sabato 12 aprile 2014

Premiata pasticceria Wes Anderson


 The Grand Budapest Hotel (Wes Anderson, 2014).

Tutto questo succedeva molti anni fa nella vecchia Europa, un continente di cui alcuni di voi avranno sentito parlare. Era popolato da romanzieri e dalle loro sindromi capricciose; da ereditiere insaziabili, braccate da parenti senza scrupoli e nobili avventurieri; una guerra era sempre sul punto di scoppiare; ogni tanto in un campo d'orzo un treno si fermava assalito da uomini neri senza gentilezza. Qualche massacro qua e là, e pasticcerie artigianali impagabili. Avremmo tutti avuto il diritto di viverci, almeno lo spazio di un'avventura.


Dev'essere bello vivere in un film di Wes Anderson: per gli attori, intendo. Credo sia riposante passare qualche giorno presso la sua troupe, godere dei servigi di un personale qualificato che si capisce il volo, e farsi truccare e vestire da un autore che non ti chiederà di spremere l'anima in favore dell'obiettivo. Devi solo indossare abiti buffi e fare la marionetta, non è meraviglioso?

Anche la signora seduta di fianco a me si è divertita molto... (continua su +eventi!)

6 commenti:

  1. Leonardo, si dice stopmotion.... stepmotion forse per gli ultimi film dance... a meno che non volevi fare una sottile critica....

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  2. film divertente, ma il mio preferito rimane I tenenbaum x ben stiller

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  3. ...e credo si dica fisionomista. Fisiognomica è il nome della disciplina...ed entro incontrastato nel mondo dei cagacazzi correttori online nullafacenti. yuhuhuh

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  4. Questo film è un capolavoro. E te sei un povero analfabeta.

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  5. Lo schermo non è 4:3, è 1:1, o come mai si dirà. E' un perfetto quadrato, utilizzato per esaltare l'ossessiva ricerca della simmetria nelle inquadrature.

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