavorato, non hanno mai proposto, non hanno provvedimenti firmati e bla bla bla.
    Significa che così fanno da quando sono stati eletti e che quindi nel gruppo parlamentare erano tali anche prima.
    Perché non sono stati messi in evidenza prima?
    Può essere che il problema salti fuori come intollerabile solo quando è utile all'espulsione?
    Perché dopo che ogni espulso viene dall'interno descritto come uno che non ha mai lavorato e si è sempre tenuto i soldi, è sbagliato pensare che quindi fino all'espulsione nessuno ci trovasse nulla di strano?
    Ed è quindi altrettanto legittimo pensare che o non ci saranno mai più espulsioni perché sono stati esauriti tutti i fuori standard o il prossimo che verrà messo alla gogna perché non ha mai versato, quindi anche in questo momento, è oggi coperto?
    E se oggi è coperto, quanti sono quelli coperti?
    Allora facciamo che una soluzione c'è: il capogruppo dopo le ultime espulsioni riunisce la cumpa, fanno un bel momento di autoanalisi, si chiudono in conclave finché non è stato verificato fino all'ultimo scontrino e ne escono con la lista di quelli che non hanno superato l'esame o con una dichiarazione a firma dell'intero gruppo nella quale si certifica che tutti i rimasti sono privi di qualsiasi macchia, economica o di lavoro che sia.
    Così alla prossima espulsione diverrà finalmente chiaro che o non si incontrano mai o si coprono a vicenda o la motivazione "soldi + mai lavorato + dissidente" non avrà modo di essere più utilizzata a meno di non sconfessare l'intera cumpa, capogruppo in testa.
    La faccia il Dibba, visto che è così stimato, domani va in tv e dichiara che sotto la sua responsabilità è stato verificato che nessuno dei superstiti si sta tenendo soldi.
    Non è difficile e sarebbe così trasparente, così orgoglioso, così fiero, così gentista.
    Com'è che non gli viene in mente?

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    1. Questo è un modo di ragionare onesto e aperto, rispettoso del principio di non contraddizione.
      Purtroppo occorre notare che i parlamentari del M5S stiano applicando quello che uno scrittore del novecento di cui non farò il nome aveva battezzato come "bispensiero" (doublethink in lingua originale). Infatti Orellana & compagnia sino a pochi giorni fa era uno stimato e integerrimo cittadino a cinque stelle, come testimonia la sua candidatura prima a presidente del Senato e poi a capogruppo, arrivando secondo dietro Nicola Morra; lo stesso Morra all'indomani dell'elezione dichiarò piena stima per Orellana. Pare inoltre che Orellana sia stato il primo firmatario di un disegno di legge in merito al matrimonio omosessuale.

      Essendo però Orellana divenuto nemico da abbattere, in un attimo è diventato un nullafacente e parassita, su tutte le sue azioni passate è stato tirato un tratto di penna: da oggi Orellana non ha mai lavorato, era interessato solo ai soldi, non era degno di rappresentare il M5S, da sempre tutti dubitavano di lui, era avido e arrampicatore sociale; non so se mangiasse anche i bambini, ma potremmo suggerirgli qualche ricetta interessante.

      Sarò veteronovecentista, ma a me questo sembra un perfetto esempio di bispensiero.

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    2. Lo è ed è realizzato come nemmeno Orwell avrebbe probabilmente mai potuto immaginare.
      Il bispensiero è la matrice con la quale puoi decodificare qualsiasi cosa riguardi il Luminoso Movimento.
      Lo streaming sarà imposto a ogni incontro e lo abbiamo deciso in riunioni a porte chiuse dalle quali non esce nemmeno uno stenografato.
      I parlamentari non possono decidere nulla prima della rete della quale sono solo portavoce e per questo le espulsioni le hanno votate la genti ratificando la decisione presa il giorno prima nella riunione dei parlamentari.
      Bisogna restituire al parlamento il suo potere e solo il movimento che ha messo in programma la sua inutilità potrà farlo.
      I cittadini devono poter verificare tutto collegandosi da casa e lo hanno confermato nell'ultima riunione Grillo+parlamentari tenutasi in un hotel senza finestre.
      Basta partiti che regalano stipendi pagati dalla ggente a persone calate dall'alto dai capi partito, lo dice anche Casalino seimila euro al mese messo lì perché simpatico a Grillo e a suo nipote il vicepresidente.
      Il porcellum è incostituzionale quindi l'intero parlamento è nullo, si vada a elezioni subito con il porcellum.
      L'europra deve finire e ora che vinceremo le elezioni europee lo diremo a gran voce.
      In Sardegna siamo il primo partito della gente per la gente senza capi e se non ci siamo presentati stracciando ogni concorrenza è solo perché il capo ha detto che non ci dava il permesso altrimenti avreste visto che plebiscito.

      Ci puoi andare avanti ore con 'sta cosa senza che nessuno di loro sia in grado di scorgere alcun segnale di quella che ha tutti i contorni dell'allucinazione collettiva.

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  6. " l'esito concreto delle sue azioni, fin qui, è la permanenza del centrodestra al governo. È un risultato che difende con le unghie".

    E' quello che si può dire, incontestabilmente, del gruppo dirigente del PD: da Bersani, ai 101 dalmati, a Letta, a Renzi.

    E' vero che Grillo non offriva né offre alcuna sponda: vedendo lo streaming con Renzi,avevo riconsiderato il giudizio di Leo sull'inaffidabilità di M5S che 'costringeva' il PD a fare il governo con Berlusconi (o con Belzebù, o con la forfora), visto che né i suoi tirapiedi all'epoca di Bersani o Letta, né il gran capo in persona adesso ci stavano. Però ripensandoci mi sa che Grillo, che appunto scemo non è, avesse letto benissimo le intenzioni del leader piddino di turno, al di là delle dichiarazioni di facciata: in fondo nemmeno Bersani credeva a quello che proponeva bofonchiando a testa bassa; Letta andò lì a leggere il suo compitino preoccupandosi solo di scandire bene restando nei tempi, senza badare mai realmente all'uditorio; Renzi, dalla prima all'ultima battuta, è rimasto fedele al personaggio che si era scelto, lo scout attempato, piacione e volenteroso, anche se l'altro non gli si offriva come spalla.
    E del resto perché avrebbe dovuto? Secondo me aveva capito benissimo che nessuno dei tre voleva (o poteva, che in politica fa poca differenza) offrirgli niente di concreto: Bersani era già bollito, Letta e Renzi avevano già in tasca l'accordo con Berlusconi.

    tibi

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  7. Il 90% della dietrologia gomblottista sopravvaluta enormemente le capacità organizzative e direzionali di gruppi mediamente composti da più di tre o quattro unità.

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  8. Per il dopo Renzi io vedrei bene uno tra Fiano e Boccia

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  9. Come spesso accade, cogli perfettamente il punto. Questi sono - e restano, checché ne pensi l'amico Civati - gravemente pericolosi.

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  10. Casaleggio ha messo come password di tutti gli account della sua azienda il nome della via della sede e tu gli attribuisci tutte queste trame machiavelliche? Leonardo, questo post è dietrologia da strapazzo, usa il rasoio di occam la prossima volta per raderti la mattina per favore.

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    1. Qualche complottista estremo potrebbe arrivare a pensare che in realtà Casaleggio si sia hackerato gli account da solo per dare l'impressione di essere uno sprovveduto e nascondere le proprie veraci capacità.
      Ma il prossimo passo è la congiura dei topi che fanno finta di essere cavie mentre in realtà sono loro a governare il pianeta, quindi meglio lasciar perdere e andare a tosare i capelli a Casaleggio col sunnominato rasoio: chissà che non sia come Sansone.

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    2. Cioè tipo la prima votazione che si tenne on line il cui esito fu annullato a seguito di, così la C&A dichiarò, attacco hacker?
      Più probabile lo scenario uguale e contrario: siamo di fronte a cavie che si percpiscono topi.

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  11. E chiaramente la claque dei condiscendenti è ridicola

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  12. Il fatto che sopra intenda che G&C siano due cretini non è assolutamente un invito per questo a sottovalutarli, sia inteso. Restano due pericolosi fascisti (Infatti, a conferma, storicamente i fascisti non hanno mai brillato per acume)

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  13. Casaleggio chi, il fine stratega che ha pubblicato questa roba? https://www.youtube.com/watch?v=sV8MwBXmewU

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    1. Come mai il link qui sopra lo hai lasciato?

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  14. c'è stata gente molto dotata in certe cose e meno in altre
    per dire: gente brava a scatenare guerre e poi incapace di vincerle. ma le guerre son costate milioni e milioni di morti
    oppure altra gente che ha creato dittature feroci e mandato a morire milioni di oppositori e poi hanno lasciato macerie, tante
    quindi si possono fare danni anche essendo delle mezze seghe, se si riesce a convincere gli altri di non esserlo
    tuttavia beppe strillo è italiano e quindi dovrebbe essere praticamente innocuo, eppure col "giusto" contorno può fare danni... anzi li sta già facendo, al cervello di certi esagitati e, come berlusconi a suo tempo, sta impedendo al nuovo di emergere davvero

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  15. Analisi precisa e conclusione da considerare con molta attenzione. Aggiungerei soltanto che il rafforzamento dell'idea che il M5S sia fatto solo da duri e puri è perfettamente propedeutica all'obiettivo di cancellare le istituzioni democratiche che Grillo si propone senza nasconderlo e che, stranamente, tutti trattano come se fossero parole di un comico.Va detto anche, per aggiungere preoccupazione a preoccupazione, che il PD di Renzi ha anche lo scopo di sovvertire le istituzioni democratiche, trasformando il nostro paese in una plutocrazia (= potere dell'alta finanza) mediante una legge elettorale maggioritaria (dopo il porcellum, il porcellum italicum che sbarra la strada alla rappresentanza di qualsiasi grande minoranza) e le riforme della costituzione già bocciate nel referendum del 2006.
    Peccato che su questo ultimo punto, Leonardo non abbia niente da dire.

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    1. Per le dure critiche espresse su questo blog nei confronti dell'Italicum e di Renzi in generale, pregasi leggere i post passati... diciamo che basta guardare in quelli degli ultimi 2-3 anni.

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    2. Critiche sì, ma con l'idea che un sistema elettorale proporzionale senza sbarramenti sia sbagliato quando invece è l'unico sistema elettorale possibile se si vuole una democrazia vera. E la governabilità, basata sul consenso della maggioranza ottenuto attraverso la mediazione politica, sarebbe garantita meglio da qualsiasi sistema maggioritario leaderistico dove una minoranza impone le sue scelte alla maggioranza (chissà come mai nessun sostenitore del sistema maggioritario non veda questa ovvietà).

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    3. Anche all'interno di questa minoranza che impone le sue ascelte alla maggioranza ci sarebbero compromessi. I compromessi sono ovunque. Le regole sono fatte per essere aggirate. Si era nel proporzionale e non si andava più avanti. Proviamo il maggioritario bipolaristico e vediamo dove ci conduce. Proviamolo veramente però! Quindi bene anche all'Italicum. Verrà il tempo in cui potrebbe diventare una legge orrenda, ogni legge diventa orrenda col tempo oppure da aggiornare.

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    4. Si era nel proporzionale e le ambizioni craxiane berlusconiane avevano bisogno di maggior potere per rubare meglio. Invece che difendere la democrazia la sinistra ha cercato compromessi con le idee del grande corruttore ed ora le idee del grande corruttore sono le idee del partito che si definisce di centro sinistra, ma che non ha più niente di sinistra e poco anche di centro.

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    5. Ancora una cosa caro Alessandro: non ha senso provare una cosa che si sa che è sbagliata. Ti ricordo che la legge elettorale Acerbo di mussoliniana memoria era certamente più democratica dell'attuale italicum. Dunque?

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    6. Dunque non centra. Mussolini era dittatore per aver imprigionato e ucciso tutti gli oppositori politici, ecc. non certo per la legge elettorale.
      E' un azzardo l'italicum, è ai confini della democrazia, lo so, ma non è fascismo e andrebbe certamente accompagnato da una legge che garantisca un sistema democratico trasparente all'interno dei partiti e una diversa elezione del presidente della repubblica, dovrebbe diventare di nomina delle opposizioni.
      Però non possiamo disintossicarci del bipolarsimo se prima non lo proviamo veramente.

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    7. Non è fascismo? Amesso e non concesso che la plutocrazia sia migliore del fascismo, hai messo nel conto che le elezioni con l'italicum potrebbe vincerle Grillo? Hai messo nel conto quanta democrazia abbiamo avuto con Berlusconi e la lega al potere? Hai messo nel conto che nel sistema maggioritario contano i leader e non le idee? Non ti è mai venuto il dubbio che l'attuale degrado del confronto politico in Italia sia figlio di leggi elettorali come il porcellum? Uno come Renzi, che oggi dice una cosa e domani il contrario come Berlusconi, diventerebbe presidente del consiglio con un sistema elettorale propoprzionale dove serve serietà, contatto con gli elettori, capacità di mediazione, ecc... ?

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  16. Non credo che la tattica politica dei cinque stelle sia farina del sacco di Beppe Grillo.
    Fondamentalmente Grillo resta un comico; di politico ha solo la teatralità e l'arte della retorica.
    Credo invece che sia ben consigliato o, forse, utilizzato da chi ha più interesse di lui a influenzare la situazione politica e parlamentare italiana: Casaleggio.
    Forse passerò per complottista, ma credo che Grillo sia solamente un teatrante 'assunto' dall'imprenditore Casaleggio per recitare la parte del leader politico.
    Infatti, come ogni capo, è proprietario (possiede il logo del movimento), comanda (indice votazioni online, epura, manda in tv), ha il carisma e l'autorità necessari per controllare gli eletti.
    Poi però Grillo non va oltre a slogan e invettive.
    Lo si è visto in modo esemplare nell'incontro istituzionale e politico col Presidente del Consiglio Renzi. La mancanza di dialogo e confronto, due qualità politiche, hanno rivelato quel che è: un attore che recita la parte del politico.
    Lo stesso vale per le espulsioni dei 'dissidenti': spesso non si considera che l'allontanamento da un gruppo, perchè in dissenso dal capo, dipende anche dalla (in)capacità di sintesi delle opinioni divergenti che deve avere un capo. Anche questa è una qualità politica ignota a Grillo (e non solo a lui).
    Invece, dietro alla banale e scaltra giustificazione delle scelte politiche del movimento come conseguenza del volere del "popolo della rete", si può muovere agilmente l'imprenditore Casaleggio. Stuzzicando sapientemente "la Rete", i contenuti on demand dell'agenda politica dei cinque stelle possono allinearsi alla strategia politica dell'imprenditore che controlla un terzo del Parlamento.
    Insomma probabilmente il tornaconto del guru è politico, quello del comico, pecuniario.

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  17. E se fosse tutta una sceneggiata??!!
    Se Grillo e Casaleggio venissero fuori ad un certo momento a dire che era tutta una bufala, che volevano solo far vedere come un comico e un imprenditore, attraverso internet e l'arte della manipolazione, possono far tornare la dittatura?

    Ma anche non lo facessero, anche si sfaldassero e marcissero sulle loro stesse menzogne sarebbero comunque da prendere in considerazione, perchè il pericolo rimane. Quello dell'identità digitale e dell'espropriazione del corpo individuale da parte della "mente collettiva" sono immaginari cyberpunk che purtroppo si stanno cominciando ad avverare.

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  18. Non vedo nessuna "mente collettiva" nel M5S, al massimo una o due menti mal fasate.

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    1. E' un embrione di mente collettiva quella che fa ripetere le stesse frasi, li stessi ragionamenti, le stesse emozioni a migliaia di persone dandogli l'impressione di non seguire una persona in particolare, un capo in cui identificarsi (come spesso avviene), ma appunto una rete, spacciata per "la" rete... Il "megafono" grillo attraverso internet riesce a camuffarsi, parla dei "ragazzi", cita stieglitz, interpreta il "cittadino comune incazzato", fa la vittima, di fatto, della politica, dei giornalisti, dei traditori, non interpreta l'uomo forte, l'uomo che decide, per ogni intromissione decisionale si scusa con varie giustificazioni, l'opposto di un leader !!! E poi a livello dei consigli comunali davvero non interviene.
      C'è Casaleggio dietro al tutto, l'intento è creare davvero una "mente collettiva" da eterodirigere e da educare nei primi tempi e poi da lasciare andare. Comunque una mostruosità.

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