sabato 22 marzo 2014

Noi 4, per niente incredibili

E JackJack?

Noi 4 (Francesco Bruni, 2014).

Caro tredicenne italiano che mi sbavi a distanza sin dalla prima media, qual è il tuo problema? I tuoi genitori sono separati, embè? lo dici con un tono come se fossero morti. I tuoi genitori non sono morti. Si fanno fin troppo vivi, se vuoi la mia opinione di cinese di seconda generazione. Vengono pure ad assistere al tuo orale di licenza media. I miei non sono venuti ad assistere al mio esame. I vostri genitori vennero ad assistervi? Solo i genitori di bambini separati fanno questo tipo di cose. Passano il tempo a palleggiarsi figli e responsabilità e ricordi, con una vitalità che altre coppie segretamente invidiano. Caro tredicenne tirati su col morale: sei un trofeo, una terra di nessuno da conquistare. O preferiresti essere un bagaglio a mano, come i bambini delle famiglie noiose?


In un certo senso assomigli a questo film, ne contieni in piccolo tutte le proprietà. Sei molto più italiano di quel che vorresti sembrare. Ti piacerebbe arrivare da altrove, parlare un po' russo come qualche parente. E però non vorresti nemmeno sembrare uno sfigato primo della classe, uno di quei film d'autore che poi alla fine magari andranno meglio di te al botteghino anche se la metà del pubblico non capisce la metà di quel che succede. La distanza tra te e il tuo pubblico altri la colmano con la spocchia, per te è un lago d'ansia: oddio, la gente mi capirà? Capirà che non ce l'ho con loro, che sono dalla loro parte, che voglio mostrare la loro vita nel 2014, che non ho pretese moralistiche o paternalismi? E d'altro canto non voglio neanche essere troppo banale. Però qualche stereotipo ogni tanto è meglio infilarlo. Tra l'altro sono molto pratici, la gente li capisce al volo, non c'è bisogno di insistere più di tanto sulla vocazione teatrale della ragazza: due treccine, una specie di caftano, e via che si va. Un cialtrone lo fai svegliare per terra in una stanza disordinata e non sua, gli metti il sedere su una moto, poi il pos gli rifiuta la carta ed è più che sufficiente, in cinque minuti hai tratteggiato tutta la personalità cialtrona che ti serve.

D'altro canto i miei sono sempre i soliti tre o quattro trucchetti, che noia, lo so, lo so. Sono quel tipo di film che ti mette nel trailer una scena in cui la famiglia canta in macchina, anche se poi andando a vedermi ti accorgi che la parte più russa della famiglia se ne vergogna: no, la cantata in macchina io proprio no. E d'altro canto, accidenti, gli italiani in macchina ci cantano davvero, perché non dovremmo mostrarli? Perché ci vergogniamo sempre?

Che cosa vogliamo dai film che facciamo? (continua su +eventi!)

Nessun commento:

Posta un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).