venerdì 25 aprile 2014

Il flagello di Lars

Nymphomaniac II (Lars Von Trier, 2014)

L'altra sera mi sono spaventato, c'era un canale che trasmetteva vecchi film di Woody Allen a ripetizione e ho avuto paura che gli fosse successo qualcosa. Mentre controllavo su internet mi sono rimesso a guardicchiare Manhattan, uno di quei film che tutti hanno visto così tanto che alla fine è come se l'avessi visto tanto anch'io. In realtà era da un sacco di tempo che non lo vedevo e mi sono sorpreso, davvero, di trovarlo così bene invecchiato. Non sto dicendo che sia un film attuale; può darsi che non lo sia più: gli adulteri sono un po' passati di moda, almeno nei film, e gli intellettuali oggi hanno tic diversi, probabilmente anche a Manhattan. E però è uno di quei film in cui c'è meravigliosamente tutto, anche se lo apri in una sequenza a caso; e in una sequenza famosissima ho anche trovato il migliore giudizio sul porno esistenziale di Lars Von Trier.






Ma siccome non vengo da Philadelphia e non ho studiato ad Harvard; e senz'altro Von Trier non è Bergman, mi viene il sospetto che tutto questo sia perversamente consapevole; ovvero alla fine della fiera di quattro ore non è da escludere che l'intento programmatico del regista fosse proprio nobilitare le proprie inibizioni psicologiche e sessuali collegandole non già a fondamentali questioni filosofiche, ma a un po' di fuffa culturale, molto spesso di seconda e terza mano: la serie di Fibonacci, santo cielo, ne vogliamo parlare? Perché i registi e gli scrittori hanno il debole per la serie di Fibonacci e non, poniamo, per la sezione aurea? Siete proprio sicuri che non potrebbe sprizzare simbologie erotiche anche la sezione aurea, a strizzarla per bene? Non sarà semplicemente che per capire Fibonacci basta saper fare uno più due, mentre il pi greco è molto spesso un concetto troppo astruso per chi si iscrive a cinematografia? Molta della cultura sfoggiata da Seligman è trovarobato del genere: due o tre trucchi su dove pigliare i pesci, due citazioni dal Doktor Faustus che il regista sente il dovere di esplicitare, proprio come le matricole che hanno paura che gli interlocutori non colgano i riferimenti: ehi, ho appena letto il Doktor Faustus! E ho scoperto che Beethoven era negato con le fughe. Bene Lars, ma se hai voglia di flagellare a sangue il sedere di un'attrice (o una controfigura), perché non ti limiti a farlo senza ammazzarci col silenzio di Dio, e la morte del padre, e la responsabilità di allevare i figli, eccetera eccetera? Cioè non dico di non aver apprezzato il tentativo di levare al sadomaso tutta quella patina burlesque insopportabile da dominatrici della domenica: però alla fine voglio almeno provare un po' di vergogna di aver pagato il biglietto per vedere un sedere che sanguina; e invece me lo annacqui con tutte le visioni e i sensi di colpa e kierkegaardismi non dico adolescenziali, ma... quanti anni avevate l'ultima volta che avete provato a leggere Kierkegaard? Ecco. 

Cos'è poi la ninfomania per Von Trier? (Scopritelo su +eventi!)

6 commenti:

  1. Quella sulla sezione aurea è una battuta?

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    1. Spiego: di solito chi la fa tanto lunga con Fibonacci si allarga proprio alla sezione aurea perché sono concetti matematicamente collegati.

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    2. Eh. Il punto è che no, ormai ci si contenta di Fibonacci.

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    3. < mode guardare al dito invece che alla luna on>
      però quella di fibonacci non è una serie, è una successione.
      < mode guardare al dito invece che alla luna off>

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  2. Beethoven era negato con le fughe?
    https://www.youtube.com/watch?v=XEZXjW_s0Qs
    https://www.youtube.com/watch?v=lV4cqjNuOlw
    https://www.youtube.com/watch?v=5cxv7AnLYG4

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    1. Guarda non dirlo a me, potresti aver lincato gli Iron Maiden e non me ne accorgerei. È una cosa che dice un conferenziere in un romanzo che ho letto in un'altra vita.

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