lunedì 12 maggio 2014

Il Signor G invecchia

Tra tante cose che Primo Greganti potrebbe aver fatto nell'ultimo anno - la magistratura accerterà - ce n'è una sulla quale mi posso già esprimere con una relativa sicurezza: in febbraio dovrebbe aver compiuto settant'anni. All'età in cui tutti ci auguriamo di aver tirato finalmente i remi in barca, il signor G è ancora saldamente attaccato a un telefono da cui passano affari. La sua tenuta in fondo non ci stupisce - non nel paese in cui un 77enne ex presidente del Consiglio non esclude di ricandidarsi, dopo aver estinto la sua pena in una casa di cura dove abitano ospiti anche più giovani di lui.

È forse più sorprendente rendersi conto che nel nel 1993, quando fu arrestato con l'accusa di aver intascato una tangente da un miliardo e 200 milioni di lire, Greganti non ne aveva ancora compiuti cinquanta. Un giovanotto, diremmo oggi. Un funzionario nazionale del PDS, con un ruolo delicato e responsabilità pesantissime: la sua età nel '93 era una non-notizia. A voler cercare il bicchiere mezzo pieno - arte in cui conviene allenarsi - il suo arresto significa che il passaggio generazionale è ostruito anche tra i tangentari. Ci sbagliavamo a immaginarcelo come un mondo di lupi senza scrupoli, un mondo in cui se chini la testa qualcuno è pronto a staccartela. Evidentemente per costruire il know-how di un G. o di un Bisighini servono decenni di relazioni. Eppure G. e Bisighini (e Scajola) hanno in comune di aver cominciato relativamente giovani. In seguito, evidentemente, nessuno è riuscito a scalzarli.

Ora Matteo Renzi promette una task force (continua sull'Unita.it, H1t#230)succede, in casi come questi, di promettere qualcosa in inglese. L’inglese è più succinto, consente ai giornali di usare un carattere più grosso (task force in italiano sarebbe una commissione straordinaria, non suona davvero altrettanto bene). Speriamo che sia la volta buona; sarebbe bello poter pensare che anche le mazzette siano una questione generazionale, una triste abitudine dei nati negli anni Quaranta e Cinquanta. Renzi è del 1975, forse ne siamo fuori. Io però devo confessare una cosa orribile.

Se finalmente arrestassero un tangentaro della mia età, ne sarei quasi sollevato: significherebbe che anche noi siamo in grado di delinquere. Che non siamo una generazione di marziani ancora completamente impermeabili al tessuto sociale che non ci sta assorbendo. Mentre i nostri genitori e nonni continuano a intascare buste per noi. Come se non ne fossimo capaci. E forse davvero non ne siamo capaci. Ma anche l’onestà dovrebbe essere una scelta, non il posto in cui ti rassegni a sedere perché gli altri sono già tutti occupati. http://leonardo.blogspot.com

6 commenti:

  1. Pensavo esattamente le stesse cose. Evidentemente sono specializzazioni verticali molto difficili da acquisire.
    Anche il primo arresto, sostenuto senza proferir parola, mentre intorno a lui rinnegamenti, suicidi, lacrimoni e bave alla bocca dipingevano un quadro nauseante, probabilmente gli ha creato un bel curriculum.

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  2. Se il signor G avesse parlato ora non avremmo più neppure lo zoccolo duro che va a cuocere le salsicce alle feste...

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  3. Non so, sembra strano, in effetti c'è questo dubbio, dagli anni 70 siamo più onesti oppure non si sono ancora liberati i posti da ladro?

    PS: lo zoccolo duro se G avesse ipoteticamente rivelato nomi di eventuali dirigenti PDS coinvolti in mazzette sarebbe stato contento, fidati

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  4. Le relazioni per costruire le quali sono necessari decenni di tessitura non sono quelle con le persone protagoniste dirette del passaggio di denaro, ma quello che potremmo chiamare "l'indotto".
    Se è infatti relativamente facile raggiungere ruoli dai quali si gestisce un potere che genera scambi di denaro, basta essere nominato assessore e già puoi trovare qualcuno interessato a persuaderti, così tanto che in alcune zone d'italia il ruolo di assessore è già di suo un punto d'arrivo che soddisfa parecchie persone, quello che è molto difficile e lungo da costruire è lo scudo di protezione intorno.

    E' la costruzione della rete di copertura, necessaria quando la pratica in questione è alta, che richiede non tempo in quanto tale, ma passaggi di carriera progressivi e successivi in ognuno dei quali si deve avere tempo e modo di assicurarsi la persona giusta.
    Solo quando hai ALMENO uno nei servizi, ALMENO uno in parlamento, ALMENO uno in uno dei principali quotidiani, ALMENO uno in magistratura, ALMENO uno in banca, ALMENO uno negli appalti, puoi arrivare ad essere un nome a cui ci si rivolge quando serve UN Greganti.
    Non sei tu (Greganti) che hai il potere di gestire quello che hai gestito, è chi aveva bisogno di qualcuno con le relazioni che hai tu che è interessato alla tua opera.
    Non ti proponi, vieni chiamato a.
    Vedila come una professione, potrebbe svolgerla chiunque, semplicemente ci si costruisce una competenza e poi si aspetta che arrivi qualcuno al quale serve.
    E per costruirsi la "professionalità" necessaria per gestire quello che (pare) abbia gestito lui, dimensione per misurare la quale non bisogna contare i soldi ma la catena di nomi che per ovvi motivi copre, non ci metti dieci anni né basta essere nominato assessore o ministro.

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  5. La prova che a lavarsi con l'acqua della pozzanghera in cui si è caduti è esercizio un filino sterile http://machittevole.blogspot.it/2014/05/exposizione-al-ridicolo.html

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